Messa di Requiem (Mozart)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Messa di Requiem
K626 Requiem Mozart.jpg
estratto del Requiem
Compositore Wolfgang Amadeus Mozart
(concluso da Franz Xaver Süssmayr e Joseph Eybler)
Tonalità Re minore
Tipo di composizione Requiem
Numero d'opera K 626
Epoca di composizione Vienna 1791
Prima esecuzione {{{primaesecuzione}}}
Pubblicazione Imprimerie du Conservatoire, Parigi 1804; Breitkopf & Härtel, Lipsia 1820
Autografo Conservato nell'Österreichische Nationalbibliothek, Vienna
Dedica {{{dedica}}}
Durata media {{{duratamedia}}}
Organico

La messa di Requiem in re minore K 626, è stata l'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart (deceduto il 5 dicembre 1791), mai completata.

Indice

[modifica] La composizione del Requiem

L'opera è legata alla controversa vicenda della sua morte, avvenuta il giorno successivo al completamento del Confutatis maledictis.

Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio (1815), parla di un anonimo committente (che si presentò alla sua porta nel cuore della notte con una maschera come quelle di carnevale, un mantello scuro, aria lugubre e una sacca contenente danari) che incarica Mozart, malato e caduto in miseria, di comporre in quattro settimane una messa da requiem, dietro compenso di cinquanta ducati.

Secondo l'ipotesi avanzata da Stendhal, Mozart tentò di scoprire chi fosse il misterioso committente, ma quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro e non riuscì ad identificare l'uomo, si convinse che la messa che stava componendo sarebbe stato il requiem del suo funerale.

Inoltre, allo scadere delle quattro settimane l'uomo si presentò per ritirare la composizione, che però Mozart non aveva ancora completato. Così, nonostante i sospetti del musicista, gli offrì altri cinquanta ducati e altre quattro settimane di tempo: inutili, poiché Mozart morirà lasciando l'opera incompiuta.

Una leggenda molto famosa ma totalmente infondata vuole che sia stato il musicista italiano Antonio Salieri - invidioso del talento di Mozart - a forzare il deperimento del già malato collega. Tale leggenda è stata alimentata da Aleksander Puškin nella sua opera teatrale Mozart e Salieri (1830), e ripresa negli anni settanta dal drammaturgo nell'opera teatrale Amadeus di Peter Shaffer (1978). Da Shaffer il regista Miloš Forman ha tratto il suo Amadeus (1984), film nel quale tale leggenda è, appunto, narrata.

La vedova di Mozart, Constanze, che aveva litigato col marito e fuggita col figlio prima della commissione del requiem, tornò appena in tempo per salvare l'opera dalle mani del malfattore e delegò il completamento del Requiem (furono rinvenute decine di spartiti alla rinfusa sulla scrivania del compositore) a tre allievi del marito, per meglio avvicinarsi agli intenti originari: Joseph Eybler, Franz Freistädler e, infine, Franz Xaver Süssmayr; quest'ultimo era probabilmente stato il più vicino a Mozart negli ultimi tempi, e (come egli stesso ebbe modo di dire anni dopo, interrogato in merito all'autenticità dell'opera) ebbe probabilmente la possibilità di suonare insieme al Maestro alcuni brani del requiem. Il suo apporto fu quello di riordinare in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti, e di completare i brani totalmente mancanti del manoscritto.

Completato quasi certamente entro la quaresima del 1792, il Requiem venne ritenuto per un certo periodo opera del solo Mozart anche per il fatto che la calligrafia di Süssmayr risulta essere molto simile a quella di Mozart: fino agli inizi degli anni '90 del XX secolo si riteneva infatti che l'indicazione, posta in testa alla prima pagina, recitante "di me W.A Mozart mppa. 1792" fosse stata apposta da Mozart stesso. Si è poi stabilito con certezza che la firma è stata posta da Süssmayr, probabilmente per tentare di dare maggiore credibilità al lavoro nella sua globalità: va fatto notare come nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda tentò mai di accampare diritti di qualsivoglia genere sul Requiem, e nessuno figurò neppure nelle prime edizioni a stampa[senza fonte].

