PalaSharp

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PalaSharp
PalaTrussardi, PalaVobis, PalaTucker, MazdaPalace
PalaTrussardi (1987).jpg
Informazioni
Ubicazione Via Sant'Elia 33, Milano
Italia Italia
Inizio lavori 1985
Inaugurazione 1986
Chiusura 2011
Struttura Palazzetto dello Sport
Proprietario Gruppo Togni
Uso e beneficiari
Pallacanestro Olimpia Milano Olimpia Milano (fino al 1990)
Capienza
Posti a sedere 8.479[1]
 

Il PalaSharp è un noto palazzetto dello sport nel quartiere milanese di Lampugnano, con una capienza massima di 10.045[2] spettatori.

L'esterno del PalaTrussardi negli anni '80

Si trattava di una tensostruttura allestita in pochi mesi nel 1985 dalla famiglia Togni, dopo il crollo del Palasport di San Siro a causa di una nevicata. Primo sponsor fu lo stilista Nicola Trussardi, da cui il nome di PalaTrussardi, al quale seguirono le denominazioni PalaVobis, PalaTucker, Mazda Palace e infine PalaSharp. La struttura fu inaugurata nel settembre del 1986 con un concerto di Frank Sinatra. Per circa un decennio fu lo stadio dell'Olimpia Milano, prima che la squadra si trasferisse al Forum di Assago.

Costruito in pratica di abusivismo[3], fu a lungo a rischio di demolizione. La prossimità ad un convento ha causato molteplici problemi con le monache ivi residenti, a causa degli show prolungati o del volume eccessivo.

Nel corso degli anni, il PalaSharp ha ospitato un gran numero di eventi. Dentro la struttura si sono svolti concerti di tantissimi artisti della scena italiana e internazionale. È stata anche la sede di eventi di natura politica, nonché di ritrovi religiosi, show televisivi (solitamente di natura musicale o sportiva).

Nel 1996 la denominazione dell'impianto cambiò, sempre per motivi di sponsorizzazione, da PalaTrussardi a PalaVobis[4]. Nel 2002 la struttura assunse invece il nome di PalaTucker, in seguito all'accordo con la società Tucker, la quale pubblicizzava dispositivi per eliminare l'inquinamento delle caldaie e risparmiare sulla bolletta del gas. Tale società era già lo sponsor della Nazionale di Calcio Italiana. Tuttavia, dopo soli tre mesi, in seguito ad alcuni servizi di Striscia la notizia, il suo fondatore Mirco Eusebi venne arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla violenza privata. A quel punto, lo sponsor venne abbandonato e la struttura, per un certo periodo, si chiamò solamente "Pala". In realtà l'accordo con la Tucker, annunciato a luglio del 2002, non era ancora stato firmato e il nome non era ancora stato collocato sul tetto della tensostruttura. Tuttavia gli eventi di quei mesi venivano già pubblicizzati con il nome di PalaTucker[5].

Il 30 aprile 2011, dopo 26 anni, la tensostruttura del PalaSharp ha smesso la sua attività perché il Comune ha sfrattato il vecchio gestore[6]. L'edificio è stato poi abbandonato al più totale degrado[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Info Organizzatori
  2. ^ Palasharp: planimetria. URL consultato il 5 marzo 2008.
  3. ^ Diritto & Diritti
  4. ^ Il Palatrussardi diventa Palavobis
  5. ^ Luigi Bolognini, Addio al Palatucker Si cerca un nuovo sponsor in la Repubblica, 10 ottobre 2002. URL consultato il 12 giugno 2013.
  6. ^ Olga Piscitelli, PalaSharp, cala il sipario sull'arena dello spettacolo in Corriere della Sera, 1º febbraio 2008. URL consultato il 12 giugno 2013.
  7. ^ Franco Vanni, Palasharp rifugio dei disperati ecco le immagini del degrado in la Repubblica, 18 gennaio 2013. URL consultato il 12 giugno 2013.

Coordinate: 45°29′28.7″N 9°07′44.68″E / 45.491306°N 9.129078°E45.491306; 9.129078