Ospedale pediatrico Bambino Gesù

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Coordinate: 41°53′51″N 12°27′40″E / 41.897538°N 12.460966°E / 41.897538; 12.460966

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Motto Curate i malati, servite gli infermi
Stato Italia Italia (Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia)
Località Roma
Indirizzo Piazza Sant'Onofrio, 4
Fondazione 19 marzo 1869 - Santa Sede
Posti letto 800
Numero ricoveri annui 33.000
Numero impiegati 2.200
Direttore generale Giuseppe Profiti
Direttore sanitario Massimiliano Raponi
Sito web http://www.ospedalebambinogesu.it

L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è un ospedale pediatrico di Roma che sorge su un'area extraterritoriale a favore della Santa Sede.

Fondato nel 1869 grazie alla generosità della Famiglia Salviati, nel 1924 fu donato alla Santa Sede che lo gestisce in collaborazione con le autorità sanitarie del Comune di Roma.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è il più grande Policlinico Pediatrico dell’Italia Centro-Meridionale e tra i più moderni ed attrezzati dell’intero Paese. L’istituto svolge per soggetti nella fascia d'età pediatrica ed adolescenziale attività di: Pronto Soccorso, di Ricovero Ordinario, di Day Hospital e di Day Surgery, di Ambulatorio e di Assistenza Domiciliare.

Alla Sede di Roma si sono aggiunte nel tempo le Sedi distaccate di Palidoro e Santa Marinella.

Controversie [modifica]

Nel 2012 è stato inaugurata una nuova struttura dell'ospedale presso la basilica di San Paolo fuori le mura, in area extraterritoriale a favore della Santa Sede.[1] La sua costruzione, a pochi metri da questo antico sito della cristianità tutelato dall'UNESCO, ha tuttavia suscitato proteste da parte della cittadinanza[2] in quanto il nuovo fabbricato, di vaste dimensioni (23.000 mc)[3] e avulso al contesto circostante, è stato edificato senza alcuna autorizzazione rilasciata del Comune di Roma.[4]

Ritenuto dal presidente della XI circoscrizione di Roma, Andrea Catarci, un "ecomostro", l'immobile è stato oggetto di un esposto da parte del radicale Mario Staderini; la denuncia è stata archiviata per immunità, in quanto le autorità italiane hanno evidenziato che l'edificio, pur facendo parte del territorio dello stato italiano, gode del diritto di immunità riconosciuto alla sede diplomatiche e che è in facoltà della Santa Sede dare ai suddetti immobili l’assetto che creda, senza bisogno di autorizzazioni o consensi da parte di autorità governative, provinciali o comunali italiane, le quali possono all’uopo fare sicuro assegnamento sulle nobili tradizioni artistiche che vanta la Chiesa cattolica. Staderini ha comunque presentato opposizione all'archiviazione, obiettando che le facoltà riconosciute dal trattato non fanno riferimento alla libertà di edificare, ma esclusivamente all’assetto (a cubature invariate) degli immobili già esistenti.[5] Inoltre l'intervento edilizio ha causato la perdita della maggior parte dei resti archeologici presenti nel sito.[6] In ogni caso la vicenda è stata definitivamente archiviata con decreto del 9 novembre 2011, quando il giudice ha ritenuto che risultando l'immobile in esame come ricadente interamente in un'area di proprietà della Santa Sede apostolica e di pertinenza della basilica di San Paolo […] si versa in un'ipotesi di difetto di giurisdizione.[7]

Note [modifica]

  1. ^ Inaugurata la nuova struttura a San Paolo fuori le Mura. URL consultato in data 11-03-2013.
  2. ^ Sacrilegio a San Paolo. URL consultato in data 11-03-2013.
  3. ^ Sit-in palazzo fantasma". URL consultato in data 11-03-2013.
  4. ^ Il Vaticano costruisce senza permessi. Denuncia archiviata per "immunità". URL consultato in data 11-03-2013.
  5. ^ Il Vaticano costruisce senza permessi. Denuncia archiviata per "immunità". URL consultato in data 11-03-2013.
  6. ^ Rassegna stampa. URL consultato in data 11-03-2013.
  7. ^ Proc. pen. n. 3530\11 R.G.-G.I.P. Trib. Roma, decreto di archiviazione 9 novembre 2011.

Collegamenti esterni [modifica]