Freak Antoni

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Freak Antoni
NazionalitàItalia Italia
GenereRock demenziale [1]
Punk rock [1]
Periodo di attività musicale1975 – 2014
EtichettaCramps Records
GruppiSkiantos, Beppe Starnazza e i Vortici, Freak Antoni Band
Album pubblicati17
Studio12
Live2
Raccolte3

Freak Antoni conosciuto anche come Beppe Starnazza, pseudonimo di Roberto Antoni (Bologna, 16 aprile 1954Bentivoglio, 12 febbraio 2014), è stato un cantautore, scrittore, attore, artista performativo, poeta e disc jockey italiano.

Fondatore e leader degli Skiantos e considerato il padre del rock demenziale italiano[2], è noto come agitatore culturale per il suo anticonformismo e l'impegno rivoluzionario e irriverente nella musica e nell'arte in generale contro la retorica delle istituzioni. Uno dei suoi principali meriti è l'aver trasformato il linguaggio dei giovani del suo tempo nella poesia beffarda e aggressiva che l'ha caratterizzato[3]. La sua dissacrante e a tratti irresistibile ironia ha colpito anche lo stagnante intellettualismo di quel periodo e i comportamenti contraddittori di molti pseudo-rivoluzionari[4].

Assieme a personaggi come Pazienza, Benni, Dalla, Guccini e Cavazzoni, è tra i simboli del grande movimento alternativo espresso da Bologna negli anni settanta e ottanta che fece del capoluogo emiliano il punto di riferimento in Italia per diversi settori dell'arte[5]. È stato uno dei pochi artisti italiani del suo tempo ad aver aperto la strada a una generazione di nuovi artisti che hanno imparato molto dal suo esempio[3][4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Antoni è cresciuto nella cittadina di San Giovanni in Persiceto, alle porte di Bologna, e ha conseguito il diploma di perito agrario all'Istituto Tecnico Agrario "Arrigo Serpieri" all'inizio degli anni settanta. In quegli anni inizia a prendere forma il personaggio di leader, cantante, paroliere, animatore del gruppo rock demenziale Skiantos.

Skiantos e rock demenziale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Skiantos e rock demenziale.

Gli Skiantos si formano nel 1975 a Bologna, sono studenti del DAMS e iniziano a suonare nella cantina di Roberto Antoni, che solo in seguito sarà conosciuto come Freak Antoni[6]. Nel 1977 pubblicano il loro primo lavoro, Inascoltable, uscito inizialmente su musicassetta per la Harpo's Bazaar[7]. Nel 1978 realizzano per la Cramps Records il loro secondo LP dal titolo MONO tono, considerato da Freak Antoni un disco punk, con cui si affermano grazie anche all'anticonformismo di rottura sociale tipico del Movimento del '77, di cui il gruppo stesso diventa ben presto uno dei portavoce[7], in particolare degli indiani metropolitani, l'ala creativa e artistica del movimento che introduce un nuovo approccio alla politica basato sul sarcasmo e la satira e si differenzia dall'ala dei militanti più arcigni.[8]

Per il contributo offerto in questo periodo, Freak Antoni e gli Skiantos verrnno definiti i primi punk italiani e i fondatori del rock demenziale[1][9], basato su testi ironici e apparentemente banali dai quali emerge spesso una satira intelligente, graffiante e surreale. Il gruppo definisce il termine "demenziale" come «un cocktail di ironia, improvvisazione, poesia quasi surreale, cretinerie, paradossi e colpi di genio»[10]. Per distinguersi da altri artisti definiti demenziali, Freak Antoni dichiara: "demenziale può somigliare a surreale ma anche a banale e a non intellettuale […] il demente non capisce la differenza tra demente e demenziale"[11]. In seguito avrebbe dato nel proprio libro Badilate di cultura la seguente defininizione del termine: "Tutto ciò che è assurdo e bizzarro insieme, non eroico, non retorico, non modaiolo, non istituzionale […] un cocktail di pseudofuturismo, dada, goliardia, improvvisazione, […] provocazione con ironia d’avanspettacolo, poesia surreale soprattutto cretina".[8]

