Elisabeth Schumann

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Elisabeth Schumann

Elisabeth Schumann (Merseburg, 13 giugno 1888New York, 23 aprile 1952) è stata un soprano tedesco che cantò in opere, operette, oratori e lieder, lasciando un'abbondante produzione discografica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò canto a Berlino e a Dresda, e fece il suo debutto nel 1909 ad Amburgo nel Tannhäuser di Richard Wagner; ad Amburgo rimase poi fino al 1919. I suoi primi ruoli furono da soubrette, ma successivamente intraprese lo studio di ruoli per soprano lirico, di coloratura e anche drammatico (Susanna in Le nozze di Figaro e Zerlina in Don Giovanni di Mozart, Eva in Die Meistersinger von Nürnberg di Wagner e Sophie in Der Rosenkavalier di Richard Strauss, che divenne il suo ruolo più famoso).

Nel 1913 è Marianne/Modistin in Der Rosenkavalier diretta da Thomas Beecham al Royal Opera House, Covent Garden di Londra dove nel 1914 canta il ruolo di Sophie con Lotte Lehmann. Nella stagione 1914-1915 cantò alla Metropolitan Opera di New York debuttando come Sophie in Der Rosenkavalier diretta da Alfred Hertz seguita da Musetta ne La bohème diretta da Giorgio Polacco con Lucrezia Bori ed Antonio Scotti, Papagena in Die Zauberflöte, Flower Maidens in Parsifal (opera), Gerhilde in Die Walküre, Gretel in Hänsel e Gretel (opera) diretta da Richard Hageman, Forest Bird in Sigfrido (opera), Wellgunde in Das Rheingold, Marzelline in Fidelio e Wellgunde ne Il crepuscolo degli dei.

Dal 1919 al 1938 canta alla Wiener Staatsoper debuttando come Sophie in Der Rosenkavalier diretta da Franz Schalk che canterà fino al 1937 in 85 recite; nello stesso anno è Micaëla in Carmen (opera), Blonchen in Die Entführung aus dem Serail, Margiana in Der Barbier von Bagdad di Peter Cornelius (compositore), Susanna ne Le nozze di Figaro e Marzelline in Fidelio diretta da Richard Strauss che canterà in 63 recite fino al 1937. Nel 1920 è Najade in Ariadne auf Naxos con Maria Jeritza, Margherita in Meister Andrea di Felix Weingartner, Despina in Così fan tutte, Klingsor's Zaubermädchen in Parsifal (opera) ed Adele in Die Fledermaus.

Al Festival di Salisburgo nel 1922 è Susanna ne Le nozze di Figaro con Elisabeth Rethberg e Blonchen in Die Entführung aus dem Serail con Richard Tauber. Ancora a Vienna nel 1922 è Nuri in Tiefland di Eugen d'Albert diretta da Karl Alwin e Gretel in Hänsel e Gretel (opera) e nel 1924 Serpina ne La serva padrona e Margret in Feuersnot di Richard Strauss. A Londra nel 1924 è Zerbinetta in Ariadne auf Naxos diretta da Alwin. A Vienna nel 1926 è Marie ne La sposa venduta, nel 1927 Fünf Mägde in Elettra (Strauss) e Das Stubenmädchen Yvonne in Jonny spielt auf di Ernst Krenek, nel 1931 Ilia in Idomeneo (opera) con Maria Nemeth, nel 1932 Griletto ne Lo speziale di Franz Joseph Haydn, nel 1936 Stimme des Waldvogels in Sigfrido (opera) diretta da Hans Knappertsbusch e nel 1937 Nedda (Colombina) in Pagliacci (opera) diretta da Alwin con Alexander Sved cantando in 376 recite viennesi.

A Salisburgo nel 1927 è Zerlina in Don Giovanni e Marzelline in Fidelio e nel 1936 Despina in Così fan tutte con Jarmila Novotná. Al Palais Garnier di Parigi nel 1928 Marzelline in Fidelio, Zerlina in Don Giovanni, Susanna ne Le nozze di Figaro, Blondchen in Die Entführung aus dem Serail e Serpina ne La serva padrona.

Con l'avvento del nazismo e dopo l'Anschluss nel 1938, la sua carriera, così come quella dell'allora suo secondo marito, il direttore d'orchestra Karl Alwin, venne bruscamente interrotta perché le venne proibito di lavorare. Alwin già nel 1937 emigrò in Messico, mentre la Schumann nel 1938 si trasferì a New York, dove visse fino alla sua morte. Durante la seconda guerra mondiale si esibì in concerto e si dedicò soprattutto all'insegnamento, in privato e al Curtis Institute of Music di Philadelphia. Dopo la guerra tornò a cantare in Europa, soprattutto in Inghilterra. Lavorò con artisti del calibro di Richard Strauss, Otto Klemperer, Lotte Lehmann, Bruno Walter, Wilhelm Furtwängler e altri. Fu la prima donna a essere nominata membro onorario della Wiener Philharmoniker[1].

Repertorio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Naxos Digital Services, 3/12/2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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