Le iene (film)

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Le iene
Le Iene.jpg
Da sinistra: Pink, Eddie, Nash (di spalle) e Blonde (sullo sfondo)
Titolo originale Reservoir Dogs
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1992
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere azione, thriller
Regia Quentin Tarantino
Soggetto Quentin Tarantino
Sceneggiatura Quentin Tarantino
Produttore Lawrence Bender, Harvey Keitel
Fotografia Andrzej Sekula
Montaggio Sally Menke
Effetti speciali Larry Fioritto
Musiche A.A. V.V.
Scenografia Sandy Reynold-Wasco
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

Le iene (Reservoir Dogs) è un film del 1992 diretto da Quentin Tarantino, al suo esordio in un lungometraggio. Introduce molti temi caratteristici del regista: la violenza, l'avantpop, i dialoghi sfrontati e barocchi, il forte humor nero e la cronologia frammentata. Tarantino aveva intenzione di girare il film in pellicola da 16 millimetri con un budget di 30.000 dollari: in questa versione del film, Lawrence Bender - il produttore esecutivo - avrebbe interpretato Eddie il Bello. Lawrence stava frequentando un corso di recitazione, e la moglie del suo insegnante, venuta a sapere del progettato film, presentò una copia della sceneggiatura ad Harvey Keitel che ne fu subito entusiasta e si offrì a Tarantino come coproduttore. Con Keitel nel cast, il fondo di produzione arrivò a 1.200.000 dollari.

Dopo alcune difficoltà nella scelta del cast e alcune indecisioni, ad esempio, a chi assegnare il ruolo di Mr. Orange fra Tim Roth, James Woods e Samuel L. Jackson, il film venne presentato prima al Sundance Film Festival e poi in Giappone al Yubari International Fantastic Film Festival.

In Italia il film venne vietato ai minori di 18 anni a causa della violenza delle sue scene. Al contrario di Pulp Fiction, infatti, in questo film la violenza non vuole essere esagerata o comica ma è utilizzata in modo decisamente più realistico e cinico, anche se in alcune scene, come quella della tortura, è più suggerita che mostrata.

Il film venne distribuito in Italia anche con il titolo alternativo Cani da rapina.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Logo del film

Los Angeles: il malavitoso Joe Cabot, insieme al figlio Eddie "il bello", raduna sei rapinatori professionisti per un colpo ai danni di un grossista di diamanti. Il gruppo è composto in parte da vecchie conoscenze di Cabot, in parte da esperti professionisti.

Regola principale del gruppo è di non parlare mai di se stessi e di mantenere il reciproco anonimato, usando come nome quello di un colore: Lawrence Dimmick (vecchio amico di Joe) è Mr. White; Victor Vega (fedelissimo ai Cabot, avendo passato quattro anni in prigione senza fare il loro nome al processo) è Mr. Blonde; il puntiglioso e polemico Mark Nussy sarà Mr. Pink; l'estroso Dennis Koonstock (interpretato dallo stesso Tarantino) verrà chiamato Mr. Brown; il taciturno Roy Spafucci (interpretato dallo scrittore ex criminale nella realtà Edward Bunker) sarà Mr. Blue; infine Freddy Newandyke, in realtà un poliziotto infiltrato allo scopo di incastrare la banda di Joe Cabot sarà Mr. Orange.

La rapina, come si apprende da numerosi flash back, si rivela una vera strage: Mr. Blonde dà inizio ad una sparatoria uccidendo senza scrupoli chiunque gli sembri pericoloso per lui e scapperà prendendo in ostaggio un poliziotto. Mr. Blue e Mr. Brown vengono uccisi. Mr. Pink riesce con difficoltà a scappare, portando al sicuro i diamanti.

Mr. White e Mr. Orange fuggono con un'auto alla cui guida c'è Mr. Brown che sarà colpito a morte dalla polizia. L'auto è diventata inutilizzabile e Mr. White con Mr. Orange vanno quindi alla ricerca di un'auto. Fermano un'auto con alla guida una donna che, prima che Mr. Orange la uccida, gli spara allo stomaco. Mr. Orange è sanguinante, così Mr. White decide di portarlo al capannone che le iene hanno fissato come punto di ritrovo.

