Istituto italiano di tecnologia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Istituto Italiano di Tecnologia)
IIT - Istituto Italiano di Tecnologia
Istituto Italiano di Tecnologia
IIT - Istituto Italiano di Tecnologia
La sede dell'IIT a Morego, nel quartiere genovese di Bolzaneto.
Tipo centro di ricerca scientifica
Fondazione 2003 (operativo dall'Ottobre 2005)
Scopo Promozione della ricerca scientifica in Italia
Sede centrale Italia Genova
Presidente Gabriele Galateri di Genola
Direttore Simone Ungaro
Impiegati 1.200 circa
Sito web

L'Istituto Italiano di Tecnologia - IIT è un centro di ricerca scientifica statale, governato da una fondazione di diritto privato, creato per promuovere la ricerca scientifica in Italia. La sede scientifica è a Genova Bolzaneto, via Morego 30, mentre quella amministrativa si trova a Roma. Centri distaccati di ricerca sono inoltre attivi in varie città italiane, in collaborazione con diverse università.

Il direttore scientifico, nonché ideatore del progetto, è il fisico Roberto Cingolani.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione è stata creata alla fine del 2003, con l'art 4, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con Legge 326 del 24 novembre 2003, su volontà degli allora ministri Giulio Tremonti e Letizia Moratti.

Dalla sua nascita nel 2003, si sono subito scatenate numerose polemiche: molti membri delle comunità scientifica, industriale e politica italiane si sono divisi in favorevoli e contrari al progetto. Tra le varie opinioni espresse in quel periodo, vanno ricordati tra i contrari Carlo Rubbia[1], Tullio Jappelli e Marco Pagano[2], il direttore de Le Scienze Marco Cattaneo[3], Francesco Sylos Labini[4], Renato Ugo dell'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (AIRI)[5]. La testata lavoce.info s'è occupata del tema IIT sin dall'inizio del progetto, pubblicando sia articoli critici sia articoli favorevoli (vedasi sezione in fondo alla pagina).

La sede centrale dell'Istituto Italiano di Tecnologia a Genova

Invece, tra gli entusiasti e tra chi ha creduto dall'inizio nel progetto, va registrato tra gli altri l'economista Francesco Giavazzi, che così scriveva nel 2003 in un editoriale in prima pagina sul Corriere della Sera:[6]

« L'IIT è uno strumento per far compiere un salto al paese, perché introdurrà la competizione nel mondo dell'università e della ricerca e romperà lobby e baronie. »
("Una Cambridge anche in Italia", Francesco Giavazzi, Corriere della Sera, 25 ottobre 2003)

Finanziato dallo Stato italiano (100 milioni all'anno secondo quanto stabilito dalla Legge 326/2003), l'IIT è nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, attirando il contributo di ricercatori ed esperti da tutto il mondo, oltre a fornire un'importante piattaforma per il rientro dei cosiddetti "cervelli in fuga" italiani emigrati all'estero.

In fase di costituzione, le città candidate ad ospitare l'istituto erano Genova e Pisa. La scelta cadde sul capoluogo ligure in quanto sede industriale d'importanti aziende quali Ansaldo, Siemens Italia, Ericsson, ed altre.

La struttura organizzativa e contrattuale dell'istituto è ispirata da quella del Max Planck Institute della Germania.

L'istituto è attivo dall'ottobre 2005.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La struttura di ricerca, presso la sede genovese, è articolata in vari dipartimenti e laboratori:

Dalla fondazione dell'istituto fino al 2010 è stato attivo anche un dipartimento di Telerobotica, chiuso poi per il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.[8]

Sul piano contrattuale, l'istituto ha scelto di seguire l'impostazione del Max Planck Institute tedesco: per gli scienziati e i ricercatori non esistono posizioni a tempo indeterminato, ma soltanto contratti con validità quinquennale, rinnovabili soltanto nel caso lo scienziato abbia raggiunto gli obiettivi prefissati.

L'amministrazione prevede un consiglio e un comitato esecutivo. Il programma di dottorato di ricerca viene gestito dall'IIT insieme all'Università di Genova

Centri IIT[modifica | modifica sorgente]

I centri IIT costituiscono uno strumento fondamentale per l’ampliamento del portafoglio degli obiettivi di ricerca previsto dal piano strategico 2009-2011. Logisticamente si trovano presso realtà accademiche e scientifiche di eccellenza e sono parte integrante dell’organizzazione nazionale dell’IIT, permettendo così di collaborare, con personale di ricerca proprio e strumentazione all’avanguardia, con il sistema di ricerca nazionale.

