Marija Pavlovna Romanova (1786-1859)

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Granduchessa Marija Pavlovna
Ritratto di Maria Pavlovna, granduchessa di Sassonia-Weimar-Eisenach
Ritratto di Maria Pavlovna, granduchessa di Sassonia-Weimar-Eisenach
Granduchessa di Sassonia-Weimar-Eisenach
In carica 14 giugno 1828 - 8 luglio 1853
Nascita San Pietroburgo, Impero di Tutte le Russie, 16 febbraio 1786
Morte Weimar,, 23 giugno 1859
Casa reale Casato di Sassonia-Weimar-Eisenach
Casato di Holstein-Gottorp-Romanov
Padre Paolo I di Russia
Madre Sofia Dorotea di Württemberg (Maria Fedorovna)
Consorte Carlo Federico, Granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach
Figli Principe Paolo Alessandro
Maria, Principessa Carlo di Prussia
Augusta, Imperatrice di Germania
Carlo Alessandro, Granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach

Marija Pavlovna di Russia (Pavlovsk, 4 febbraio 1786castello Belvedere, 23 giugno 1859) era figlia dello zar Paolo I e della zarina Maria Fedorovna, e sorella più giovane dello zar Alessandro I.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sposò il 3 agosto 1804 a San Pietroburgo Carlo Federico, granduca ereditario di Sassonia-Weimar. Anche le sue sorelle andarono spose a monarchi europei, cosicché ella fu sorella di una regina olandese, di una regina del Württemberg e di una granduchessa del Meclemburgo-Schwerin.

Effetti politici[modifica | modifica wikitesto]

La sua presenza in Weimar ebbe un forte significato politico. Attraverso il suo matrimonio con Carlo Federico il piccolo, insignificante e ancora povero ducato di Sassonia-Weimar-Eisenach si unì alla Russia e alla dinastia degli zar, allora una delle più ricche e potenti famiglie d'Europa. Così il suo primo ingresso a Weimar come giovane sposa fece una grande impressione, allorché ella giunse con una gran quantità di sontuosi doni dalla Russia, che furono sistemati nel castello di Weimar. Nello stesso tempo la stella di Napoleone Bonaparte stava salendo vertiginosamente in Francia, minacciando quasi tutti gli stati europei. Per il piccolo ducato, ancora legato alla Prussia e che, dopo lo scioglimento del Sacro Romano Impero nel 1806, si rifiutava di aderire alla Confederazione del Reno, dipendente da Napoleone, la sua presenza era come se portasse una specie di "assicurazione sulla vita", la garanzia russa contro l'espansionismo francese.

Dopo la sconfitta prussiana nella doppia battaglia di Jena e di Auerstedt del 1806, che si svolse sul territorio della Sassonia-Weimar, Maria Pavlovna fuggì dalla Sassonia-Weimar, tornandovi solo l'anno seguente. Veramente le condizioni di pace per il ducato furono dure, ma il paese aveva potuto soprattutto salvaguardare la propria indipendenza, anche grazie a Maria Pavlovna, poiché Napoleone in quel momento era interessato a un accomodamento con lo zar e perciò doveva rispettare gli interessi della Russia. Durante la campagna francese contro la Russia, Maria Pavlovna lasciò nuovamente Weimar e si trasferì in Boemia, per porsi sotto la protezione delle truppe austriache. Dopo la cosiddetta battaglia delle Nazioni ella tornò a Weimar. Partecipò al Congresso di Vienna, che fruttò al Ducato di Sassonia-Weimar-Eisenach il rango di Granducato e significative acquisizioni di nuovi territori. Tuttavia ella non poté imporsi con il suo desiderio di ottenere la signoria dell'ex principato di Fulda. Nel 1828 morì il granduca Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach ed il marito di Maria Pavlovna salì al trono cosicché lei divenne granduchessa.

Sostenitrice delle arti[modifica | modifica wikitesto]

Marija Pavlovna Romanova ritratta da Vladimir Brovkovsky.