Ciò non bastò dal momento che nel 1825 il compositore e teorico della musica tedesco Gottfried Weber, pubblicò un articolo intitolato "Sull'autenticità del Requiem mozartiano", nel quale sollevava enormi dubbi sulla quantità di musica effettivamente composta da Mozart e presente nella messa. La polemica continuò per vari anni costituendo varie fazioni (Beethoven, che possedeva una copia dell'articolo, riferendosi a Weber annotò su un fianco: "o tu Arcisomaro", e ancora "o tu doppio somaro").

Fu probabilmente solo con l'edizione a stampa di Andrè del 1827 che parte dei dubbi vennero fugati: forse per la prima volta nella storia della musica, una partitura venne pubblicata con un commento critico nel quale si tentava di stabilire con certezza ciò che è certamente di Mozart e ciò che è di pugno d'altri; l'edizione Breitkopf indicò poi con una M il materiale sicuramente mozartiano e con una S quello attribuito a Süssmayr.

Come ha dimostrato il musicologo Christoph Wolff nel suo importante testo sul Requiem[1], è certo che qualche giorno dopo la morte di Mozart (il 10 dicembre), venne organizzata una funzione commemorativa durante la quale vennero eseguiti almeno l'Introitus ed il Kyrie, con coro organo e i soli archi.

[modifica] Breve analisi musicale

Mozart lasciò la partitura incompiuta: ebbe la possibilità di portare totalmente a termine solo il primo numero dell'opera (Introitus: Requiem aeternam); portò comunque come di consueto avanti la stesura dell'opera scrivendo solo le parti principali (le quattro voci del coro e dei soli - se presenti - e la linea del basso con la numerica per la realizzazione del continuo all'organo), ed indicando di tanto in tanto il motivo melodico dell'accompagnamento ove questo non fosse deducibile dalle altre parti.

In questo stadio primordiale sono pervenuti Kyrie, Sequentia (con il Lacrimosa che si ferma dopo le prime otto battute sulle parole "homo reus"), e l'Offertorium. Tutto ciò è verificabile dal manoscritto originale conservato presso la Biblioteca di Stato di Vienna, ricomposto verso la metà del XIX secolo o per donazioni o per acquisizioni dopo la morte dei proprietari.

Esiste tuttavia la possibilità che Süssmayr abbia avuto accesso ad appunti ed abbozzi mozartiani non pervenutici. Constanze ebbe a dire anni dopo che in mezzo al noto disordine in cui il marito lavorava Süssmayr trovò vari "foglietti" con degli appunti: a testimonianza della veridicità di tale asserzione è nota l'esistenza di un inizio di fuga sull'amen alla fine del Lacrimosa, abbozzata su un foglio contenente anche appunti riferiti ad altri lavori.

L'orchestrazione di Süssmayr non è sempre di buona fattura, e a volte è infarcita di errori e cadute di gusto (esempio rilevante è l'accompagnamento orchestrale nella Sequentia, come la scelta dei tromboni sulla frase "Oro supplex et acclinis" nel Confutatis): rimane però il fatto che riducendo a voci e basso continuo anche i brani apparentemente composti interamente da lui, si può riconoscere una chiara impronta mozartiana. L'unica fuga presente è quella dell'Hosanna al termine del Sanctus, difficilmente attribuibile all'allievo di Mozart, evidentemente non all'altezza.

Ipotizzando una paternità mozartiana anche per i brani non di suo pugno si possono evidenziare varie ingenuità. Süssmayr non si rese ad esempio conto che nel Benedictus - in si bemolle maggiore - la coda strumentale aveva un andamento modulante, e doveva servire per tornare a re maggiore, la tonalità del Sanctus (un ponte modulante identico era usato da Mozart poco prima nel finale primo del Flauto magico); Süssmayr invece porta a termine l'interludio strumentale trasportando l'Hosanna finale in detta tonalità, cosa mai fatta da Mozart in nessuna delle sue messe precedenti.

