Razza del futuro

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La teoria della razza del futuro è un concetto che prevede la creazione di un nuovo, unico gruppo umano sviluppato attraverso i continui rapporti, relazioni e collisioni interraziali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Si parla per la prima di "razza del futuro" in Praktischer Idealismas (1924) del politico austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi[1]:

(EN)
« The man of the future will be of mixed race. Today's races and classes will gradually disappear owing to the vanishing of space, time, and prejudice. The Eurasian-Negroid race of the future, similar in its appearance to the Ancient Egyptians, will replace the diversity of peoples with a diversity of individuals. »
(IT)
« L'uomo del futuro sarà un misto razziale. Oggigiorno, razze e classi sono gradualmente destinate a scomparire per gli effetti di spazio, tempo e pregiudizi. La razza del futuro è Negroeurasiatica, simile in apparenza agli antichi egizi, e rimpiazzeranno la diversità dei popoli e la diversità dei singoli. »

Molti studiosi hanno analizzato nei possibili dettagli e scenari questa teoria, e Madison Grant arrivò a scrivere il libro culto e punto di riferimento per il razzismo scientifico, The Passing of the Great Race, che formulava e approfondiva la storia razziale europea e i passi di eugenetica necessari affinché non scompaia.

Lo scrittore e teosofista Gottfried de Purucker dichiarò a proposito dei matrimoni interraziali che «la razza del futuro sarà ben composita, formata dalle diverse razze presenti oggi. Dobbiamo, però, ricordare che tutti gli uomini sono uniti da un solo sangue».[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Praktischer Idealismus, Wien/Leipzig 1925, pages 20, 23, 50
  2. ^ KTMG Papers: Thirteen, Theosophical University Press.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]