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Antonio Razzi

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Antonio Razzi
Antonio Razzi datisenato 2013.jpg

Segretario della 3ª Commissione permanente del Senato
Durata mandato 7 maggio 2013 –
22 marzo 2018

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
PdL (fino al 16/11/2013)
Forza Italia (dal 16/11/2013 fino a fine legislatura)
Coalizione Coalizione di centro-destra
Circoscrizione Abruzzo
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
14 marzo 2013
Legislature XV, XVI
Gruppo
parlamentare
IdV (fino al 9/12/10)
NS (fino al 19/01/11)
IR (dal 20/01/11 fino a fine legislatura)
Coalizione Coalizione di centro-destra
Collegio Europa
Incarichi parlamentari
  • Segretario della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) dal 22/05/08
  • Componente VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) dal 2/08/11 al 16/11/11
  • Componente XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) dal 6/06/06 al 28/04/08
  • Componente VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) dal 5/10/06 al 20/06/07
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia dei Valori (2006-2010)
Noi Sud (2010-2011)
Il Popolo della Libertà (2011-2013)
Forza Italia (dal 2013)
Titolo di studio Diploma di istituto tecnico commerciale
Professione Operaio tessile
Firma Firma di Antonio Razzi

Antonio Razzi (Giuliano Teatino, 22 febbraio 1948) è un politico italiano.

Biografia

Lascia l'Abruzzo nel 1965 emigrando a Emmenbrücke nel Canton Lucerna in Svizzera, lavorando per l'attuale ditta tessile Tersuisse Multifils SA (allora Viscosuisse). È presidente e socio fondatore del Centro regionale abruzzese di Lucerna dal 1977.[1][senza fonte] Fino al 2007 è stato anche presidente della Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera (FEAS).[2]

Sposatosi nel 1974 a León con Maria Jesús Fernàndez[3], anche lei lavoratrice emigrata in Svizzera[4] di origine spagnola[5], è padre di due figli.

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008. Circa dieci anni dopo, in un'intervista alla trasmissione Le Iene, ha dichiarato che il voto degli italiani residenti all'estero verrebbe pilotato attraverso brogli elettorali organizzati dalle sezioni locali di patronati e sindacati che si occuperebbero di inviare schede rubate o di far votare in maniera illegale.[6]

Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi lascia l'Italia dei Valori e passa a Noi Sud.[7] Il 14 dicembre votò contro la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi.[8]

Nel maggio 2011 viene nominato consigliere personale del Ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile.[9][10]

Alle elezioni politiche italiane del 2013 viene candidato in quarta posizione di lista al Senato in Abruzzo per Il Popolo della Libertà[11] ed è eletto.[12]

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia.[13]

Il 29 gennaio 2018 comunica di non essere stato candidato da Forza Italia alle elezioni politiche del 2018[14][15].

Dal 20 giugno 2018 conduce sul Nove il programma Razzi Vostri.

Controversie

Le gaffe e le affermazioni di Antonio Razzi sono continuamente riprese da Maurizio Crozza nei sui programmi Crozza nel Paese delle Meraviglie e Fratelli di Crozza.[16][17]

Nel 2009 Razzi, quando era deputato dell'Italia dei Valori, ha manifestato «piena solidarietà» alla Lega Nord per le sue politiche sull'immigrazione.[18]

Viene spesso criticato per la sua mancanza di competenze e per la sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana.[19][20][21][22] Questa difficoltà a esprimersi correttamente in italiano è stata notata anche in occasione di un discorso al Senato del giugno 2013.[23]

Intervistato da Un giorno da pecora Razzi ha affermato di essere «di proprietà di Berlusconi, quello che lui mi dice io faccio». Ha inoltre aggiunto che per Berlusconi farebbe «qualsiasi cosa, anche buttarsi sotto a un treno»[24][25].