In questa partitura si fondono momenti di straordinario senso teatrale melodrammatico ad altri brani rigorosamente classicheggianti. Fra i momenti di maggiore ispirazione drammatica spicca sicuramente il Lacrimosa. Il compositore riesce, attraverso l'utilizzo di brevi frasi di crome ascendenti e discendenti assegnate ai violini contornate da una scrittura corale di ampio respiro, a creare un effetto di pianto a stento trattenuto, di preghiera umile e devota con un Amen conclusivo in forte che esprime tutto il fervore religioso dell'autore. Il Lacrimosa è per questi motivi da sempre considerato un banco di prova importante per direttori d'orchestra. Per contrasto la rigorosissima fuga del Kyrie pone non pochi problemi di precisione ritmica e intonazione al coro, senza per altro cedere di un passo dalla drammaticità che impregna l'intera partitura mozartiana. Infine un pezzo ricorrente fra i repertori sacri di molti cantanti lirici solisti è lo splendido Tuba Mirum nel quale la teatralità del compositore si fonde in modo egregio con la sacralità del testo, descritto attraverso un sapientissimo utilizzo, prima separato poi unito, delle quattro voci soliste.

Nel 1997 la scoperta di un'inedita sinfonia di Pasquale Anfossi (nota oggi con il nome di Sinfonia Venezia, 1776), mostrò che la voce tenorile nel Confutatis maledictis nel Requiem mozartiano, ne aveva ripreso una cellula melodica dall'Andante: sono uguali gli intervalli (il brano è trasferito dalla tonalità in La minore a quella di Re minore), la struttura armonica e l'articolazione ritmica, con le uniche differenze della quarta nota del motivo e dell'aggiunta di una pausa ritmica finale.

La notizia fu ripresa dai giornali ed ebbe un certo clamore, ma va rilevato che la pratica di riprendere brani musicali già esistenti è frequente in tutta la storia della musica e che nello stesso Requiem di Mozart, vi sono altri pezzi che, senza dubbio, sono stati ispirati da composizioni già esistenti: è il caso dell'Introitus, che riprende la composizione di Haendel Funeral anthem for Her Most Sacred Majestry Queen Caroline HWV 264 e del Kyrie che, a sua volta è molto simile al coro And with his stripes we are healed dall'oratorio Messiah dello stesso Haendel (HVW56). Essendo Mozart un estimatore ed uno studioso della musica di Haendel (tanto da avere curato nel 1789 una nuova orchestrazione dello stesso Messiah per conto del barone Gottfried van Swieten), è difficile considerare queste similitudini come casuali.

Va inoltre ricordato che nell'Introitus, sulle parole te decet hymnus Mozart utilizza un cantus firmus, affidato prima al soprano solo e poi a tutta la sezione, basato sul cosiddetto "tono peregrino", proveniente dal repertorio gregoriano: un arcaismo che si rifà alla grande tradizione polifonica tramandata sin dal rinascimento, quello che padre Martini definiva "stile sodo".

[modifica] Struttura dell'opera

I. Introitus

  1. Requiem aeternam (coro e soprano solo)

II. Kyrie (coro)

III. Sequentia

  1. Dies irae (coro)
  2. Tuba mirum (soli)
  3. Rex tremendae (coro)
  4. Recordare (soli)
  5. Confutatis (coro)
  6. Lacrimosa (coro)

IV. Offertorium

  1. Domine Jesu (soli e coro)
  2. Hostias (coro)

V. Sanctus (coro)

VI. Benedictus (soli e coro)

VII. Agnus Dei (coro)

VIII. Communio (soprano e coro)

  1. Lux aeterna

[modifica] Testi

Solamente l'Introitus è stato interamente scritto da Mozart; per ciò che riguarda le sezioni dal Kyrie all'Hostias è di Mozart soltanto la parte vocale mentre la strumentazione si deve all'allievo Süssmayr. Del Lacrimosa Mozart scrisse solo le prime 8 battute. Qui di seguito sono riportati i testi (in latino originale) delle liriche che compongono la Messa di Requiem.

[modifica] Introitus: Requiem aeternam

(LA)
« Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis.
Te decet hymnus, Deus, in Sion,
et tibi reddetur votum in Jerusalem.
Exaudi orationem meam;
ad te omnis caro veniet.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux perpetua luceat eis. »
(IT)
« L'eterno riposo dona loro, Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Si innalzi un inno a te, o Dio, in Sion,
a te si sciolga il voto in Gerusalemme.
Esaudisci la mia preghiera,
a te venga ogni mortale.
L'eterno riposo dona loro, Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua. »

[modifica] Kyrie eleison

(EL)
« Kyrie eleison
Christe, eleison
Kyrie eleison. »
(IT)
« Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà »

[modifica] Dies irae

Prima parte del Dies Irae
(LA)
« Dies irae, dies illa solvet saeclum in favilla, teste David cum Sybilla! Quantus tremor est futurus, quando judex est venturus, cuncta stricte discussurus. »
(IT)
« il giorno d'ira, quel giorno dissolverà il mondo in una favilla: secondo le profezie di Davide e della Sibilla quanto terrore verrà, quando sarà giunto il giudice, che esaminerà tutto severamente. »

[modifica] Tuba mirum

(LA)
« Tuba mirum spargens sonum per sepulchra regionum, coget omnes ante thronum. Mors stupebit et natura, cum resurget creatura, judicanti responsura. Liber scriptus proferetur, in quo totum continetur, unde mundus judicetur. Judex ergo cum sedebit, quidquid latet apparebit, nil inultum remanebit. Quid sum miser tunc dicturus, quem patronum rogaturus, cum vix justus sit securus? »
(IT)
« Una tromba che diffonde un suono meraviglioso nei sepolcri di tutto il mondo, chiamerà tutti davanti al trono. La morte e la natura stupiranno, quando la creatura risorgerà, per rispondere al giudice. Verrà aperto il libro, nel quale tutto è contenuto, in base al quale il mondo sarà giudicato. Non appena il giudice sarà seduto, apparirà ciò che è nascosto, nulla resterà ingiudicato. E io che sono misero che dirò, chi chiamerò in mia difesa, se a mala pena il giusto è tranquillo? »

[modifica] Rex tremendae

(LA)
« Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis. »
(IT)
« Re di tremenda maestà, tu che salvi per tua grazia, salva me, o fonte di pietà. »

[modifica] Recordare

(LA)
« Recordare Jesu pie, quod sum causa tuae viae, ne me perdas illa die. Quaerens me sedisti lassus, redemisti crucem passus; tantus labor non sit cassus. Juste judex ultionis, donum fac remissionis ante diem rationis. Ingemisco tamquam reus, culpa rubet vultus meus: supplicanti parce, Deus. Qui Mariam absolvisti, et latronem exaudisti, mihi quoque spem dedisti. Preces meae non sunt dignae, sed tu, bonus, fac benigne, ne perenni cremer igne. Inter oves locum praesta, et ab haedis me sequestra, statuens in parte dextra. »
(IT)
« Ricordati, o Gesù buono, che sono il motivo della tua via, non perdermi, in quel giorno. Cercandomi ti sedesti stanco, mi hai salvato morendo in croce; fa' che tanta fatica non sia inutile. O giudice che punisci giustamente, donami la remissione dei peccati prima del giorno del giudizio. Piango perché sono colpevole, il mio volto arrossisce per la colpa: risparmia chi ti supplica, o Dio. Tu che hai assolto Maria Maddalena, e hai esaudito il ladrone, hai dato speranza anche a me. Le mie preghiere non sono degne, ma tu, buono, fa benignamente, che io non bruci nel fuoco eterno. Dammi un posto tra gli agnelli, allontanami dai capri, ponendomi alla tua destra. »

[modifica] Confutatis

(LA)
« Confutatis maledictis, flammis acribus addictis, voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis. »
(IT)
« Messi a tacere i maledetti, gettati nelle vive fiamme, chiama me tra i benedetti. Prego supplice e prostrato, il cuore contrito come cenere, abbi cura della mia sorte. »

...

