Vladimir Michajlovič Komarov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vladimir Michajlovič Komarov
Soviet Union-1964-stamp-Vladimir Mikhailovich Komarov.jpg
Cosmonauta
NazionalitàURSS Unione Sovietica
StatusDeceduto nella missione Sojuz 1
Data di nascita16 marzo 1927
Data di morte24 aprile 1967
Selezione28 aprile 1960
Primo lancio12 ottobre 1964
Ultimo atterraggio24 aprile 1967
Altre attivitàIngegnere
Tempo nello spazio2 giorni, 3 ore e 4 minuti
Missioni
Data ritiroaprile 1967
Francobollo in onore di Vladimir Komarov

Vladimir Michajlovič Komarov (in russo: Владимир Михайлович Комаров?; Mosca, 16 marzo 1927Oblast' di Orenburg, 24 aprile 1967) è stato un cosmonauta sovietico. È ufficialmente il primo essere umano deceduto in una missione spaziale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Mosca, ai tempi dell'Unione Sovietica. Dal 1942 al 1949 frequentò la scuola speciale di Mosca per l'aeronautica militare sovietica per passare successivamente alla scuola per piloti militari di Bataisk. Nel 1959 concluse l'accademia per ingegneri dell'aeronautica militare sovietica. Komarov fu selezionato per diventare cosmonauta nel 1960.

Dopo essere stato il sostituto di Pavlo Romanovyč Popovyč su Vostok 4, partecipò alla sua prima missione in occasione del volo di Voschod 1. Nel ruolo di comandante di navicelle spaziale assunse il nomignolo di Рубин (Rubin, it. "rubino").

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Voschod 1.

Il 23 aprile 1967 venne lanciata la sua seconda missione nello spazio, la Sojuz 1. In seguito a diversi guasti dei vari sistemi della nuova navicella spaziale, il 24 aprile 1967, Komarov dovette avviare manualmente il procedimento di atterraggio. In un primo momento tutto sembrava funzionare alla perfezione fino a quando il paracadute di frenata della navicella spaziale che avrebbe dovuto consentire al velivolo di atterrare in piena sicurezza, non si aprì al comando. A causa di questo guasto, l'impatto a terra, alla velocità di 40 metri al secondo, fu violentissimo e per Komarov non vi fu alcuna possibilità di sopravvivere.

Secondo voci ufficiose, poco prima dell'impatto l'allora premier dell'Unione Sovietica Aleksej Nikolaevič Kosygin avrebbe comunicato a Komarov via radio che il paese era fiero della sua impresa. Un dipendente della NSA statunitense, stazionato ad Istanbul, che stava spiando l'andamento della missione, avrebbe allora riportato ai suoi superiori che dalla navicella di Komarov non pervenne risposta.[1]

Komarov venne successivamente decorato per due volte con il titolo onorario di Eroe dell'Unione Sovietica e dell'Ordine di Lenin.

All'atto dell'incidente era sposato con Valentina Jakovlevna Kiselëva e padre di due figli: Evgenij (1951) ed Irina (1958).

Le sue ceneri riposano presso la necropoli delle mura del Cremlino: è questo il più alto onore per un cittadino sovietico.

Gli è stato dedicato l'asteroide 1836 Komarov, scoperto nel 1971, e il Cratere Komarov sulla superficie della Luna.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica
Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN99734223 · LCCN: (ENn00114492