Du Fu

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Du Fu Du

Du Fu Du o Tu Fu (in caratteri cinesi: 杜甫; pinyin: Dù Fǔ; Wade-Giles: Tu⁴ Fu³; 712770) è stato un poeta cinese, della Dinastia Tang. È conosciuto anche come Dù Shàolíng (杜少陵) o Dù Gōngbù (杜工部). Il suo nome di cortesia era Zǐ Měi (子美).

Con Li Bai (李白 Lĭ Bái), è frequentemente denominato come il più grande poeta cinese. La sua maggiore ambizione era migliorare il suo paese diventando un funzionario civile di successo, ma fu sovrastato dalla situazione: la sua vita, come il Paese intero, fu devastata dalla Ribellione di An Lushan del 755, e gli ultimi quindici anni per lui furono un periodo di costante attività.

Sebbene fosse stato inizialmente impopolare, i suoi lavori influenzarono fortemente la cultura cinese e giapponese. Fu denominato il "Poeta Storiografo" o il "Poeta Saggio" (詩聖 Shī Shèng) dai critici cinesi, mentre la sua opera letteraria gli permise di essere presentato ai lettori occidentali come «il Virgilio, l'Orazio, lo Shakespeare, il Milton, il Burns, il Wordsworth, il Béranger, l'Hugo o il Baudelaire cinese» (Hung p. 1).

Trentanove delle sue poesie sono state inserite nell'antologia Trecento poesie Tang, stilata nel 1763 da Sun Zhu.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La Cina di Du Fu
Una copiadel poema di Du Fu "Zui Ge Xing" di Dong Qichang
Parte del poema di Du Fu "Visitando il tempio di Laozi", come scritto dal calligrafo del XVI secolo

Tradizionalmente la critica letteraria cinese ha enfatizzato fortemente la conoscenza della biografia degli autori per l'interpretazione della loro opera, una pratica che Watson attribuisce agli «stretti legami che il pensiero tradizionale cinese pone tra arte e moralità» (p. xvii). Questo diventa di ancor maggiore importanza nel caso di uno scrittore quale Du Fu, nei cui poemi la moralità e la storia sono così rilevanti. Un'altra ragione, identificata dallo storico cinese William Hung, è che i poemi cinesi sono tipicamente estremamente concisi e omettono fattori circostanziali che possono essere importanti, ma che possono essere ricostruiti da un contemporaneo. Per i lettori occidentali, invece, «con minor accuratezza si conosce il periodo, il luogo e le circostanze sullo sfondo, più siamo capaci di immaginarli in maniera scorretta, e il risultato sarà che potremo travisare il significato del poema o non comprenderlo del tutto» (p. 5). La vita di Du Fu verrà quindi trattata piuttosto dettagliatamente.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte delle notizie riguardo alla vita di Du Fu provengono dalle sue stesse poesie. Come molti altri poeti cinesi, nacque in una famiglia nobile (che si dichiarava discendere dall'imperatore Yao) caduta in relativa povertà (sebbene Hung stimi che il reddito familiare fosse ancora undici volte quello di una famiglia media). Nacque nel 712, in vicinanza di Luoyang, nella provincia di Henan (probabilmente nella campagna di Gong). Successivamente si considerò appartenente alla capitale Chang'an.

La madre di Du Fu morì subito dopo la nascita del futuro poeta, che fu cresciuto anche dalla zia. Aveva un fratello maggiore, che morì in tenera età. Inoltre, aveva tre fratellastri e una sorellastra, a cui si riferisce frequentemente nelle sue poesie, sebbene non menzioni mai la sua matrigna.

Come figlio di uno studioso-ufficiale di importanza secondaria, durante l'infanzia studiò per divenire un futuro funzionario civile, attraverso lo studio e la memorizzazione dei testi cinesi classici, della filosofia e della poesia. Successivamente dichiarò che aveva scritto poesie degne di nota nella sua infanzia, che sono state perdute.

