Il ritorno dei morti viventi

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Il ritorno dei morti viventi
Il ritorno dei morti viventi.JPG
Burt contro Freddy, ormai divenuto zombi
Titolo originale The Return of the Living Dead
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1985
Durata 91 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere commedia, orrore, fantascienza
Regia Dan O'Bannon
Soggetto Rudy Russo, Russell Streiner, John A. Russo (romanzo)
Sceneggiatura Dan O'Bannon
Produttore Tom Fox
Produttore esecutivo John Daly, Derek Gibson
Casa di produzione Hemdale Film, Fox Films Ltd., Cinema 84
Distribuzione (Italia) MGM
Fotografia Jules Brenner
Montaggio Robert Gordon
Effetti speciali Kevin McCarthy, Robert E. McCarthy
Musiche Matt Clifford
Tema musicale Surfin' Dead (The Cramps)
Scenografia William Stout
Trucco Wendy Hogan, William Munns
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Tu te lo ricordi quel film che si chiamava La notte dei morti viventi?
Certo, sì. È quello dove i cadaveri si mangiano la gente! Certo!..ma che cosa c'entra?
Lo sapevi tu che la storia di quel film è una storia vera? »
(Frank e Freddy - dai dialoghi del film)

Il ritorno dei morti viventi (The Return of the Living Dead) è un film del 1985, diretto da Dan O'Bannon e rappresenta il suo esordio alla regia. Il film si avvale delle interpretazioni di Clu Gulager e James Karen; quest'ultimo venne anche nominato al Saturn Award per il miglior attore protagonista.

La pellicola sarebbe dovuta essere diretta da Tobe Hooper (ma il regista il quello stesso periodo, si trovava in Inghilterra per dirigere Space Vampires) e prodotta da George A. Romero.[1] Il budget messo a disposizione dalla Fox Films era di quattro milioni di dollari.[1] Lo sceneggiatore John A. Russo, collaboratore dell'originale La notte dei morti viventi, fece da supporto nella stesura del soggetto.[1]

Le riprese si sono svolte dal 4 luglio 1984 al 28 agosto dello stesso anno.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il giovane Freddy (Thom Mathews) viene assunto dalla Uneeda, una società scientifica che si occupa di esportare in tutto il paese cadaveri per le università, scheletri per le facoltà di medicina e modelli finti per studi farmacologici. Il suo primo giorno di lavoro, a Freddy viene fatto visitare il magazzino da parte del reggente Frank (James Karen). Tra le tante cose da cui rimane stupito Freddy v'è una stanza con cadaveri, che vengono mandati ai distretti di medicina di tutta la regione.

Intanto, gli amici punk di Freddy, capitanati da Suicidio, decidono di andarlo a prendere per passare una serata a base di birra e rock, com'è loro consuetudine. Ma Tina, la sua ragazza (Beverly Randolph), li informa che Freddy ha trovato un lavoro e non si libererà prima delle dieci di sera. Suicidio guida comunque sino all'azienda, dove il gruppo decide di attendere l'arrivo dell'amico. Stufo dell'attesa, Scuz (Brian Peck) propone di iniziare una festa nel cimitero lì vicino. Gli amici acconsentono e, armati di stereo ed alcol, entrano nel camposanto.

Alla Uneeda, intanto, Freddy chiede a Frank se sia mai successo qualche strano episodio all'interno della società. Frank risponde che l'episodio più strano a cui abbia mai assistito - o di cui abbia mai sentito parlare - riguardante la fabbrica è probabilmente quello avvenuto nel 1968; in quell'anno, a Pittsburgh, all'ospedale militare vi era stata una fuga di gas biochimico chiamato "triossina 204", un defoliante per marijuana sviluppato dalla misteriosa Darrow Chemical. Il gas, entrato nell'obitorio, aveva fatto risvegliare i morti. Alla faccenda si era interessato un uomo chiamato George A. Romero, che poi trasse la storia del celebre film, modificandone la trama su ordine dell'esercito.

Freddy rimane di stucco, ma Frank lo fa spaventare ancora di più, aggiungendo un dettaglio: i morti, una volta sedati, erano stati inviati per sbaglio dall'esercito alla Uneeda. Frank decide allora di mostrare a Freddy i morti viventi, celati in un laboratorio nel seminterrato dell'azienda.

Freddy appare un po' spaventato dal morto, congelato in un barile a freddo. Frank, nel dimostrare che invece non c'è da spaventarsi, dà un colpo al barile che si squarcia facendo uscire il gas all'interno dell'azienda. Ben presto, entrambi svengono per gli olezzi, mentre il gas si disperde e fuoriesce all'esterno.

Viene dunque introdotto il personaggio del colonnello Horatio Glover (Johnatan Terry), che torna a casa dalla moglie dopo una lunga giornata di lavoro. Il suo compito è sovrintendere alle ricerche dei cadaveri inviati, a sua insaputa, alla Uneeda.