In occasione dell'elezione del Presidente della Repubblica del 2015 ha dichiarato di essere pronto a votare anche Totò Riina, se Berlusconi glielo chiedesse.[26]

Compravendita di parlamentari

Il 16 settembre 2010 Razzi denunciò pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando che gli era stato proposto il pagamento del mutuo, un posto nel governo e la rielezione sicura.[27] Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi lascia l'Italia dei Valori e passa Noi Sud. Il suo abbandono è fortemente criticato da Antonio Di Pietro[28], leader dell'Idv. Il 14 dicembre vota contro la mozione di sfiducia al Governo Berlusconi, che venne respinta per pochi voti. Nel dicembre 2011 la trasmissione Gli Intoccabili trasmise un video ripreso di nascosto all'interno del Parlamento in cui Razzi ammette di aver votato la fiducia al governo solo per motivi di tornaconto personale economico:[29]

«[...] Andavamo e dicevamo "Presidente, siamo noi due, quanto ci molla? [...] Qui, ce ne date un milione?" E io e lui, con un milione ci facevamo una campagna elettorale, facevamo un partito nuovo. [...] Perché per noi due il governo s'è salvato. Che 314 a 311. Se io e Scilipoti andavamo di là per un voto cadeva, cadeva Berlusconi. [...] Io avevo già deciso da un mese prima [di votare la fiducia, ndr]. [...] Io non avevo la pensione ancora. Dieci giorni mi mancavano. [...] Perché se si votava dal 28 come era in programma, il 28 di marzo, io per dieci giorni non pigliavo la pensione. [...]»

(La trascrizione integrale è disponibile su Wikiquote)

In seguito Razzi ha dichiarato di non aver ricevuto nulla in cambio del suo voto, ma di aver salvato il governo per non perdere il posto di lavoro e la paga necessaria a pagare un mutuo («È stato un atto di salvarmi la mia paga [...] Se salviamo il governo, io mi salvo tutto e almeno pago il mutuo»).[30]

Rapporto con la Corea del Nord

Razzi nel 2006

Razzi ha più volte espresso giudizi positivi sulla politica della Corea del Nord e sull'operato di Kim Jong-un, giovane dittatore nordcoreano, definendolo «un moderato» che «sta cercando di portare un po' di democrazia in quel paese».[31] Infatti ha negato che il paese sia sotto dittatura paragonando la Corea del Nord alla «Svizzera d'Oriente» con «strade belle e molto pulite [...] Lì puoi andare tranquillo, nessuno ti tocca. Mica è Roma. Forse è la nazione più sicura che conosca».[32]

Contrariamente a quanto sostiene l'Organizzazione delle Nazioni Unite,[33][34] il senatore ha negato che in Corea del Nord ci siano dei campi di prigionia[35][36] affermando che al massimo «ci sono serre di pomodori grandissime, mai viste così grandi, saranno quelle, le scambiano per lager».[37]

Precedentemente Razzi, in qualità di segretario della Commissione Esteri, aveva partecipato con Paolo Romani a una cerimonia ufficiale in Corea del Nord. Romani creò polemica per aver applaudito durante la manifestazione: applausi che attribuirà non al dittatore coreano ma alle coreografie: «è impossibile non battere le mani di fronte a quello spettacolo».[38]

Razzi ha affermato di recarsi in Corea del Nord sin dal 2007.[38] Nel 2013 Razzi ha manifestato la sua intenzione di riportare la pace tra le due Coree.[39] A tal proposito ha affermato: «Ci sono spiragli di dialogo [...] Mi hanno detto che potrei pure vincere il Nobel. Qualcuno ha ironizzato sulla mia iniziativa, ma ci volevo proprio io per promuovere un progetto che dovrebbe portare alla riunificazione, a distanza da quel lontano 1953 quando al termine della guerra si separarono. Far cadere quel "muro", lungo il 38º parallelo, come si è riusciti a buttare giù quello delle due Germanie nel 1989».[39][40][41]

A suo dire Kim Jong-Un e i suoi generali «sono delle bravissime persone» e non hanno intenzioni bellicose.[39]

Razzi ha inoltre negato che la Corea del Nord sia in possesso della bomba atomica,[40] contrariamente a quanto risulta da numerose fonti internazionali nonché dai numerosi test nucleari che la Corea del Nord svolge tuttora.[42][43][44]

Il 31 agosto 2014, insieme a Matteo Salvini, visita nuovamente la Corea del Nord e consegna una lettera al presidente della Assemblea Popolare Suprema Kim Yong-nam destinata al dittatore Kim Jong-un.[45][46]

Ha avuto un ruolo molto importante nel portare a giocare in Serie A nel Cagliari il calciatore nordcoreano Han Kwang-Song.[47][48][49][50] Successivamente Razzi ha rivelato che Kim Jong-un è un grande appassionato di calcio e tifoso dell'Inter.[51] Pochi mesi dopo in Italia arriva Choe Song-Hyok, un altro giocatore coreano, che viene acquistato dal Perugia[52] dopo essere stato osservato per un po' di tempo dalla Fiorentina. I due giocatori vennero visionati da osservatori di squadre italiane per la prima volta durante la visita del 31 agosto 2014 di Razzi e Salvini, insieme ad altri calciatori nordcoreani.[53]

Procedimenti giudiziari

Appropriazione indebita

Sino al 2009 Antonio Razzi è stato presidente del Centro Regionale Abruzzese di Lucerna. L'associazione ha in seguito avviato un procedimento penale in Svizzera contro Razzi, con l'accusa di appropriazione indebita in relazione ai fondi destinati dalla regione Abruzzo per l'alluvione di Lucerna del 2005.[54][55][56] Secondo l'accusa queste somme ammontano a duecentomila franchi svizzeri.[57]

Nel 2013, secondo il Luzerner Zeitung, il processo viene archiviato.[57]

Corruzione

Nel luglio 2015 viene riaperta l'inchiesta di corruzione per il suo passaggio dall'IdV al PdL nel 2010.[58]

Onorificenze

Cavaliere dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della presidenza del Consiglio dei ministri»
— Roma, 2 giugno 1994[59]