Nei primi anni della decade 730-740, viaggiò nella zona del Jiangsu/Zhejiang; la sua prima poesia giunta fino a noi, che descrive un agone poetico, potrebbe essere datata alla fine di questo periodo, intorno al 735. In quest'anno egli andò a Chang'an per sostenere l'esame imperiale ma fu bocciato. Hung conclude che questo successe perché la sua prosa in quel periodo era troppo densa e oscura. Quindi egli continuò a viaggiare, intorno a Shandong e Hebei.

Suo padre morì intorno al 740. Du Fu avrebbe potuto entrare in servizio come funzionario grazie al rango del padre, ma si pensa abbia rinunciato al privilegio a favore di un suo fratellastro.

Nell'autunno del 744 incontrò Li Po per la prima volta, e nacque fra i due poeti una amicizia a senso unico: Du Fu era di qualche anno più giovane, mentre Li Po era già un poeta famoso. Sono giunte sino a noi dodici poesie riguardanti Li Po o dedicati a lui scritti da Du Fu, ma solo uno di Li Po dedicato a Du Fu. Si incontrarono di nuovo solo una volta, nel 745.

Nel 746 si trasferì nella capitale per divenire funzionario civile. Partecipò a un secondo esame l'anno seguente, ma tutti i candidati furono bocciati dal primo ministro (probabilmente per prevenire l'emergere di possibili rivali). Si sposò intorno al 752, e nel 757 la coppia aveva avuto cinque figli (tre maschi e due femmine), ma uno dei maschi morì nel 755. Dal 754 iniziò ad avere problemi polmonari (probabilmente asma), il primo di una serie di malanni che lo assillarono durante tutta la vita.

Nel 755 fu nominato cancelliere dell'ufficio del comandante del diritto del Palazzo del Principe della Corona. Sebbene questo fosse un impiego di basso livello, generalmente rappresentava per lo meno l'inizio di una carriera pubblica. Invece, prima che iniziasse a lavorare, la posizione fu cancellata dagli eventi.

Guerra[modifica | modifica wikitesto]

La Ribellione di An Lushan iniziò nel dicembre 755 e non fu completamente sedata se non dopo otto anni. Causò enormi danni alla società cinese: il censimento del 754 registrava 52.9 milioni di persone, quello del 764 soltanto 16.9 milioni, perché le restanti erano state uccise o trasferite. In questo periodo, Du Fu condusse una vita vagabonda, non potendo stabilirsi in nessun luogo a causa delle guerre, delle carestie associate e della volontà imperiale. Questo periodo di infelicità permise però che Du Fu diventasse un poeta: Eva Shan Chou ha scritto: «quello che egli vide attorno a lui - le vite della sua famiglia, dei suoi vicini e degli stranieri -; quello che ascoltò e quello che sperò o temette al progredire di numerose campagne di guerra -; questi divennero i temi persistenti delle sue poesie»" (Chou, p. 62).

Nel 756 l'imperatore Xuanzong fu costretto ad abbandonare la capitale e abdicare. Du Fu, che era stato lontano dalla città, portò la sua famiglia in un posto sicuro, in attesa di unirsi alla corte reale del nuovo imperatore, l'imperatore Suzong, ma fu catturato dai ribelli e condotto a Chang'an. In autunno nacque Du Zongwu (Piccolo Orso), l'ultimo dei suoi figli. Sembra che in questo periodo Du Fu abbia contratto la malaria.

