Giovanna di Holstein-Gottorp

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Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp
Un ritratto di Giovanna Elisabetta probabilmente eseguito da Antoine Pesne, c.1746
Un ritratto di Giovanna Elisabetta probabilmente eseguito da Antoine Pesne, c.1746
Principessa consorte di Anhalt-Zerbst
In carica 8 novembre 1727 - 16 marzo 1747
Altri titoli principessa di Holstein-Gottorp
Nascita Castello di Gottorp, Gottorp, 24 ottobre 1712
Morte Parigi, 30 maggio 1760
Padre Cristiano Augusto, Principe di Eutin
Madre Albertina Federica di Baden-Durlach
Consorte Cristiano Augusto, Principe di Anhalt-Zerbst
Figli Caterina II di Russia
Federico Augusto, Principe di Anhalt-Zerbst

Giovanna Elisabetta di Holstein-Gottorp (24 ottobre 171230 maggio 1760) fu una principessa del Casato di Holstein-Gottorp e successivamente Principessa di Anhalt-Zerbst. È meglio nota per esser la madre di Caterina la Grande di Russia..

Nacque a Gottorp, figlia di Cristiano Augusto, Duca di Holstein-Gottorp e Albertina Federica di Baden-Durlach. Fu la Reggente di Anhalt-Zerbst dal 1747 al 1752 per la minore età del figlio, Federico Augusto.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

A 16 anni si sposò con Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst (1690 – 1747) e andò a vivere nella desolata Stettino, ai confini della Pomeriana, dove il marito si trovava di stanza con il suo reggimento.

Diede alla luce quattro figli:

La cura dei figli[modifica | modifica sorgente]

Caterina II, primogenita di Giovanna

Il principe regnante di Anhalt-Zerbst, cugino di Cristiano Augusto, sembrava non potesse avere figli e suo fratello maggiore Ludovico era scapolo. Ciò significava che se Giovanna avesse dato al marito un figlio maschio, la loro posizione sarebbe certamente cambiata e avrebbero potuto finalmente lasciare la noiosa Stettino.

Ossessione di Giovanna divenne allora quella di dare ai suoi figli un futuro più dignitoso di quello che era toccato a lei, nonostante fosse pronipote del re Federico III di Danimarca, costretta a sposare un uomo di rango inferiore. Periodicamente raggiungeva quindi la corte di Federico Guglielmo I di Prussia per mantenere relazioni e contatti importanti per la sua causa.

Sia Sofia che Guglielmo però furono fonti di ansia: la prima, già non bella di viso, soffriva di una grave scoliosi; il secondo invece aveva una gamba atrofizzata. Per la figlia, Giovanna si rivolse segretamente ad un boia che consigliò di stringere attorno alla schiena della bambina un bustino strettissimo. Per l'adorato figlio maschio invece fu tentato di tutto ma senza successo. I bagni termali a cui era sottoposto ebbero come esito quello di farlo ammalare e indebolire sempre di più finché morì. Per Giovanna fu un duro colpo in quanto fin dalla nascita Guglielmo fu il figlio prediletto.

Alla morte del principe di Anhalt-Zerbst, Ludovico di Anhalt-Zerbst gli succedette e, a sua volta, nominò suo erede il nipote Federico. La famiglia di Giovanna si trasferì quindi a Zerbst.

Il matrimonio di Sofia[modifica | modifica sorgente]

Quando suo fratello Adolfo Federico fu incoronato re di Svezia, Giovanna iniziò ad accarezzare l'idea di poter far sposare la figlia ad un partito di alto lignaggio. Le sue speranze divennero realtà quando l'imperatrice Elisabetta di Russia scelse la giovane Sofia come moglie per il nipote e suo erede Carlo Ulrico, futuro Pietro III di Russia.

Madre e figlia partirono allora per Mosca. Qui Sofia dovette convertirsi alla fede ortodossa e cambiò nome in Caterina. Giovanna, che all'iniziò fu accolta con tutti gli onori dall'imperatrice, successivamente venne messa sempre più in disparte e venne fatta allontanare dalla figlia, il cui rango a corte invece era ormai quasi pari alla zarina.

Giovanna volle comunque rimanere alla corte almeno fino al matrimonio della figlia. Trovò ospitalità presso il principe e la principessa di Assia-Homburg. A corte però le voci la davano come amante del conte Beckij e vennero inoltre a galla le sue trame cospiratrici ai danni di Elisabetta, la quale minacciò di rispedire in Germania madre e figlia.

Dopo il matrimonio tra Caterina e Pietro, Giovanna fu mandata via e fu vietato a madre e figlia perfino di mantenere rapporti epistolari, ma Caterina riuscì comunque a inviare clandestinamente alcune lettere.

Divenuta vedova, Giovanna andò a vivere a Parigi.

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