Adenite tubercolare

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adenite tubercolare
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 017.2
ICD-10 (EN) A18.4

L'adenite tubercolare identifica una infezione delle stazioni linfonodali, in particolare quelle del collo, dovuta al genere Mycobacterium.
Normalmente, come tutte le forme di tubercolosi extrapolmonare, è tipica dei soggetti immunodepressi.
Negli adulti il batterio normalmente responsabile è Mycobacterium tuberculosis mentre negli individui giovani è generalmente causata da "micobatteri non tubercolari" (Nontuberculous mycobacteria, NTB Nontuberculous mycobacteria in inglese) [1], conosciuti anche come "micobatteri atipici". Fino a tutto l'Ottocento era nota con il termine di scrofola o scrofula.
Nella lingua inglese il termine scrofula è usato normalmente a livello scientifico.
In italiano è invece preferibile il termine adenite tubercolare

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Re taumaturghi.
Re Enrico IV di Francia mentre tocca sofferenti di scrofola, radunati attorno a lui in cerchio. André de Laurens, 1609

Nel Basso Medioevo, e nei secoli che vanno dal X al XII secolo, in Francia e in Inghilterra, ove la malattia era chiamata comunemente (come sopra affermato) scrofula, si pensava che i sovrani, imponendo le mani, fossero in grado di guarire tale patologia. Pertanto era denominata anche tocco reale. La scrofola era anche chiamata the King's Evil ("il male del re" in inglese). Si pensava che i sovrani avessero ereditato tale capacità grazie alla loro discendenza da Edoardo il Confessore, re inglese dal 1042 al 1066, che, in base a talune leggende, lo aveva ereditato da San Remigio. L'ultimo esempio di pubblico tocco della scrofola fu il 31 maggio 1825 ad opera di Carlo X, tra la generale incredulità e derisione. Nel Regno di Sicilia invece, secondo i dettami della Scuola medica salernitana, la si curava semplicemente con empiastri di fico[2].

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo più diffuso, rimane di carattere raro, si manifesta in persone immunodepresse (come quelle affette da HIV)[3]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Il sintomo caratteristico della malattia è l'ingrossamento dei linfonodi del collo, ingrossamento persistente che si aggrava con il passare del tempo, raggiungendo dimensioni tipiche della linfoadenomegalia. Ci si riferisce alle masse nodulose con il termine di ascesso freddo perché la malattia non è accompagnata da fenomeni tipici del processo infiammatorio, come l'arrossamento e l'aumento della temperatura della cute, sebbene la malattia sia spesso accompagnata da febbre, brividi e malessere. Tra i sintomi anche fistole sulla cute dei linfonodi ingrossati che guarendo lasciano cicatrici. Si possono anche avere lesioni della cornea, della mucosa nasale, lesioni eczematose del volto e del cuoio capelluto, tumefazione del naso e del labbro superiore che danno al volto, in particolare nei bambini, un aspetto caratteristico che ricorda il muso del maiale (facies scrofolosa) da cui il nome comune della malattia.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

L'approccio migliore per la terapia della malattia è l'uso di antibiotici, la terapia chirurgica è indicata in genere per le forme da Nontuberculous mycobacterium, in associazione alla terapia farmacologica.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Con la terapia antibiotica allo stato attuale si ottiene la guarigione nella quasi totalità dei malati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Toraxweb.It - Infezione Polmonare Da Micobatteri Non Tubercolari (Ntm)
  2. ^ Regola sanitaria salernitana, versione italiana di Fulvio Gherli, Salerno 1954
  3. ^ Barnett K, Medzon R., Scrofula as a presentation of tuberculosis and HIV. in CJEM., vol. 9, maggio 2007, pp. 176-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marc Bloch, I re taumaturghi, Torino, Einaudi, 1973².

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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