Mentre è in macchina con Orange, White gli rivela il proprio nome e si reca al magazzino che era il punto di ritrovo convenuto. Poco dopo arriva Mr. Pink, che inizia a polemizzare con White sulla dinamica poco chiara della rapina: secondo Pink i poliziotti erano già lì sul luogo, probabilmente avvertiti da un infiltrato nella banda.

Arriva anche Mr. Blonde, con il poliziotto Marvin Nash nel bagagliaio della sua auto. Nell'attesa dell'arrivo di Eddie, Mr. Pink, Mr. White e Mr. Blonde iniziano a prendere a calci e pugni l'agente Nash, affinché dica loro chi è l'infiltrato.

Appena giunto, Eddie ordina a Mr. Pink e Mr. White di seguirlo per recuperare la refurtiva e chiamare un medico per Mr. Orange. I due obbediscono e lasciano Blonde con il poliziotto e Orange. Rivelandosi un sadico torturatore, Blonde estrae il suo rasoio dallo stivale e sfregia il volto al poliziotto, legato ad una sedia, finendo col tagliargli un orecchio e si appresta a bruciarlo vivo inzuppandolo di benzina quando Orange svuotando un intero caricatore della sua arma lo uccide. Dopo questo atto, Mr.Orange spiega all'agente Nash di essere un poliziotto e che presto, appena Joe si farà vedere, i poliziotti circonderanno l'edificio e loro due verranno salvati.

Eddie, Pink e White tornano al capannone, increduli del massacro avvenuto in loro assenza: Orange prova a dare spiegazioni a Eddie, ma questi uccide senza esitare Nash non credendo alla storia di Orange.

Per ultimo arriva Joe Cabot, che accusa apertamente Mr. Orange di essere l'infiltrato della polizia e gli punta contro la pistola. Dal canto suo, Mr. White difende Orange e punta la pistola su Joe. Eddie, per difendere il padre, punta la pistola a White. Mr. Pink, spaventato, si rifugia nel sottoscala del magazzino.

A questo punto, in pochi secondi, Joe spara a Orange, White spara a Joe, Eddie spara a White e White rispara a Eddie: alla fine solo White e Orange, gravemente feriti, sopravvivono.

Pink, uscito dal sottoscala, fugge portando con sé la borsa con i diamanti.

Orange e White, ancora vivi, si avvicinano: negli ultimi istanti di vita, Orange rivela a White di essere realmente l'infiltrato. I poliziotti irrompono nel locale ed intimano a White di gettare la pistola che sta puntando sul viso di Orange: White spara a Orange, venendo a sua volta crivellato dai colpi dei poliziotti.

Influenze e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Tarantino è conosciuto soprattutto per la sua cinefilia maniacale, e Le Iene è liberamente influenzato da svariati film, in particolare dal cinema di Hong Kong, dalla Nouvelle Vague francese e dai film noir. Queste influenze possono essere notate quasi in ogni scena, a partire dai vestiti dei personaggi (ispirati dal finale di A Better Tomorrow II di John Woo, o probabilmente da The Blues Brothers) sino ai nomi in codice (ispirati a Il colpo della metropolitana con Walter Matthau) e alla famosa frase che Joe Cabot pronuncia riguardo John Dillinger (non a caso nel 1945 egli interpretò John Dillinger nell'omonimo film). Il film presenta anche uno dei marchi di fabbrica di Tarantino: l'ordine degli eventi non-cronologico (utilizzato anche in Pulp Fiction, in Kill Bill e in parte in Jackie Brown).

Riferimenti alla Nouvelle Vague francese

Una scena molto simile a quella in cui Mr. White e Mr. Orange sono in auto e ripassano il piano della rapina è presente in Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard.[1]

Riferimenti al cinema di Hong Kong
  • I vestiti delle sei iene sono ispirati a quelli dei personaggi di A Better Tomorrow II di John Woo.[1]
  • La trama del film sembra riproporre la seconda parte del film City on Fire, di Ringo Lam.[1]
  • Nel film City on Fire uno dei protagonisti amputa il dito mignolo ad un altro; Mr. White e Orange, mentre parlano in auto, parlano di tagliare i mignoli ai direttori di banca che cercano di «fare gli eroi».[1]
Riferimenti al cinema giapponese
  • La scena più violenta del film, la famigerata scena del taglio dell'orecchio prende spunto da The shogun assassin di Kinji Fukasaku, in cui uno dei protagonisti taglia l'orecchio ad un altro.[1]
Riferimenti al cinema statunitense
Riferimenti al cinema italiano

