Piero Buscaroli
Piero Buscaroli (Imola, 21 agosto 1930) è un critico musicale e giornalista italiano.
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[modifica] Biografia
Nasce in una famiglia illustre, figlio dell'apprezzato latinista Corso Buscaroli.
Nei suoi scritti autobiografici, Buscaroli (vittima egli stesso di un tentativo di linciaggio nel 1945 da parte di una folla di comunisti) ricorda di essere stato, da ragazzo, testimone di assassinii di matrice politica avvenuti nell'imolese e da lui attribuiti ad esponenti di parte comunista; Buscaroli adduce tali eventi a motivazione del suo giudizio, estremamente negativo, sulla Resistenza [1] [2].
[modifica] Musicologo
Ha studiato organo, armonia e contrappunto con Ireneo Fuser e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi di Storia del diritto italiano, discussa con Giovanni De Vergottini.
È autore di opere biografiche su J. S. Bach, Mozart e Beethoven. Di lui è stato detto che "intende collocarsi nella corrente del revisionismo storiografico, estendendola dal campo politico a quello musicale" [3]. Ha avanzato l'ipotesi che il Requiem di Mozart sia rimasto incompiuto non, come vuole la tradizione, a causa della morte del suo autore, bensì per una scelta deliberata di Mozart stesso, dovuta alla ripugnanza, da parte di quest'ultimo, ad adempiere la clausola contrattuale (impostagli dal committente) che gli impediva di rivendicare la paternità della sua opera. Secondo la congettura di Buscaroli, Mozart avrebbe ritenuto tale clausola talmente vessatoria da indurlo a non completare la partitura, e forse addirittura a meditarne la distruzione [4].
Assieme al critico musicale Paolo Isotta ha diretto una collana editoriale per la Mondadori.
Dal 1976 al 1994 ha insegnato nei Conservatori di Torino, Venezia e Bologna.
[modifica] Giornalista
Dal 1955 al 1977 ha collaborato a Il Borghese di Leo Longanesi, scrivendo sia articoli di critica musicale sia articoli di storia moderna e politica internazionale (spesso usando lo pseudonimo, di wagneriana memoria, di "Hans Sachs").
Dal 1972 al 1975 è stato direttore del quotidiano Roma di Napoli. Nel 1979 ha iniziato una collaborazione con Il Giornale di Montanelli, con il proprio nome per la critica musicale e con lo pseudonimo di "Piero Santerno" per le note di politica e costume. La collaborazione è continuata anche con il successore di Montanelli, Vittorio Feltri; Buscaroli ha poi raccolto i diversi articoli storiografici pubblicati, nel suo volume più recente, Dalla parte dei vinti.
[modifica] Opinioni non politicamente corrette
Suscitò scalpore e varie proteste una sua intervista concessa al Corriere della Sera del 27 maggio 1994, nella quale Buscaroli affermò che la destra avrebbe dovuto chiamare i gay "correttamente froci o checche" e che gli stessi "[a]ndrebbero spediti in campo di concentramento" [5]. Tuttavia, in una intervista dell'aprile 2010, Buscaroli ha dichiarato che la giornalista Maria Latella aveva completamente stravolto le sue parole, e che egli in realtà aveva detto di reputare gli omosessuali "degli infelici costretti a vivere come nei lager" ma di esecrare "chi vorrebbe ergerli a modelli di vita e costruire l'assetto sociale di una nazione sull'omosessualità" [6].
In una intervista al quotidiano Il Foglio del 21 aprile 2005, Buscaroli dichiarò di considerarsi «un superstite della Repubblica Sociale Italiana, in territorio nemico» [7].
Nel novembre dello stesso anno ricevette la segnalazione per il conferimento di una onorificenza dell'Ordine Al Merito della Repubblica Italiana, che rifiutò. Scrisse queste parole alla direttrice dell'Ufficio Onorificenze ed Araldica: «Io non desidero e non voglio alcuna onorificenza da questa repubblica. Mi parrebbe uno scherzo di cattiva specie. Fermi la macchina, La prego e non se n'abbia a male. Detesto questa repubblica. Grazie» [8]
In un'intervista concessa nel febbraio 2010, Buscaroli si autodefinì "fascista deluso" e dichiarò: "Anche il nazismo mi ha deluso: Hitler non ebbe il coraggio di sbarcare in Inghilterra [...]". Ad una precisa domanda dell'intervistatore sulla Shoah, Buscaroli rispose: "Ritengo che Hitler non sapesse. Ma non mi si annoveri tra i negazionisti. Non voglio approfondire, non voglio credere [9]". Anche questa intervista suscitò polemiche e lettere di protesta indirizzate alla redazione del quotidiano, lettere alle quali replicò pochi giorni dopo Ferdinando Camon sulle stesse pagine [10].
[modifica] Pubblicazioni
[modifica] Ambito musicale
- La stanza della musica, Fogola, 1976
- La nuova immagine di Bach, Rusconi 1982
- Le case di Beethoven, Edizioni del Girasole, 1982
- Bach, Mondadori, 1985
- La vista, l'udito, la memoria, Fogola, 1987
- Johannes Brahms a Bologna e in Romagna, Nuova Alfa Editoriale, 1988
- La morte di Mozart, Rizzoli, 1996
- Beethoven, Rizzoli, 2004
- Piero Buscaroli svela l'imbroglio del Requiem, Zecchini Editore, Varese, 2006, ISBN 88-87203-48-2 (sul Requiem di Mozart)
- Al servizio dell'Imperatore, Marietti 1820, 2006
[modifica] Storia/Politica/Arte
- Figure & Figuri, Volpe, 1977
- I luoghi e il tempo, Fogola, 1979
- La vista, l'udito, la memoria, Fogola 1987
- Paesaggio con rovine, Camunia, 1989
- Gabriel musico, maestro di simboli, labirinti & terremoti, Zecchini Editore, 2007, ISBN 88-87203-58-X (sul rapporto tra D'Annunzio e la musica)
[modifica] Autobiografico
- Dalla parte dei vinti - Memorie e verità del mio Novecento, Mondadori Editore, 2010, ISBN 978880458599 (memorie e saggi)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Piero Buscaroli, Dalla parte dei vinti, Mondadori, 2010, pagg. 40-46.
- ^ Cesare Cavalleri. L'«indomito» Buscaroli rilegge la nostra storia. CEI, 12 maggio 2010. URL consultato il 18/05/2010.
- ^ Fabrizio della Seta. Recensione a Beethoven di P. Buscaroli, riportata in: La musica classica fa male allo spirito?. "L'Indice", 21 dicembre 2005
- ^ Piero Buscaroli, La morte di Mozart, Rizzoli, Milano 1996, pp. 263-74, 282 e 324-7.
- ^ Cfr. Maria Latella. «Col termine intellettuale la sinistra ci ha rotto i timpani per troppo tempo». Corriere della Sera, 27 maggio 1994; Umberto Rosso. «Omosessuali nei lager» e la bufera travolge AN. la Repubblica, 31 maggio 1994 e
- ^ Stefano Lorenzetto. Piero Buscaroli: l’Italia fa orrore (la Lega meno). Il Giornale, 11 aprile 2010
- ^ P. Buscaroli, Dalla parte dei vinti, Mondadori, 2010, pagg. 46-7.
- ^ P. Buscaroli, op. cit, pag. 47.
- ^ Guido Quaranta. Non voglio sapere se questo è un uomo. "La Stampa - Tuttolibri", 6 febbraio 2010
- ^ Ferdinando Camon. Leggere anche i libri fascisti. "La Stampa - Tuttolibri", 13 febbraio 2010