Jon Snow

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Jon Snow
Jon Snow, interpretato da Kit Harington, con il cucciolo meta-lupo Spettro.
Jon Snow, interpretato da Kit Harington, con il cucciolo meta-lupo Spettro.
Saga Cronache del ghiaccio e del fuoco
Soprannome Lord Snow
Il Bastardo di Grande Inverno
Autore George R. R. Martin
1ª app. in A Game of Thrones (romanzo)
L'inverno sta arrivando (serie televisiva)
Editore it. Mondadori
Interpretato da Kit Harington (in Il Trono di Spade)
Voce italiana Daniele Giuliani
Sesso Maschio
Data di nascita 283 AA
Abilità Metamorfo[1][2][3]
Affiliazione Casa Stark
Guardiani della notte
Parenti

Jon Snow (pronuncia /ˈʤɒn ˈsnoʊ/)[4] è un personaggio della saga letteraria di genere fantasy medievale Cronache del ghiaccio e del fuoco, creata dallo scrittore statunitense George R. R. Martin.

Jon è uno dei personaggi principali della saga e appare sin dal primo romanzo, A Game of Thrones.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Jon Snow è un membro della Casa Stark, ufficialmente conosciuto come figlio bastardo di Eddard Stark, lord di Grande Inverno. L'identità della madre è tuttora ignota nei romanzi, mentre viene svelata nella serie televisiva Il Trono di Spade.

Jon è un ragazzo dal carattere mite e gentile, che ha ereditato lo stesso senso della giustizia del padre. Ha un buon rapporto con il fratellastro coetaneo Robb, del quale ammette invidiarne il carisma e la sicurezza cui si contrappone il temperamento introverso di Jon. Egli è molto legato anche ad Arya, Bran e Rickon, mentre a malapena interagisce con Sansa, che mostra indifferenza nei suoi confronti, e viene trattato con ostilità dalla matrigna Catelyn, che non gli perdona di essere il figlio illegittimo dell'uomo che ama.

Jon ha quattordici anni all'inizio della saga. Viene descritto come un ragazzo alto e snello, con l'aspetto fisico tipico della famiglia Stark: ha un viso allungato, la carnagione olivastra, i capelli castani e gli occhi di un grigio molto scuro, quasi nero.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Jon nasce in una località non specificata delle Terre del Re nel 283º anno dopo la conquista del Continente Occidentale da parte di Aegon Targaryen. Il nome gli è stato dato in onore del protettore di Ned, Jon Arryn, e assegnato il cognome "Snow", tradizionalmente dato ai figli bastardi di alto lignaggio del Nord. Jon è cresciuto senza conoscere l'identità della madre, di cui Eddard si rifiuta di rivelare il nome.

Pur essendo un figlio illegittimo, Jon è stato accettato dal padre e cresciuto assieme al resto della famiglia essendo quasi coetaneo del fratellastro Robb i due ricevono la stessa educazione e vengono entrambi addestrati come un cavaliere di alto rango. La cosa infastidisce notevolmente Catelyn Tully che mal sopporta la presenza del figlio illegittimo del marito, la situazione è aggravata dal fatto che mentre tutti i figli di Catelyn e Ned (ad eccezione di Arya) somigliano principalmente alla madre, Jon presenta tutti i tratti somatici tipici degli Stark.

A Game of Thrones[modifica | modifica wikitesto]

Verso il compimento dei suoi quattordici anni Jon decide di entrare a far parte della confraternita dei Guardiani della notte, per seguire l'esempio di suo zio Benjen Stark. Un giorno, di ritorno dall'esecuzione di un disertore, Jon, Robb e Theon Greyjoy, prigioniero politico di Ned, si imbattono in una meta-lupa morta, circondata dalla sua prole ancora in vita. I sei cuccioli vengono presi in custodia da Robb, essendo il meta-lupo il simbolo della Casa Stark, e perché vengono considerati come un buon auspicio. I primi cinque sono assegnati a ciascuno dei fratelli Stark, mentre il sesto, un cucciolo albino con gli occhi rossi in disparte, viene dato a Jon, che decide di chiamare Spettro.

Durante il viaggio verso la Barriera per prendere i voti come Guardiano della Notte, Jon è accompagnato tra gli altri da Tyrion Lannister, l'unico ad avvertirlo dei pericoli e in generale di cosa comporta vivere presso la Barriera per tutta la vita. Arrivato a destinazione, Jon apprende che suo zio è in procinto di partire per una spedizione; quando il suo ritorno si fa attendere più del previsto, Benjen viene creduto morto.

Il primo periodo di Jon sulla Barriera è molto duro, in quanto fatica ad ambientarsi con le altre reclute che egli umilia durante addestramenti, incurante di essere l'unico ad avere già sostenuto un addestramento a casa propria. Nel frattempo, è vessato dal crudele maestro d'armi del Castello Nero, Ser Alliser Thorne, che ironicamente lo chiama "lord Snow", per sottolineare la sua condizione di bastardo. Col tempo, Jon comincia a cambiare atteggiamento e a maturare la consapevolezza dell'importanza della solidarietà tra confratelli, a prescindere dalle proprie origini, dopo un discorso con Donal Noye, il fabbro del Castello Nero. Fa amicizia infine con l'obeso e timido Samwell Tarly, e lo aiuta a proteggersi dalle angherie degli altri ragazzi arrivati sulla Barriera, scagliati contro di lui da Ser Alliser.

All'arrivo di nuove reclute a Jon viene comunicato da Ser Alliser che, unitamente ad altri otto ragazzi, potrà prestare giuramento per entrare nei Guardiani della notte; nel gruppo però non è compreso Sam. Jon si reca così agli alloggi del maestro Aemon, il guaritore del Castello Nero. Jon lo mette al corrente dei propri timori per la vita di Sam e chiede al maestro di prenderlo con sé come attendente, riferendogli le qualità dell'amico, che pur non essendo un esempio di virtù marziale, potrebbe dare al maestro un valido e concreto aiuto. Sam infatti, altro contrario di Chett, l'attuale attendente del maestro, sa leggere e scrivere, fare i conti e gestire i corvi messaggeri.

Sam viene quindi ammesso, tuttavia, Jon non viene ammesso tra i ranger, ma nominato attendente al servizio del lord Comandante Jeor Mormont. Questa decisione offende Jon, tuttavia l'amico Sam gli fa notare che l'uomo vuole tenere Jon accanto a sé in modo che egli possa essere suo erede e futuro lord comandante. Il giorno del giuramento di Jon e Sam in una radura appena oltre la Barriera, Spettro scopre i corpi di due degli uomini che accompagnavano Benjen Stark. La Guardia ritorna al Castello con i due cadaveri, però più tardi accade qualcosa di soprannaturale ed i due morti ritornano in vita, attaccando gli uomini della Guardia. Jon accorre in soccorso del suo comandante e distrugge la creatura usando il fuoco. Lord Mormont, in segno di gratitudine e fiducia nei suoi riguardi come futuro comandante della Guardia, affida a Jon "Lungo Artiglio", la sua spada bastarda di acciaio di Valyria. Allo scoppio della Guerra dei Cinque Re e alla notizia dell'esecuzione del padre, Jon incomincia a dubitare della sua scelta e decide di disertare e unirsi all'esercito di Robb. I suoi compagni però riescono a fermarlo e Jon decide quindi di rimanere fedele e onorare il suo giuramento e di seguire il lord Comandante nella spedizione oltre la Barriera.

A Clash of Kings[modifica | modifica wikitesto]

Jon partecipa alla Grande Escursione oltre la Barriera, per scoprire cosa sta succedendo nella Foresta Stregata in cerca dei ranger spariti, tra cui Benjen Stark. La spedizione sosta brevemente al Castello di Craster, dove vengono a sapere che i Bruti, solitamente anarchici, si stanno unendo sotto il comando del cosiddetto Re Oltre La Barriera, Mance Rayder, un ex-Guardiano della notte. Jon giunge fino al Pugno dei Primi Uomini e si offre di seguire Qhorin il Monco, ranger che parte volontariamente alla volta degli Artigli di Ghiaccio. Il gruppo uccide due Bruti di guardia; Jon, scoprendo che il terzo bruto da uccidere è in realtà una donna di nome Ygritte, decide di risparmiarle la vita e prenderla come prigioniera. In seguito Qhorin gli dà comunque l'ordine di ucciderla, ma Jon la lascia scappare via in segreto.

Una notte, Jon fa un sogno in cui vedendo attraverso gli occhi di Spettro, ha la visione di un folto numero di Bruti radunarsi in un luogo con giganti e mammut al seguito.[1] Qhorin gli fa giurare di arrendersi al Popolo libero e di far credere loro di essere un disertore, in modo da essere accolto tra di loro e di poter spiare le loro mosse dall'interno. Poco dopo, i due vengono attaccati da un gruppo di Bruti che prendono Jon come prigioniero e gli comandano di uccidere il suo compagno; Snow, seguendo gli ordini dello stesso Qhorin, uccide quest'ultimo per dar prova del suo tradimento.