A sua volta Le Iene ha ispirato molti registi negli anni novanta, spesso produttori di film a basso budget, disprezzati dai critici e distrutti definitivamente dal pubblico. Esempi di questo genere di film sono Suicide Kings, Thursday, Due giorni senza respiro, Killing Zoe (tra l'altro prodotto da Tarantino), S.F.W. So Fucking What e Il tempo dei cani pazzi. I copioni di Tarantino hanno anche influenzato il cinema indiano. Per esempio, il film Kaante ha copiato quasi del tutto Le Iene; il film-consacrazione di Bryan SingerI soliti sospetti — ha invece preso spunto occasionalmente dal primo film di Tarantino. Precisamente, il film di Tarantino ha influenzato i seguenti aspetti nei film successivi: In Suicide Kings, sei membri di una banda devono svaligiare una banca, e tra di loro c'è un infiltrato che spiffera tutto alla polizia.[1] Thursday, altro film che ha copiato sotto qualche aspetto Le Iene e sotto qualche altro aspetto un'altra pellicola di Tarantino — Pulp Fiction — presenta alla fine del film un mexican standoff molto simile come esito a quello presente in Le Iene.[1] Due giorni senza respiro narra la storia di sette uomini coinvolti in un omicidio. Ciò che Le Iene ha influenzato al film è la cronologia frammentata e molti dialoghi tipicamente tarantiniani che a volte sono del tutto inadatti al genere di atmosfera che si respira nel film.[1] In S.F.W. - So Fucking What, gli autori di una rapina e la presa in ostaggio di venti e più persone in un centro commerciale sono fortemente somiglianti - come carattere, atteggiamento e aspetto fisico - ai sei uomini di Le Iene.[1] In Killing Zoe si progetta una rapina molto simile a Le Iene (per altro il film è diretto da Roger Avary, co-creatore di Le Iene e gran conoscitore dello stile di Tarantino).[1] Anche Il tempo dei cani pazzi cita Le Iene in gran parte della trama[1], nonostante il critico Roger Erbert abbia assolutamente negato questa somiglianza.[2]

Nel film Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!, quando Jay e Silent Bob stanno camminando per i set di Hollywood, quattro uomini vestiti in bianco e nero possono essere visti sullo sfondo, un ovvio riferimento alla camminata delle Iene. Nello spogliatoio c'è un poster di Jackie Brown, un altro film di Tarantino.

Nella serie TV Ricreazione della Disney, un personaggio chiamato Mr. White viene mandato a scuola a "risolvere problemi" così come Winston Wolf - un altro personaggio interpretato da Keitel fa in un altro classico di Tarantino, Pulp Fiction. Nell'episodio de I Simpson SimpsoncalifragilisticexpiraliD'OHso, i personaggi di Grattachecca & Fichetto vengono mostrati mentre recitano la scena del taglio dell'orecchio: Fichetto è Mr. Blonde e Grattachecca è il poliziotto. Durante la scena è presente la medesima colonna sonora del film, Stuck in a middle with you. Inoltre compare anche lo stesso Tarantino che comincia a parlare del messaggio del film. Grattachecca e Fichetto, annoiati, lo uccidono e improvvisano un ballo sulle note di Misirlou, citazione questa volta di un altro film di Tarantino, Pulp Fiction. In una puntata della sitcom britannica Coupling, trasmessa in Italia da MTV, in una puntata Steve, Jeff e Patrick imitano la famosa scena della camminata al rallentatore delle Iene. Jane li rimprovera nominando esplicitamente il film di Tarantino.

Koushun Takami ha ammesso che la parte svolta in un magazzino nel suo Battle Royale è stata ispirata da Le Iene. Invece, Tarantino cita la scena del film come una delle sue preferite nella cinematografia mondiale. Nel gioco Total Overdose: A Gunslinger's Tale in Mexico, quando recuperi Tommy e il comandante della DEA da un'overdose (che è tra l'altro una citazione da Pulp Fiction), Tommy si sveglia e chiama Ramiro "Mr. Pink": dopodiché perde i sensi, si risveglia e lo chiama con il suo vero nome. La copertina dell'album Answer That and Stay Fashionable della rock band AFI è una parodia di una delle locandine di Le Iene. Una canzone dallo stesso album - Kung Fu Devil - contiene un estratto dal dialogo della scena iniziale.

Commento[modifica | modifica sorgente]

Lo schema narrativo non lineare de Le iene è quello usato in moltissimi film noir, introdotto per la prima volta da Kubrick in Rapina a mano armata. Sin dalla divertente scena iniziale si preannuncia la regola di tutto il film: la parola viene prima dell'immagine e quindi, si dà grande importanza ai molteplici dialoghi. La rapina inizia (attraverso uno stratagemma narrativo non viene mai mostrata) e si riprendono gli eventi una volta terminata, con due dei membri morti e uno gravemente ferito. A questo punto, come nelle tragedie shakespeariane - che mancavano assolutamente di scenografia, ma lasciavano tutto ai dialoghi elaborati e complessi - ha inizio uno schema circolare che analizza i dubbi, le paure dei personaggi e le cause del fallimento della rapina sino a tornare al magazzino, dove avrà presto inizio una sorta di barbaro rito di epurazione che porterà alla morte di tutti i personaggi meno Mr. Pink, il personaggio interpretato da Steve Buscemi che si lamentava del fatto che Pink, lo pseudonimo che gli era stato attribuito per la rapina, era un colore non troppo maschile.[3]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il budget del film era così basso che molti attori usarono semplicemente i vestiti del proprio guardaroba; quello che si nota di più è la giacca da jogging che sfoggia Eddie il Bello. Gran parte del denaro che è stato usato per il film è stato speso per i vestiti dei sei membri, in particolare per la giacca di Eddie il Bello, per gli stivali neri di Mr. Blonde e per i jeans neri di Mr. Pink.[4] Le Iene mostra i personaggi mentre indossano il modello della Ray Ban Wayfarer. I vestiti furono invece creati da Agnes B., famosa stilista.[3] Per la realizzazione europea, il distributore usò poster differenti per ogni personaggio principale. Questa strategia di marketing è divenuta ora largamente utilizzata.

Il capannone utilizzato nelle riprese era un deposito funebre in costruzione. Mr. Blonde si siede su un carro funebre in una scena.[4] L'automobile di Mr. Blonde è una Cadillac Coup Deville: l'auto realmente apparteneva all'attore Michael Madsen.[4] Le scene in cui Quentin Tarantino è davanti la macchina da presa sono state girate dal fraterno amico di questi, Robert Rodriguez.[3]

Il titolo Reservoir Dogs è stato ispirato dalla difficoltà - dovuta a dislessia - che Tarantino ha nel pronunciare il titolo Au revoir, les enfants, che chiamava "The Reservoir film".[5] All'inizio del film Tarantino definisce Like A Virgin di Madonna «una metafora della fava grossa». Per tutta risposta Madonna regalò all'amico Quentin una copia del suo album Erotica con la dedica: «È una canzone che parla d'amore, non di fave grosse. Madonna».[6] La parola "fuck" viene pronunciata 252 volte.

Nell'edizione speciale del DVD uscita negli Usa nel 2002, sono mostrate cinque sequenze che sono state tolte dalla versione finale del film: tre di esse sono linee di dialogo eliminate dal film, tra cui l'unica comprendente un personaggio femminile, come agente di polizia collega di Mr Orange. Le altre due sono diverse angolature della tortura di Marvin Nash, mostrata con maggiore uso di effetti splatter: una è ripresa da dietro invece che da davanti come nella versione ufficiale, mentre l'altra mostra direttamente l'orecchio venire afferrato e amputato in primo piano dalla mano di Mr Blonde, accompagnato da un'abbondante fuoriuscita di sangue finto. Nella versione ufficiale non viene mostrata direttamente l'amputazione, perché la cinepresa si sposta sul lato sinistro dello schermo, e viene infine mostrato Mr Blonde parlare con l'agente in agonia tenendo l'orecchio mozzato in mano.

La versione televisiva italiana è tagliata. I film vietati ai minori di 18 anni infatti non possono essere trasmessi in televisione a meno che non vengano tagliati nelle scene più cruente. In Italia questa operazione è stata effettuata con molti film vietati ai minori: un esempio sono appunto Le Iene ed Il Maratoneta. I tagli nel film di Tarantino riguardano alcuni dialoghi particolarmente espliciti e la scena della tortura, completamente eliminata. La scena mostra Mr Blonde sfregiare il volto di Marvin con il rasoio, e poi allontanarsi per andare a prendere la tanica di benzina nel bagagliaio della sua auto, escludendo il taglio dell'orecchio e il breve dialogo seguente, dove Mr Blonde parla con Nash tenendo in mano il suo orecchio mozzato.