[modifica] Lacrimosa

Prime cinque misure del Lacrimosa
(LA)
« Lacrimosa dies illa, qua resurget ex favilla judicandus homo reus. Huic ergo parce, Deus. Pie Jesu Domine, dona eis requiem! Amen! »
(IT)
« Giorno di lacrime, quel giorno, quando risorgerà dal fuoco l'uomo reo per essere giudicato. Ma tu risparmialo, o Dio. Signore Gesù buono, dona loro riposo! Amen! »

[modifica] Domine Jesu

(LA)
« Domine, Iesu Christe, Rex gloriae, libera animas omnium fidelium defunctorum de poenis inferni et de profundo lacu. Libera eas de ore leonis, ne absorbeat eas tartarus, ne cadant in obscurum; sed signifer sanctus Michael repraesentet eas in lucem sanctam, quam olim Abrahae promisisti et semini eius. »
(IT)
« Signore Gesù Cristo! Re di gloria! Libera le anime di tutti i fedeli defunti dalle pene dell'inferno e dalla fossa profonda! Liberale dalla bocca del leone, affinché non vengano inghiottite dal Tartaro, e non cadano nell'oscurità: ma l'alfiere san Michele le porti nella luce santa, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe. »

[modifica] Hostias

(LA)
« Hostias et preces tibi, Domine, laudis offerimus; tu suscipe pro animabus illis, quarum hodie memoriam facimus. Fac eas, Domine, de morte transire ad vitam. Quam olim Abrahae promisisti et semini eius. »
(IT)
« O Signore, a Te offriamo sacrifici e preghiere di lode. Ricevile in favore di quelle anime, delle quali oggi facciamo memoria: falle, o Signore, passare dalla morte alla vita, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe. »

[modifica] Sanctus

(LA)
« Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt coeli et terra gloria tua.
Hosanna in excelsis. »
(IT)
« Santo, Santo, Santo
Signore Dio degli eserciti.
Pieni sono i cieli e la terra della tua gloria.
Osanna nell'alto. »

[modifica] Benedictus

(LA)
«  Benedictus qui venit in nomine Domini.
Hosanna in excelsis. »
(IT)
« Benedetto Colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.  »

[modifica] Agnus Dei

(LA)
«  Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
dona eis requiem.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
dona eis requiem.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,
dona eis requiem sempiternam. »
(IT)
« Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
dona loro pace.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona loro pace.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona loro pace eterna. »

[modifica] Communio: Lux aeterna

(LA)
«  Lux aeterna luceat eis, Domine,
cum Sanctis tuis in aeternum,
quia pius es.
Requiem aeternam dona eis, Domine,
et lux aeterna luceat eis, Domine.
Cum Sanctis tuis in aeternum,
quia pius es. »
(IT)
« Luce eterna splenda per loro, Signore,
con i Santi tuoi in eterno,
poiché sei buono.
Pace eterna dona loro, Signore,
e luce eterna splenda per loro, Signore.
Con i Santi tuoi in eterno,
poiché sei buono. »

[modifica] Rivisitazioni moderne

Negli anni 2000 l'opera di Mozart ha ispirato uno spettacolo di musica e danza per coro: Rockquiem - based on W. A. Mozart, che reinterpreta il Requiem in chiave rock. Lo spettacolo è stato rappresentato in diversi paesi europei.

[modifica] Note

  1. ^ Christoph Wolff, (EN) Mozart's Requiem: Historical and Analytical Studies, Documents, Score, Berkeley, University of California Press, 1994. ISBN 0-520-07709-1

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • Christoph Wolff, Il Requiem di Mozart. La storia, i documenti, la partitura, Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini, 2006, 292, ill. ISBN 978-88-340-1496-7
  • Anna Rastelli, La costanza della ragione. Il tempo e la storia del Requiem di Mozart, Diabasis Editore, 2008, pp. 280. ISBN 978-88-8103-519-9

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Partitura del Requiem

musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue