Lingua cinese media

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Lingua cinese media (中古漢語)
Parlato in Cina medievale
Periodo Dinastie del Nord e del Sud, Dinastia Sui, Dinastia Tang, Dinastia Song
Classifica estinta
Scrittura Scrittura dei sigilli, scrittura del bronzo, scrittura dei cancellieri, scrittura regolare, scrittura semi-corsiva, scrittura dell'erba, scrittura Phagspa, scrittura Hangul
Filogenesi Lingue sino-tibetane
 Lingue sinitiche
  Cinese
Codici di classificazione
ISO 639-3 ltc  (EN)

Il cinese medio (cinese tradizionale: 中古漢語; pinyin: zhōnggǔ Hànyǔ), o anche cinese antico nell'accezione utilizzata dal linguista Bernhard Karlgren, si riferisce alla lingua cinese parlata durante le Dinastie del Nord e del Sud e le Dinastie Sui, Tang e Song (VI-X secolo). Il termine "cinese medio", in contrapposizione al cinese antico e al cinese moderno, si usa di solito nel contesto della fonologia storica cinese, che cerca di ricostruire la pronuncia del cinese utilizzato in quei tempi.

Il medio cinese può essere diviso in un periodo iniziale, generalmente chiamato primo medio cinese, ed un periodo successivo, il tardo medio cinese. Si pensa che il punto di transizione fra il primo ed il tardo medio cinese sia collocato durante la metà della Dinastia Tang ed è indicato da sviluppi fonologici. Ad esempio, nel libro di rima Qieyun, sono mostrati i caratteri delle iniziali bilabiali [p pʰ b m], ma non vi sono iniziali labiodentali come f e v, che si possono trovare nel Jiyun. Questo indica che nei quattro secoli dopo la comparsa del Qieyun nella pronuncia del cinese avvenne un cambiamento di suoni.

Ricostruzione[modifica | modifica sorgente]

La ricostruzione del medio cinese da parte di diversi linguisti moderni varia leggermente, ma le differenze sono di poco conto e non danno adito a grandi controversie, indicando che la fonologia di questa lingua è ormai alquanto ben compresa e accettata. Il cinese medio non si scrive utilizzando caratteri di tipo alfabetico, pertanto i suoni non possono essere derivati direttamente dalla scrittura, ma devono essere dedotti da una pluralità di fonti.

  • Lingue moderne. Proprio come il proto-indo-europeo può essere ricostruito dalle moderne lingue indo-europee, così il medio cinese può essere ricostruito (approssimativamente) dalle moderne lingue sinitiche (ad es. il beifanghua (mandarino), il wu, il min o il cantonese).
  • La pronuncia di caratteri cinesi preservata in vocaboli cinesi prestati, che sopravvive in lingue non cinesi come il giapponese, il coreano ed il vietnamita.
  • La poesia cinese classica del periodo del medio cinese.
  • Le traslitterazioni di parole straniere in caratteri cinesi. Ad esempio, "Dravida" fu tradotto dagli scribi religiosi in una serie di caratteri 達羅毗荼 che ora in putonghua (mandarino) si leggono come /ta35 luo35 phi35 thu35/ (pinyin: Dáluópítú). Ciò suggerisce che il mandarino /uo/ (pinyin -uo) sia il riflesso moderno di un antico suono simile ad /a/, e che il tono /35/ sia a sua volta un riflesso di antiche consonanti articolate. Entrambe queste ipotesi possono in effetti essere confermate attraverso il confronto tra i moderni dialetti cinesi.
  • Libri di rima (o dizionari di rima). Gli antichi filologi cinesi dedicarono moltissimi sforzi a riassumere il sistema poetico cinese attraverso i libri di rima. Vi fu una profusione di opere di poesia cinese durante l'era Tang, con una rigida struttura del verso che si basava sulla rima e sul tono dei caratteri finali nei versi poetici. Il medio cinese incorporato nei libri di rima era un aiuto fondamentale per gli autori nella composizione poetica. Il dizionario di rima Qieyun del 601 d.C. è la nostra più antica registrazione fissa della fonologia della pronuncia cinese, sebbene senza l'aiuto di lettere fonetiche, ma di voci che sono indicizzate in base ad una rigorosa gerarchia di tono, rima e attacco. Fino alla fortuita scoperta di una versione della Dinastia Tang nelle caverne di Dunhuang, si conoscevano solo frammenti o copie incomplete. I successivi dizionari di rima ampliati, come il Guangyun ed il Jiyun della Dinastia Song dell'XI secolo, sopravvivono ai giorni nostri. Si tratta essenzialmente di versioni estese del Qieyun, e fino alla scoperta di Dunhuang, il Guangyun fu la base da cui venne ricostruito il cinese medio.

Fonologia ricostruita[modifica | modifica sorgente]

Il cinese medio ha tre tipi di occlusive: sonore, sorde e sorde aspirate. Le sillabe potevano finre con pause. Il cinese medio aveva più vocali dei suoi discendenti, come la /æ/, che in seguito si fusero in fonemi simili. Le sibilanti affricate e fricative avevano tre livelli di distinzione come nel mandarino. Alcuni sinologi credono che l'antico cinese o uno stadio iniziale del medio cinese avessero originariamente gruppi consonantici come /dɹ/, che divennero poi suoni retroflessi.

Bibliografia supplementare[modifica | modifica sorgente]

  • Chen, C.-Y. (2001). Tonal evolution from pre-Middle Chinese to modern Pekinese: three tiers of changes and their intricacies. Berkeley, CA: Project on Linguistic Analysis, University of California.
  • Newman, J., & Raman, A. V. (1999). Chinese historical phonology: a compendium of Beijing and Cantonese pronunciations of characters and their derivations from Middle Chinese. LINCOM studies in Asian linguistics, 27. Muenchen: LINCOM Europa. ISBN 3895865435
  • Ulving, T., & Karlgren, B. (1997). Dictionary of old and middle Chinese: Bernhard Karlgren's Grammata serica recensa alphabetically arranged. Orientalia Gothoburgensia, 11. Göteborg: Acta Universitatis Gothoburgensis. ISBN 9173462942
  • Pulleyblank, E. G. (1991). Lexicon of reconstructed pronunciation in early Middle Chinese, late Middle Chinese, and early Mandarin. Vancouver: UBC Press. ISBN 0774803665
  • Pulleyblank, E. G. (1984). Middle Chinese: a study in historical phonology. Vancouver: University of British Columbia Press. ISBN 0774801921

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]