Cast[modifica | modifica sorgente]

George Clooney, James Woods, Edward Norton e anche Tim Roth erano stati considerati per la parte di Mr. Blonde, poi andata a Michael Madsen. Woods non venne mai avvertito del fatto che Tarantino lo aveva contattato: non appena lo venne a sapere licenziò il suo agente - responsabile del fatto.[3] Edward Bunker, che impersona Mr. Blue, è stato un ex-criminale ed ha trascorso gran parte della sua vita in prigione prima di diventare uno scrittore: era uno degli autori preferiti di Tarantino ed ha scritto numerosi best-seller, pubblicati anche in Italia, come Cane mangia cane e Come una bestia feroce. Da quest'ultimo è stato tratto il film Vigilato speciale con Dustin Hoffman.[4] La donna che spara allo stomaco di Mr. Orange è interpretata dall'insegnante di dizione di Tim Roth. Samuel L. Jackson fece un provino per la parte di Mr. Orange ma non ottenne il ruolo. Tarantino tuttavia fu così impressionato che lo scritturò per quasi tutti i suoi film successivi.[4]

Durante la scena del taglio dell'orecchio, Michael Madsen fu inizialmente messo a disagio dalla frase che Kirk Baltz recita ("Ho un bambino piccolo"). Madsen, che era diventato padre da poco tempo, ebbe difficoltà a recitare quella scena. Su alcune copie del DVD, non appena Baltz finisce la frase, si può sentire una voce in sottofondo che dice "Oh, no, no...": è la voce di Michael Madsen, avverso nel girare la scena.[4]

All'inizio della scena in cui Eddie il bello telefona mentre guida, si vede passare un palloncino arancione: Tarantino inserì questo particolare per fare capire agli spettatori chi fosse l'agente di polizia che aveva fatto la soffiata.[4]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi de Le iene.

Quando Mr. Pink e Mr. White stanno nel bagno del capannone a parlare della rapina andata male, si possono notare dei contenitori di bagnoschiuma di quattro colori diversi: bianco, arancio, rosa e beige. Si tratta dei colori di Mr. White, Mr. Orange, Mr. Pink e Mr. Blonde. Durante la scena in auto, prima di ricevere i soprannomi, Eddie chiama Steve Buscemi con il soprannome di "Pink". Comunque sia, durante la scena della cena in cui Orange incontra il suo mentore, egli parla con questi del suo soprannome, "Orange" e di quello di Keitel, "White" - confermando il fatto che dal momento in cui Joe fa la riunione i nomi divengono pubblici a tutti i membri della banda.

Sia Vic Vega che Vincent Vega - fratelli - fanno riferimenti all'aver avuto un attacco di cuore. In una scena tagliata, Joe Cabot dice che Mr. White è molto più giovane rispetto alla sua controparte reale (Harvey Keitel). Quando parla con Pink, White dice che è andato in prigione nel 1983, all'età di trent'anni. In realtà, Keitel aveva quasi quarantacinque anni nel 1983. La scena in cui Mr.Blue viene ucciso dai poliziotti appena fuori dalla gioielleria non è stata girata poiché i soldi della produzione sono finiti prima.

Il vero nome di Mr. White è Lawrence Dimmick; Quentin Tarantino recita un cameo nel ruolo di Jimmie Dimmick in Pulp Fiction.

I veri nomi dei personaggi sono:
  • Mr. White - Lawrence Dimmick
  • Mr. Orange - Freddy Newandyke
  • Mr. Blonde - Victor Vega
  • Mr. Pink - Mark Nussy
  • Mr. Blue - Roy Spafucci
  • Mr. Brown - Dennis Koonstock

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora de Le Iene contiene uno svariato numero di canzoni anni settanta che fanno parte del repertorio musicale col quale Tarantino stesso è cresciuto. Il CD, com'è abitudine di Tarantino, include anche alcuni dialoghi estratti dal film.

