Jon Snow

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1leftarrow blue.svgVoci principali: Casa Stark, Guardiani della notte.

Jon Snow
Jon Snow.png
Kit Harington interpreta Jon (nella scena, con il cucciolo meta-lupo Spettro) nella serie televisiva Il Trono di Spade
Saga Cronache del ghiaccio e del fuoco
Soprannome
  • Lord Snow
  • Il Bastardo di Grande Inverno
  • Lupo Bianco (serie televisiva)
  • Il Principe che fu promesso (serie televisiva)
  • Re del Nord (serie televisiva)
Autore George R. R. Martin
1ª app. in Il gioco del trono
Editore it. Mondadori
Interpretato da Kit Harington
Voce italiana Daniele Giuliani
Sesso Maschio
Data di nascita 283 D.C.
Abilità Spadaccino
Metamorfo[1][2][3]
Affiliazione Casa Stark
Guardiani della notte
« Tu non sai niente, Jon Snow »
(Ygritte[4])

Jon Snow (pronuncia /ˈʤɒn ˈsnoʊ/)[5] è un personaggio della saga letteraria di genere fantasy medievale Cronache del ghiaccio e del fuoco, creata dallo scrittore statunitense George R. R. Martin.

Jon è uno dei personaggi principali della saga e appare sin dal primo romanzo, Il gioco del trono.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Jon Snow è un membro della Casa Stark, ufficialmente conosciuto come figlio bastardo di Eddard Stark, lord di Grande Inverno. L'identità della madre è tuttora ignota nei romanzi, mentre viene svelata nella serie televisiva Il Trono di Spade.

Jon è un ragazzo dal carattere mite e gentile, che ha ereditato lo stesso senso della giustizia del padre. Ha un buon rapporto con il fratellastro coetaneo Robb, del quale ammette invidiarne il carisma e la sicurezza cui si contrappone il temperamento introverso di Jon. Egli è molto legato anche ad Arya, Bran e Rickon, mentre a malapena interagisce con Sansa, che mostra indifferenza nei suoi confronti, e viene trattato con ostilità dalla matrigna Catelyn, che non gli perdona di essere il figlio illegittimo dell'uomo che ama.

Jon ha quattordici anni all'inizio della saga. Viene descritto come un ragazzo alto e snello, con l'aspetto fisico tipico della famiglia Stark: ha un viso allungato, la carnagione olivastra, i capelli castani e gli occhi di un grigio molto scuro, quasi nero.

Come i suoi fratellastri Bran e Arya, Jon possiede poteri da metamorfo, che si manifestano attraverso il fortissimo legame con il suo meta-lupo Spettro, potendo talvolta vedere attraverso i suoi occhi durante i sogni,[1] o avvertendo le sensazioni e le emozioni dell'animale, quando questi gli è vicino.[2] È tuttavia un dono che egli non coltiva e, anzi, cerca di reprimere, come nota con rammarico il metamorfo Varamyr Seipelli nel prologo di A Dance with Dragons.[3]

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Jon nasce in una località non specificata delle Terre del Re nel 283º anno dopo la conquista del Continente Occidentale da parte di Aegon Targaryen il Conquistatore. Il nome gli è stato dato in onore del protettore di Eddard Stark, Jon Arryn, e assegnato il cognome "Snow", tradizionalmente dato ai figli bastardi di alto lignaggio del Nord. Jon è cresciuto senza conoscere l'identità della madre, di cui Eddard si rifiuta di rivelare il nome.

Pur essendo un figlio illegittimo, Jon è stato accettato dal padre e cresciuto assieme al resto della famiglia; essendo quasi coetaneo del fratellastro Robb, i due ricevono la stessa educazione e vengono entrambi addestrati come cavalieri di alto rango. La cosa infastidisce notevolmente Catelyn Tully che mal sopporta la presenza del figlio illegittimo del marito; la situazione è aggravata dal fatto che, mentre tutti i figli di Catelyn e Ned (ad eccezione di Arya) somigliano principalmente alla madre, Jon presenta tutti i tratti somatici tipici degli Stark.

Il gioco del trono[modifica | modifica wikitesto]

Verso il compimento dei suoi quattordici anni Jon decide di entrare a far parte della confraternita dei Guardiani della notte, per seguire l'esempio di suo zio Benjen Stark. Un giorno, di ritorno dall'esecuzione di un disertore, Jon, Robb e Theon Greyjoy, prigioniero politico di Ned, si imbattono in una meta-lupa morta, circondata dalla sua prole ancora in vita. Essendo il meta-lupo il simbolo della Casa Stark, e considerati inoltre simbolo di buon auspicio, i sei cuccioli vengono presi in custodia da Robb; i primi cinque sono assegnati a ciascuno dei fratelli Stark, mentre il sesto, un cucciolo albino con gli occhi rossi in disparte, viene dato a Jon, che decide di chiamarlo Spettro.

Durante il viaggio verso la Barriera per prendere i voti come Guardiano della Notte, Jon è accompagnato tra gli altri da Tyrion Lannister, l'unico ad avvertirlo dei pericoli e in generale di cosa comporta vivere presso la Barriera per tutta la vita. Arrivato a destinazione, Jon apprende che suo zio è in procinto di partire per una spedizione; quando il suo ritorno si fa attendere più del previsto, Benjen viene creduto morto.

Il primo periodo di Jon sulla Barriera è molto duro, in quanto fatica ad ambientarsi con le altre reclute che egli umilia durante addestramenti, incurante di essere l'unico ad avere già sostenuto un addestramento a casa propria. Nel frattempo, è vessato dal crudele maestro d'armi del Castello Nero, ser Alliser Thorne, che ironicamente lo chiama "lord Snow", per sottolineare la sua condizione di bastardo. Col tempo, Jon comincia a cambiare atteggiamento e a maturare la consapevolezza dell'importanza della solidarietà tra confratelli, a prescindere dalle proprie origini, dopo un discorso con Donal Noye, il fabbro del Castello Nero. Fa amicizia infine con l'obeso e timido Samwell Tarly, e lo aiuta a proteggersi dalle angherie degli altri ragazzi arrivati sulla Barriera, scagliati contro di lui da ser Alliser.

All'arrivo di nuove reclute a Jon viene comunicato da ser Alliser che, unitamente ad altri otto ragazzi, potrà prestare giuramento per entrare nei Guardiani della notte; nel gruppo però non è compreso Sam. Jon si reca così agli alloggi del maestro Aemon, il guaritore del Castello Nero. Jon lo mette al corrente dei propri timori per la vita di Sam e chiede al maestro di prenderlo con sé come attendente, riferendogli le qualità dell'amico, che pur non essendo un esempio di virtù marziale, potrebbe dare al maestro un valido e concreto aiuto. Sam infatti, al contrario di Chett, l'attuale attendente del maestro, sa leggere e scrivere, fare i conti e gestire i corvi messaggeri.

Sam viene quindi ammesso, tuttavia, Jon non viene incluso tra i ranger, ma nominato attendente al servizio del lord comandante Jeor Mormont. Questa decisione offende Jon, tuttavia l'amico Sam gli fa notare che l'uomo vuole tenere Jon accanto a sé in modo che egli possa essere suo erede e futuro lord comandante. Il giorno del giuramento di Jon e Sam in una radura appena oltre la Barriera, Spettro scopre i corpi di due degli uomini che accompagnavano Benjen Stark. La Guardia ritorna al Castello con i due cadaveri, però più tardi accade qualcosa di soprannaturale ed i due morti ritornano in vita, attaccando gli uomini della Guardia. Jon accorre in soccorso del suo comandante e distrugge la creatura usando il fuoco. Lord Mormont, in segno di gratitudine e fiducia nei suoi riguardi come futuro comandante della Guardia, affida a Jon "Lungo Artiglio", la sua spada bastarda di acciaio di Valyria. Allo scoppio della Guerra dei Cinque Re e alla notizia dell'esecuzione del padre, Jon incomincia a dubitare della sua scelta e decide di disertare e unirsi all'esercito di Robb. I suoi compagni però riescono a fermarlo e Jon decide quindi di rimanere fedele e onorare il suo giuramento e di seguire il lord Comandante nella spedizione oltre la Barriera.

