Joe Tex

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Joe Tex (Yusuf Hazziez)
Fotografia di Joe Tex (Yusuf Hazziez)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Southern soul
Rhythm and blues
Funk
Rap
Periodo di attività 19541972
1975 -1982

Joe Tex, nato Joseph Arrington Jr. (Baytown, 8 agosto 1933Navasota, 13 agosto 1982), è stato un cantante e rapper statunitense di colore, molto noto nei decenni '60 e '70. Il suo stile, per cui a volte sembrava parlare più che cantare i suoi testi, intercalando spesso in questi suoi interventi un linguaggio "popolare" (stile che lui per primo ha chiamato rap), ha molto influenzato i suoi successori, che hanno addirittura formato un moderno e diffuso filone musicale.

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Joseph Arrington Jr nacque a Baytown, Texas, da una famiglia comune. Fu sempre orgoglioso delle sue origini popolari e del suo stato, tanto che assunse il nome d'arte di "Joe Tex", oltre a usare spesso espressioni "rustiche" nelle sue canzoni. Dopo aver vinto una gara per giovani talenti nel 1954, firmò un contratto discografico con la King Records (USA). Sebbene fosse anche un apprezzato compositore, Tex raggiunse nel 1962 il numero 2 delle classifiche americane con una cover di James Brown, "Baby You're Right", dopodiché firmò un contratto con la più grande Dial Records.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Joe Tex raggiunse definitivamente il successo nel 1965, guidato dal produttore di Nashville Buddy Killen: il singolo Hold On To What You've Got raggiunse il 5º posto nelle classifiche americane. Altri successi di quel periodo furono le ballate lente A Woman Can Change A Man, The Love You Save (May Be Your Own), Don't let the children (pay for your mistakes). Un ritmo più veloce si può notare invece in canzoni come S.Y.S.L.J.F.M. (The Letter Song), Show Me del 1967, Skinny Legs And All e Men Are Getting Scarce. Il suo ultimo grande successo fu I Gotcha del 1972, dopo il quale decise di ritirarsi.

Rivalità con James Brown[modifica | modifica sorgente]

Leggendaria è la rivalità con James Brown. I due per anni si scambiarono accuse reciproche di furti di canzoni e passi di danza (che in effetti nei video dell'epoca risultano molto simili). La rivalità raggiunse l'apice quando James Brown rubò la moglie di Joe Tex, Bea Ford, che a sua volta rispose con una canzone "You Keep Her" (tienila). Nei pochi concerti insieme si disturbavano le esibizioni, insultandosi a vicenda. James Brown sparò anche dei colpi di pistola verso un nightclub che apparteneva a Joe Tex.

La conversione all'Islam e il ritiro dalle scene[modifica | modifica sorgente]

Convertito all'Islam sin dal 1966, Joe Tex cambiò il suo nome nel 1972 in Yusuf Hazziez. Ha avuto due figli, Ramadan Hazziez and Jwaade Hazziez. Dopo un breve ritorno sulla scena musicale nel 1977 con il singolo "Ain't Gonna Bump No More (With No Big Fat Woman), che raggiunse anche grazie alle sue sonorità disco music la posizione n° 12 delle classifiche, il cantante si ritirò definitivamente nel suo ranch del Texas.

È morto a Navasota, Texas, per un attacco di cuore legato alla sua obesità, pochi giorni dopo il suo 49º compleanno. Buddy Killen, Wilson Pickett, Ben E. King, Don Covay e il compositore Percy Mayfield trasportarono la sua bara alla sepoltura.

Discografia Album[modifica | modifica sorgente]

  • 1965 - Hold on to What You've Got (Atlantic) - USA Pop #124, USA R&B #2
  • 1965 - The New Boss (Atlantic) - USA #142, USA R&B #3
  • 1966 - Show Me (Atlantic)
  • 1966 - The Love You Save (Atlantic)
  • 1966 - I've Got to Do a Little Better (Atlantic)
  • 1968 - Live And Lively (Atlantic/Dial Records Series)
  • 1972 - I Gotcha (Mercury)

Discografia Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • "I Want to Do" (1965) R&B #1
  • "Hold What You've Got" (1965) USA #5
  • "A Sweet Woman Like You" (1966) R&B #1
  • "Skinny Legs & All" (1967)
  • "I Gotcha" (1972) R&B #1, USA #2
  • "Ain't Gonna Bump No More (With No Big Fat Woman)" (1977) USA #12, GB #2

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Quentin Tarantino, grande fan di Joe Tex, ha inserito la canzone "I gotcha" nel suo pluripremiato film Le iene e "The Love You Save (May Be Your Own)" nella colonna sonora del suo film Grindhouse - A prova di morte
  • Una sua canzone del 1966 "I'm believe I'm gonna make it", una immaginaria lettera in cui un soldato impegnato nella Guerra del Vietnam scrive alla sua famiglia, è forse la prima canzone di successo collegata a tale guerra

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 14959756 LCCN: no91017354