Museo di San Martino
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Coordinate: Il museo di San Martino fu aperto al pubblico a Napoli nel 1866, all’indomani dell’Unità d’Italia, dopo che la Certosa inclusa tra i beni ecclesiastici soppressi, fu dichiarata monumento nazionale. Per volontà dell’archeologo Giuseppe Fiorelli gli ambienti furono destinati a raccogliere in un museo testimonianze della vita di Napoli e dei Regni meridionali (Regno di Napoli e Regno di Sicilia prima e del Regno delle due Sicilie dopo).
Indice |
[modifica] Collezione Orilia
La collezione, comprendente porcellane di Capodimonte, Buen Retiro, Meissen, vetri, tabacchiere, ventagli ed altro, fu donata da Maria Teresa Orilia, in ricordo del marito Marcello.
[modifica] Sezione Navale
La sezione comprende vari modelli di imbarcazioni reali: due corazzate, la Corazzata di Re Umberto e la Corazzata della Regina Margherita, un’elegante Lancia reale ed un Lancione a ventiquattro remi che Napoli donò a re Carlo di Borbone.
[modifica] Sezione dei ricordi storici del Regno di Napoli
Nucleo fondamentale del museo, la sezione storica che annovera testimonianze della storia politica, economica e sociale del Regno di Napoli attraverso dipinti, sculture, arredi, medaglie, miniature, onorificenze, armi e cimeli vari. Una delle più importanti testimonianze storiche sull’evoluzione topografica di Napoli è data dalla celeberrima Tavola Strozzi, quasi una fotografia della città nella metà del Quattrocento. La “Tavola” che era di proprietà della famiglia Strozzi di Firenze, fu acquistata dallo Stato e ospitata a San Martino per diversi anni. Attualmente è nel Museo di Capodimonte.
[modifica] Sezione napoletana
Ospita importanti pitture di vedute e siti reali; ritratti dei Borbone, documenti, monete, armi e dipinti di Filippo Spadai e Fergola, la grande tela dell’Inaugurazione della ferrovia Napoli – Portici, nonché ricordi del 1848, con ritratti di patrioti, di Papa Pio IX e di eroi del Risorgimento. Vi sono interessanti dipinti: di Micco Spadaro, l’Uccisione di Giuseppe Carafa del 1647; di Carlo Coppola, Piazza Mercato; di Micco Spadaro, La peste del 1656 al Largo del Mercatello; di Ascanio Lucini Il tribunale della Vicaria al tempo di Masaniello e Piazza del Carmine. Un’intera sala è dedicata a Carlo III che fu re di Napoli dal 1734 al 1759. Essa contiene una serie di ritratti di Carlo di Borbone e della sua consorte Maria Amalia di Sassonia, tessuti in seta ad opera della manifattura napoletana; un ritratto di Carlo III re di Spagna, copia coeva di quello eseguito dal Goya. In un'altra sala vi sono i ricordi della Repubblica Napoletana del 1799: Ammiraglio Nelson di Leonardo Guzzardo; l’Entrata del Cardinale Ruffo a Napoli di Giovanni Ponticelli. Le due sale successive facevano parte dell’Appartamento del Priore. Nella prima, sulla volta: Battesimo di Micco Spadaro; nella seconda, dello stesso autore: Panorama di Napoli. Una delle sale contiene una raccolta di armi bianche e da fuoco. Un’ altra, bocche di armi da fuoco tra le quali è un cannone cinese del XVII secolo chiamato il Maresciallo dai miracolosi risultati.
[modifica] Sezione topografica napoletana
I documenti di questa sezione sono stati trasferiti nella biblioteca della Certosa, dove sono conservati quadri di Francesco Verloet, Smargiassi, Pitloo, Fergola, e di Ercole, Gaetano e Giacinto Gigante.
[modifica] Pinacoteca
Possiede oltre a trittici e polittici cinquecenteschi, opere di Battistello Caracciolo, Cicino da Spadaro, Francesco de Mura, Salvator Rosa, Micco Spadaro, Luca Giordano, e nature morte di scuola napoletana di Giovan Battista Ruoppolo, Recco ed altri, e numerose opere della Scuola di Posillipo.
[modifica] Sezione ricordi della certosa
In questa sala sono conservati ritratti di priori e certosini, vetri istoriati, specchiere, vetri a filigrana e a ghiaccio, vetri spagnoli e vetri napoletani dipinti.
[modifica] Sezione teatrale
In essa si possono trovare quadri, stampe, disegni che si riferiscono al teatro S.Carlino; da notare inoltre è un quadretto che raffigura il Sipario del teatro S.Carlo del 1854, due magnifici plastici del teatro S.Carlino ed una bacheca con piccoli cimeli tra cui i biglietti da visita dei maggiori attori napoletani.
[modifica] Sezione presepiale (presepi napoletani)
Il presepe più completo e universalmente noto è il presepe di Cuciniello, così chiamato dal nome del donatore che nel 1879 regalò al museo la sua monumentale raccolta di pastori, animali, agnelli, nature morte. Il presepe fu esposto in una scenografica grotta appositamente costruita. Altri gruppi presepiali più piccoli, relativi alle tre scene fondamentali della Natività, dell’Annunciazione ai pastori e dell’Osteria sono conservati nei loro originali contenitori gli scarabattoli.
[modifica] I giardini
La passeggiata attraverso gli Orti della Certosa consente di godere di uno splendido panorama del golfo di Napoli. Lungo il viale vi sono le 14 stazioni della Via Crucis indicate nel muro di sostegno.
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