Lo scontro dei re[modifica | modifica wikitesto]

Jon partecipa alla grande escursione oltre la Barriera, per scoprire cosa sta succedendo nella Foresta Stregata in cerca dei ranger spariti, tra cui Benjen Stark. La spedizione sosta brevemente al castello di Craster, dove vengono a sapere che i Bruti, solitamente anarchici, si stanno unendo sotto il comando del cosiddetto Re oltre la Barriera, Mance Rayder, un ex-Guardiano della notte. Jon giunge fino al Pugno dei Primi Uomini e si offre di seguire Qhorin il Monco, ranger che parte volontariamente alla volta degli Artigli di Ghiaccio. Il gruppo uccide due Bruti di guardia; Jon, scoprendo che il terzo bruto da uccidere è in realtà una donna di nome Ygritte, decide di risparmiarle la vita e prenderla come prigioniera. In seguito Qhorin gli dà comunque l'ordine di ucciderla, ma Jon la lascia scappare via in segreto.

Una notte, Jon fa un sogno in cui vedendo attraverso gli occhi di Spettro, ha la visione di un folto numero di Bruti radunarsi in un luogo con giganti e mammut al seguito[1]. Qhorin gli fa giurare di arrendersi al popolo libero e di far credere loro di essere un disertore, in modo da essere accolto tra di loro e di poter spiare le loro mosse dall'interno. Poco dopo, i due vengono attaccati da un gruppo di Bruti che prendono Jon come prigioniero e gli comandano di uccidere il suo compagno; Snow, seguendo gli ordini dello stesso Qhorin, uccide quest'ultimo per dar prova del suo tradimento.

Tempesta di spade[modifica | modifica wikitesto]

Jon viene presentato a Mance Rayder, disertore dei Guardiani della notte ora autoproclamatosi Re oltre la Barriera. Jon dichiara di aver tradito il suo giuramento e grazie a questa menzogna viene accolto tra i Bruti. Durante la loro conversazione, Jon apprende dei piani di Mance per invadere i Sette Regni. Nel frattempo, inizia una relazione sessuale con Ygritte, rompendo il voto di castità dei Guardiani della notte.

Jon si unisce alla missione del bruto Styr per scalare la Barriera e prendere così il Castello Nero in parte sguarnito di uomini. Scalata la Barriera, assaltano un promontorio abitato e gli viene ordinato di uccidere un vecchio uomo innocente. Jon però si ribella e scappa, aiutato anche dall'intervento a sorpresa di Estate, meta-lupo di Bran che, in viaggio verso il Nord, sosta casualmente a poche leghe di distanza, all'oscuro della presenza del fratello. Rimane però ferito ad una gamba, a causa di una freccia scoccata dalla stessa Ygritte. Si dirige verso il Castello Nero e insieme a Donal Noye, organizza la difesa del Castello Nero. Noye muore nello scontro, Jon prende il comando degli uomini e li porta alla vittoria. Gli invasori rimangono uccisi e con loro Ygritte, che muore tra le sue braccia.

Poco tempo dopo, la Barriera finisce nuovamente sotto attacco ed è difesa da pochi uomini. Jon li guida di nuovo ma sua leadership è messa in dubbio da ser Alliser, che lo accusa di essere un traditore. Jon viene incarcerato per diserzione e processato alla Barriera, ma in seguito rilasciato e condotto a mediare con Rayder. Durante l'incontro con l'uomo i Bruti vengono accerchiati inaspettatamente dalle truppe di re Stannis Baratheon, giunto da Roccia del Drago in aiuto ai Guardiani della notte. Rayder viene fatto prigioniero e Jon torna alla Barriera, dove re Stannis gli offre la possibilità di diventare uno Stark legittimo e lord di Grande Inverno e gli propone di sposare Val (detta "Principessa dei Bruti") per unificare il Nord col popolo libero; tuttavia Jon decide di rimanere fedele ai propri voti e rinuncia ad entrambe queste proposte. Grazie all'intervento dell'amico Sam Tarly, viene infine eletto lord comandante e prende ufficialmente il comando del Castello Nero.