Frank e Freddy si risvegliano nel seminterrato. Nel barile non c'è più il morto, secondo Frank dissolto a contatto con l'aria. Frank e Freddy tornano al piano superiore, dove iniziano a notare gli strani effetti che ha procurato la fuga di gas: un cagnolino sezionato per degli esperimenti scientifici è appena tornato in vita, imbalsamato e con tutti gli organi interni visibili, ma, cosa ancora peggiore, il cadavere che veniva tenuto in cella frigorifera per gli esperimenti della facoltà di medicina è resuscitato e pretende di uscire dalla camera in cui è stato rinchiuso.

Frank non sa che cosa fare e chiama dunque Burt (Clu Gulager), il suo superiore. Freddy nel frattempo propone di chiamare la polizia o l'esercito, ma l'amico più anziano scarta subito le due ipotesi, che condurrebbero inevitabilmente alla chiusura dell'azienda da parte del governo statunitense.

L'arrivo di Burt consola un po' tutti e due: il superiore consiglia infatti di liberare lo zombi e, come nel film di Romero, provare ad ucciderlo con una picconata in testa. Freddy apre la porta della cella frigorifera ed il morto, mostrando una velocità superiore a quella di un essere vivente, corre e si aggrappa al collo di Burt. Frank riesce a liberare comunque l'amico dalla stretta del cadavere ambulante.

I due decidono allora di ricorrere ai trucchi visti al cinema: una picconata in testa, che dovrebbe ucciderlo. Frank e Freddy immobilizzano il morto per terra, mentre Burt pensa di eliminarlo fracassandogli il cranio: ma il morto non muore. Burt giunge alle misure estreme, afferra un seghetto e taglia la testa al morto. Nonostante ciò, esso continua a strisciare e mostrare segnali di vita.

L'ultima ipotesi è quella di chiedere un favore ad Ernie (Don Calfa), un imbalsamatore che possiede un forno crematorio e può bruciare fino all'osso lo zombi.

Mentre al cimitero imperversa la festa all'insegna del sesso (lo spogliarello di Linnea Quigley/Trash sulla lapide), Freddy, Frank e Burt tagliano a pezzi il morto e lo portano al loro amico. Ernie sta lavorando, ma decide che può fare questo favore all'amico: all'inizio è un po' dubbioso sul da farsi e preoccupato per la sua incolumità, ma Burt gli promette che non accadrà nulla di spiacevole.

Ernie mette il morto nel forno crematorio e lo incenerisce, bruciando poi le restanti ceneri. Il gruppo dei tre impiegati gioisce per aver finalmente arginato la minaccia uccidendo il morto vivente; nessuno immagina però che il danno creato da Frank e Freddy è ben più grave; la triossina non si è semplicemente dispersa nell'aria, ma è condensata diventando pioggia; il diluvio si rovescia sulla città e sui cimiteri, facendo risorgere tutti i morti seppelliti. Gli amici di Freddy intanto abbandonano il cimitero, a causa del temporale; Tina va all'azienda per cercare il suo fidanzato.

Freddy e Frank intanto iniziano a star male, accusando forte mal di testa, nausea e brividi di freddo. Burt scopre allora che anche i suoi amici hanno inalato il gas letale e decide di chiamare degli infermieri.

A causa della pioggia, che pizzica a contatto della pelle perché contaminata, il gruppo di amici si rifugia alla Uneeda, cercando tra l'altro Tina, che è fuggita per cercare Freddy: entrati alla fabbrica, li attende l'orrore. Lo zombi che Frank e Freddy pensavano si fosse dissolto con gli altri a contatto con l'aria è invece vivo e si è nascosto nel seminterrato. Questi attacca Suicidio, che, nonostante cerchi di resistergli, muore.

Il resto della combriccola scappa allora dalla fabbrica rinchiudendo lo zombi al piano inferiore. Nel frattempo arrivano con l'ambulanza gli infermieri chiamati da Burt, che, analizzando i sintomi di Freddy e Frank notano che i due non hanno né battito cardiaco, né polso e risultano scientificamente morti.

Freddy e Frank sono ancora più preoccupati e gli infermieri decidono di approfondire, uscendo all'esterno e chiamando l'ospedale più vicino. Ma, all'esterno, i morti resuscitati non tardano ad attaccarli, divorandoli.

Gli amici di Freddy si disperdono definitivamente: Trash viene attaccata dagli zombi durante la fuga e si tramuta in uno di essi; Chuck e Casey si rifugiano alla Uneeda in attesa di aiuti, mentre Tina, Spider e Scuz chiedono asilo all'interno dell'obitorio.

Vista la velocità con la quale gli zombi tornano in vita, Ernie barrica tutte le finestre e porte dell'edificio.

Freddy e Frank arrivano al capolinea e si tramutano in zombi: prima che questo accada, Tina, Burt, Spider, Scuz ed Ernie li portano nella cappella dell'obitorio. Scuz viene però attaccato da una vecchia morta che gli succhia il cervello, uccidendolo. La vecchia morta vivente, in avanzato stato di putrefazione, si divide in due parti, il tronco cade all'interno della stanza.