Nel 1978 il gruppo fa il suo primo concerto lontano da Bologna a Milano, nella Palazzina Liberty occupata da Dario Fo a sostegno de Il Male, l'antesignana delle riviste satiriche italiane.[8] I loro concerti sono caratterizzati da continue provocazioni - come il lancio di ortaggi tra i musicisti e il pubblico - che raggiungono il culmine il 2 aprile 1979 al Bologna Rock, quando portano in scena una cucina, un tavolo, un televisore e un frigo, si cucinano e mangiano spaghetti senza suonare nulla; alle proteste del pubblico Antoni risponde "Non capite un cazzo: questa è avanguardia, pubblico di merda"[7][12]. L'esibizione viene definita una fuga dall'immagine stereotipata del gruppo rock in cui la band cominciava a sentirsi rinchiusa ma suscita anche reazioni negative tra il pubblico. Freak Antoni a tale proposito ha commentato: "La nostra provocazione aveva toccato, a seconda dei punti di vista, il fondo e l'apice nello stesso momento"[6].

In quel periodo Freak Antoni è uno degli autori più stimolanti nell'ambito del movimento artistico-culturale post Movimento del '77[13], Nel 1979 pubblicano l'apprezzato Kinotto, considerato da Freak Antoni un LP new wave, e in seguito presentano il brano Fagioli, tratto dall'album, alle selezioni del Festival di Sanremo 1980, scelta che provoca la fuoriuscita del cantante dal gruppo[7]. Quello stesso anno gli Skiantos pubblicano il loro primo disco senza Freak Antoni, che inizia a dedicarsi ad altri progetti e a esprimere il suo lato più squisitamente satirico e letterario[7]. Torna a esibirsi con membri degli Skiantos nel 1984, anche se il gruppo con nuovi musicisti si riforma ufficialmente nel 1987 e Antoni continuerà per molti anni ad esserne il frontman.

Altri progetti e collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Amico di scrittori, artisti e poeti conosciuti in quegli anni, come Pier Vittorio Tondelli, Francesca Alinovi ed Enrico Palandri, si laurea il 12 luglio 1978 all'Università di Bologna in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), facoltà di Lettere e Filosofia, discutendo con lo scrittore e docente Gianni Celati una tesi sui Beatles[13], una cosa considerata impensabile in quel periodo[4]. Dal 1980 entra anche in contatto con il gruppo creativo degli autori della rivista Frigidaire, con la quale inizia a collaborare[14][15] (sino ad un ultimo concerto il 25 aprile 2013 presso la sede editoriale della rivista stessa a Giano dell'Umbria).

Cabarettista comico e poliedrico artista, ha vestito i panni di numerosi personaggi o creato formazioni come Astro Vitelli, i Ruvidi del Liscio, i Rotolones, gli Avanzi di Balera e i Pollok[16]. Particolare importanza hanno Beppe Starnazza e i Vortici, gruppo da lui formato nel 1981 che ripropone con un moderno arrangiamento brani comici e surreali degli anni venti, trenta e quaranta, tra cui alcuni successi di Fred Buscaglione ed Ettore Petrolini[2]. È anche autore di numerosi libri, a partire dalla sua tesi di laurea al DAMS intitolata Il Viaggio dei Cuori Solitari: temi fantastici sulle canzoni dei Beatles, poi edita da Il Formichiere di Milano[17]. Nel 1986 scrive per gli Stadio la rockeggiante Incubo assoluto. Successivamente ha pubblicato quattro libri con Feltrinelli, un volume con Sperling & Kupfer e uno con Pendragon.

È stato anche attore in diversi film underground con lo pseudonimo di "Tony Garbato", mentre come "Roberto Freak Antoni" ha interpretato dei ruoli in Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996) diretto da Enza Negroni, Cavedagne (2003) di Bernardo Bolognesi e Francesco Merini e Paz! (2002) diretto da Renato De Maria[18]. La sua partecipazione a quest'ultimo è legata alla sua amicizia con Andrea Pazienza, che lo ha anche fatto comparire in alcune sue storie a fumetti. Nel 2001 partecipa a Canto di spine - versi italiani del Novecento in forma canzone del gruppo genovese Altera (con i quali inizia a collaborare nel marzo 1997, per la presentazione dal vivo del loro primo lavoro "Livida speranza"), antologia cantata della poesia italiana, co-prodotta con Franz Di Cioccio (Fermenti Vivi/S4), cantando i versi di Poetica(2) di Raffaele Crovi.[19][20] Nel 2001, in collaborazione con gli ultras del Bologna Football Club 1909 pubblica il singolo Fede Rossoblu. Nel 2002 canta Canzone Per Gli Artisti nell'album 1977/2003 del progetto Punx Crew, e collabora con alcuni gruppi bolognesi, come Gli Atroci nell'album omonimo, e i Criopalmos per Bifidus, singolo allegato alla rivista a fumetti Odrillo.