I centri sono:

Nel resoconto relativo all'attività scientifica del 2012, curato dal direttore scientifico Roberto Cingolani e pubblicato nell'estate 2013 sul sito web dell'istituto, si annuncia l'imminente avvio d'un nuovo laboratorio IIT presso il Dipartimento di Neurobiologia della Harvard University sempre a Boston negli Stati Uniti.[10]

Nel Novembre 2013 un accordo di collaborazione scientifica è stato firmato tra l'IIT e istituto scientifico russo Skoltech (Skolkovo Institute of Science and Technology), situato a Skolkovo, vicino a Mosca.[11]

Agli inizi del 2014 Roberto Cingolani ha dichiarato l'intenzione del centro di ricerca scientifica da lui diretto d'aprire un laboratorio dedicato alla robotica riabilitativa nel parco scientifico tecnologico degli Erzelli a Genova.[12]

Critiche iniziali[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla sua nascita, l'IIT ha ricevuto diverse critiche per la quantità di fondi statali, considerata da alcuni eccessiva rispetto alle dotazioni di altri istituti universitari e di ricerca.[13].
Per un breve periodo il presidente del centro, Vittorio Grilli, è stato contemporaneamente anche direttore generale del Ministero del Tesoro[14]; per risolvere il conflitto di interessi a dicembre 2011[15] Gabriele Galateri di Genola gli è subentrato.
Dopo i primi anni, numerose critiche sono inoltre cadute sull'IIT riguardo alla scarsità di risultati rispetto all'alto numero di fondi pubblici ricevuti.[16] Così scrive Angelo Leopardi in un articolo per LeRagioni.it nel novembre 2010:

« [...] Consideriamo uno dei dipartimenti, quello di robotica (Advanced Robotics), e prendiamo come anno di riferimento il 2009. Risultano 52 pubblicazioni, di queste solo 9 sono articoli su riviste con revisione paritaria ("peer review"), 2 sono contributi su libro e ben 41 sono articoli presentati a convegni. Se ripetiamo lo stesso esercizio per gli altri gruppi di ricerca troviamo una situazione migliore. In totale nel 2009 i ricercatori IIT hanno prodotto circa 200 articoli su riviste internazionali, un risultato sicuramente buono anche se non eccezionale, considerando che, sommando i componenti di tutti i gruppi di ricerca, si arriva a circa 300 persone. Passiamo alle richieste di brevetto: anche qui abbiamo un risultato buono, ma sicuramente non sconvolgente: 12 richieste di brevetto nel 2009.

Per comprendere questi numeri dobbiamo confrontarli con quelli di strutture di ricerca con analoghi finanziamenti. I ricercatori del Politecnico di Torino (che ha un Fondo di Finanziamento Ordinario poco superiore ai 100 milioni di euro / anno, quindi quasi uguale a quello dell'IIT) hanno prodotto circa 700 articoli su rivista nell’anno 2009. I brevetti sono stati 18. »

("Che fine ha fatto l’Istituto Italiano di Tecnologia? Una “storia italiana”", di Angelo Leopardi, 2010-11-08, LeRagioni.it[16])

Risultati[modifica | modifica sorgente]

IIT fa parte delle istituzioni censite e valutate dal Scimago Institution Rankings (SIR), la classifica mondiale delle istituzioni di ricerca prodotto ogni anno da Scimago. Per poter essere censiti è necessario aver pubblicato almeno 100 documenti scientifici di qualsiasi tipo (articoli, revisioni, lettere, articoli di conferenze, ecc.) nell'ultimo anno del quinquennio a cui si riferisce il report, che siano censiti da Scopus (base di dati), la base dati di Elsevier.

Nel SIR 2009[17] (riferito al quinquennio 2003-2007) IIT non è stato censito perché non esisteva per la maggior parte del periodo di riferimento.
Nel SIR 2010[18] (riferito al quinquennio 2004-2008), pur non esistendo negli anni 2004 e 2005, IIT si è piazzato alla posizione 2823 su 2833 istituti nel mondo, ma in posizione 363 nella classifica per indice di impatto normalizzato (NI, ossia la misurazione dell'impatto scientifico che le istituzioni hanno sulla comunità scientifica[19]).
Nel SIR 2011[20] (riferito al quinquennio 2005-2008), IIT sale alla posizione 2738 su 3042 istituti nel mondo, ma al 240º posto[21] nella classifica per indice di impatto normalizzato e al 1479º posto[22] per tasso d'eccellenza.
Nel SIR 2012[23] (riferito al periodo 2006 - 2010), l'IIT raggiunge la posizione 1907a su 2640, mentre nella classifica per impatto normalizzato[24] va al 130º posto su 297 istituti.
Nel SIR 2013[25] (relativo al periodo 2007 - 2011) l'IIT sale alla 1547a posizione su 2740, mentre nella classifica per impatto normalizzato[26] va al 140º posto su 309 enti analizzati.

