Sejong il Grande

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Sejong il Grande
re
In carica 7 settembre 1418 –
30 marzo 1450
Predecessore re T'aejong
Successore Munjong
Nascita Chosŏn, 7 maggio 1397
Morte Chosŏn, 30 marzo 1450
Dinastia Yi
Padre re T'aejong
Consorte regina Sohŏn

Sejong Daewang (Chosŏn, 7 maggio 1397Chosŏn, 30 marzo 1450) Sejong il Grande fu il quarto re del regno di Chosŏn.


Sejong il Grande - 세종대왕, fu re del regno di Chosŏn. Governò dal 1418 fino alla sua morte, avvenuta all'età di 53 anni nel 1450. Gli succedette il primogenito Munjong.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sejong Daewang, passato alla storia come re Sejong il Grande, fu il quarto re della stirpe[1] coreana Joseon e governò dal 1418 fino alla sua morte, avvenuta nel 1450. È reputato uno dei più grandi re della storia della Corea, Sejong è reso famoso per il suo grande rispetto della vita umana, che lo portò ad avviare molte politiche civiche e sociali tese a migliorare le condizioni di vita del popolo. Sejong inoltre promosse la ricerca scientifica e tecnologica. A lui, infine, si deve l'invenzione del coreano scritto, l'Hunminjeongeum, noto oggi come "Hangul".

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Sejong era il terzo figlio di Yi Pangwon della dinastia Yi[2], meglio conosciuto come re T'aejong. Sejong fin dalla più tenera età fu un avido lettore e studente straordinario. Proclamato principe ereditario a 16 anni, Sejong salì al trono all'età di 21 anni, lasciando un segno immediato sulla vita e la struttura politica del paese.

Linguaggio,letteratura e scienza[modifica | modifica sorgente]

L'innovazione più famosa introdotta da Sejong è probabilmente il linguaggio scritto coreano, l'Hangul. Il "Chiphyonjon," o "Sala dei Meritevoli", fu stabilita nel 1420. Era composta da un gruppo di sapienti di fama, selezionati dal re stesso. Creato inizialmente come istituto di ricerca, il Chiphyonjon ricevette in seguito il compito di creare un alfabeto coreano che potesse aiutare la gente comune a comprendere il linguaggio. Fino a quel momento la Corea aveva utilizzato la scrittura cinese "Hanja", adattata all'idioma coreano, per tutte le opere scritte. Questa scrittura però era quasi totalmente ignota alle masse, e Sejong non poteva sopportare che il popolo rimanesse illetterato. Originariamente denominato "Hunminjeongeum", letteralmente "I suoni corretti per l'educazione del popolo", il nuovo coreano scritto introdusse nel paese una nuova epoca di alfabetismo e istruzione. Il nuovo sistema alfabetico fu pubblicato nel 1446, ma ci vollero molti anni perché si diffondesse in modo ampio. Ancora oggi, il 9 ottobre viene celebrato come "Giorno dell'Hangul" in tutta la Corea del Sud.

Il leader magnanimo[modifica | modifica sorgente]

Sejong è ricordato come un leader di grande benevolenza, fermamente convinto che ogni persona fosse degna del suo rispetto: non solo i sudditi del suo regno, ma anche le cosiddette "tribù barbariche" sparse per l'Asia. Lui stesso misurò il proprio successo come governante unicamente in base alla felicità e alla prosperità del suo popolo, ponendo il benessere dei sudditi come priorità assoluta. Sejong regalava regolarmente cibo ai poveri e agli anziani, e spesso annullò il pagamento delle tasse a gruppi di contadini e talvolta a intere province che avevano patito rovesci per il tempo inclemente o la carestia. Sejong era anche solito invitare ai suoi banchetti e onorare le persone anziane, senza riguardo per il rango o il livello sociale degli altri partecipanti.

Sistema legale e giustizia penale[modifica | modifica sorgente]

Sejong promulgò una serie di modifiche al sistema legale coreano per assicurare che i processi fossero equi e che i condannati ricevessero pene ragionevoli. Sejong riteneva che fosse ingiusto considerare i cittadini responsabili di aver violato la legge senza assicurarsi che avessero i mezzi per comprendere le leggi che avevano infranto. Nonostante la riluttanza dei suoi ministri, Sejong ordinò che l'intero codice di leggi della Corea fosse esposto in pubblico, affinché tutti potessero vederlo. Sejong inoltre si oppose alla pena di morte, informando i giudici che non avrebbero dovuto ricorrervi se non in casi di assoluta necessità. La sua "Legge dei tre appelli" concedeva a tutti gli accusati fino a tre appelli al re, assicurando così che tutti avessero la possibilità di parlare in propria difesa.

Innovazioni militari[modifica | modifica sorgente]

Sotto la guida di Sejong, la Corea cominciò a sviluppare una serie di nuove armi da fuoco, tra cui il più famoso è certamente il "Hwach'a", o "Veicolo di fuoco". Progettato specificatamente come arma anti-uomo, il Hwach'a era una piattaforma dotata di ruote in grado di scagliare decine di frecce autopropulse da un capo all'altro del campo di battaglia. Sebbene ai tempi di Sejong il suo uso fosse limitato, nei secoli successivi il Hwach'a divenne un'arma di difesa fondamentale in tutta la penisola coreana. Durante la battaglia di Haengju, nel 1593, 3.000 soldati coreani riuscirono a respingere una forza d'invasione giapponese forte di più di 30.000 uomini utilizzando con successo i Hwach'a, con cui riuscirono a infliggere più di 10.000 perdite ai nemici.

Il giudizio della Storia[modifica | modifica sorgente]

Anche in età avanzata Sejong continuò a occuparsi degli affari del governo, nonostante fosse diventato cieco e si fosse ammalato di diabete, malattia che alla fine lo portò alla morte il 30 marzo del 1450 dopo 32 anni di regno. Sejong è una figura di spicco nella storia per il suo governo saggio, nobile e generoso e per l'introduzione di notevoli progressi nella scienza e nella tecnologia. Il suo regno portò a una vera e propria rivoluzione nella cultura coreana i cui effetti durarono secoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Yi Sŏng-gye fondatore della dinastia Yi.
  2. ^ Dinastia Yi

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

-La sua effigie compare sulle banconote da 10.000 won della Corea del Sud, e comparve anche su alcune monete commemorative.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Riotto, Storia della Corea. Dalle origini ai nostri giorni, 2005, ISBN 978-88-452-3480-4.