Apprezzatissimo nel film-documentario Siamo fatti così di Abi-Elisabeth Armand, Polivisioni (2004); nell'ottobre dello stesso anno ha pubblicato un CD, intitolato IroniKontemporaneo, realizzato insieme alla pianista Alessandra Mostacci, specializzata in repertorio contemporaneo: sedici brani inediti di compositori di musica contemporanea, nei quali la musica è bizzarramente accompagnata ai versi demenziali e surreali di Antoni[21]. Nel 2007 uscirà IroniKontemporaneo Due[22]. Dal 1º novembre 2007 a Lucca Comics, su idea di Antoni e Stefano Ianne, viene lanciato il fumetto Freak ispirato alla vita di Antoni. Dal 2007 ha condotto la trasmissione mattutina Pane Burro e Rock'n'Roll su Radio RockFM. All'interno del programma si occupava de l'Almanacco del Giorno che Fu, del Test attitudinale per la patente da vero rocker, di varie rubriche di utilità come Il Ritardatario Ritardato, le cure de La casa di cura Eleonora Duse, della Storia del Rock demenziale italiano.

Nel 2008 collabora con la band torinese Banda Elastica Pellizza per l'album La parola che consola. A dicembre dello stesso anno è presente alla mostra di tavole originali I maledetti del rock italiano a Città di Castello; oltre ad essere ritratto nella carrellata dei "maledetti", scrive anche un saggio nel catalogo, dedicato ai rapporti tra rock e fumetto. Nel 2009 ha fatto una breve apparizione nello spettacolo SensoZero (organizzato all'Auditorium di Roma dal programma radiofonico di Radio2 RAI 610, con gag e scene di comicità fredda, surreale e originale). Nel 2009 formerà la Freak Antoni Band composta da Max Cottafavi alla chitarra, Elisa Minari al basso, Granito Morsiani alla batteria, Alessandra Mostacci alla tastiera, Sofia Buconi e Daniele (Lele) Carboni ai cori. Nel 2010 riceve il "Premio Tenco"[23]. Nel 2011 esce il CD Dinamismi plastici con 10 brani inediti della Freak Antoni Band. Ancora nel 2011 partecipa all'album di Enrico Brizzi e Yuguerra La vita quotidiana in Italia (Irma Records), reinterpretando insieme a Steno dei Nabat il pezzo - scritto nel 1979 - Non salutare chi non ti ama[24]. Tra il 2011 e il 2012 collabora con la band Barresi Project. Dall'ottobre 2011 collabora con il gruppo Ossi Duri[25].

Nel 2011 riceve la Targa Graffio assegnata durante la manifestazione Musica da Bere, che si tiene a Villanuova s/C (Brescia). Si esibisce in una breve ma intensa performance presso il locale Aerosol Lab gremito di persone.