Scappò da Chang'an l'anno successivo e gli fu assegnato il ruolo di sollecitatore quando si unì di nuovo alla corte in maggio 757. Questo posto consentiva di accedere all'Imperatore, ma era in gran parte cerimoniale. La coscienziosità di Du Fu lo costrinse a tentare di farne uso: ben presto causò guai a sé stesso per aver protestato contro la rimozione del suo amico e patrono Fang Guan sulla base di un'accusa insignificante; venne arrestato, ma fu rilasciato in giugno. Gli fu data la facoltà di recarsi in visita alla famiglia in settembre, ma si riunì presto alla corte e l'8 dicembre 757, ritornò a Chang'an con l'imperatore dopo la sua ricattura da parte delle forze governative. Tuttavia i suoi consigli continuarono a non venire apprezzati e nell'estate del 758 venne degradato alla posizione di Commissario all'Educazione a Huazhou. La posizione non gli piaceva; in un poema infatti scrisse

« Sto per mettermi a gridare come un pazzo nell'ufficio
Specialmente quando portano ancora più fogli da impilare più in alto sulla mia scrivania. »

Si trasferì di nuovo nell'estate del 759;questo trasferimento è stato tradizionalmente attribuito alla carestia, ma Hung crede che la frustrazione sia stata la ragione più verosimile. In seguito passò circa sei settimane a Qinzhou (ora Tianshui, provincia Gansu), dove scrisse oltre sessanta poemi.

Chengdu[modifica | modifica wikitesto]

Nel 760 arrivò a Chengdu (provincia Sichuan), dove si stabilì per la maggior parte dei successivi cinque anni. Durante l'autunno di quell'anno egli ebbe problemi economici e inviò poesie chiedendo aiuto ai vari conoscenti. Egli fu aiutato da Yen Wu, un amico ed ex collega che era stato nominato governatore generale a Chengdu. Nonostante i problemi economici, questo fu uno dei periodi più felici e pacifici della sua vita. Nel 762 lasciò la città per scappare da una ribellione, ma ritornò nell'estate del 764 e e fu nominato consigliere militare di Yen, che era coinvolto in campagne militari contro i tibetani.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Luoyang, la sua regione natale,fu riacquistata dalle forze del governo nell'inverno del 762, e nella primavera del 765 Du Fu e la sua famiglia percorsero lo Yangtze, apparentemente con l'intenzione di ritornare là. Viaggiarono lentamente, bloccati dalla sua cattiva salute ( oltre ai suoi precedenti disturbi questa volta vedeva poco, era sordo e aveva problemi generali legati alla vecchiaia). Rimasero a Kuizhou (ora Baidi, Chongqing) all'ingresso delle Tre Gole per quasi due anni a partire dalla tarda primavera del 766. Questo periodo fu l'ultima grande fioritura poetica di Du Fu, che scrisse quattrocento poemi nel suo stile denso e tardo. Nell'autunno 766 Bo Maolin divenne governatore della regione: sostenne finanziariamente Du Fu e lo impiegò come suo segretario non ufficiale.

Nel marzo 768 iniziò di nuovo il suo viaggio e arrivò fino alla provincia dello Hunan, dove morì a Tanzhou (ora Changsha) nel novembre o dicembre 770, all'età di 59 anni. Sua moglie e i due figli vissero più a lungo. Hung riassume la sua vita concludendo che «Egli appariva come un figlio rispettoso della pietà filiale, un padre affettuoso, un fratello generoso, un marito fedele, un amico leale, un ufficiale ubbidiente e un personaggio patriottico».

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La critica delle opere di Du Fu ha sottolineato il suo forte senso storico, il suo impegno morale e il suo eccellere nella tecnica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal periodo della dinastia Song Du Fu è stato chiamato dai critici il "poeta storico". Le sue poesie più strettamente storiche sono quelle che commentano tattiche militari o i successi e fallimenti del governo, o i poemi di consigli che scrisse all'imperatore. Indirettamente, scrisse sugli effetti che provava su sé stesso dei tempi in cui viveva, e sulle persone comuni della Cina. Come nota Watson, questa è un'informazione «che si trova raramente nelle storie ufficiali compilate in quell'era» (p. xvii).

