Dati (generale)

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Dati (in greco antico Δᾶτις, traslitterato in Dàtis; Media ?, metà VI secolo a.C.Maratona, 490 a.C.) è stato un generale persiano, comandante insieme ad Artaferne dell'esercito persiano inviato da Dario I contro Eretria ed Atene che fu sconfitto a Maratona nel 490 a.C.[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Dati viene definito di stirpe meda sia da Erodoto[1] sia da Diodoro Siculo,[2] ma secondo lo storico Nicholas Sekunda questa informazione potrebbe derivare da un fraintendimento degli storiografi greci, che potrebbero averlo definito medo semplicemente perché era stato nominato satrapo della Media (dato anch'esso non certo, dato che Plutarco[3] e la Suda[4] affermano che era un satrapo ma non precisano di dove).[5]

Da una tavoletta ritrovata a Persepoli datata 494 a.C., nella quale si dice che Datiya ha ricevuto 70 quarti di birra come razioni e che portava un documento col sigillo del re, alcuni storici desumono che Dati fosse un funzionario importante anche prima della spedizione in Grecia, dato che la misura di 70 quarti è insolitamente alta.[6][7]

Inoltre secondo alcuni storici è molto probabile che fosse stato Dati ad aver ricevuto il comando supremo della spedizione in Grecia, con Artaferne come luogotenente (secondo Sekunda Artaferne probabilmente comandava la cavalleria).[8][9]

Secondo Aristofane Dati amava la lingua greca e cercò di impararla; involontariamente egli coniò una nuova parola, "datismo" (in greco antico δατισμός, cioè parlare il greco male come Dati).[10]

I suoi due figli, Armamitre e Titeo, comandarono la cavalleria di Serse nella seconda guerra persiana.[11]

Spedizione in Grecia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra persiana e Battaglia di Maratona.

Riguardo al viaggio via mare attraverso il mar Egeo (490 a.C.) si conoscono alcuni episodi che coinvolgono Dati. Gli abitanti di Delo fuggirono a Tino; Dati, però, li rassicurò promettendo di non voler distruggere e di rispettare il luogo di nascita di "due divinità": infatti, secondo gli antichi, Delo era il luogo di nascita di Apollo e Artemide.[12] La religiosità di Dati è dimostrata anche da un aneddoto che racconta del ricollocamento da parte sua di una statua di Apollo che alcuni Fenici del suo esercito avevano rubato da Delio, in Beozia.[13][14]

La spedizione raggiunse poi l'obiettivo di distruggere Eretria e farne prigionieri gli abitanti, ma non riuscì a fare altrettanto ad Atene, dato che l'esercito persiano fu sconfitto nella battaglia di Maratona; dopo aver tentato di sorprendere Atene dal mare, Dati e Artaferne riportarono il loro esercito in Asia Minore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Erodoto, op. cit., VI, 94.
  2. ^ Diodoro, Bibliotheca historica, X, 27.
  3. ^ Plutarco, Moralia, 503B.
  4. ^ Suda, voce Hippias.
  5. ^ Sekunda, op. cit., pp. 21-22.
  6. ^ Krentz, op. cit., p. 109.
  7. ^ Sekunda, op. cit., pp. 24-25.
  8. ^ Krentz, op. cit., p. 108.
  9. ^ Sekunda, op. cit., p. 24.
  10. ^ Aristofane, La Pace, 289.
  11. ^ Erodoto, op. cit., VII, 88.
  12. ^ Erodoto, op. cit., VI, 97.
  13. ^ Erodoto, op. cit., VI, 118.
  14. ^ Pausania, op. cit., X, 28.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie