PalaTorino
| PalaTorino | |
|---|---|
| PalaStampa Mazda Palace |
|
| Informazioni | |
| Ubicazione | Corso Ferrara 30 Torino |
| Inizio lavori | |
| Inaugurazione | 1994 |
| Chiusura | 2011 |
| Struttura | Impianto polivalente |
| Costo | 15 miliardi di lire |
| Area totale | 3 067 m² 2 250 m² (Arena grande) 817 m² (Arena piccola) |
| Proprietario | Città di Torino |
| Uso e beneficiari | |
| Capienza | |
| Posti a sedere | 10 000 (arena grande) 3 000 (arena piccola)[1] |
Il PalaTorino è una struttura polivalente di Torino, in precedenza noto, per esigenze di sponsorizzazione, come Mazda Palace e PalaStampa.
Situato nel settore settentrionale della città, nelle immediate vicinanze dello Juventus Stadium, è raggiungibile dall'uscita Venaria Reale-Druento della Tangenziale nord.
Indice |
L'impianto [modifica]
Il progetto nasce nel 1990 dall’incontro dell'allora assessore torinese alla cultura Marzano e l’imprenditore Divier Togni. Il comune e il gruppo Togni stipularono una convenzione: il primo diede il terreno e si occupò delle opere di urbanizzazione; il secondo mise il capitale per edificare la struttura e gli venne assegnata la gestione dell’impianto per trent'anni, con conseguenti spese di ordinaria e straordinaria manutenzione e senza alcun onere per il Comune che ne divenne subito proprietario, con il diritto di poterne disporre ottanta giorni all’anno.[2]
Dopo un peridio iniziale di incertezze, nel luglio 1991 venne inaugurato il cantiere con la posa della prima pietra. A gennaio vi fu la posa della trave circolare a sostegno dell’imponente cupola di copertura dal diametro di quaranta metri. I lavori proseguirono a rilento e l’inaugurazione inizialmente prefissata per l’autunno del 1993 slittò alla primavera del ’94 e poi ancora all’autunno dello stesso anno, a causa dell’ultimazione dei lavori necessari per rendere la struttura idonea ad accogliere il pubblico.
Fu così inaugurato il 22 ottobre 1994 in occasione del concerto di Adriano Celentano[3][4], successivamente ha ospitato concerti, manifestazioni, conventions, spettacoli ed eventi sportivi e culturali.
La struttura è polifunzionale e finalizzata alla massima flessibilità, in base alle esigenze del singolo evento. Gli spazi interni sono modulabili e attrezzati per realizzare l'allestimento in una delle due semi-arene contrapposte di cui l'impianto è composto, che si ispirano agli anfiteatri greci e romani.[2] L'arena più piccola ha una capacità di 3.000 posti, mentre l'arena principale dispone di 10.000 posti netti suddivisi tra tribune e parterre.[1]
Terminata la sponsorizzazione con La Stampa durata nove anni, il Palastampa cambiò nome in occasione del concerto di Claudio Baglioni del 21 novembre 2003, infatti concluso l'accordo per una nuova sponsorizzazione, venne ribattezzato Mazda Palace. Oltre al Mazda Palace di Torino ne erano presenti uno a Milano e un altro a Genova, che però attualmente hanno cambiato sponsor e si chiamano rispettivamente PalaSharp e 105 Stadium.
