Rivolta ionia
| Rivolta ionia parte della Prima guerra persiana
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La Rivolta ionia.
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| Data | 490 a.C. | ||
| Luogo | Coste egee dell'Asia Minore, Anatolia | ||
| Esito | Vittoria dei persiani | ||
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La rivolta ionia (anche detta rivolta ionica) fu un evento politico militare che coinvolse le città fondate dai coloni greci sulle coste della Ionia, dell'Eolide e della Doride, regioni situate della zona occidentale dell'Anatolia (l'odierna Turchia), ed alcune città di Cipro e della Caria. Questa ribellione, che durò dal 499 a.C. al 493 a.C., aveva come obiettivo la liberazione delle città greche sotto il dominio dell'Impero Persiano, che, anni prima, aveva cercato di domare il malcontento nominando dei tiranni che governavano sulle colonie greche.
Le colonie ionie erano state attratte nella sfera di influenza della Lidia dal re Creso, continuatore della politica egemonica del padre Aliatte II. Nel 546 a.C. Creso fu sconfitto da Ciro il Grande, il Gran Re (Shahanshah) di Persia, che si impadronì delle città. Successivamente, le colonie furono governate da tiranni nominati dal satrapo persiano di Sardi. Nel 499 a.C., l'allora tiranno di Mileto Aristagora, guidò una spedizione congiunta con il satrapo di Sardi Artaferne con l'obiettivo di conquistare l'isola di Nasso, per sedare le lotte civili in atto sull'isola. La spedizione, dopo mesi di assedio, fallì e, dopo aver saputo delle intenzioni del Gran Re di sostituirlo alla guida di Mileto, Aristagora incitò tutta la Ionia alla ribellione contro il re persiano Dario I.
Aristagora cercò di corrompere il re spartano Cleomene I affinché aiutasse i rivoltosi, ma non ottenne nulla. Trovò invece aiuto in Eretria e in Atene, che inviarono rispettivamente venti e cinque navi, rivelatesi determinanti per il successo della rivolta. Tuttavia, partito l'esercito ateniese, Dario saccheggiò Mileto nel 494 a.C. e ristabilì il proprio controllo sulle città ionie.
Questo contrasto fu all'origine delle guerre persiane.
Le fonti storiografiche dell'evento sono Erodoto e Pausania il Periegeta.
Indice |
[modifica] Antefatto
Fallita la spedizione ispirata da Aristagora, tiranno di Mileto, contro Nasso nel 498, suggerita dal Gran Re Dario I di Persia, che aveva chiamato il tiranno a corte come suo personale consigliere. Aristagora dopo 4 mesi di inutile assedio contro i greci è costretto a ritirare la flotta composta da 200 triremi, e per paura della reazione di Dario si rifugia a Mileto, e persuade le città greche ad insorgere contro la Persia, e bloccare le sue ambizioni di conquista della Grecia orientale.
[modifica] La tirannide a Mileto
Aristagora depone la tirannide a Mileto ed instaura l'isonomia, cioè leggi uguali per tutti i cittadini, processo evolutivo che porterà ad un regime democratico. Promuove analoghi regimi di governo anche per le altre città della ionia, compresi i territori della Licia, della Caria e dell'Ellesponto.
Tutte queste città rispondono positivamente all'iniziativa di Aristagora, mostrando la volontà di non volersi sottomettere ad un sovrano straniero.
Nel 499/498 a.C. Aristagora chiede aiuto a Sparta, chiamando la Lega del Peloponneso ad unirsi alla politica anti-persiana, ma il re Cleomene, della dinastia degli Agìadi, rifiuta, mantenendo nei confronti della lega un regime del tutto conservatore, e ritenendo rischioso allontanarsi dal territorio peloponnesiaco per affrontare le battaglie sul versante dell'Egeo. Trova però l'appoggio di Atene ed Eretria che inviano rispettivamente 20 e 5 navi. Questo avvenimento viene definito da Erodoto Archè Kakon, l'origine del mali, tra greci e persiani.
[modifica] Le battaglie
La rivolta ha inizio nella primavera del 498 a.C. I Greci muovono contro la città di Sardi, vera capitale della satrapia persiana più occidentale. Viene bruciata e completamente distrutta, scatenando l'ira del Gran Re che legge in questo evento un pesante significato politico.
Ateniesi ed Eretriesi vengono sconfitti nei pressi di Efeso e sono costretti a richiamare in patria i loro contingenti. Nonostante il ritiro delle truppe di Atene ed Eretria, si associano alla rivolta antipersiana Carii, Licii, e quasi tutte le dieci città-stato di Cipro. I persiani marciano subito contro questi ultimi, poiché Cipro si trovava in una posizione strategica per il controllo del Mediterraneo orientale. Riuscirono ad assoggettare l'isola tra il 497 e il 496 a.C.
[modifica] La spedizione in Asia Minore
L'offensiva persiana avanza per tre direttrici:
- Il generale Daurise avanza nelle regioni dell'Ellesponto
- Imaes, nella Propontide
- Otane e Artaferne, figlio del principe Artaferne I, fratello di Dario, nella Troade e nella Ionia.
Daurise si sposta in Troade, tentando di sedare delle rivolte interne; dopo alcune vittorie viene ucciso a Pedaso nel 496. Nel frattempo muore Aristagora nel territorio della Tracia.
Nel 494 i persiani muovono contro Mileto per terra e per mare. Le città della Licia si arresero subito a causa dell'arrivo della imponente flotta fenicia, nucleo centrale della flotta persiana.
Gli Ioni decidono di affrontare i persiani utilizzando le forze della flotta civica, 353 navi, inviate da nove città ionie e da Lesbo. Ma l'impresa si rivelò fallimentare perché durante la battaglia, molte città ritirarono le loro flotte, come ad esempio i Samii e Lesbo, che presero accordi con i Persiani in favore delle loro città.
Soltanto la popolazione di Chio combatté strenuamente fino alla fine.
Gli Ioni furono comunque sconfitti, ed i persiani mossero verso Mileto, dove vi fu lo storico "sacco di Mileto": vennero distrutti ed incendiati tutti i templi, come vendetta dell'incendio nella città di Sardi. I Milesi furono uccisi o deportati a Babilonia, e i bambini e le donne furono ridotti in schiavitù.
Distrutta la promotrice della rivolta, essa fu definitivamente domata. Istieo tentò di riaccenderla sbarcando ad Atarneo ma fu sconfitto e ucciso da Arpago, e poi impalato a Sardi da Artaferne.
[modifica] Le conseguenze della rivolta
Ristabilito il dominio achemenide, vi era nella Grecia un clima di paura per le reazioni del Gran Re nei confronti delle città ribelli, ma il popolo persiano mostrò la sua duttilità nei confronti delle popolazioni assoggettate. Stabilì regimi arbitrali per sedare le rivolte interne delle città ionie.
Nel 492 Il generale persiano Mardonio, depose le tirannidi in molte città della Ionia e le sostituì con regimi democratici. La rivolta segna un cambiamento ed una profonda crisi per le città della ionia dal punto di vista politico-militare, economico- sociale e strategico.
Città come Chio e Mileto, a causa delle grosse perdite subite non riacquisteranno più il loro antico potere e splendore. sul piano strategico il Gran Re attuò una politica molto più aggressiva nei confronti delle città dell'Egeo.
[modifica] Bibliografia
- Antichità Classica, Garzanti
- Braccesi, Manuale di storia greca
- Domenico Musti, "Storia greca", Editori Laterza
[modifica] Voci correlate