Ipoclorito di sodio

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Ipoclorito di sodio
Formula di struttura
Formula di struttura
Nome IUPAC
ossoclorato (I) di sodio
Nomi alternativi
candeggina, varechina, conegrina,
acqua di Labarraque, sale ossigenato.
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareNaClO
Peso formula (u)74,44
Aspettoliquido giallo
Numero CAS7681-52-9
Numero EINECS231-668-3
PubChem23665760
SMILES
[O-]Cl.[Na+]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)1,083
Solubilità in acqua942 g/l (pentaidrato) a 296 K
Temperatura di fusione18 °C (291 K) (pentaidrato)
Temperatura di ebollizione101 °C (decomp.)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo pericoloso per l'ambiente
pericolo
Frasi H300 - 314 - 400
Consigli P260 - 301+330+331 - 303+361+353 - 305+351+338 - 405 - 501 [1][2]

L'ipoclorito di sodio è il sale di sodio dell'acido ipocloroso. La sua formula chimica è NaClO.

In soluzione acquosa in concentrazione variabile dall'1% al 25% circa, di colore giallo-paglierino e dal caratteristico odore penetrante, è noto nell'uso comune come sbiancante, solvente e disinfettante, contenuta in vari prodotti commerciali.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Puro, l'ipoclorito di sodio è un sale pentaidrato (NaClO·5 H2O) che fonde a circa 18 °C ed è particolarmente instabile. Sia per sfregamento sia per riscaldamento a temperature superiori a 35 °C può decomporsi in maniera anche violenta. Proprio per questo non viene mai commercializzato e impiegato puro. Viene invece usato in soluzione acquosa, a concentrazione generalmente inferiore al 25%.

Chimicamente è ottenuto da un forte alcale, l'idrossido di sodio (soda caustica) quasi neutralizzato da un acido debole, che impartisce alla soluzione finale un pH alcalino; una soluzione di 160 g di ipoclorito di sodio in un litro d'acqua ha un pH di circa 12. Industrialmente, viene ottenuto per gorgogliamento del cloro gassoso nell'idrossido di sodio, secondo la reazione

Essendo una base chimica, viene talvolta confuso con la stessa liscivia, nome comune dell'idrossido di sodio (soda caustica), molto più corrosiva.

Utilizzi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Per la sua azione ossidante, oltre che esser utilizzato come sbiancante e disinfettante ad uso generico, l'ipoclorito di sodio è uno sporicida, un fungicida e un virucida.
  • Viene anche utilizzato, titolato in cloro attivo al 5% e spesso riscaldato, come principale irrigante endocanalare in endodonzia (branca dell'odontoiatria).
  • Una soluzione di ipoclorito di sodio, a varie titolazioni, è usata per la disinfezione di dispositivi ed apparecchi medici.[3]

In chimica organica trova applicazioni come agente ossidante, ad esempio nell'epossidazione di Jacobsen.

Precauzioni di impiego[modifica | modifica wikitesto]

Le soluzioni chimiche contenenti ipoclorito di sodio sono irritanti e caustiche; è bene pertanto maneggiarle usando un paio di guanti di gomma e avendo cura di evitare il contatto con gli occhi. Non devono inoltre essere mescolate né all'acido cloridrico (acido muriatico per gli usi domestici) con cui sviluppano cloro, tossico, né all'ammoniaca con cui sviluppano clorammine, irritanti, né all'etanolo, con cui sviluppano cloroformio o altri alogenuri alchilici. Le soluzioni di ipoclorito di sodio sono sensibili alla luce e al calore e hanno una durata limitata nel tempo. Devono quindi essere conservate al riparo dalla luce e lontano da fonti di calore. Se acquistate in supermercato è meglio preferire i prodotti confezionati in bottiglie non trasparenti in grado di proteggere il prodotto dalla luce.

Denominazioni comuni[modifica | modifica wikitesto]

  • candeggina, dal verbo candeggiare, che significa rendere candido, bianco, usata per disinfettare sanitari e pavimenti, smacchiare, sbiancare o decolorare tessuti e capi di abbigliamento non colorati.[4]
  • varichina, varechina, varachina o varecchina, dal francese varech[5], alga da cui si ricavava la soda.
  • amuchina (nome commerciale di Angelini) in soluzione più diluita, viene usata come disinfettante alimentare; fu inventata da Oronzio De Nora, un ingegnere elettrotecnico originario di Altamura[6]; la parola deriva dal greco antico: ἀμυχή, amychḗ («graffio»).
  • nettorina o nitorina, usato soprattutto nel nord-Italia, specialmente in Romagna, il cui significato è rendere splendente, cioè nitido, limpido, pulito, bianco.
  • acquetta o acquina, usato soprattutto in Toscana[7].
  • neveina o niveina, usato al centro e sud Italia, e che significa, appunto, rendere bianco come la neve.
  • conegrina, di etimologia incerta probabilmente da cloroina diffusa in Valle d'Aosta, Piemonte e aree limitrofe di Nizza, Lombardia e Liguria attestato anche in Sicilia forse a seguito dei flussi migratori di ritorno da Torino negli anni '80.
  • acqua di Labarraque, dal chimico francese che la studiò, Antoine Germain Labarraque (1777-1850).
  • acqua di Javel (dal francese eau de Javel).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scheda del composto su IFA-GESTIS Archiviato il 16 ottobre 2019 in Internet Archive.
  2. ^ Smaltire in accordo alle leggi vigenti.
  3. ^ (PDF) Linee guida per il corretto utilizzo degli antisettici - disinfettanti (PDF), su anmdo.org.
  4. ^ Ipoclorito di sodio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  5. ^ varech, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  6. ^ L'inventore dell'Amuchina? È un ingegnere elettrotecnico nato ad Altamura a fine Ottocento, su bari.repubblica.it, 27 febbraio 2020.
  7. ^ Luciano Bianciardi, La vita agra, Rizzoli, 1962.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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