Per quindici anni, quello che nella memoria collettiva è ricordato come il "Palastampa", è stato il punto di riferimento per tutti i piemontesi appassionati di musica e concerti. Durante la sua attività, la struttura di Corso Ferrara ha ospitato puntualmente le tournée di tutti gli artisti italiani, e soprattutto i concerti dei grandi artisti stranieri. Il Palatorino ha contribuito a riportare Torino nel circuito internazionale delle grandi manifestazioni. Un circuito che ormai da anni aveva deciso di evitare il capoluogo subalpino; almeno per quel che riguardava le tournée invernali. Il problema principale era infatti uno e semplicissimo: mancava in città una soluzione intermedia fra la maxi-platea e gli spazi teatrali, uno spazio in grado di ospitare le grandi produzioni al chiuso. Il vecchio Palaruffini risultava sempre più frequentemente piccolo per contenere insieme i giganteschi palchi delle rockstar e il pubblico necessario a pagare i costi di produzione. Spesso gli organizzatori locali erano costretti a ricorrere al raddoppio delle date, altre volte il pubblico rimasto senza biglietto restava sempre numeroso fuori dal palazzetto.[5]
Gli eventi [modifica]
Già dopo pochi mesi la sua inaugurazione la struttura ospitò il primo grande appuntamento di livello internazionale, il 20 Febbraio 1995 si accesero i riflettori sul gruppo americano dei R.E.M. che apriva proprio a Torino la sua tournée italiana.[5] Ma la prima vera grande giornata di gloria il Palastampa la visse il 28 Aprile ’95, quando sotto la Mole approdarono i Take That. Il gruppo inglese all’apice del successo; in quegli anni era la vera e propria mania delle teen-agers, successo paragonabile solo a quella che riscossero i Duran Duran negli anni ottanta. Centinaia di adolescenti in delirio presero d’assalto il palazzetto fin dal giorno prima. Il giorno dello show centinaia di “thatters" bloccarono addirittura le vie di Porta Nuova, mettendo letteralmente sotto assedio il Turin Palace Hotel, dove alloggiavano i cantanti.[6] La serata si chiuse nel tripudio generale, ai piedi di un palco di 30 metri, con diecimila fans urlanti e in delirio arrivate da mezza Italia.[7]
Dal 31 ottobre al 5 novembre 1995 il Palastampa si colorò di Stelle e strisce per ospitare la prima mostra-salone del Made in U.S.A. intitolata semplicemente “L’America”. Un viaggio tra i miti e i sogni d’oltreoceano, tra Limousine e Cowboy, cimeli di Elvis e James Dean, la Coca-Cola e juke-box. Tutto rigorosamente al ritmo di rock’n’roll, del Blues e del Jazz, con concerti diversi per ogni serata della rassegna. Protagonista assoluta la Harley Davidson, con una giornata esclusivamente dedicatavi. Il sogno a motori continuò con l’esposizione di Cadillac, Chevrolet e Cheerokee. Inoltre una sezione venne dedicata al cinema con la galleria hollywoodiana dei manifesti dei film che hanno fatto la storia, immancabile la presenza della Walt Disney e della 20th Century Fox con la grande saga di Star Wars. La chiusura sotto il segno del Western, con l’esibizione di cowboy a cavallo e dall’immancabile toro meccanico.[8]
Il 12 aprile 1996 fu la prima e anche l’unica volta di Vasco Rossi al Palastampa, con il suo trionfale tour di “Nessun pericolo per te”. Da quel tour in poi il cantante emiliano calcherà solo più i grandi palchi degli stadi italiani e ripetute volte nel corso degli anni i suoi show faranno tappa al vicino Stadio Delle Alpi.
La data del 29 settembre 1996 verrà ricordata da tutti gli amanti del rock come il giorno del ritorno in città della più grande band di Thrash metal: i Metallica. La band californiana, che aveva suonato nel ’92 allo Stadio Delle Alpi, era impegnata con la nuova tournée a sostegno dell’album Load, e portava in giro per i palasport d’Europa uno spettacolo esplosivo; con luci sostenute da bracci mobili, tra filo spinato, fuochi d’artificio, lingue di fuoco, rombi di mitra ed elicotteri. I quattro, con l’inedito look di capelli corti, si esibirono davanti a oltre 7000 fans con un rock pesante ma sapiente, intessuto di blues con forti venature romantiche e diabolici riff.[9]
Il 30 maggio 1997 i Litfiba tennero proprio al Palastampa la data di chiusura della trance primaverile del loro Mondi sommersi Tour davanti a 9500 persone.[10] Il concerto venne registrato dalle telecamere di Mtv e successivamente riproposto sul canale musicale per tutto l’autunno di quell’anno.
