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Lubjanka

Coordinate: 55°45′36.78″N 37°37′42.94″E
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Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima fermata della Metropolitana di Mosca, vedi Lubjanka (metropolitana di Mosca).
Palazzo della Lubjanka
FSB
Localizzazione
StatoRussia (bandiera) Russia
Circondario federaleCentrale
LocalitàMosca
IndirizzoBol'šaja Lubjanka, 2
Coordinate55°45′36.78″N 37°37′42.94″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1898
Ricostruzione1940-1947
StileNeobarocco e neorinascimentale
Realizzazione
ArchitettoAleksej Viktorovič Ščusev e Alexander Ivanov
ProprietarioFederal'naja služba bezopasnosti

Il palazzo della Lubjanka (nome ufficiale in russo Здание органов госбезопасности на Лубянке?, Zdanie Organov Gosbezopasnosti na Lubjanke) è un palazzo di Mosca, celebre per essere sede dei servizi segreti sovietici, poi di quelli russi dopo la dissoluzione del blocco comunista. È un grande edificio con facciata di mattoni gialli, progettato da Aleksandr V. Ivanov nel 1897, ingrandito da Aleksej Viktorovič Ščusev nel 1940-1947.

La Lubjanka fu costruita nel 1898, in origine come sede neobarocca della Compagnia di Assicurazione Rossija, ed è divenuta nota per i bei pavimenti in parquet e i muri verde chiaro. Dissimulando la propria mole, l'edificio non comunica un'impressione di scala enorme: singoli dettagli palladiani e barocchi, come i minuti frontali agli angoli e la loggia centrale, si perdono in una facciata classicheggiante in apparenza infinita, in cui le tre fasce di cornicioni sottolineano le linee orizzontali. Un orologio è posto al centro della fascia superiore della facciata.

Nel 1918 fu occupato dai primi servizi segreti sovietici, la Čeka. La sede rimase poi stabile nonostante le successive evoluzioni dei servizi, da Čeka a GPU a NKVD a KGB, fino ad approdare all'FSB russa di oggi. La Lubjanka mantiene una fama sinistra, legata alle torture e ai crudeli interrogatori che si tennero al suo interno dal 1918 al 1956 (come raccontato da Aleksandr Solženicyn in Arcipelago Gulag) e che ebbero il loro culmine nell'epoca delle grandi purghe staliniane.

Nel corso delle Grandi purghe, gli uffici divennero via via più affollati per l'aumento degli operativi. Nel 1940 fu commissionato a Aleksej Ščusev il raddoppio della dimensione dell'edificio, tramite l'aggiunta di un altro piano e con costruzioni sul retro. Il progetto di Ščusev aumentava la componente neorinascimentale, ma solo la parte sinistra della facciata fu ricostruita sotto la sua direzione negli anni '40, a causa della guerra e di altri ostacoli. La facciata asimmetrica rimase tale fino al 1983, quando la simmetria fu ripristinata secondo il progetto, su impulso di Jurij Andropov.

Di fronte al palazzo, fino al termine dell'Unione Sovietica[1], si trovava una faraonica statua detta Feliks di ferro che, secondo una credenza popolare, era fatta interamente di oro a 16 carati.

Detti popolari

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Fra gli abitanti di Mosca è molto frequente il modo di dire: «Il Palazzo della Lubjanka è il più alto di Mosca, perché da lì si vede direttamente la Siberia».[2] Questo detto deriva chiaramente dalle deportazioni dei prigionieri politici destinati ai campi di internamento in Siberia (erroneamente denominati gulag[3]), dopo essere stati rinchiusi in un primo tempo nella Lubjanka.

  1. Secondo Vladimir Boukovski "l'immagine della caduta nella polvere della statua di Dzerjinski li ha paralizzati. Ma la folla non ha preso la Lubianka, la sede dei servizi": intervista realizzata da Michel Eltchaninoff, «L'esprit de la dissidence», Études, 2013/4 (Tome 418), p. 441-452.
  2. Le mani dell'ex Kgb sul cinema: gli 007 veri premiano quelli finti, su ilgiornale.it.
  3. In realtà tale nome è l'acronimo di Glavnoe upravlenie ispravitelno-trudovych lagerej ossia Direzione principale dei campi di lavoro correttivi.

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