La granduchessa ebbe grande reputazione come protettrice delle arti alla corte di Weimar. Ella seguì in questo le orme della sua predecessora Anna Amalia, che aveva creato la fama di Weimar come "corte dei musei". Ma anche grazie al suo sostegno dovettero molto sia le biblioteche, che non furono solo influenzate da autori significativi come Johann Wolfgang Goethe, Friedrich Schiller, Johann Gottfried Herder e Christoph Martin Wieland, ma anche le scuole di musica e le collezioni di quadri. La Biblioteca Duchessa Anna Amalia di Weimar possedeva anche una raccolta di spartiti. Alcuni artisti, perseguiti in altri stati durante la restaurazione sotto il Metternich, ottennero asilo grazie al suo atteggiamento liberale come del resto anche a quello del granduca suo marito. Fra questi il compositore Franz Liszt, che fu presso di loro maestro di cappella. Ma non solo le arti furono favorite a Weimar: Maria Pavlovna promosse anche l'industrializzazione del piccolo stato.

Maria Pavlovna (Medaglia 1854).

Nel 1853 il marito granduca Carlo Federico morì e il figlio Carlo Alessandro salì al trono. Come granduchessa-madre Maria Pavlovna si dedicò a numerosi progetti artistici e sociali e si recò anche un'ultima volta nella sua patria russa. Essa ebbe a cuore il popolo, i poveri e i loro problemi. Ella sostenne la creazione di una cassa di risparmio e si prese cura della sicurezza della vita delle donne. Per i suoi progetti sociali attinse spesso ai suoi fondi personali. Ella fu amata e venerata dagli abitanti di Weimar come "Angelo dei poveri, degli ammalati e degli orfani". Dopo la sua morte il suo corpo fu inumato in una cappella mortuaria russo-ortodossa appositamente eretta nel cimitero di Weimar. L'influenza russa sul piccolo stato di Weimar decrebbe rapidamente.

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Carlo Federico nacquero:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Marija Pavlovna Romanova Padre:
Paolo I di Russia
Nonno paterno:
Pietro III di Russia
Bisnonno paterno:
Carlo Federico di Holstein-Gottorp
Trisnonno paterno:
Federico IV di Holstein-Gottorp
Trisnonna paterna:
Edvige Sofia di Svezia
Bisnonna paterna:
Anna Petrovna Romanova
Trisnonno paterno:
Pietro I di Russia
Trisnonna paterna:
Caterina I di Russia
Nonna paterna:
Caterina II di Russia
Bisnonno paterno:
Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst
Trisnonno paterno:
Giovanni Luigi I di Anhalt-Zerbst
Trisnonna paterna:
Cristina di Zeutsch
Bisnonna paterna:
Giovanna di Holstein-Gottorp
Trisnonno paterno:
Cristiano Augusto di Holstein-Gottorp
Trisnonna paterna:
Albertina di Baden-Durlach
Madre:
Sofia Dorotea di Württemberg
Nonno materno:
Federico II Eugenio di Württemberg
Bisnonno materno:
Carlo I Alessandro di Württemberg
Trisnonno materno:
Federico Carlo di Württemberg-Winnental
Trisnonna materna:
Eleonora Giuliana di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonna materna:
Maria Augusta di Thurn und Taxis
Trisnonno materno:
Anselmo Francesco di Thurn und Taxis
Trisnonna materna:
Maria Ludovica Anna di Lobkowicz
Nonna materna:
Federica Dorotea di Brandeburgo-Schwedt
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Trisnonno materno:
Filippo Guglielmo di Brandeburgo-Schwedt
Trisnonna materna:
Giovanna Carlotta di Anhalt-Dessau
Bisnonna materna:
Sofia Dorotea di Prussia
Trisnonno materno:
Federico Guglielmo I di Prussia
Trisnonna materna:
Sofia Dorotea di Hannover

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Santa Caterina

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Predecessore Granduchessa consorte di Sassonia-Weimar-Eisenach Successore
Luisa d'Assia-Darmstadt 14 giugno 1828 - 8 luglio 1853 Sofia dei Paesi Bassi