Note

  1. ^ Antonio Razzi scaricato dal partito, non sarà ricandidato da Forza Italia alle prossime elezioni, abruzzolive, 24 gennaio 2018. URL consultato il 9 marzo 2018 (archiviato il 24 gennaio 2018).
  2. ^ Razzi, basta la parola, su http://espresso.repubblica.it, 8 maggio 2013. URL consultato il 20 marzo 2017.
  3. ^ Adriano Costantino, Antonio Razzi, il novello Obama, su http://autori.fanpage.it, 11 agosto 2013. URL consultato il 20 marzo 2017.
  4. ^ Maria Jesus Fernandez (moglie di Antonio Razzi) a La Zanzara su Radio 24: «Senza pensione io e Antonio come facevamo?», in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 3 settembre 2018.
  5. ^ (IT) Antonio Razzi e la foto del matrimonio - Il Post, in Il Post, 24 aprile 2014. URL consultato il 3 settembre 2018.
  6. ^ Brogli alle elezioni: le confidenze del Senatore Razzi, su iene.mediaset.it, 12 novembre 2017. URL consultato il 13 novembre 2017.
  7. ^ Alessandro Trocino, Rissa sui «transfughi». Razzi lascia l'Idv, in Corriere della Sera (Roma), 10 dicembre 2010. URL consultato il 26 aprile 2014.
  8. ^ Finiani-Pdl, la trattativa torna in salita Un dipietrista dice sì a Berlusconi, in Corriere della Sera (Milano), 10-9 dicembre 2010. URL consultato il 26 aprile 2014.
  9. ^ Antonello Caporale, Ecco Razzi, neo consigliere (per i ristoranti) del ministro, in la Repubblica, 4 maggio 2011. URL consultato il 26 aprile 2014.
  10. ^ Silvia Cerami, Razzi, il pranzo è servito, in l'Espresso, 6 maggio 2011. URL consultato il 26 aprile 2014.
  11. ^ Liste Pdl, ecco i nomi, su Giornalettismo.com, 21 gennaio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).
  12. ^ Le urne bocciano senza appello Fini. Fuori dal Parlamento Di Pietro e Ingroia, in Corriere della Sera, 26 febbraio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 17 febbraio 2015).
  13. ^ L’addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia, in Corriere della Sera, 16 novembre 2013. URL consultato il 26 aprile 2014.
  14. ^ (IT) Elezioni, lo sfogo di Razzi: "Fi non mi candida più, i posti sono finiti. Ora capisco chi vota M5s" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2018. URL consultato il 30 gennaio 2018.
  15. ^ (IT) Redazione Online, Antonio Razzi resta fuori, Forza Italia non lo ricandida, in Corriere della Sera. URL consultato il 23 gennaio 2018.
  16. ^ Maria Volpe, Tele raccomando, in Corriere della Sera, 8 novembre 2013, p. 62. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  17. ^ Maurizio Crozza imita Antonio Razzi, Osservatorio Satira Politica, 25 ottobre 2013. URL consultato l'8 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2014).
  18. ^ Razzi, il deputato «leghista» di Idv, in Il Giornale, 4 novembre 2009. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  19. ^ Wil Nonleggerlo, Razzi, basta la parola, in l'Espresso, 8 maggio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  20. ^ Marco Esposito, L’onorevole Antonio Razzi e la lingua italiana, in l'Espresso, 2 ottobre 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  21. ^ Antonio Razzi, il senatore che non conosce l’italiano, Giornalettismo.com, 7 maggio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  22. ^ Adriano Costantino, Antonio Razzi, il novello Obama, su fanpage.it, 11 agosto 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2013).
  23. ^ Razzi, serie di strafalcioni nell'intervento al Senato, in Libero, 21 giugno 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 10 gennaio 2014).
  24. ^ Chiara Sarra, Razzi: «Se me lo chiedesse Berlusconi, mi butterei anche sotto al treno», in Il Giornale, 4 novembre 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  25. ^ Antonio Razzi: «Io sono di proprietà di Silvio Berlusconi», su fanpage.it, 4 novembre 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  26. ^ Quirinale, Antonio Razzi: "Se Berlusconi me lo chiede, voto pure Totò Riina". Fedeltà assoluta al leader: "È un genio", in L'Huffington Post, 20 gennaio 2015. URL consultato il 17 febbraio 2015 (archiviato il 17 febbraio 2015).
  27. ^ Filmato audio Razzi (Idv): "Così Berlusconi voleva comprarmi", la Repubblica, 16 settembre 2010. URL consultato il 25 marzo 2014.
  28. ^ Marco Marozzi, Di Pietro fa il bunga bunga al premier "Anche noi vittime di Razzi e Scilipoti, in La Repubblica (Bologna), 11 dicembre 2010. URL consultato il 26 aprile 2014.
  29. ^ Gli intoccabili: La compravendita dei parlamentari, La7. URL consultato l'11 dicembre 2011.
  30. ^ Razzi vuota il sacco: "Grazie a Silvio ho salvato la pensione", in Repubblica, 22 dicembre 2014. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  31. ^ Razzi: «Kim Jong Un? È un moderato», in Corriere della Sera, 8 gennaio 2014. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  32. ^ Antonio De Frenza, L'intervista, Antonio Razzi: «La mia Corea del Nord pulita e tifosa di calcio», in il Centro, 4 agosto 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato il 9 gennaio 2014).
