Dietilditiocarbammato di sodio

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Dietilditiocarbammato di sodio
Struttura chimica del dietilditiocarbammato di sodio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C5H10NS2Na
Massa molecolare (u) 171.259 g/mol
Aspetto solido bianco
Numero CAS 20624-25-3
Numero EINECS 205-710-6
PubChem 533728
SMILES [Na+].[S-]C (=S)N(CC)CC
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1.1 g/cm3
Solubilità in acqua ~ 600 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione 93 °C (~366 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo irritante
pericolo
Frasi H 302 - 315 - 318
Consigli P 280 - 305+351+338 [1]

Il dietilditiocarbammato di sodio è il sale di sodio dell'acido dietilditiocarbammico. A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco quasi inodore.

Utilizzo in medicina[modifica | modifica wikitesto]

Il dietilditiocarbammato di sodio agisce come chelante dello zinco, inibendo le metalloproteasi, prevenendo la degradazione della matrice extracellulare, passo fondamentale nella metastatizzazione e nella neoangiogenesi dei tumori[2]. Esso inibisce inoltre la superossido dismutasi, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo dovuto alle radiazioni ionizzanti[2].

È stato inoltre studiato per i suoi effetti nell'inibizione dell'effusione linfomatosa da infezione da HHV-8[3], nell'AIDS[4], nella leishmaniosi[5] e nell'avvelenamento da cromo[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 24.05.2010
  2. ^ a b National Cancer Institute - Drug Dictionary
  3. ^ Matsuno T, Kariya R, Yano S, et al., Diethyldithiocarbamate induces apoptosis in HHV-8-infected primary effusion lymphoma cells via inhibition of the NF-κB pathway, in Int. J. Oncol., vol. 40, nº 4, aprile 2012, pp. 1071–8, DOI:10.3892/ijo.2011.1313, PMID 22200846.
  4. ^ Shenep JL, Hughes WT, Flynn PM, et al., Decreased counts of blood neutrophils, monocytes, and platelets in human immunodeficiency virus-infected children and young adults treated with diethyldithiocarbamate, in Antimicrob. Agents Chemother., vol. 38, nº 7, luglio 1994, pp. 1644–6, PMC 284606, PMID 7979299.
  5. ^ Khouri R, Novais F, Santana G, et al., DETC induces Leishmania parasite killing in human in vitro and murine in vivo models: a promising therapeutic alternative in Leishmaniasis, in PLoS ONE, vol. 5, nº 12, 2010, pp. e14394, DOI:10.1371/journal.pone.0014394, PMC 3006171, PMID 21200432.
  6. ^ Susa N, Ueno S, Furukawa Y, Protective effect of diethyldithiocarbamate pretreatment on chromium (VI)-induced cytotoxicity and lipid peroxidation in primary cultures of rat hepatocytes, in J. Vet. Med. Sci., vol. 60, nº 1, gennaio 1998, pp. 71–6, PMID 9492363.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]