L'abbandono degli Skiantos e la carriera solista[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 aprile 2012, dopo 35 anni di collaborazione con gli Skiantos, Freak Antoni annuncia di lasciare il gruppo per intraprendere la carriera da solista con un progetto battezzato Freak Antoni Band, con Ricky Portera prima e Max Cottafavi poi alle chitarre, Elisa Minari al basso, Alessandra Mostacci al pianoforte, Mattia Corso, Sofia Buconi e Lele Carboni ai cori ed Alberto Pavesi alla batteria, con i quali ha condiviso la scena per dei live in centro-nord Italia tra il 2011 e il 2013.[26]. Nel 2012 collabora con J-Ax in una riedizione del proprio brano I gelati sono buoni contenuto nell'album live del cantautore milanese Meglio Live. Il 2013 è l'anno dell'esibizione alla più completa mostra dedicata ad Andrea Pazienza, "Paz Art"[27], in cui assieme ad Alessandra Mostacci al pianoforte, si esibisce proprio tra le tavole del grande disegnatore. Nello stesso anno, presentato in anteprima al Biografilm Festival di Bologna, esce Biografreak[28], documentario del regista di Emanuele Angiuli che racconta la vita e la storia di Roberto "Freak" Antoni, fondatore-cantante-autore degli Skiantos e del rock demenziale, dalle molteplici personalità; dal bambino "ragazzo da cortile", all'adolescente irrequieto innamorato della musica e dei Beatles, al giovane poeta sperimentale e ribelle fino all'uomo sempre pronto a ricominciare una storia e una vita diversa.

Una biografia quasi collettiva, in cui la storia di Freak è quella dei DAMSiani bolognesi di quegli anni. L'ultimo progetto musicale è la Freak Flag Band, nata a settembre del 2013, formata da Alessandra Mostacci al pianoforte, Francesco Caporaletti al basso, Marco Casoni alla chitarra, Luca Ventura alla batteria, Fabio Verdini alle tastiere e Daniele (Lele) Carboni ai cori. È con essa che Freak si esibisce dal vivo per l'ultima volta, il 29 dicembre 2013 a Offida, in provincia di Ascoli Piceno. Il 2 dicembre 2013 registra le parti di voce per il brano Par-lamento (Altera feat. "Freak" Antoni). La canzone contiene anche la citazione Skiantos Cosa pretendi da un paese che ha la forma di una scarpa cantata dal suo autore. Sarà l'ultima canzone che Freak registrerà nella sua vita e pubblicata come singolo speciale in vinile il 19 aprile 2014 per la settima edizione del Record Store Day.[29][30]

All'età di 54 anni gli viene diagnosticato un tumore all'intestino. Muore a causa di un peggioramento della malattia la mattina del 12 febbraio 2014 all'età di 59 anni.[31][32] Fiaccato dalla malattia, nell'ultimo periodo si era accostato al pensiero di Osho, del quale apprezzava l'atteggiamento di distacco rispetto alla morte e lo aveva citato durante i propri spettacoli[13]. Nel 2016 viene pubblicato postumo il cd Freak-Out (CNI-Look Studio), prodotto da Fabrizio Federighi, che contiene 10 brani, tra cui alcuni scritti con Alessandra Mostacci, Una brava ragazza di Luigi Tenco e alcuni vecchi successi degli Skiantos.

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

Alla sua morte molti furono i tributi alla sua arte da parte di importanti personaggi della cultura italiana. Lo scrittore Stefano Benni lo ricordò come un innovatore della poesia e un mite e beffardo rivoluzionario.[3] Il giornalista Piergiorgio Paterlini lo definì uno dei grandi della cultura italiana e accostò il suo nome a quelli di Fellini e Flaiano[1]. L'intellettuale Tommaso Labranca scrisse che il contributo di Freak Antoni all'abbattimento delle barriere esistenti tra le classi sociali fu superiore a quello di Umberto Eco.[4] Lo scrittore Jacopo Fo ne sottolineò il genio e il disinteressato impegno nella politica e nel sociale, definendolo inoltre "un artista che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana"[33]. Vasco Rossi lo definì un genio del rock italiano[34], malgrado le dure critiche che Freak Antoni gli aveva riservato[35].

Per ricordarlo gli Skiantos organizzarono il 16 aprile 2014, giorno in cui avrebbe compiuto 60 anni, un concerto a Bologna a cui parteciparono gruppi e solisti sia demenziali, come Lino & i Mistoterital, Marco Carena, i Powerillusi, i Belli Fulminati nel Bosco, sia di altri generi ma a lui legati come Eugenio Finardi, Ricky Gianco, Gli Avvoltoi, Claudio Lolli, Omar Pedrini, Luca Carboni, Johnson Righeira, Maurizio Solieri, Stefano Ianne, Ricky Portera e Altera.[36][37] Nel novembre 2014 gli Altera organizzarono un concerto a Genova, in piazza della Giuggiola, luogo amato da Freak Antoni che vi tenne un recital dalla finestra di un palazzo nel settembre 2008 (un'immagine dello spettacolo è diventata la copertina del loro disco "I love Freak", interamente dedicato a lui). L'evento aveva lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sullo sprofondamento della piazza e ricordare l'artista bolognese.[38][39]