Impegno morale[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo epiteto preferito dai critici cinesi è quello di shisheng (詩聖 — poeta santo, o poeta saggio), un equivalente del saggio filosofo Confucio. Una delle sue prime opere sopravvissute La canzone dei carri (750 circa), dà voce alle sofferenze di un soldato coscritto nell'esercito imperiale, persino prima dell'inizio della ribellione; questa poesia fa venire fuori la tensione tra il bisogno di essere accettati e il compimento dei propri doveri, e una chiara coscienza della sofferenza che tutto questo può portare. Questi temi sono continuamente articolati nelle poesie sulle vite sia dei soldati che dei civili che Du Fu ha scritto durante la sua carriera.

Sebbene i riferimenti frequenti di Du Fu alle sue difficoltà possano dare l'impressione di un consumante solipsismo, Hawkes discute sul fatto che la sua «famosa compassione infatti include sé stesso, se guardata in modo abbastanza oggettivo e quasi come un ripensamento». Egli poi «presta grandezza» al ritratto più ampio comparandolo alla «sua trivialità quasi comica» (p. 204).

Eccellenza tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il lavoro di Du Fu è rilevante soprattutto per la sua portata. Aveva la padronanza di tutte le forme di poesia cinese: Chou dice che in ogni forma egli «faceva progressi notevoli o contribuiva con esempi eccezionali» (p. 56). Inoltre le sue poesie utilizzano un'ampia gamma di registri, da quello diretto e colloquiale a quello allusivo e letterario, cosciente del proprio sé. Il tenore delle sue opere cambiava con lo svilupparsi del suo stile e l'adattarsi alle condizioni ambientali che lo circondavano («simile al camaleonte» secondo Watson): le sue prime opere sono in uno stile cortese e relativamente derivato, ma giunse al proprio stile durante gli anni della ribellione. Owen commenta la «decisa semplicità» delle poesie Qinzhou, che rispecchia il paesaggio deserto (p. 425); le opere del suo periodo a Chengdu sono «leggere, spesso finemente rispettose» (p. 427); mentre le poesie del tardo periodo Kuizhou hanno «densità e potere di visione» (p. 433).

Sebbene scrisse in tutte le forme poetiche, Du Fu è principalmente conosciuto per il suoi lǜshi, un tipo di poesia con regole severe per la forma e il contenuto. Circa due terzi dei suoi 1500 lavori rimasti sono in questa forma, ed è generalmente considerato il suo maggiore esponente. I parallelismi tipici dello shi nelle sue poesie migliori aggiungono un contenuto espressivo invece di apparire solamente come mere restrizioni tecniche. Hawkes commenta che «È stupefacente che Tu Fu riesca ad utilizzare una forma così ampiamente stilizzata in un modo così naturale» (p. 46).

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua vita, e immediatamente dopo la sua morte, Du Fu non fu molto apprezzato. In parte ciò può essere attribuito alle sue innovazioni stilistiche e formali, alcune delle quali sono ancora «considerate dai critici cinesi estremamente audaci e bizzarre» (Hawkes, p. 4). Tuttavia, come nota Hung, Du Fu «è l'unico poeta cinese con un'influenza che è cresciuta nel tempo» (p. 1), e nel IX secolo iniziò ad aumentare la popolarità. Con il passare del tempo, le sue innovazioni cominciarono a sembrare meno radicali, e con il senno di poi si è potuto apprezzare l'aspetto storico delle sue poesie meglio di quanto avevano fatto i suoi contemporanei. La sua influenza è stata aiutata dalla sua abilità nel conciliare opposti apparenti: in politica i conservatori erano attratti dalla sua lealtà all'ordine stabilito, mentre i radicali abbracciavano il suo interesse per i poveri. In letteratura i conservatori potevano guardare alla sua abilità tecnica mentre i radicali erano ispirati dalle sue innovazioni.

