Palasport di San Siro
Coordinate: 45°28′45.05″N 9°7′7.69″E / 45.4791806°N 9.1188028°E
| Palasport di San Siro | |
|---|---|
| Palazzone | |
| Informazioni | |
| Ubicazione | Via Tesio Federico e Via Patroclo Milano |
| Inizio lavori | 24 febbraio 1970[1] |
| Inaugurazione | 31 gennaio 1976[1] |
| Demolizione | 1988 |
| Costo | otto miliardi e 200 milioni lire[1] |
| Area dell'edificio | ~21000m² [2] |
| Uso e beneficiari | |
| Pallacanestro | |
| Capienza | |
| Posti a sedere | 18.000 |
Il Palasport di San Siro, detto anche Palazzetto dello sport di Milano o Palazzone era un'arena coperta, tra le più grandi del mondo, a pianta circolare e con profilo a doppia curvatura (a sella di cavallo) edificata a fianco dello Stadio Giuseppe Meazza di Milano e precisamente tra Via Tesio Federico e Via Patroclo. Inaugurato nel 1976, l'impianto polifunzionale poteva accogliere fino a 18.000 spettatori per competizioni di atletica leggera e di ciclismo, oltre che manifestazioni e spettacoli di vario tipo, e fu anche l'arena casalinga della squadra di pallacanestro Olimpia Milano.
Il 17 gennaio 1985[3], a causa di una eccezionale nevicata, la tensostruttura in cavi di acciaio che reggeva il manto di copertura subì un dissesto improvviso che comportò l'abbassamento dello stesso di alcuni metri. Infatti un concio dell'anello metallico a cui era ancorata la tensostruttura si instabilizzò provocando l'accorciamento improvviso della circonferenza dell'anello e corrispondentemente il citato abbassamento. La copertura, pur danneggiata, continuò a sopportare tutto il carico della neve valutata in circa 800 tonnellate, corrispondente ad una coltre di neve spessa dagli 80 ai 100 cm. Si trattava di una quantità inconsueta - infatti superava di gran lunga quella prevista dalle norme di legge per cui era stata dimensionata la copertura (ca. 60 cm) - ma che storicamente non era una novità per Milano[4].
A causa dei pluviali ostruiti, a nulla valsero i tentativi di ridurre il carico gettando acqua calda sul tetto (che anzi ghiacciò aumentando il carico) e alzando la temperatura interna all'edificio. Due settimane dopo, il Palasport sarebbe dovuto essere teatro del primo concerto degli U2 in Italia. L'evento fu quindi spostato in un rudimentale Teatro tenda che era in grado di ospitare a malapena metà dei possessori dei biglietti.
Sotto la stessa nevicata crollarono decine e decine di capannoni e molte coperture metalliche in tutta la Lombardia tra cui anche parte della pensilina di copertura degli spalti al Velodromo Vigorelli di Milano.
A seguito del dissesto, la struttura rimase inspiegabilmente abbandonata per tre anni aggravando il deperimento causato dalle intemperie. I responsabili dell'opera, in vista della costruzione di un nuovo impianto più grande e più moderno che avrebbe dovuto sorgere sulla stessa area, decisero per la demolizione totale[5].
Attualmente lo spazio in cui sorgeva il Palazzetto è interdetto all'accesso e l'area si è ormai trasformata in un piccolo bosco. (Area Vista dal satellite)
Nei mesi immediatamente seguenti il dissesto, al fine di colmare il "vuoto" logistico creatosi dall'inaccessibilità dell'impianto, venne velocemente eretta una, assai più anonima, tensostruttura nel quartiere Lampugnano che venne poi ribattezzata "Palatrussardi" e cambiò successivamente sponsor fino ad ottenere l'attuale nome di "PalaSharp"[6].
Curiosità [modifica]
- La linea architettonica, dall'ardita forma a conchiglia, è stata poi ripresa da altre strutture sportive nel mondo tra cui il "Pengrowth Saddledome" di Calgary ed il "Peace and Friendship Stadium" di Atene, fatalmente inaugurato esattamente un mese dopo il disastro del Palazzetto.
- Il Palasport di Milano è stato anche la sede degli unici due concerti tenuti dal gruppo musicale Queen in Italia, il 14 e 15 settembre 1984.
- Nel 1976, pochi mesi dopo l'inaugurazione, il Palasport ospitò anche una puntata di Giochi senza frontiere[7].
- L'edificio è stato immortalato nelle sequenze di numerosi film italiani, tra cui Eccezzziunale... veramente interpretato da Diego Abatantuono, Ecco noi per esempio... con Adriano Celentano e Renato Pozzetto, Milano odia: la polizia non può sparare, Milano rovente e L'uomo della strada fa giustizia di Umberto Lenzi, oltre a essere il set del film di Florestano Vancini La baraonda - Passioni popolari, ambientato durante la Sei giorni di ciclismo.
- Il Palazzone viene citato nella canzone "Ventrale" degli Offlaga Disco Pax come teatro dell'ultimo record del mondo del salto in alto effettuato tramite questa tecnica (primato ottenuto da Vladimir Yaschenko ai campionati europei indoor di atletica leggera del 1978). La canzone poi ricorda che Sette anni dopo quel palasport crollò sotto una nevicata memorabile.
Note [modifica]
- ^ a b c INDAGINE SUL PALASPORT 'PERCHE' NON HA RETTO?'
- ^ Palasport a Milano - Studio Tecnico Ing. Giorgio Romaro s.r.l
- ^ MILANO PRIGIONIERA DEL FANGO - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Francesco Ogliari e Filippo Ricciardi, Milano sotto la neve, Ed. Selecta, Pavia.
- ^ Il fantasma del Palasport
- ^ ViviMilano - Il meglio scelto per voi
- ^ Jsfnet Italia - Edizione 1976