Il 12 giugno 2018, il sindaco di Bologna inaugurò in città, nel Parco del Cavaticcio, un monumento dedicato alla memoria di Freak Antoni che lo raffigura seduto su un water legato a un razzo diretto in cielo. Nel corso della cerimonia il sindaco dichiarò: "Ricordiamo Freak per tutto quello che ha dato a noi e a questa città. Qui ci sono molti testimoni come me di una vita spesa a schivare la fresa (una vita spesa a schivare la fresa era una frase con cui Freak Antoni spesso parlava di sé), ma nello stesso tempo ci sono anche tante persone che vogliono che questa città continui ad essere così..."[40][41].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Freak Antoni
con gli Skiantos
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Skiantos § Discografia.
con Beppe Starnazza e i Vortici
Roberto Freak Antoni e Alessandra Mostacci
Roberto Freak Antoni, Alessandra Mostacci e Paolo Buconi
con la Freak Antoni Band

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Stagioni del Rock Demenziale. Archeologia fantastica di modelli rock, Milano: Feltrinelli, 1981.
  • Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti (seguirà il dibattito), Milano: Feltrinelli, 1991.
  • Vademecum per giovani artisti, Milano: Feltrinelli, 1993.
  • 6 e non più di 6. Come fare un tema decente e rimediare un voto sufficiente, Modena: Franco Cosimo Panini Editore, 1993.
  • Per sopravvivere alla tossicodipendenza: manuale di prevenzione, Milano: Feltrinelli, 1994.
  • Badilate di cultura, Milano: Sperling & Kupfer, 1995.
  • Mia figlia vuole sposare uno dei Lùnapop (non importa quale). Indagine su di un gruppo al di sotto di ogni sospetto, Roma: Arcana, 2001.
  • Non c'è gusto in Italia ad essere dementi (ma noi continuiamo a provarci lo stesso), Bologna: Edizioni Pendragon, 2005.
  • I maledetti del rock italiano. Segni & suoni di strada da Clem Sacco ai 99 Posse, a cura di Giuseppe Sterparelli, Montepulciano: Grifo Edizioni, 2008.
  • L'emiliano Postmoderno, con Andrea Paolella, Enos Rota, Nino Nasi, Roma: PostCart Edizioni, 2013.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Piergiorgio Paterlini, Chi era davvero Freak Antoni, L'Espresso. URL consultato il 16 giugno 2018.
  2. ^ a b Freak Antoni, su rsi.ch. URL consultato il 16 giugno 2018.
  3. ^ a b c Stefano Benni, Benni e quel mite rivoluzionario di Freak Antoni: "Bologna non ama gli irregolari", su bologna.repubblica.it. URL consultato il 16 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2015).
  4. ^ a b c d Milena Gabanelli e Tommaso Labranca, “Il mio cuore sarà un po' più vuoto” - Milena Gabanelli ricorda Freak Antoni, dai tempi dell'università agli ultimi giorni in ospedale – Labranca: “È proprio vero: in Italia non c'è gusto a essere intelligenti”, su Dagospia, 16 giugno 2018. (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2018).
  5. ^ Michele Serra, Chiedi chi erano gli Skiantos, su repubblica.it. URL consultato il 16 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2017).
  6. ^ a b Oderso Rubini, Andrea Tinti (a cura di), Non disperdetevi. 1977-1982 San Francisco, New York, Bologna. Le città libere del mondo, Milano, Shake edizioni, 2009, ISBN 978-88-88865-89-8.
  7. ^ a b c d e Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Arcana Editrice, 2006, p. 74.
  8. ^ a b c Skiantos, Roberto “Freak” Antoni - Sbagliando nota. Parte prima, su sentireascoltare.com. URL consultato il 20 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2016).
  9. ^ Skiantos, Ondarock.it. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  10. ^ Comunicato stampa per "Dio ci deve delle spiegazioni" (DOC), su skiantos.com. URL consultato il 21 giugno 2011.