Il banchetto dei corvi[modifica | modifica wikitesto]

Jon manda Sam presso Vecchia Città in modo che quest'ultimo possa studiare e soddisfare i requisiti per diventare maestro del Castello Nero, succedendo così all'anziano maestro Aemon. Insieme a Sam vengono inviati Dareon, un confratello incaricato di reclutare nuovi soggetti, Aemon, Gilly, figlia e moglie di Craster, e il suo bambino. Jon scopre inoltre che Melisandre, la sacerdotessa al seguito di re Stannis della quale non si fida, intende sacrificare il figlio di Rayder al dio R'hllor, in quanto di sangue reale, e per impedire che i suoi propositi si avverino, scambia il bambino col figlio di Craster.

A Dance with Dragons[modifica | modifica wikitesto]

Come nuovo lord comandante, Jon propone di accogliere qualsiasi Bruto che voglia rifugiarsi a Sud della Barriera per fare causa comune contro la minaccia degli Estranei. La decisione, per quanto legittimabile dal fatto di voler evitare che un largo numero di Bruti venga sterminato dagli Estranei e ritorni quindi sotto forma di non-morti, incontra l'aperto dissenso da parte di diversi Guardiani della notte, che temono che i Bruti possano facilmente attaccarli alle spalle. Intanto, in vista dell'inverno imminente e di un possibile attacco degli Estranei, Jon decide di far ristrutturare i castelli in rovina lungo la Barriera. Quando però decide di liberarsi di Janos Slynt, ponendolo al comando di uno dei castelli lungo la Barriera, questi rifiuta e Jon lo decapita con le proprie mani per insubordinazione. Nel frattempo, Melisandre ordina l'esecuzione di Mance Rayder, per dissuadere i Bruti dal tentare ribellioni. Jon entra in contrasto sia con Stannis che con i suoi uomini, che lo accusano di essere troppo disponibile con il candidato re. Dopo la partenza di Stannis, Jon convince quasi tutti i Bruti a difendere la Barriera e li invita a raggiungere il luogo.

In seguito, giunge alla Barriera un messaggio in cui è riportato che Ramsay Bolton sta per sposare Arya Stark per diventare lord di Grande Inverno; non sapendo che la futura sposa di Ramsay è in realtà un'impostora inviata dai Lannister, Jon è combattuto, essendo indeciso se aiutare sua sorella o essere fedele al giuramento. Melisandre, intenzionata a guadagnarsi la fiducia di Jon, gli promette che salverà Arya senza che lui infranga i suoi voti, inviando Rattleshirt a salvare Arya. L'uomo è in realtà Mance Rayder, salvato da Melisandre grazie a un incantesimo perché potesse sfuggire alla giustizia di Stannis. In seguito, una ragazza riesce a raggiungere il Castello Nero, ma non si tratta di Arya, bensì di Alys Karstark: la ragazza avvisa Jon che in realtà i Karstark hanno finto di voler appoggiare Stannis, per poi tradirlo nella sua marcia verso sud.

Jon invia Val a cercare Tormund Veleno di Giganti, per offrire protezione dagli Estranei a lui e ai suoi seguaci in cambio di oro e altri oggetti di valore, con lo scopo di vendere tali ricchezze a Braavos e poter comprare nella città libera viveri sufficienti per l'inverno. Il portale del Castello Nero viene dunque aperto per un'intera giornata, al fine di far transitare migliaia di persone del Popolo Libero attraverso la Barriera. Jon organizza, inoltre, una spedizione ad Aspra Dimora, luogo a nord della Barriera, onde soccorrere un numeroso gruppo di Bruti ivi radunatosi.

Quando riceve una pergamena da parte di Ramsay Bolton, in cui egli informa Jon della sua presunta vittoria contro Stannis Baratheon e inoltre impone ai Guardiani della Notte di sottostare alle sue richieste, pena l'accusa di tradimento per il supporto fornito a Stannis, Jon decide di marciare contro di lui, facendosi accompagnare da un contingente di volontari, Guardiani e Bruti. Alcuni Guardiani interpretano questo progetto come un'aperta violazione del carattere completamente neutrale dei Guardiani della Notte e decidono di uccidere Jon, approfittando della confusione originatasi dallo scontro tra Wun Wun, gigante Bruto, e ser Patrek della Montagna del Re, cavaliere al seguito di Selyse Florent, consorte di Stannis. I sicari, capeggiati da Bowen Marsh, infliggono numerose coltellate a Jon, tra cui una in pieno petto, facendolo accasciare sul suolo nevoso, con le ferite fumanti. Il suo destino è sconosciuto e oggetto di molte speculazioni.