Il gruppo cattura il tronco della morta vivente, lo assicura al tavolo mortuario ed Ernie le chiede perché mangino le persone. La morta risponde "Persone no. Cervelli!" e spiega che la condizione di morto è atrocemente dolorosa e che solo mangiare un cervello umano vivo può lenire quel dolore.

Freddy, tramutatosi in zombi, attacca Tina, ma viene inizialmente respinto da Ernie, che saggiamente gli butta addosso dell'acido nitrico. Interviene anche la polizia, che viene però uccisa dagli zombi. Burt e Spider, armati di buona volontà, escono dall'obitorio, prendono l'auto della polizia e scappano, ma la vettura si va a schiantare contro un muro: il posto più vicino dove rifugiarsi è la Uneeda, dove anche Chuck e Casey sono rinchiusi. Frank, con l'ultimo briciolo di lucidità rimastagli, si suicida nel forno crematorio di Ernie.

Tina ed Ernie si rifugiano nella mansarda dell'edificio ed attendono che Freddy arrivi, per eliminarlo. Giunto al punto di non ritorno, Burt chiama il numero impresso sui barili, che attiva un reparto speciale dell'esercito. Risponde il colonnello Horatio Glover, nel cuore della notte, che dopo un paio di chiamate ordina l'uso di un cannone di grandissima gittata a proiettili nucleari.

L'arma viene attivata e distrugge gli zombi, insieme però a tutta la città e ai suoi abitanti. Forse però non è ancora finita: la triossina non si è ancora dispersa del tutto ed il finale del film fa capire che ben presto comincerà un'altra invasione di morti viventi...

Commento[modifica | modifica sorgente]

Il film risulta un omaggio al film La notte dei morti viventi di George A. Romero.[1] Diretto e sceneggiato da Dan O'Bannon, famoso per le sceneggiature di Dark Star (John Carpenter, 1974), Alien (Ridley Scott, 1979) ed Atto di forza (Paul Verhoeven, 1990), il film si rivelò un successo nelle platee statunitensi, guadagnando 14.237.000 dollari.[1] In Italia, al contrario, non ebbe grande successo, forse dovuto all'eccessiva vena ironica del film e al suo divieto ai minori di 18 anni, che ridusse drasticamente il numero di spettatori.[1]

Oltre a far sorgere il genere della "zom-com" (commedia-zombi) consacrato da L'alba dei morti dementi (Edgar Wright, 2004), il film delineò in maniera definitiva il genere di zombi iperveloci e aggressivi, protagonisti di svariate pellicole come il precedente Incubo sulla città contaminata (Umberto Lenzi, 1980) e i successivi 28 giorni dopo (Danny Boyle, 2004) e L'alba dei morti viventi (Zack Snyder, 2004).

Inoltre, il film ricorda - per alcune caratteristiche - la serie di film sui morti viventi degli anni trenta e quaranta in cui veniva mostrata la fase della resurrezione dei morti viventi. Nessuna pellicola, infatti, dai tempi di La notte dei morti viventi di Romero e di Zombi 2 di Fulci, aveva più mostrato la sequenza del risveglio, che si dava come per scontato.[1] In questa pellicola, la scena è resa ancora più esilarante dal sottofondo musicale dei 45 Grave, Partytime.[1] In ultimo, il film ebbe il merito di consacrare Beverly Randolph come regina dell'urlo dei B-movie anni ottanta.[1]

Scene cult[modifica | modifica sorgente]

  • I vari tentativi di uccisione del morto vivente, prima con un piccone e poi con un seghetta, che recide la testa.
  • Un cane sezionato che inizia a rivivere.
  • Uno zombie chiama la centrale tramite la radio della macchina di polizia e dice: "Send more cops!"

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film raccoglie alcune tracce dello psychobilly, glam e post punk, ed è disponibile per la Restless.

  1. Surfin' Dead (The Cramps)
  2. Partytime (Zombie version) (45 Grave)
  3. Nothing for You (Tsol)
  4. Eyes Without a Face (The Flesheaters)
  5. Burn the Flames (Roky Erickson)
  6. Dead Beat Dance (The Damned)
  7. Take a Walk (Tall Boys)
  8. Love Under Will (The Jet Black Berries)
  9. Tonight (We'll Make Love Until We Die) (SSQ)
  10. Trash's Theme (SSQ)

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • «They're back...They're Hungry...And they're NOT vegetarian»
    «Sono tornati...sono affamati...e NON sono vegetariani»;
  • «They're Back From The Grave and Ready To Party!»
    «Sono tornati dalla tomba e sono pronti a farvi la festa!»;
  • «I love you - I want to eat your brains»
    «Ti amo - Mi fai assaggiare il tuo cervello?».

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Splatter Container: Il ritorno dei morti viventi. Dossier. URL consultato il 30-12-2007.
  2. ^ Box office / incassi per Il ritorno dei morti viventi (1985), Internet Movie Database. URL consultato il 22 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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