  33. ^ Onu: «In Corea del Nord crimini contro l'umanità». Avviso a Kim Jong Un: «Accertare responsabilità», in la Repubblica, 17 febbraio 2014. URL consultato il 26 febbraio 2015 (archiviato il 26 febbraio 2015).
  34. ^ Federica Seneghini, «Io, ex detenuto, vi racconto com’è vivere in un lager della Corea del Nord», in Corriere della Sera, 2014. URL consultato il 26 febbraio 2015 (archiviato il 26 febbraio 2015).
  35. ^ Antonio Razzi: "Non ci sono campi di prigionia in Corea del Nord". Il senatore smentisce anche il governo di Pyongyang, in L'Huffington Post, 9 ottobre 2014u. URL consultato il 26 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2015).
  36. ^ Federica Seneghini, Corea Nord, Razzi: «L'ex detenuto? Tutte balle, i lager non esistono», in Corriere della Sera, 7 ottobre 2014. URL consultato il 26 febbraio 2015 (archiviato il 26 febbraio 2015).
  37. ^ Razzi: «Lager in Corea del Nord? Sono serre per pomodori», in Il Sole 24 ORE, 21 ottobre 2014. URL consultato il 26 febbraio 2015 (archiviato il 26 febbraio 2015).
  38. ^ a b Renato Benedetto, Romani, Razzi e i 15 secondi col dittatore Kim, in Corriere della Sera (Milano), 30 luglio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  39. ^ a b c Razzi vola a Pyongyang e tratta per la pace, Lettera 43, 12 luglio 2013. URL consultato l'8 gennaio 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  40. ^ a b Corea del Nord, la pace impossibile di Razzi, Lettera 43, 25 luglio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  41. ^ Renato Benedetto, La "mission impossible" dell'onorevole Razzi «Porto pace in Corea», in Corriere della Sera, 25 luglio 2013, 10-11. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  42. ^ Roberto Paura, Perché la bomba atomica della Corea del Nord fa paura, su fanpage.it, 13 febbraio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  43. ^ Terzo test nucleare della Corea del Nord. Obama: «È una provocazione per gli Usa», in la Repubblica (Pyongyang), 12 febbraio 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  44. ^ Larry Greenemeier, La Corea del Nord è un pericolo reale?, in Le Scienze, 13 aprile 2013. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  45. ^ Missione Corea del Nord, la strana coppia Razzi-Salvini a Pyongyang, in RAI News 24, 31 agosto 2014. URL consultato il 17 febbraio 2015 (archiviato il 17 febbraio 2015).
  46. ^ Aldo Cazzullo, Matteo Salvini, il capo dei «popoli padani» che ama schierarsi in difesa degli oppressori, in Corriere della Sera, 12 ottobre 2014. URL consultato il 17 febbraio 2015 (archiviato il 17 febbraio 2015).
  47. ^ Cagliari, retroscena Han: per il suo arrivo è stato decisivo il senatore Razzi | Goal.com. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  48. ^ Razzi, 'Han? Ho scritto al Caro leader' - Umbria, in ANSA.it, 27 agosto 2017. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  49. ^ (IT) Razzi: «Han? L'ho scoperto io. Ho scritto a Kim Jong-un». URL consultato il 26 gennaio 2018.
  50. ^ Nord Corea, Antonio Razzi: ho ricevuto una lettera da Kim Jong-un, in rainews. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  51. ^ (IT) Antonio Razzi vola in Nord Corea: «Il calcio strumento di pace. Kim Jong vedeva le partite a San Siro...» - VanityFair.it, in VanityFair.it, 1504605355. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  52. ^ (IT) Ufficiale: Perugia, acquistato Choe Song Hyok. La foto, in Alfredo Pedullà, 14 luglio 2017. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  53. ^ Promessa oggi, strumento di diplomazia domani: la storia di Han | Goal.com. URL consultato il 27 gennaio 2018.
  54. ^ Giulia Turi, Razzi su Lucerna, in Lettera 43, 30 maggio 2011. URL consultato il 2 marzo 2015 (archiviato il 2 marzo 2015).
  55. ^ Dino Martirano, Idv, è scontro sui «moralizzatori». E de Magistris finisce nel mirino, in Corriere della Sera, 29 dicembre 2010. URL consultato il 2 marzo 2015 (archiviato il 2 marzo 2015).
  56. ^ Abruzzesi in Svizzera contro Razzi, in Corriere del Ticino, 28 febbraio 2013. URL consultato il 2 marzo 2015 (archiviato il 2 marzo 2015).
  57. ^ a b Giovanna di Lello, Politiche 2013, il dopo voto. Gli abruzzesi in Svizzera: "Tanta rabbia contro Razzi", in il Centro, 28 febbraio 2013. URL consultato il 2 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2015).
    «[...] Il processo secondo la Luzerner Zeitung (vedi foto in basso) è stato archiviato, ma questo non placa la rabbia dell’associazione. [...]».
  58. ^ "Compravendita-2": Silvio Berlusconi rischia un nuovo processo Archiviato il 13 luglio 2015 in Internet Archive.
  59. ^ Sito del Quirinale - dettaglio decorato - consultato l'11 nov 2014.

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