Trasposizione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Nella serie televisiva Il Trono di Spade Jon Snow viene interpretato dall'attore britannico Kit Harington.[6] Il personaggio fa la sua prima apparizione nell'episodio pilota, L'inverno sta arrivando, andato in onda il 17 aprile 2011.

Come molti personaggi, Jon risulta invecchiato nella serie televisiva, rispetto alla sua versione descritta saga letteraria, la quale inizia quando lui è appena quattordicenne, mentre ha diciotto anni nella prima stagione del telefilm. Nella serie televisiva non si fa, inoltre, alcun cenno ai suoi poteri di metamorfo.

Mentre nei romanzi le origini di Jon non sono ancora state chiarite, nella serie televisiva, al termine della sesta stagione, viene rivelato che sua madre è Lyanna Stark, la defunta sorella di Eddard, mentre l'identità del vero padre, Rhaegar Targaryen, fratello deceduto di Daenerys, è stata rivelata nei canali social della stessa casa di produzione televisiva.[7]

Prima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Jon, insieme al padre Ned, al fratello Robb e a Theon, trova una meta-lupa appena morta e i suoi piccoli rimasti soli a morire. I cuccioli sono pari al numero dei figli di Lord Stark ed ognuno di loro ne prende uno. Quello diverso dagli altri, l'unico bianco, viene affidato a Jon, il quale lo chiama Spettro. Prima che la sorella minore Arya parta con Sansa e il padre Ned per Approdo del Re, Jon le regala una spada che ha fatto forgiare per lei ed ella la chiama "Ago". Per sottrarsi a un futuro da emarginato, dovuto alla sua condizione di bastardo, Jon si unisce ai Guardiani della notte, trovando immediatamente difficoltà a inserirsi tra i suoi confratelli, che egli disprezza, essendosi quasi tutti arruolati non per loro volontà, ma per sfuggire a condanne per vari crimini. Solo grazie a Tyrion Lannister, Jon comprende quanto sia stata dura la vita dei suoi compagni in confronto alla sua, riuscendo così a stringere un legame con loro e diventando una figura di riferimento grazie alla sua grande abilità con la spada. Prestato il giuramento, Jon non viene incluso tra i ranger come sperava, ma nominato attendente al servizio del Lord Comandante Jeor Mormont. Questa decisione offende Jon, tuttavia l'amico Sam Tarly gli fa notare che probabilmente Mormont vuole tenere Jon accanto a sé in modo che egli possa essere suo erede e futuro Lord Comandante. In seguito, Jon salva Mormont da un Estraneo e il Lord Comandante lo premia donandogli Lungo Artiglio, la storica spada in acciaio di Valyria della Casa Mormont. Dopo che il padre viene ingiustamente condannato a morte e decapitato, Jon cerca di abbandonare i Guardiani della notte per unirsi all'esercito del fratello Robb, nonostante la diserzione sia punibile con la morte, ma viene rintracciato e convinto dai suoi confratelli a tornare alla guarnigione.

Seconda stagione[modifica | modifica wikitesto]

Jon partecipa a una spedizione a nord della Barriera. La comitiva è ospite del Bruto Craster, un uomo che prende in mogli le sue figlie, le quali sono tutte frutto del medesimo incesto. Jon scopre che Craster offre in sacrificio ogni suo figlio maschio agli Estranei, grazie a questo evita che questi ultimi lo attacchino. Unitosi poi a un piccolo gruppo di esploratori guidato dal ranger Qhorin il Monco, Jon viene incaricato di uccidere una prigioniera Bruta, la donna-guerriera Ygritte. Il ragazzo non riesce ad uccidere la donna, la quale riesce a fuggire prima di essere ripresa da Jon, ma troppo lontano perché i suoi confratelli lo possano individuare. Jon, inoltre, aveva portato Spettro con sé oltre la Barriera, ma lo aveva lasciato libero di cacciare e ne ha perso le tracce. Verrà a sua volta catturato dai Bruti stessi, ma Ygritte, attratta dal ragazzo, afferma che essere il figlio di Ned Stark potrebbe renderlo più utile da vivo che da morto. Qhorin ordina a Jon di fingere di aver tradito i suoi compagni, in modo da potersi infiltrare tra i Bruti e scoprire i loro piani e si fa uccidere da Jon stesso per rendere credibile la messinscena. Jon viene quindi portato al cospetto del capo dei Bruti, Mance Ryder, il Re Oltre la Barriera.

