Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)

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Coordinate: 46°10′31″N 8°47′35″E / 46.17528°N 8.79306°E / 46.17528; 8.79306

Santuario della Madonna del Sasso
Santuario della Madonna del Sasso (Orselina)
Paese bandiera Svizzera
Regione Canton Ticino
Località Orselina
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Lugano
Anno consacrazione
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico
Inizio costruzione XV secolo,
Completamento XVII secolo
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

Il Santuario della Madonna del Sasso, importante meta di pellegrinaggio, sorge sulla sommità di uno sperone di roccia che s'innalza all'interno della valletta scavata dal torrente Ramogna, ad un'altezza di 370 m s.l.m nel comune di Orselina.

Oltre al convento, il complesso architettonico, o Sacro Monte, comprende la chiesa dell'Annunciazione, le cappelle lungo la vecchia strada di accesso a valle col portico della croce, la salita della Via Crucis e le sue stazioni in edicole, la cappella della Pietà nel cortile, del Compianto sul Cristo morto, dell'Ultima Cena, e dello Spirito Santo poste sotto il portico del santuario, la scalinata, la croce cimiteriale, il sagrato e infine la Chiesa di Santa Maria Assunta detta Madonna del Sasso.

Indice

[modifica] Cenni storici

Alla fine del XV secolo, il religioso francescano fra' Bartolomeo Piatti[1] d'Ivrea, si insediava come eremita in un luoghetto alla base della rupe, proveniente dal convento di San Francesco a Locarno, dove non aveva nessun particolare titolo o carica all'interno della comunità. La sua vita ascetica promosse nella popolazione locale un forte culto alla Vergine, che secondo la tradizione sarebbe apparsa al frate.

Santuario della Madonna del Sasso; olio su cartone di Zsigmund Bubics
Santuario della Madonna del Sasso:olio su tela di Ferdinand Feldhütter (1841-1898)

Con l'intenzione di realizzare un Sacro Monte sul modello di quello di Varallo in Val Sesia, a seguito di una visione avvenuta nel 1480, fece costruire l'oratorio della Vergine Avvocata e la cappella della Pietà, consacrati nel 1487[2]. Secondo una pergamena conservata nell'archivio cantonale di Bellinzona la chiesa e l'oratorio furono consacrati da Rolando, vescovo di Antarado, Asia minore e suffraganeo del vescovo di Como Branda Castiglioni[3].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Santa Maria Annunciata (Muralto).

Venne dato inizio alla costruzione della chiesa di Santa Maria Annunciata[4], posta ai piedi dello sperone di roccia, grazie alla donazione del terreno da parte di Antonio Guido Orelli. Nell'atto notarile di donazione figura per la prima volta il nome di "Madonna del Sasso" con la dicitura "santa Maria del Saxo". Il 16 febbraio 1498 papa Alessandro VI confermò la donazione fatta dalla famiglia Masina del Monte della rupe di Orselina ai frati minori, per erigervi un santuario[5]. La chiesa fu consacrata nel 1502.

Il 10 gennaio 1514 il papa Leone X esentò il monte su cui è situato il Santuario da ogni servitù e giurisdizione[6]. Nel (1522) le pareti furono gratificate da una campagna di affreschi tra cui quello nella parete nord del coro, raffigurante La Madonna in trono col Bambino, attribuibile a Domenico Pezzi da Puria detto "Furgnicus"[7], pittore pendolare tra il Luganese e Genova, documentato nella chiesa conventuale di Santa Maria degli Angioli a Lugano[8], nella parrocchiale di Santa Maria del Sasso a Morcote[9], nel portico antistante la parrocchiale di Villa Luganese, nella Chiesa di San Biagio di Bellinzona-Ravecchia e a Gravedona nella chiesa di Santa Maria delle Grazie; sulla parete sud della navata, Cristo fra i Dottori, attribuito ai fratelli della Rovere detti Fiammenghini. In questa chiesa troverà sepoltura, qualche anno dopo, fra' Bartolomeo. Nel 1814 la chiesa verrà ridotta di circa la metà per formare il piazzale delle processioni.