  1. And Now Little Green Bag (dialogo)
  2. Little Green Bag - (George Baker Selection)
  3. Rock Flock of Five (dialogo)
  4. Hooked On A Feeling - (Blue Swede)
  5. Bohemiath (dialogo)
  6. I Gotcha - (Joe Tex)
  7. Magic Carpet Ride - (Bedlam)
  8. Madonna Speech (dialogo)
  9. Fool For Love - (Sandy Rogers)
  10. Super Sounds (dialogo)
  11. Stuck In The Middle With You - (Stealers Wheel)
  12. Harvest Moon - (Bedlam)
  13. Let's Get a Taco (dialogo)
  14. Keep on Truckin' (dialogo)
  15. Coconut - (Harry Nilsson)
  16. Home of Rock (dialogo)

Critica[modifica | modifica sorgente]

« Non penso che il pubblico fosse pronto. Non sapevano cosa fare con Le Iene. Fu come il primo film muto, quando la gente vide il treno che arrivava verso la telecamera e uscì dalla sala di proiezione. »
(Jami Bernard, New York Daily News[7])

Il film fu mostrato per la prima volta al Sundance Film Festival di Robert Redford. Esso venne subito additato dalla critica come un film rivoluzionario[7]. Il pubblico, però non vedeva di buon occhio le grandi scene di violenza che sono presenti nel film, anzi ostentava nel dire che il film di Tarantino trattava di violenza gratuita e eccessiva[7]; il parere del pubblico venne poi riassunto nella critica di Jami Bernard. Tra le schiere di chi non apprezzava il film c'erano anche quelli che accusavano Tarantino di plagio.[7]

Molte delle scene di Le Iene sono state infatti spesso accusate di aver copiato City on Fire, film di Ringo Lam molto famoso negli Stati Uniti: in questo film è presente il triello finale, la rapina andata male, un uomo torturato da un membro della banda; molte delle scene in cui è presente Mr. White sono state direttamente spostate dal titolo cinese e trasferite in Le Iene. In pratica, è come se Tarantino avesse copiato l'ultima parte di City on Fire per creare però un film autonomo e statunitense al cento per cento. In risposta alle accuse di plagio, Tarantino disse: I grandi artisti non copiano: rubano, prendendo a sua volta questa frase dal compositore Igor' Fëdorovič Stravinskij.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia, pubblico e critica accolsero Le Iene come un film carico di significati e di grandi morali, celate però sotto la violenza estrema.[8] Ciò che più di tutto stupì il pubblico è la circolarità degli eventi presenti nel film. Il film infatti inizia con un vero e proprio cerchio, gli uomini riuniti attorno ad un tavolo con la telecamera che gira loro attorno, e si conclude con un macabro cerchio della morte.[9] Secondo Escobar, che fornì una delle critiche più accettate dal pubblico,[10] il film era anche una chiara dimostrazione della società di oggi, in cui l'uomo si serve degli altri solo per raggiungere i propri scopi. Qui l'obiettivo è la rapina, e ognuno degli uomini - che rappresentano la società - si serve dell'altro per effettuarla e - in ultimo - spartirsi il bottino.[9] L'unico uomo che non mira a prendere il bottino, bensì a far incarcerare i membri della banda è Orange, l'ultimo arrivato, che - uscendo dagli schemi classici del traditore - riesce a immedesimarsi perfettamente nel ruolo del gangster. Per fare il proprio mestiere di poliziotto infiltrato, Mr. Orange deve identificarsi nell'antagonista, deve compiere un'operazione di mimesi interiore.[9] Ma questo lato "da gangster" che dovrebbe solamente «interpretare» finisce per prevalere su di lui: arriva a uccidere come l'antagonista, con la sua fredda automaticità; arriva soprattutto a pensare come lui, affascinato dal suo universo.[9] Dunque il fantomatico ingranaggio perfetto della rapina inizia a cedere. Cade del tutto quando Mr. White si lascia vincere dall'amicizia. Esce dalle regole prestabilite, mira verso un valore superiore al semplice bottino: crede di dovere qualcosa a Orange.[9] Per questo motivo, la circolarità viene a mancare e sfocia nei tre colpi di pistola finali, nel mexican standoff ispirato a quello di Il buono, il brutto, il cattivo. "Eppure, Tarantino lascia spazio ad un ultimo colpo, quello carico di vendetta e impossibilità di comunicazione, quello che Mr. White spara in testa a Orange" - concluse Escobar.[9]

