Pool (magistratura)
In magistratura si intende per pool un gruppo di magistrati che si occupa di una stessa indagine. Il pool è un efficace strumento di indagine, ed uno degli elementi fondamentali che hanno portato ai processi contro le Brigate Rosse e Prima Linea, durante gli Anni di piombo, al maxiprocesso in Italia contro la mafia e all'inchiesta di Mani Pulite.
L'idea alla base del pool nasce in seguito all'assassinio di magistrati che si occupavano di indagini per mafia. Infatti, la gestione di un'indagine da parte di un unico magistrato lo esponeva ad attentati perpretati con lo scopo di occultare con la morte gli scomodi segreti dell'inchiesta.
In un pool, invece, i magistrati che ne fanno parte condividono tra loro tutte le informazioni, mentre mantengono la massima segretezza verso l'esterno. Quindi, anche se venisse ucciso uno dei magistrati, potrebbe venire rimpiazzato e gli altri continuare a lavorare.
[modifica] Pool famosi
- il pool di Mani Pulite, di cui facevano parte: Antonio Di Pietro, Gerardo D'Ambrosio, Francesco Saverio Borrelli, Ilda Boccassini, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Armando Spataro.
- il pool antimafia, ideato dal giudice Antonino Caponnetto di cui facevano parte: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, Leonardo Guarnotta, Giovanni Barrile, e i poliziotti Ninni Cassarà e Beppe Montana. Il pool ha fatto sì che il famoso "maxiprocesso" alla mafia fosse realizzato.
- il pool di Calciopoli bis, di cui fanno parte: il procuratore federale della F.I.G.C. Stefano Palazzi, il viceprocuratore Trovatore e i sostituti procuratori Avagliano e Barone[1].
[modifica] Note
- ^ F.I.G.C.: pronto il pool di Palazzi. sportmediaset.it, 16-04-2010