Risultati qualitativi e quantitativi sono stati anche pubblicati dall'Istituto Italiano di Tecnologia in un dossier dal titolo "I primi 5 anni di IIT, un resoconto per i nostri visitatori"[27], reso disponibile sul sito web iit.it nell'agosto 2011. Nell'aprile 2012 è stato pubblicato sul sito internet dell'IIT un resoconto dell'attività scientifica relativa al 2011, ossia al 6º anno d'attività del centro.[28] Nell'estate 2013 è stata inserita sul sito internet dell'IIT un resoconto dell'attività scientifica relativa al 2012, ossia al 7º anno d'attività del centro.[29]

Valutazione Anvur 2013[modifica | modifica sorgente]

La valutazione dall'agenzia governativa Anvur[30], relativa alla produzione scientifica d'università e centri di ricerca scientifica italiani nel periodo 2004 - 2010, e resa pubblica nel luglio 2013 è risultata sostanzialmente positiva per l'IIT.[31]

In tutte le quattro aree scientifiche in cui l'istituto opera e per le quali è stato valutato (scienze fisiche, scienze chimiche, scienze biologiche, e ingegneria industriale e dell’informazione, risulta una valutazione media dei prodotti della ricerca scientifica superiore alla media nazionale dell'area stessa.

In seguito alla pubblicazione dei risultati della valutazione Anvur, il presidente del Comitato Esecutivo dell'IIT Gabriele Galateri di Genola ha espresso la sua soddisfazione.[32]

Valutazione Corte dei Conti[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2013 la Corte dei Conti ha approvato la relazione sulla gestione finanziaria dell'IIT, relativa agli esercizi 2011-2012, segnalando un'ottima gestione anche sul piano della spesa.[33]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Meritocrazia - Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e giusto", capitolo 8: "I semi del merito: IIT", di Roger Abravanel (Garzanti, 2008).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rubbia: piano oscuro, no al Mit italiano
  2. ^ [1]
  3. ^ Istituto Italiano Tremonti
  4. ^ L’eccellenza de’ noantri
  5. ^ Corriere Economia, 3 novembre 2003, pag 2
  6. ^ Corriere.it - Una Cambridge anche in Italia, Francesco Giavazzi (25 ottobre 2003)
  7. ^ OggiScienza - http://oggiscienza.wordpress.com/2014/07/02/iit-nikon-supermicroscopio/
  8. ^ A Genova l'IIT perde 50 ricercatori - La telerobotica non centra gli obiettivi di eccellenza e rinuncia a rinnovare gli accordi. URL consultato il 06/03/2012.
  9. ^ BjLiguria.it - Al San Martino un laboratorio di neuroscienze: accordo Università-IIT-San Martino
  10. ^ iit.it, il 7º anno
  11. ^ ilSecoloXIX.it - Patto IIT-Skoltech
  12. ^ TeleNord.it - IIT punta ad Erzelli
  13. ^ LaVoce.info - "Domande e risposte sull'iit" di Daniele Checchi e Tullio Jappelli, 27 luglio 2005
  14. ^ - "Ecco i campioni della ricerca in Italia e a sorpresa il Cnr arriva solo terzo" di Elena Dusi
  15. ^ Vertici dell’Istituto Italiano di Tecnologia
  16. ^ a b "Che fine ha fatto l’Istituto Italiano di Tecnologia? Una “storia italiana”", di Angelo Leopardi, 2010-11-08, LeRagioni.it
  17. ^ http://scimagoir.com/pdf/sir_2009_world_report.pdf
  18. ^ SIR 2010 World Report
  19. ^ SIR - Methodology
  20. ^ http://scimagoir.com/pdf/sir_2011_world_report.pdf
  21. ^ http://scimagoir.com/pdf/sir_2011_world_report_ni.pdf
  22. ^ http://scimagoir.com/pdf/sir_2011_world_report_er.pdf
  23. ^ http://www.scimagoir.com/pdf/SIR%20Global%202012%20O.pdf
  24. ^ http://www.scimagoir.com/pdf/SIR%20Global%202012%20NI.pdf
  25. ^ http://www.scimagoir.com/pdf/SIR%20Global%202013%20O.pdf
  26. ^ http://www.scimagoir.com/pdf/SIR%20Global%202013%20IC.pdf
  27. ^ "I primi 5 anni di IIT, un resoconto per i nostri visitatori", iit.it
  28. ^ iit 2011, il 6º anno d'attività
  29. ^ iit 2012, il 7º anno d'attività
  30. ^ Anvur.org - VQR 2004-2010
  31. ^ Anvur.org - Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 104. L’ Istituto Italiano di Tecnologia - IIT (.pdf)
  32. ^ CittaDiGenova.com - L'IIT di Genova fra le eccellenze della ricerca. La soddisfazione del presidente Galateri
  33. ^ AgenParl.it - IIT: CORTE DEI CONTI, SI CONFERMA ISTITUTO DI ECCELLENZA

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]