Terza stagione[modifica | modifica wikitesto]

Jon giura fedeltà a Mance Ryder e viaggia con i Bruti, scoprendo che intendono scalare la Barriera e invadere Westeros. Tra Jon e Ygritte nasce l’amore e Jon infrange il voto di castità dei Guardiani della notte, facendo sesso con lei. Prima di scalare la Barriera, Ygritte gli dice di aver sempre saputo che lui non avesse mai tradito i Guardiani e non si aspetta che sia leale ai Bruti, ma solo verso di lei perché ora si appartengono a vicenda. Una volta oltre la Barriera, il gruppo si avvia verso il Castello Nero. Quando Jon si rifiuta di uccidere un uomo innocente per dimostrare la sua lealtà, perde la sua copertura ed è costretto a fuggire dopo aver ucciso alcuni Bruti, ad eccezione di Tormund ed Ygritte, spezzando il cuore a quest'ultima, la quale capisce che il ragazzo l'ha abbandonata. Viene in seguito raggiunto e ferito da Ygritte, che dichiara di amare, con tre frecce, ma riesce comunque a sfuggirle e a raggiungere Castello Nero. Come farà capire Tormund parlando con la stessa Ygritte, però, la donna non l'ha ucciso di proposito.

Quarta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Alliser Thorne e Janos Slynt chiedono la condanna a morte di Jon per tradimento dopo che questi ammette tutto ciò che ha fatto, ma Maestro Aemon è convinto della fedeltà di Jon ai Guardiani della notte e lo assolve. Jon conduce una spedizione al castello di Craster, dove alcuni Guardiani della notte hanno disertato e assassinato lord Mormont. Dopo aver sconfitto i disertori, Jon si riunisce al suo meta-lupo Spettro, che aveva perso durante il suo soggiorno oltre la Barriera. Offre alle mogli/figlie di Craster di venire al Castello Nero per metterle al sicuro, ma le donne preferiscono trovare la loro strada da sole, avendo subito abusi sia da Craster che dai Guardiani traditori. Jon dice ad Alliser, che guida temporaneamente i Guardiani, di sigillare il tunnel perché esso non potrà resistere alla forza dei Giganti, ma Alliser non gli crede. I Bruti, guidati da Jon, assalgono il Castello mentre i giganti guidano l'assalto alla Barriera, ma vengono respinti dai Guardiani della notte sotto la guida di Jon dopo che Ser Alliser era stato ferito e portato al sicuro, mentre Ygritte muore tra le braccia di Jon e Tormund viene fatto prigioniero. Jon, consapevole della smodata inferiorità numerica dei Guardiani rispetto ai Bruti, decide di cercare e uccidere Mance Ryder, poiché è solo grazie a lui che i Bruti rimangono uniti. Jon finge di voler negoziare la pace con il Re oltre la Barriera, il quale gli assicura se apriranno loro il tunnel i Bruti non uccideranno nessuno, poiché cercano riparo dietro la Barriera contro gli Estranei, non terre di conquista. Mance intuisce le intenzioni di Jon, ma all'improvviso giunge l'esercito di Stannis Baratheon, che sbaraglia i Bruti. Quest'ultimo, saputo che Jon è il figlio di Ned Stark, gli chiede come trattare Mance e, dopo il suo consiglio, questi viene catturato.

