Nunchaku

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Il nunchaku (in katakana: ヌンチャク, in cinese: 雙節棍, in pinyin: shuāng jié gùn) è un'arma tradizionale, di tipo contundente, diffusa in alcuni paesi dell'Asia orientale, costituita da due corti bastoni uniti mediante una breve catena o corda. Viene anche utilizzata in arti marziali come il Jeet Kune Do, il Kung Fu (il nome dell'arma in cinese è "Shang Jie Gun"), il Ju Jitsu (nel quale sono presenti Kata con le armi, tra cui lo stesso Nunchaku).

A sinistra due modelli giapponesi di nunchaku (esagonali), al centro modelli cinesi, l'ultimo a destra è un nunchaku moderno in alluminio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del nunchaku è molto incerta e molte delle storie che lo riguardano non hanno trovato conferme ufficiali. Si dice che nel VII secolo la dinastia cinese Zui abbia inventato un'arma partendo dall'idea del morso dei cavalli. Quest'arma, chiamata in giapponese nunchakun, era formata da tre bastoni uniti insieme mediante una catena. Nel corso dei secoli l'arma venne modificata in un bastone snodato a due pezzi chiamato shuāng jié gùn, uno strumento agricolo usato per trebbiare il grano ed il riso, divenendo però allo stesso tempo un'arma non convenzionale semplice e di facile reperibilità, usata da contadini per autodifesa (come testimonianza europea dell'uso contadino di questo strumento, si veda il dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio intitolato il Paese della cuccagna).

Fra il XIII ed il XIV secolo molti cinesi si stabilirono nelle vicine isole giapponesi di Ryūkyū, la più importante delle quali è Okinawa, e nella città di Kumemura fondarono una vera e propria scuola di arti marziali nella quale veniva insegnato ad usare armi non convenzionali per difendersi. Fra queste armi c'era lo nunchakun. La popolazione di Okinawa, formata principalmente da contadini, non avendo possibilità di usare le costose armi dei samurai salutò con entusiasmo la nuova arte marziale che usava strumenti semplici e di tutti i giorni: il Kobudō. Il nunchakun venne leggermente modificato ed il suo nome venne contratto in nunchaku.

La principale differenza fra lo shuāng jié gùn cinese ed il nunchaku giapponese consiste nel fatto che il primo ha bastoni rotondi uniti da una catena, il secondo invece ha bastoni ottagonali uniti da una corda. Questo ha fatto sì che le tecniche riferite ai due attrezzi siano molto differenti fra di loro, sia per le differenze di forma sia perché la corda è meno resistente della catena.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il nunchaku è formato dai kon, i due bastoni, le cui estremità si chiamano konto (la superiore) e kontei (l'inferiore), e da himo, la corda o la catena che li unisce. La lunghezza ideale dei due bastoni è rappresentata dalla lunghezza dell'avambraccio. Il diametro della base del bastone è di 2,5-3 centimetri, mentre l'estremità superiore si restringe a due centimetri.

La lunghezza della catena o della corda che unisce i due bastoni dev'essere lunga come la larghezza del palmo della mano, ma deve avanzare un anello della catena, altrimenti diventa difficile il controllo dell'arma. Alcune tecniche di freestyle non possono essere applicati al nunchaku con la corda, in quanto l'attrito fra quest'ultima e il bordo interno dell'arma per un modesto periodo di tempo possono consumarla.

Esiste una variante a tre bastoni del nunchaku, chiamata san setsu-kon (in cinese: Sān jié gùn).

Il successo cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film in cui appare il nunchaku è Dalla Cina con furore (Jing wu men, 1972) di Lo Wei, dove il famoso attore e artista marziale Bruce Lee usa con maestria quest'arma.

Bruce Lee supera se stesso nel film da lui diretto L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente (Meng long guojiang, 1972) usando due nunchaku contemporaneamente. Torna ad un nunchaku nel film seguente L'ultimo combattimento di Chen (The Game of Death, 1978) e in uno dei film più famosi I 3 dell'Operazione Drago (Enter the Dragon, 1973) di Robert Clouse.

La sua migliore esecuzione rimane però l'incompiuto The Game of Death: le scene comprendenti l'uso del nunchaku, e le rispettive "scene tagliate", sono presenti nel documentario Bruce Lee: la leggenda (Bruce Lee: A Warrior's Journey, 2000).

Come parodia è degno di nota il film Private Eyes (Ban jin ba liang, 1976), in cui il regista ed interprete Michael Hui usa due salami legati fra loro a mo' di nunchaku. La stessa scena viene ripresa, come citazione, da Sammo Hung in un episodio della sua serie televisiva Più forte ragazzi (Martial Law, 1998). Un'altra parodia dei nunchaku degna di nota è quella di Steve Oedekerk, regista ed interprete di Kung Pow (2002), che usa due talpe legate fra di loro.

In una scena comica di Nati con la camicia un ninja, mentre cerca di intimorire Doug (Agente Mason) (Bud Spencer) eseguendo delle evoluzioni con il nunchaku, commette un errore e rischia di strozzarsi, segue un momento in cui il poliziotto finge preoccupazione, lo aiuta rimuovendogli l'arma dal collo, per poi atterrarlo con uno schiaffo.

Il nunchaku è stato anche scelto come arma personale da Michelangelo, un membro delle Tartarughe Ninja.

Nella puntata Gli scherzi di Spencer di iCarly si vede Sam Puckett (Jennette McCurdy) che tira fuori dei nunchaku dalla borsa, dicendo di volerli tirare su Spencer, ma Carly ovviamente le dice di rimetterli a posto.

Selphie, personaggio di Final Fantasy VIII brandisce un nunchaku.

Anche Ryu Hayabusa il personaggio della serie di videogiochi Ninja Gaiden può utilizzare i nunchaku con gran maestria.

Il nunchaku viene inoltre utilizzato come arma dal personaggio Maxi nella serie di videogiochi Soul Calibur e nel predecessore Soul Edge da Li Long.

Nel manga e nell'anime di Naruto, il personaggio di Gai Maito utilizza come arma un Nunchaku.

L'accessorio per la console Nintendo Wii Nunchuck, che si collega al telecomando Wiimote, prende il nome proprio dall'arma grazie alla loro somiglianza.

Nell'episodio La prima classe della serie televisiva Chuck, l'omonimo personaggio utilizza il nunchaku eseguendo varie evoluzioni, che poi si rivela inutile perché l'agente che lo voleva morto aveva già perso i sensi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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