A Storm of Swords[modifica | modifica wikitesto]

Jon viene presentato a Mance Rayder, disertore dei Guardiani della notte ora autoproclamatosi re del Popolo libero. Jon dichiara di aver tradito il suo giuramento e grazie a questa menzogna viene accolto tra i Bruti. Durante la loro conversazione, Jon apprende dei piani di Mance per invadere i Sette Regni. Nel frattempo, inizia una relazione sessuale con Ygritte, rompendo il voto di castità dei Guardiani della notte.

Jon si unisce alla missione del bruto Styr per scalare la Barriera e prendere così il Castello Nero in parte sguarnito di uomini. Scalata la Barriera, assaltano un promontorio abitato e gli viene ordinato di uccidere un vecchio uomo innocente. Jon però si ribella e scappa, aiutato anche dall'intervento a sorpresa di Estate, meta-lupo di Bran. Rimane però ferito ad una gamba, a causa di una freccia scoccata dalla stessa Ygritte. Si dirige verso il Castello Nero e insieme a Donal Noye, organizza la difesa del Castello Nero. Noye muore nello scontro, Jon prende il comando degli uomini e li porta alla vittoria. Gli invasori rimangono uccisi e con loro Ygritte, che muore tra le sue braccia.

Poco tempo dopo, la Barriera finisce nuovamente sotto attacco ed è difesa da pochi uomini. Jon li guida di nuovo ma sua leadership è messa in dubbio da Ser Alliser, che lo accusa di essere un traditore. Jon viene incarcerato per diserzione e processato alla Barriera, ma in seguito rilasciato e condotto a mediare con Rayder. Durante l'incontro con l'uomo i Bruti vengono accerchiati inaspettatamente dalle truppe di re Stannis Baratheon, giunto da Roccia del Drago in aiuto ai Guardiani della notte. Rayder viene fatto prigioniero e Jon torna alla Barriera, dove re Stannis gli offre la possibilità di diventare uno Stark legittimo e lord di Grande Inverno, ma Jon capisce che il suo posto è tra i Guardiani della Notte e declina l'offerta. Grazie all'intervento dell'amico Sam Tarly, viene infine eletto lord comandante e prende ufficialmente il comando del Castello Nero.

A Feast for Crows[modifica | modifica wikitesto]

Jon manda Sam presso Vecchia Città in modo che quest'ultimo possa studiare e soddisfare i requisiti per diventare maestro del Castello Nero, succedendo così all'anziano maestro Aemon. Insieme a Sam vengono inviati Dareon, un confratello incaricato di reclutare nuovi soggetti, Aemon, Gilly, figlia e moglie di lord Craster, e il suo bambino. Jon scopre inoltre che Melisandre, la sacerdotessa al seguito di re Stannis della quale non si fida, intende sacrificare il figlio di Rayder al dio R'hllor, in quanto di sangue reale, e per impedire che i suoi propositi si avverino, scambia il bambino col figlio di Craster.

A Dance with Dragons[modifica | modifica wikitesto]

Come nuovo lord comandante, Jon propone di accogliere qualsiasi Bruto che voglia rifugiarsi a sud della Barriera per fare causa comune contro la minaccia degli Estranei. La decisione, per quanto legittimabile dal fatto di voler evitare che un largo numero di Bruti venga sterminato dagli Estranei e ritorni quindi sotto forma di non-morti, incontra l'aperto dissenso da parte di diversi Guardiani della Notte, che temono che i Bruti possano facilmente attaccarli alle spalle. Intanto, in vista dell'inverno imminente e di un possibile attacco degli Estranei, Jon decide di far ristrutturare i castelli in rovina lungo la Barriera. Quando però decide di liberarsi di Janos Slynt, ponendolo al comando di uno dei castelli lungo la Barriera, questi rifiuta e Jon lo decapita con le proprie mani per insubordinazione. Nel frattempo, Melisandre ordina l'esecuzione di Mance Rayder, per dissuadere i Bruti dal tentare ribellioni. Jon entra in contrasto sia con Stannis che con i suoi uomini, che lo accusano di essere troppo disponibile con il candidato re. Dopo la partenza di Stannis, Jon convince quasi tutti i Bruti a difendere la Barriera e li invita a raggiungere il luogo.

In seguito, giunge alla Barriera un messaggio in cui è riportato che Ramsay Bolton sta per sposare Arya Stark per diventare lord di Grande Inverno; non sapendo che la futura sposa di Ramsay è in realtà un'impostora inviata dai Lannister, Jon è combattuto, essendo indeciso se aiutare sua sorella o essere fedele al giuramento. Melisandre, che è intenzionata a guadagnarsi la fiducia di Jon, gli promette che salverà Arya senza che lui infranga i suoi voti, inviando Rattleshirt a salvare Arya. L'uomo è in realtà Mance Rayder, salvato da Melisandre grazie a un incantesimo perché potesse sfuggire alla giustizia di Stannis. In seguito, una ragazza riesce a raggiungere il Castello Nero, ma non si tratta di Arya, bensì di Alys Karstark: la ragazza avvisa Jon che in realtà i Karstark hanno finto di voler appoggiare Stannis, per poi tradirlo nella sua marcia verso sud.

Jon stringe un accordo con uno dei condottieri del Popolo Libero, Tormund Veleno di Giganti, offrendo protezione a lui e ai suoi seguaci in cambio di oro e altri oggetti di valore, con lo scopo di vendere tali ricchezze a Braavos e poter comprare nella città libera viveri sufficienti per l'inverno. Il portale del Castello Nero viene dunque aperto per un'intera giornata, al fine di far transitare migliaia di persone del Popolo Libero attraverso la Barriera. Jon organizza, inoltre, una spedizione ad Aspra Dimora, luogo a nord della Barriera, onde soccorrere un numeroso gruppo di Bruti ivi radunatosi.

Quando riceve una pergamena da parte di Ramsay Bolton, in cui egli informa Jon della sua presunta vittoria contro Stannis Baratheon e inoltre impone ai Guardiani della Notte di sottostare alle sue richieste, pena l'accusa di tradimento per il supporto fornito a Stannis, Jon decide di marciare contro di lui, facendosi accompagnare da un contingente di volontari, Guardiani e Bruti. Alcuni Guardiani interpretano questo progetto come un'aperta violazione del carattere completamente neutrale dei Guardiani della Notte e decidono di uccidere Jon, approfittando della confusione originatasi dallo scontro tra Wun Wun, gigante Bruto, e Ser Patrek della Montagna del Re, cavaliere al seguito di Selyse Baratheon. I sicari, capeggiati da Bowen Marsh, infliggono numerose coltellate a Jon, tra cui una in pieno petto, facendolo accasciare sul suolo nevoso, con le ferite fumanti. Il suo destino è sconosciuto e oggetto di molte speculazioni.

Trasposizione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Il Trono di Spade (serie televisiva).

Nella serie televisiva Il Trono di Spade Jon Snow viene interpretato dall'attore britannico Kit Harington.[5] A differenza dei romanzi, dove è un quattordicenne, Jon è rappresentato come diciottenne.

A differenza dei romanzi, dove tuttora non è stata data alcuna spiegazione circa le origini di Jon, nella serie televisiva, al termine della sesta stagione, viene svelato che sua madre è Lyanna Stark, la defunta sorella di Eddard, mentre l'identità del vero padre, Rhaegar Targaryen, è stata rivelata nei canali social della stessa casa di produzione televisiva.[senza fonte]

Il personaggio fa la sua prima apparizione nell'episodio pilota, L'inverno sta arrivando, andato in onda il 17 aprile 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b George R. R. Martin, Il Trono di Spade 2. Il Regno dei Lupi e La Regina dei Draghi: Libro secondo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, traduzione di Sergio Altieri, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2012, p. 733-734, ISBN 978-88-04-62090-7.
  2. ^ George R. R. Martin, Il Trono di Spade 3. Tempesta di Spade, I fiumi della guerra, Il Portale delle Tenebre: Libro terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, traduzione di Sergio Altieri, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2013, p. 1118-1119, ISBN 978-88-04-62833-0.
  3. ^ George R. R. Martin, I guerrieri del ghiaccio, traduzione di Sergio Altieri e G. L. Staffilano, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2012, p. 26, ISBN 978-88-04-62278-9.
  4. ^ (EN) Official Pronunciation Guide for 'Game of Thrones', Making Game of Thrones, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  5. ^ (EN) A Casting We Will Go, grrm.livejournal.com. URL consultato il 21 aprile 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]