Il 13 giugno 1998 l’impianto torinese fu sede dello storico festival itinerante “Monsters of Rock”. Un evento di grande richiamo per gli amanti dell’hard rock, con fans arrivati dal Veneto, dall’Emilia, dalla vicina Lombardia, dalla Francia e alcuni addirittura dalla Germania. I maratoneti che presero parte erano per lo più giovani, anche se lungo il corso della giornata si fece sempre più consistente la presenza di trentenni e quarantenni. Fu una lunga maratona di dieci ore di musica, iniziata a mezzogiorno in punto dagli italiani Drakkar e proseguita subito dopo dai tedeschi Primal Fear. Tra i gruppi d’apertura, i più interessanti furono i newyorkesi Overkill, seguiti dagli emergenti svedesi Hammerfall, e dagli onnipresenti Saxon, relegati al pomeriggio nonostante i fasti del passato.[11] La manifestazione fu impreziosita dalla presenza dei grandi maestri della chitarra Joe Satriani, Uli Jon Roth e Michael Schenker, riuniti sotto la sigla G3. Un festival nel festival, poiché ciascun componente del trio suonò con una propria band. Poi fu il turno dei Dream Theater, la band di John Petrucci, chiamata a lanciare la volata finale ai mostri sacri della serata: gli attesissimi Deep Purple di Ian Gillan, profeti britannici del rock, che proprio quell’anno festeggiavano i 30 anni di carriera discografica, accolti alle 22.00 con un’ovazione della platea gremita. Alla kermesse avrebbe dovuto prendere parte anche Eddie Van Halen e la sua band, ma la partecipazione saltò qualche giorno prima a causa di un infortunio del batterista.[12]
Il 21 luglio 2001 fece tappa a Torino, con la sua unica data italiana, l’Elevation Tour degli U2. Il concerto si tenne nel vicino Stadio Delle Alpi, e per il grande evento erano attesi da tutto il nord Italia, dalla Francia e dalla Svizzera oltre 71 mila fans. In concomitanza con i tumultuosi giorni del G8 nella vicina Genova, con tutti gli alberghi prenotati e in considerazione dell’enorme afflusso, il comune di Torino mise a disposizione il Palastampa e lo attrezzò per accogliere duemila persone dove poter dormire la notte precedente e la notte del concerto. Anche nel piazzale ci fu posto per 200 tende e un migliaio di saccopelisti.[13]
Per tre giorni, dal 30 settembre al 2 ottobre 2005, Torino divenne capitale del tatuaggio e dei bikers con la “Bike Tattoo Expo”. Una kermesse articolata su più fronti con gli stand dei tatuatori, sexy shop e le vetrine destinate a auto e moto. Ma anche intrattenimento di musicale live con concerti rock, appuntamenti ludici, culturali e dibattiti. Saggi di arti marziali e le premiazioni dei tatuaggi e i kustom più spettacolari.[14]
A gennaio 2010 la struttura ha ospitato il Musical de Il mondo di Patty, con la protagonista Laura Natalia Esquivel. Il 25 marzo 2010 la band dei Tokio Hotel si è esibita con il suo 'Welcome to Humanoid city' tour. È stata la prima di quattro date italiane.
Nel 2011 cessa la sua attività sia per gli alti costi di gestione della struttura che per la concorrenza formatasi negli ultimi anni da altri operatori del settore insediatisi in città rivolti a sfruttare il più ben spazioso e moderno PalaOlimpico.[senza fonte]
Lo sport [modifica]
Essendo il Palatorino una struttura costruita per ospitare esclusivamente spettacoli e concerti, non fu mai utilizzata da società sportive della città come sede per le loro attività, in quanto erano da sempre indirizzate ad utilizzare le tradizionali strutture quali; il PalaRuffini, il Palasport Le Cupole, il Palavela e il Palazzetto dello sport di Collegno. Anche in occasione della ristrutturazione del Palaruffini, le società ripiegarono su altre sistemazioni, in quanto l’affitto dell’arena di Corso Ferrara avrebbe comportato delle spese di affitto fuori portata.[15]
Comunque nel corso degli anni, e in occasioni sporadiche, il Palatorino ha potuto accogliere eventi sportivi ed esibizioni di grande richiamo per il pubblico.
