Pëtr Arkad'evič Stolypin

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Pëtr Arkad'evič Stolypin

Pëtr Arkad'evič Stolypin (anche traslitterato come Pyotr Arkadevich Stolypin; in russo, Пётр Аркадьевич Столыпин) (Dresda, 12 aprile 1862Kiev, 5 settembre 1911) è stato un politico russo, fu Ministro degli interni e Primo ministro della Russia durante il regno dello zar Nicola II; morì assassinato da Dmitrij Bogrov.

[modifica] Biografia

La sua attività politica e sociale si svolse dal giugno 1906 al settembre 1911. Apparteneva ad una antica famiglia di aristocrazia terriera. Sua intenzione come primo ministro dello zar era di avviare una politica di riforma agraria che avrebbe portato a distribuire le immense proprietà terriere della Russia fra i contadini. La figlia in un suo diario così riporta le intenzioni dello Stolypin: "In pensiero, egli vedeva le fiorenti fattorie della vicina Germania, dove gente calma e perseverane accumulava, su estensioni di terreno minuscole in confronto alle nostre pianure, raccolti ed economie sempre crescenti e passanti di padre in figlio. Volgendo allora lo sguardo verso gli Urali percorreva in pensiero la lunga strada attraverso questo impero asiatico russo dove, in una terra vergine, tutti i tesori che la terra feconda può dare dormivano di un sonno secolare" (cit. in E. Malynski - La guerra occulta, Ar, pag. 111)

Dopo appena quattro mesi dalla sua salita al potere fu promulgata, per decreto imperiale, una nuova legge agraria (9 novembre 1906) instaurante la proprietà privata dei contadini. Un ente pubblico, la Banca Agraria dei Contadini, comprava a basso prezzo le terre inutilizzate e le mise a disposizione dei contadini che avrebbero potuto acquistarle a credito, con garanzia prestata dal tesoro imperiale. Circa mezzo milione di capifamiglia usufruirono dell'iniziativa, acquistando complessivamente quattro milioni di ettari. Tutti gli sforzi di Stolypin tendevano a trasformare ogni uomo del popolo in un piccolo signore indipendente, sovrano individuale nel proprio dominio e legato alla Corona da vincoli di onore e fedeltà, nel più classico spirito feudale. La Russia, nella sua visione, avrebbe dovuto essere una federazione di piccoli, medi e grandi proprietari terrieri. La politica dello Stolypin non tralasciò neppure lo sviluppo dell'industria e delle grandi infrastrutture e vie di comunicazione (importante fu il suo apporto alla costruzione della transiberiana), tentando di mantenersi tuttavia sempre smarcato dal credito internazionale e dai capitali finanziari anonimi.

L'odio nei suoi confronti, che portò al suo omicidio, nacque negli ambienti rivoluzionari e finanziari, che vedevano nel suo operato, rispettivamente, un riformismo che, lenendo il disagio popolare, avrebbe smorzato lo spirito rivoluzionario ed un pericoloso avversario dei propri affari.

Secondo alcuni studiosi, infatti, la rivoluzione russa non sarebbe mai avvenuta se lo Stolypin avesse potuto portare a termine le sue riforme. Egli stesso aveva detto: "Date al paese dieci anni di calma e voi non riconoscerete più la Russia" (ibidem)

[modifica] Bibliografia in italiano

E. Malynski - La guerra occulta - Ar

B. Tarquini - Petr Arkadevic Stolypin - Controcorrente

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