  11. ^ Roberto Freak Antoni e lo ‘Skianto’, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 20 giugno 2018.
  12. ^ Bologna rock 1979 - riedizione del 2009, Radiocittàfujiko, su radiocittafujiko.it. URL consultato il 23 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2009).
  13. ^ a b c Freak Antoni, morto il cantante degli Skiantos a Bologna, Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2014.
  14. ^ È morto Freak Antoni la voce degli “Skiantos”, in La Stampa. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  15. ^ Freak Antoni, più Mozart e meno eptadone, in Globalist. URL consultato il 12 gennaio 2018.
  16. ^ Addio Freak Antoni, "maestro" rock demenziale, L'Unità, 12 febbraio 2014.Archiviato il 29 novembre 2014 in Internet Archive.
  17. ^ Freak Antoni ad Anime Salve, su rsi.ch. URL consultato il 15 giugno 2018.
  18. ^ Roberto Freak Antoni, su mymovies.it.
  19. ^ Al Buranello Freak Antoni, Alemanno e Altera, su estatica.it.
  20. ^ 2001 - Altera - Canto di spine, su aereostella.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  21. ^ Roberto "Freak" Antoni & Alessandra Mostacci - Ironikontemporaneo (2004), su kdcobain.it.
  22. ^ Roberto "Freak" Antoni & Alessandra Mostacci - Ironikontemporaneo 2, su latlantide.it.
  23. ^ Freak Antoni, «demenziale» vincitore del Tenco, Corriere della Sera, 2 novembre 2010.
  24. ^ Non salutare chi non ti ama (Enrico Brizzi e Yuguerra ft Skiantos), su youtube.com.
  25. ^ Ossi Duri: esce Mozzarella Trafelata per Roberto Freak Antoni, inedito per la compilation MeiFreak, su meiweb.it. Archiviato il 29 novembre 2014 in Internet Archive., 16 aprile 2014
  26. ^ Freak Antoni lascia gli Skiantos. Dandy Bestia: “Canto io, la band continua”, il Fatto Emilia-Romagna, 12 aprile 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.
  27. ^ Edizione 2013 Andrea Pazienza - Domenica 20 ottobre alle 17:30, Freak Antoni chiude la kermesse Paz Art, su tifernocomics.com. URL consultato il 15 giugno 2018.
  28. ^ Biografreak, su cinemaitaliano.info.
  29. ^ "Par-lamento", l'ultimo canto di Freak Antoni, su 24emilia.com.
  30. ^ Record Store Day, ecco i dischi che arriveranno nei negozi italiani, su repubblica.it.
  31. ^ Addio Freak Antoni, geniaccio sarcastico della musica, su ilsole24ore.com.
  32. ^ Addio a Freak Antoni la voce degli Skiantos, La Repubblica, 12 febbraio 2014.
  33. ^ Jacopo Fo, Sono un po’ skiantato, su jacopofo.com. URL consultato il 20 giungo 2018.
  34. ^ Vasco Rossi su Facebook: “Freak Antoni genio del rock italiano!”, su radioitalia.it. URL consultato il 20 giungo 2018.
  35. ^ La guerra dei rocker, Freak Antoni contro Vasco: “Ha fatto quattro dischi, poi è morto”, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 20 giungo 2018.
  36. ^ Beppe Starnazza inesistente. Ma bellissimo, su ilmanifesto.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  37. ^ I 60 anni di Freak: "Le sue canzoni per una notte da Skiantos", su bologna.repubblica.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  38. ^ Omaggio a Freak Antoni: Altera in concerto a Genova, su genova.mentelocale.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  39. ^ L'urlo di Freak per salvare la Giuggiola, su genova.repubblica.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  40. ^ A Bologna una statua per Freak Antoni, su corrieredibologna.corriere.it. URL consultato il 15 giugno 2018.
  41. ^ Bologna, una statua per Freak Antoni: «Distribuì cultura a badilate», su ansa.it. URL consultato il 15 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Livia Satriano, Gli altri Ottanta. Racconti dalla galassia post-punk italiana. Agenzia X, 2014. ISBN 978-88-95029-99-3

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