Repubblica dell'Austria tedesca

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Austria tedesca
Austria tedesca – Bandiera Austria tedesca - Stemma
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Austria tedesca - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica dell'Austria tedesca
Nome ufficiale Deutschösterreich
Lingue ufficiali tedesco
Lingue parlate tedesco
Capitale Vienna
Politica
Forma di Stato Repubblica
Forma di governo
Presidente Karl Renner
Nascita 12 novembre 1918 con Karl Renner
Fine 21 ottobre 1919 con Karl Renner
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa centrale
Massima estensione 118,311 km² nel 1918
Popolazione 10.400.000 nel 1918
Economia
Valuta Corona austro-ungarica
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Austria-Hungary (1869-1918).svg Impero austro-ungarico
Succeduto da Flag of Austria.svg Prima repubblica austriaca
Questa voce è parte della serie
Storia dell'Austria
Austria coat of arms official.svg


La Repubblica dell'Austria tedesca fu lo Stato formato dai territori di lingua tedesca derivato dalla frantumazione dell'Impero austro-ungarico a causa della sua resa, il 4 novembre 1918. Essa venne proclamata il 12 novembre 1918 da un gruppo di rivoluzionari guidati da Karl Renner che ne divenne il primo cancelliere. Tuttavia, fino al 3 aprile 1919, la situazione fu abbastanza confusa poiché, fino a questa data, esistevano in Austria due governi diversi: il governo dell'imperatore Carlo I d'Austria, il quale però, non era più funzionante e il nuovo governo repubblicano nato il 12 novembre. Fu solo il 3 aprile che, dopo la fuga dell'imperatore in Svizzera, avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1919, il governo repubblicano sciolse quello imperiale, depose ufficialmente Carlo I e condannò all'esilio la famiglia Asburgo, confiscandone i beni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua esistenza era considerata provvisoria, in quanto l'intenzione era quella di unirsi alla Germania. Essa includeva i territori dell'attuale Austria (escluso il territorio già ungherese che fu poi chiamato Burgenland) e, formalmente, anche l'Alto Adige, Tarvisio, la Stiria meridionale con la città di Marburgo (Maribor), i Sudeti e la città morava di Jihlava, ovvero tutti i territori di lingua tedesca in Cisleitania, sui quali però l'Austria tedesca non poté mai esercitare la propria amministrazione in quanto vennero occupati e poi annessi ad altri Stati successori dell'Impero austro-ungarico.

Il Trattato di Saint-Germain[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al Trattato di Saint-Germain del 10 settembre 1919 il governo ratificava il seguente 21 ottobre il passaggio dei Sudeti, della città morava di Jihlava e dell'estrema parte settentrionale della Bassa Austria alla Cecoslovacchia, dell'Alto Adige e di Tarvisio al Regno d'Italia e della Stiria meridionale al Regno di Jugoslavia.

In fase di conferenza di pace per la stesura del Trattato venne imposto il semplice nome di Austria da alcune delle Potenze firmatarie. Inoltre l'art.88 dello stesso Trattato vietava esplicitamente l'unione dell'Austria tedesca alla Germania.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Marsico, Il problema dell'Anschluss austro-tedesco 1918-1922, Dott. A.Giuffrè editore, Milano, 1983, ISBN 88-14-03685-3
  • (EN) Duane P. Myers, National Self-Determination in 1918-1919: The Case Of Austria, (p.45-66), in Liberalitas, Festschrift für Erich Angermann, Franz Steiner Verlag, Stoccarda, 1992, ISBN 978-3-515-05656-4