Gli edifici religiosi furono affidati al convento francescano di Locarno e in particolare a fra' Bartolomeo, fino alla sua morte.

Veduta panoramica

Sul finire del XVI secolo si diede inizio alla costruzione di una seconda chiesa, collocata in cima alla rupe, che venne consacrata nel 1616. Con l'incoronazione della Madonna del Sasso, avvenuta l'anno successivo, si diede inizio a tutta una serie di lavori di abbellimento e di completamento del Sacro Monte. Sono di questo periodo le cappelle e le sculture fittili poste al loro interno. Quella dell'Ultima Cena è popolata da statue in terracotta realizzate da Francesco Silva di Morbio Inferiore, plasticatore attivo anche al Sacro Monte di Varese.

La storia delle origini del santuario è riportata, inoltre in una lapide marmorea in latino, posta al suo interno e datata al 10 luglio 1624. Nell'iscrizione si cita la donazione del terreno del santuario all'ordine francescano da parte della famiglia Masina del Monte e la consacrazione della chiesa da parte di Filippo Archinti, vescovo di Como, il 1º maggio del 1616.

Nel 1617 venne ampliato l'accesso che dalla Pietà porta al santuario e nel 1618 fu eretta una torretta chiamata portico aperto, attraverso la quale si accede alla chiesa, con le stanze per gli ospiti nella sua parte inferiore. Nel 1619 fu aperta una via sulla dorsale del colle, con alcune cappelle dedicate ai Misteri del Rosario e che in seguito accoglierà le cappelle della Via Crucis, ancora presenti oggi: nel 1620 venne edificata la cappella del Calvario, situata sopra il santuario, nel 1625 quella della Veronica, nel 1670 quella della Risurrezione, nei pressi della cappella del Calvario. I lavori furono completati nel 1677 con la cappella dell'Ascensione.

Con decreto del 25 luglio 1848 lo Stato e Repubblica del Canton Ticino espropriò il convento e il santuario della Madonna del Sasso, espellendo dal Cantone i frati conventuali; venne quindi chiamato a custodire il santuario un padre cappuccino Alessandro da Giornico e da quel momento la proprietà resterà del Cantone, mentre i cappuccini ne presero la custodia e curarono l'aspetto religioso[10].

Grossi lavori vennero intrapresi tra il 1891 e il 1912, tutto il complesso alla sommità del sacro monte venne pesantemente rimaneggiato. Si ampliò il convento, venne rifatta la facciata in stile neorinascimentale 1892, nel 1895 vennero aggiunte loggette e terrazze sul lato est e venne rifatto il campanile. In seguito venne allargato il coro con la costruzione di una muraglia di sostegno che ricoprì completamente lo sperone di roccia su cui poggia il santuario 1903. Da ultimo venne rimesso a nuovo il lato nord, con la costruzione di un loggiato, che permette l'accesso al coro della chiesa direttamente dal convento, lavoro terminato del 1912.

Questi lavori vennero intrapresi su iniziativa dei frati, anche se con forte opposizioni interne, in particolare da parte di padre Agostino da Vezia, superiore dei cappuccini ticinesi e di fra Bernardo da Andermatt, allora custode del convento. Progettista e ideatore di questi interventi fu fra Angelo Osio da Pesaro. L'intervento, pur tra le contestazioni, fu eseguito e sostenuto dai cappuccini con il sostegno finanziario della popolazione locale. Nel 1918 la chiesa venne elevata al rango di Basilica minore. Restauri vennero ancora eseguiti tra il 1977 e il 1984 sotto la guida dell'architetto Luigi Snozzi.

Ulteriori lavori di restauro sono in corso d'opera nel 2010, sovvenzionati dallo Stato del Canton Ticino.

Il Santuario agli inizi del Novecento

[modifica] Descrizione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di Santa Maria Assunta (Orselina).
Bramantino, Fuga in Egitto (1520-1522)

Dal sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta detta "Madonna del Sasso" si ammira sulla facciata dell'edificio conventuale attiguo un orologio dipinto del 1768, e l'affresco con l'ultima stazione della Via Crucis della bottega di Giuseppe Antonio Felice Orelli. All'interno della chiesa, nella navata sud si trova la pala della Fuga in Egitto, opera del Bramantino del 1510-1515 circa, mentre nella terza cappella della navata nord si trova la pala del Trasporto di Cristo al sepolcro, opera di Antonio Ciseri del 1870. Alle pareti si trovano appesi anche molti interessanti ex voto di varie epoche.

Di notevole pregio la statua miracolosa della Madonna del Sasso, opera lignea della fine del Quattrocento che Raffaele Casciaro attribuisce a Domenico Merzagora. Nella Cappella della Pietà consacrata nel 1487, pure molto preziosa e coeva della statua della Vergine è l'ancóna degli anni 1505-1510 raffigurante la Deposizione chiamata anche Pietà, in legno intagliato, dipinto e dorato: capolavoro attribuito a Giovanni Pietro e Giovanni Ambrogio De Donati, restaurato per l'ultima volta nel 2005 da Andrea Meregalli ed esposto a Milano (2005-2006), a Bellinzona nel 2009 e a Rancate alla pinacoteca cantonale Giovanni Züst del 2010 al 2011.

Sotto un arco trionfale d'ispirazione classica, con una volta a botte prospettica cassettonata di stampo amadeesco, una moltitudine di angeli attorniano il Cristo deposto sorretto dalla Vergine Maria e da San Giovanni Evangelista con in secondo piano a fungere da fondale la tavola dipinta raffigurante le figure di Nicodemo, di Giuseppe d'Arimatea e Santa Maria Maddalena, il Golgota e nei pannelli laterali le Pie donne piangenti; nei piedritti dell'arco sono scolpiti angeli entro nicchie; nella parte superiore sono visibili due tondi raffiguranti l'Annunciazione e due bellissimi fregi a monocromo all'antica. Sull'esecutore dello sfondo la critica è divisa tra Giovanni Antonio da Montonate (noto dal 15 maggio 1501 al 7 gennaio 1504) e Fermo Stella da Caravaggio attivo ad Arona nel 1510[11].

Ospitato nella cappella Von Roll il mortorio con otto statue di legno del Compianto sul Cristo morto (tuttora erroneamente ricomposto), fa supporre che possa essere ascritto a Martino Benzoni noto per il suo San Vittore a cavallo posto nel 1462 sul mastio del Castello Visconteo, ora però il gruppo è attribuito ipoteticamente al Maestro di Santa Maria Maggiore (alias Domenico Merzagora), che era stato realizzato per la cappella del Santo Sepolcro nella chiesa conventuale di San Francesco d'Assisi, qui traslato nel 1848, poi ricomposto in un'apposita cappella del santuario, costruita nel 1945, poi demolita e ricostituita in forme più ampie a nord della Cappella Von Roll durante i restauri del 1979-1984 diretti da Luigi Snozzi. In effetti detto Compianto si apparenta a quello conservato nel Museo Civico d'Arte Antica di Torino in Palazzo Madama e proveniente dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo[12]. Il mortorio fu eseguito entro il 1485 poiché fu indicato a Giacomo del Maino come modello per il Compianto di Gallarate oggi perduto.

Nei pressi della chiesa di Santa Maria Annunciata la Cappella di San Giuseppe[13] d'origine seicentesca, ricostruita verso il 1879, conserva una statua del Santo. Nel portico d'ingresso al Sacro Monte la Cappella della Visitazione[14] fu edificata negli anni 1630-1650, con coevo gruppo scultoreo in terracotta attribuito a Francesco Sala (restauro 2010). Il portico della Croce[15] fu eretto nel 1877 ornato di dipinti e graffiti del 1933. La Cappella della Natività[16], di pianta ottagonale, anteriore al 1625, sopraelevata nel 1888, contiene i gruppi scultorei dell Natività e dell'Adorazione dei Magi, le cui parti originarie attribuite a Francesco Silva, furono realizzate nel 1625 circa. L'edicola della Crocifissione[17], dipinta da Giovanni Antonio Vanoni di Aurigeno nel 1863, in seguito è stata alterata e ridipinta. Nel cortile: donata da Raimondo Rezzonico[18], la statua in bronzo del Frate di Giacomo Manzù, del 1980. Lungo la scalinata d'accesso alla chiesa: le due cappelle dell'Ultima Cena e dello Spirito Santo, contenenti gruppi scultorei degli anni 1625-1650, attribuiti a Francesco Silva; a destra della cappella dello Spirito Santo: grande crocifisso in bronzo di Milo Cleis, del 1985; a sinistra, Pietà lignea della fine del secolo XVII.