La popolarità di Du Fu crebbe a un tale livello che è difficile misurare il suo grado di influenza così come quello di Shakespeare in Inghilterra: fu difficile per ogni poeta cinese "non" esserne influenzato. Mentre non ci fu mai un altro uguale a Du Fu, alcuni poeti seguirono le tradizioni di certi aspetti specifici delle sue opere: l'interesse per i poveri di Bai Juyi,il patriottismo di Lu You, e le riflessioni di Mei Yaochensul quotidiano sono solo alcuni esempi. Più ampiamente, l'opera di trasformazione di Du Fu sullo lǜshi, da mero gioco di parole a «veicolo per una seria espressione poetica» (Watson 1984, p. 270) aprì la strada ad ogni scrittore successivo in quel genere.

Al di fuori della Cina Du Fu influenzò molto la poesia giapponese, e in particolare quella di Matsuo Basho. Nel XX secolo era il poeta preferito di Kenneth Rexroth, che lo ha descritto come «il miglior poeta non epico e non grammatico sopravvissuto di qualsiasi lingua» e commentando «mi ha reso un uomo migliore, come un agente morale e come un organismo che percepisce» (Rexroth pp 135, 137).

Traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Un libro tradotto in coreano dei poemi di Du Fu, 1481

Ci sono state alcune notevoli traduzioni delle opere di Du Fu in inglese. I traduttori hanno avuto gli stessi problemi nell'esporre i limiti formali dell'originale senza farlo sembrare troppo elaborato per l'orecchio occidentale (soprattutto nella traduzione dei lǜshi), e nell'esprimere le allusioni contenute soprattutto nelle ultime opere (Hawkes scrive che «le sue poesie raramente riescono bene in traduzione» — p. ix). Un esempio estremo per ognuna di queste questioni è rappresentato da Cento poesie dal cinese di Kenneth Rexroth. Le sue sono libere traduzioni, che cercano di rivelare i parallelismi attraverso enjambement e l'espansione e contrazione del contenuto; il suo rimedio primario alle allusioni è quello di omettere dalla sua antologia, gran parte delle poesie che ne contengono e in secondo luogo “tradurre” i riferimenti in quelle opere che sceglie.

Un esempio di approccio opposto è Le poesie selezionate di Du Fu di Burton Watson. Watson segue i parallelismi abbastanza alla lettera, persuadendo il lettore occidentale di adattarsi alle poesie invece del contrario. In modo simile, esprime le allusioni delle ultime opere combinando la traduzione letterale a note aggiuntive.

Le prime traduzioni italiane delle poesie di Du Fu si devono a Giorgia Valensin (1943), a Michele Leone Barbella (1987) e ad Alessandro Ramberti (2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chou, Eva Shan; (1995). Reconsidering Tu Fu: Literary Greatness and Cultural Context. Cambridge University Press. ISBN 0-521-44039-4.
  • Cooper, Arthur (translator); (1986). Li Po and Tu Fu: Poems. Viking Press. ISBN 0-14-044272-3.
  • Hawkes, David; (1967). A Little Primer of Tu Fu. Oxford University Press. ISBN 962-7255-02-5.
  • Hung, William; (1952). Tu Fu: China's Greatest Poet. Harvard University Press. ISBN 0-7581-4322-2.
  • Owen, Stephen (editor); (1997). An Anthology of Chinese Literature: Beginnings to 1911. W.W. Norton & Company. ISBN 0-393-97106-6.
  • Rexroth, Kenneth (translator); (1971). One Hundred Poems From the Chinese. New Directions Press. ISBN 0-8112-0180-5.
  • Watson, Burton (editor); (1984). The Columbia Book of Chinese Poetry. Columbia University Press. ISBN 0-231-05683-4.
  • Watson, Burton (translator); (2002). The Selected Poems of Du Fu. Columbia University Press. ISBN 0-231-12829-0.
  • Giorgia Valensin (translator); (1943). Nel volume Liriche cinesi, edizioni Einaudi.
  • Michele Leone Barbella (translator); (1987). Nel volume La Poesia T’ang, Guida editore.
  • Alessandro Ramberti (translator); (2011). Paese in pezzi? I monti e i fiumi reggono. Poesie scelte di Du Fu. Edizioni L'Arca Felice. ISBN 978-88-905854-3-2

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