Nonostante la grande somiglianza - almeno in apparenza - con Rapina a mano armata di Kubrick, secondo la scrittrice Irene Bignardi, Tarantino prendeva le distanze dal film creando invece una forte caratterizzazione dei personaggi.[11] A differenza della pellicola di Kubrick, il film si svolge in gran parte tra le pareti di un deposito come su una scena teatrale.[11]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti a Una vita al massimo[modifica | modifica sorgente]

  • Nella sceneggiatura originaria di Una vita al massimo, Clarence moriva sotto i colpi della polizia durante il triello finale. Alabama rimaneva allora vedova e si rifaceva una vita con Mr. White: per questo Joe - nel flashback su Mr. White - parla di una certa Alabama. È l'Alabama Whitman di Una vita al massimo.
  • Da un dialogo tra Mr.White e Mr.Pink, White dice di aver collaborato per circa un anno con Alabama Whitman rimasta vedova, il fatto però è che Le Iene è stato prodotto un anno prima di Una Vita al massimo (1993) e quindi la collocazione temporale di quest'ultimo varia dal 1991 al 1992.

Collegamenti a Pulp Fiction[modifica | modifica sorgente]

  • Il locale in cui Mr. Orange parla con Frank Vercetti riguardo all'ingaggio nella banda è lo stesso dove Vincent Vega e Jules Winnfield fanno colazione.
  • Michael Madsen interpreta Vic Vega, che è fratello - confermato anche da Tarantino - di Vincent Vega, il personaggio principale di Pulp Fiction, interpretato da John Travolta. Molti rumors negli anni passati avevano fatto pensare a un possibile lavoro del regista intitolato The Vega Brothers, in cui avrebbero recitato i due attori nei loro ruoli sopra detti.
  • Nel 1994 l'attore che aveva impersonato Mr. Pink (Steve Buscemi) torna a lavorare con Tarantino, nel ruolo di un cameriere travestito da Buddy Holly, cameriere del Jack Rabbit Slim's. Buscemi che interpreta un cameriere è un elemento ironico, dal momento che in Le Iene il suo personaggio, Mr. Pink "non crede nelle mance". Non a caso, Vincent dice "[Lui] non ha l'aria di un cameriere". Però in Le Iene, Mr. Pink dice di aver lavorato al minimo salariale, e di non essere stato abbastanza fortunato da ricevere le mance, quindi non potrebbe mai essere diventato un cameriere. Nonostante queste teorie, il regista Tarantino ha sempre dichiarato che Le Iene si conclude con l'arresto di Mr. Pink.[12]
  • Sulla radio di Le Iene, si può sentire una pubblicità che parla del Jack Rabbit Slim's in un'auto.
  • In una scena tagliata in Le Iene, Eddie il Bello sta dicendo a Mr. White e Mr. Pink che vuole chiamare un'infermiera che conosce di nome Bonnie, che si occupi di Orange. In Pulp Fiction, la moglie di Jimmie, Bonnie, è un'infermiera. È afro-americana, come si dice in Le Iene. A un certo punto, Mr. White si riferisce alla cosa di cui stanno parlando come la "situazione Bonnie", che è il titolo del penultimo episodio di Pulp Fiction.

Collegamenti a Kill Bill[modifica | modifica sorgente]

  • Quando Mr.White chiede a Eddie il Bello chi chiamerà per aiutare Mr. Orange egli risponde ironicamente "un incantatore di serpenti".

Incantatore di Serpenti è il nome in codice (rivelato solo nei titoli di coda) che sarebbe stato usato successivamente per il personaggio di Bill nel film Kill Bill, sempre di Tarantino.

  • Il nome dello speaker del programma Supersound degli anni settanta è K-Billy.
  • Poco prima di torturare l'agente, Mr.Blonde estrae un rasoio dal suo stivale. Lo stesso stivale si può notare in Kill Bill Vol.2 quando Beatrix è sepolta viva dentro una bara, e cerca di liberarsi delle corde tirando fuori dallo stivale proprio un rasoio.

Collegamenti a Assassini nati[modifica | modifica sorgente]

  • Durante il flashback sull'assunzione di Mr. Blonde, Joe ed Eddie il Bello stanno parlando con Blonde quando questi dice che il suo magistrato di sorveglianza è un certo Seymour Scagnetti. In Assassini nati (scritto da Tarantino) il detective che insegue Mickey e Mallory Knox si chiama Jack Scagnetti.