A monte del convento a lato della vecchia strada tra Orselina e Trinità dei Monti: la Cappella della Resurrezione[19], su pianta esagonale, edificata nel 1677 circa e ricostruita nel 1887, contiene statue coeve di Alessandro Rossi. A valle la strada della Via Crucis fu aperta negli anni 1617-1621; le cappelle costruite nel 1817 contengono targhe in ghisa con bassorilievi dipinti di Giovanni Maria Fossati, del 1903 (restauro nel 2010). Dal 1484 fino al 1621 la strada della Valle[20], successivamente riattata e ampliata, fu l'unico percorso di collegamento tra il borgo di Locarno e il santuario. Le cappella erette nel XVII secolo lungo questa via processionale furono in parte inglobate nell'odierno convento, alcune andarono in rovina o furono demolite nel XIX secolo. Il percorso fu risistemato nel biennio 1855-1856.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896, 253-260, 337-338.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Rocco da Bedano, Pagine di storia della Madonna del Sasso, in Messaggero serafico 1966-1967.
  • Guglielmo Buetti, Note storiche religiose delle chiese e parrocchie della pieve di Locarno (1902) e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), seconda edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 64.
  • Virgilio Gilardoni, Rocco da Bedano, Fonti per la storia dei monumenti di Locarno, Muralto, Orselina e Solduno, in Archivio Storico Ticinese, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1972.
  • Virgilio Gilardoni, I monumenti d'arte e di storia del Canton Ticino, Locarno e il suo circolo', volume I, Società di storia dell'arte in Svizzera, Birkhäuser Verlag, Basilea 1972.
  • Giovanni Pozzi (a cura di), La Madonna del Sasso fra storia e leggenda, Armando Dadò Editore, Locarno 1980.
  • Adolfo Caldelari, Callisto Caldelari, Appunti per una storia della Madonna del Sasso. Cronache e cronologia, Edizioni dell'Eco di Locarno, Locarno 1982.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Raffaele Casciaro, La scultura lignea lombarda del Rinascimento, Skira, Milano 2000.
  • AA.VV., L'anima felice, Centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei, Ponzano Monferrato 2007.
  • Lara Calderari, Da e verso il Canton Ticino. Scambi artistici tra Quattro e Cinquecento, in «Arte+Architettura in Svizzera», LVIII, 2007.
  • Silvia Valle Parri, Intorno a Furgnicus: Domenico Pezzi tra letteratura critica e nuovi documenti, «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», Bellinzona, s. IX (2007), vol. CX, fasc. II; Eadem, Affreschi della cappella del presbiterio di Santa Maria del Sasso a Morcote, tesi di laurea in storia dell'arte moderna, Università Statale di Milano, relatore Giovanni Agosti, anni 2007/2008.
  • Teodoro Amadò, Opere d'arte alla corte dei conti Rusca: attribuzioni e vicende, in Bollettino della Società storica locarnese, nuova serie, numero 12, anno 2009, Tipografia Pedrazzini, Locarno 2009, 56-73.
  • Cristina Vonzun, Madonna del Sasso: festa nel chiostro (a causa dei lavori), in Giornale del Popolo del 28 agosto 2010, 8.
  • Marco Tanzi, Giovanni Pietro De Donati, Giovanni Ambrogio De Donati e Giovanni Antonio da Montonate, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.

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