Quinta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Stannis usa Jon come intermediario tra lui e Mance, sperando di aggiungere l'esercito dei Bruti al proprio, offrendo loro in cambio delle terre a sud della Barriera. Mance si rifiuta di inginocchiarsi dinanzi a Stannis, e il re Bruto viene condannato a morte sul rogo, salvo venire poi ucciso da Jon con una freccia, risparmiandogli l’agonia delle fiamme. Jon brucia il corpo di Ygritte oltre la Barriera, in quanto quelle foreste erano la sua casa, e Tormund lo rassicura sul fatto che la Bruta lo amasse. Stannis, intanto, non ha gradito l'atto di pietà di Jon verso Mance, ma apprezza il suo coraggio e gli offre l’opportunità di essere legittimato e diventare lord di Grande Inverno, in cambio del suo sostegno contro i Bolton e nelle future battaglie. Tuttavia, Jon non accetta per lealtà ai Guardiani, ritenendo che un Lord incapace di mantenere un giuramento non sia degno di tale titolo. Viene poi votato dai suoi compagni come nuovo Lord Comandante dei Guardiani della notte. Temendo l’arrivo degli Estranei, Jon decide di accogliere i Bruti e di concedere loro terre a sud della Barriera, attirandosi l’odio di molti suoi commilitoni, così libera Tormund perché lo aiuti a negoziare la pace. Jon afferma che i Bruti sono uomini e che per secoli i Guardiani della Notte hanno sbagliato a combatterli anziché aiutarli, ma sono in pochi ad appoggiarlo. Poco tempo dopo, Jon e un piccolo gruppo di Guardiani della notte vengono coinvolti in una sanguinosa battaglia contro degli Estranei, mentre erano in missione nella zona a nord della Barriera chiamata Aspra Dimora, dove si trovavano i Bruti da accogliere a sud della Barriera. Jon è costretto a combattere un Estraneo, scoprendo che le armi si frantumano a contatto con la spada della creatura. Tuttavia, recuperato Lungo Artiglio, Jon riesce ad ucciderlo, scoprendo che l'acciaio di Valyria funziona come il Vetro di Drago contro gli Estranei. Riuscito a fuggire con i compagni e i Bruti sopravvissuti, Jon vede il Re della Notte resuscitare i compagni deceduti in battaglia come non-morti. Dopo aver aperto le porte della Barriera ai Bruti, Jon viene assassinato da alcuni suoi commilitoni, capitanati da Alliser Thorne.

Sesta stagione[modifica | modifica wikitesto]

Ser Davos Seaworth, Edd l’Addolorato e altri Guardiani fedeli a Jon si barricano in una stanza con Spettro e il corpo senza vita di Jon. In nome dell'amico caduto, essi non vogliono lasciare che Thorne rimanga impunito, ma sanno di non poter vincere da soli, quindi Edd parte in missione prima che giunga la notte. L’attacco di Thorne e dei suoi uomini viene impedito dal ritorno di Edd, Tormund e dei suoi Bruti. Davos incoraggia Melisandre, che ha ormai perso la fede nel suo Signore, a usare la sua magia per riportare in vita Jon e, nonostante i dubbi della stessa sacerdotessa, l’incantesimo funziona. Da questo momento, Melisandre rinnova la propria devozione religiosa e decide di servire Jon, affermando che il "Principe che fu promesso" non fosse Stannis, bensì lui. Dopo aver fatto impiccare i suoi stessi assassini, Jon lascia il comando dei Guardiani della notte a Edd, sostenendo che, in quanto morto, il suo ruolo tra i Guardiani abbia avuto fine. Prima di partire, viene raggiunto alla Barriera dalla sorellastra Sansa, che chiede a Jon di aiutarla a scacciare da Grande Inverno l’esercito dei Bolton, guidato dal suo stesso marito, Ramsay. Jon è riluttante, finché non arriva una lettera minatoria da parte dello stesso Ramsay, il quale afferma di avere in ostaggio il più giovane dei fratelli Stark, Rickon, e di voler violentare Sansa insieme ai suoi uomini davanti a lui prima di darlo in pasto ai mastini insieme a tutti i Bruti, inclusi gli innocenti.