Collegamenti a Jackie Brown[modifica | modifica sorgente]

  • Durante la conversazione in cui Eddy il Bello e Mr. White parlano delle donne di colore, viene esplicitamente nominata Pam Grier, attrice protagonista di Jackie Brown, altro film di Quentin Tarantino.

Prodotti[modifica | modifica sorgente]

Videogioco[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, dopo 14 anni dalla pubblicazione del film, la Eidos ha distribuito il videogioco ispirato al film, per PC, PlayStation e X-Box, nonostante non avesse ottenuto il permesso di ripresentare le figure del film. Oltre Mr. Blonde, infatti, i personaggi del videogioco sono fisicamente diversi da quelli del film. Inoltre, ha una bassa durata, di sedici livelli molto simili fra loro. Oltre i difetti però, il videogioco segue la cronologia a intreccio del film e si ripropone per svelare i fatti saltati in questo (come sono scappate le iene dopo l'imboscata della polizia, dove ha nascosto i diamanti Mr. Pink, com'è ritornato Mr. Blonde al magazzino con Marvin Nash nel bagagliaio...).

Nel recente videogioco basato sul film, si può impersonare Mr. Blue e scoprire come muore ("Più morto di Dillinger"): uscito dalla gioielleria, armato di fucile a pompa, il malvivente si fa strada fra le schiere di agenti che cercano di centrarlo; rifugiatosi in un vecchio cinema, Mr. Blue viene sorpreso da una squadra S.W.A.T. che gli ordina di gettare l'arma ma lui, in cerca di un "finale con i fuochi d'artificio", tenta di sparare, venendo immediatamente crivellato di proiettili.

Action figure[modifica | modifica sorgente]

Dopo il successo ottenuto nelle sale, la Mezco Toys e la Palisades hanno messo in commercio delle action figure rappresentanti i sei cani da rapina.

In più un'altra anteprima ha mostrato i personaggi di Mr. Pink e Mr. Blonde. Durante un'ultima mostra del 2003 è stato messo in commercio un set di action figures che comprendeva il poliziotto Marvin Nash e Mr. Blonde durante la famigerata tortura.

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • « Amici prima... iene dopo... finiranno per sbranarsi tra loro »
  • « Let's get the job done »[3]
  • « Four perfect killers. One perfect crime. Now all they have to fear is each other »
  • « Five total strangers team up for the perfect crime. they don't know each other's name. But they've got each other's number »
  • « Six perfect strangers are teaming up to pull of the perfect crime»
  • « Let's go to work »[3]
  • « Every dog has his day. »[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Dati forniti dal libro Quentin Tarantino: il cinema «degenere», capitolo Influenzato e influenzante
  2. ^ Critica di Il tempo dei cani pazzi su Rogererbert.suntimes.com; ultimo accesso il 4 novembre 2006
  3. ^ a b c d e f g Dati forniti dal libro Cinema of Outsiders: the rise of american independent film
  4. ^ a b c d e f g Dati tratti dai contenuti speciali del film
  5. ^ Dati forniti dalla sceneggiatura di Le Iene, di Quentin Tarantino.
  6. ^ Dati tratti dalla prefazione del libro Le Iene: sceneggiatura di Quentin Tarantino
  7. ^ a b c d Recensione del film su Sptimes.com
  8. ^ Dati forniti dal libro Quentin Tarantino: il cinema «degenere»
  9. ^ a b c d e f Dati forniti dalla critica di Roberto Escobar sul Sole 24 Ore — disponibile su mymovies.it; ultimo accesso il 4 novembre 2006
  10. ^ Recensione su mymovies.it; ultimo accesso il 4 novembre 2006
  11. ^ a b Dati forniti dalla critica di Irene Bignardi riportata nel libro Il declino dell'impero americano - disponibile su mymovies.it; ultimo accesso il 5 novembre 2006
  12. ^ Sezione "Trivia" della recensione di Le Iene all'Internet Movie Database; ultimo accesso il 4 novembre 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Quentin Tarantino. Reservoir Dogs: the screenplay. Performing Arts, 2000. ISBN 0-8021-3685-0
  • Emanuel Levy. Cinema of Outsiders: the rise of american independent film. Performing Arts, 2001. ISBN 0-8147-5124-5
  • Daniela Terribili. Quentin Tarantino: il cinema «degenere». Milano, Bulzoni, 1999. ISBN 88-8319-320-2

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