Situazione attuale [modifica]
Il futuro della struttura è ormai legato a quello dell’area dove sorge; l’area della Continassa, che oltre al Palatorino ospita un parcheggio da 800 posti, la grande cascina che dà il nome a tutta la zona e l’Arena Rock. Il terreno dovrebbe essere rilevato in gestione dalla Juventus Fc per costruirne la cittadella sportiva della società che comprenderà la ristrutturazione della Cascina, che diventerà la nuova sede del club, la realizzazione di una grande area verde pubblica di circa 100 000 m², la costruzione e l’apertura di una scuola calcio e delle strutture degli impianti per le attività di allenamento. Per l’Arena Rock (mai utilizzata e ora tramutata in kartodromo), vi è ancora qualche incertezza. Il Comune attraverso l’utilizzo di un apposito bando, deve prima capire se ci sono altri soggetti interessati a rilevarne la gestione, ma sulla carta sembra un’ipotesi alquanto improbabile. Mentre per il Palatorino la possibilità di rientrare nel piano stesso pare abbastanza lontana. Un'altra ipotesi di lavoro, eventualmente, potrebbe essere quella di instaurare con il Gruppo Togni una sorta di collaborazione, finalizzata a darsi una mano vicendevolmente, all’interno di un progetto molto più ampio dove sarebbe più facile inserire un’idea nuova per rivitalizzare una struttura di costruzione relativamente recente, riconvertendola ad altri usi e specifiche attività.[16]
Comunque vada, a queste condizioni il Palatorino deve necessariamente trovare una nuova dimensione, ma non è affatto facile. E il fatto che si trovi in località periferica rispetto alle altre strutture concorrenti di sicuro non aiuta.
Collegamenti esterni [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b Planimetria Palatorino - gruppotogni.it, 2008
- ^ a b Claudio Giacchino, Un Palastampa per i giovani, La Stampa, 27 aprile 1990, p. 3. URL consultato in data 30 dicembre 2012.
- ^ Adriano inaugura il Palastampa, La Stampa, 21 ottobre 1994, p. 42. URL consultato in data 2 aprile 2013.
- ^ Il molleggiato al Palastampa, La Stampa, 22 ottobre 1994, p. 20. URL consultato in data 2 aprile 2013.
- ^ a b Torino tornerà ad essere una capitale del rock, La Stampa, 13 ottobre 1994. URL consultato in data 30 dicembre 2012.
- ^ Gabriele Ferraris, Take That, assedio sotto la Mole, La Stampa, 28 aprile 1995, p. 35. URL consultato in data 18 dicembre 2012.
- ^ Gabriele Ferraris, Palastampa tutto esaurito, La Stampa, 28 aprile 1995, p. 35. URL consultato in data 18 dicembre 2012.
- ^ Tiziana Platzer, Miti e sogni a stelle e strisce, La Stampa, 26 ottobre 1995, p. 44. URL consultato in data 18 dicembre 2012.
- ^ Il ruggito dei Metallica per sognatori disperati, La Stampa, 29 settembre 1996, p. 24. URL consultato in data 13 gennaio 2013.
- ^ Gabriele Ferraris, Da Pelu', buon diavolaccio cercando verità profonde, La Stampa, 1 giugno 1997, p. 25. URL consultato in data 2 aprile 2013.
- ^ Claudio Giacchino, Noi, maratoneti del Rock, La Stampa, 14 giugno 1998, p. 39. URL consultato in data 13 gennaio 2013.
- ^ Il rock si fa duro: arrivano i Monsters, La Stampa, 13 giugno 1998, p. 24. URL consultato in data 13 gennaio 2013.
- ^ Claudio Giacchino, Al Delle Alpi 70 mila fans, La Stampa, 20 luglio 2001, p. 53. URL consultato in data 18 dicembre 2012.
- ^ Paolo Ferrari, L'odore del tatuaggio, La Stampa, 30 settembre 2005. URL consultato in data 27 dicembre 2012.
- ^ Domenico Latagliata, Il Palaruffini chiude, società nei guai, La Stampa, 13 aprile 1999, p. 47. URL consultato in data 19 dicembre 2012.
- ^ Le stralunate polemiche sul progetto "Continassa" - ju29ro.com, 16 novembre 2012
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