Jon, Sansa, Tormund e Davos, unitosi alla loro causa, iniziano a reclutare un esercito per poter assediare Grande Inverno e salvare Rickon da Ramsay, ma la loro armata raggiunge appena la metà dell’esercito dei Bolton poiché gli alfieri degli Stark non credono nella vittoria e rifiutano di unirsi a lui, solo i Bruti e i pochi soldati di Casa Mormont lo sostengono. La battaglia tra i due eserciti volge a favore dei Bolton e Rickon viene assassinato da Ramsay sotto gli occhi di Jon; giunge però in aiuto l’esercito della Valle di Arryn, guidato da lord Petyr Baelish, il cui aiuto è stato richiesto da Sansa: Grande Inverno torna dunque nelle mani degli Stark, e Ramsay viene fatto sbranare dai suoi stessi cani per ordine di Sansa. Davos scopre che Melisandre ha sacrificato Shireen e chiede a Jon di ucciderla, ma quest'ultimo è debitore verso la donna che lo ha riportato in vita, perciò la esilia dal Nord con la promessa di giustiziarla se dovesse tornare. Poco dopo, i signori del Nord e i cavalieri della Valle, spronati dalla giovanissima Lyanna Mormont, acclamano Jon nuovo Re del Nord.Nel frattempo, Bran Stark ha una visione del passato in cui scopre la verità sull'identità di Jon: non è figlio di Ned Stark, ma della sorella di quest'ultimo, Lyanna, e di Rhaegar Targaryen, il figlio del Re Folle. Lyanna fece promettere a Ned di proteggerlo e di nascondere il suo vero nome e la sua vera identità per impedire a Robert di ucciderlo, in quanto egli giurò che avrebbe ucciso tutti i Targaryen.

Settima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Jon inizia a regnare come nuovo Re del Nord e, in preparazione alla guerra con gli Estranei, prende diverse decisioni: chiede a Tormund di andare a presidiare il Forte Orientale con i Bruti; anziché dichiarare decadute Casa Umber e Casa Karstark, concede agli eredi Ned e Alys di giurare nuovamente lealtà agli Stark, non volendo punire i figli per le colpe dei genitori; ordina che tutte le Casate del Nord inizino ad addestrare tutte le persone dai 10 anni ai 60 in grado di combattere, incluse le donne; infine ordina a tutti i maestri del Nord di trovare informazioni sul Vetro di Drago, in quanto arma mortale contro l'esercito del Re della Notte. Ricevuto un corvo da Sam sul deposito di Vetro di Drago a Roccia del Drago e un messaggio di Tyrion che lo invita ad unire il Nord all'esercito di Daenerys, Jon decide, nonostante il parere contrario di molti per via dei rischi, di andare dalla Madre dei Draghi per ottener il Vetro di Drago e il suo aiuto quando gli Estranei giungeranno a sud della Barriera. Dopo aver minacciato Ditocorto di non insidiare la sorella, lascia il comando del Nord alla stessa Sansa in sua assenza, recandosi con Davos verso Sud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c George R. R. Martin, Il Trono di Spade 2. Il Regno dei Lupi e La Regina dei Draghi: Libro secondo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, traduzione di Sergio Altieri, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2012, pp. 733-734, ISBN 978-88-04-62090-7.
  2. ^ a b George R. R. Martin, Il Trono di Spade 3. Tempesta di Spade, I fiumi della guerra, Il Portale delle Tenebre: Libro terzo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, traduzione di Sergio Altieri, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2013, pp. 1118-1119, ISBN 978-88-04-62833-0.
  3. ^ a b George R. R. Martin, I guerrieri del ghiaccio, traduzione di Sergio Altieri e G. L. Staffilano, collezione Oscar, Arnoldo Mondadori Editore, 2012, p. 26, ISBN 978-88-04-62278-9.
  4. ^ George R. R. Martin, Tempesta di spade, traduzione di Sergio Altieri, collana Omnibus, Arnoldo Mondadori Editore, 2002.
  5. ^ (EN) Official Pronunciation Guide for 'Game of Thrones', Making Game of Thrones, 11 febbraio 2011. URL consultato il 30 giugno 2011.
  6. ^ (EN) A Casting We Will Go, grrm.livejournal.com. URL consultato il 21 aprile 2011.
  7. ^ (EN) See the Connections Behind Ned’s Promise With This Infographic, makinggameofthrones.com. URL consultato il 20 settembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]