Equazioni di Eulero-Lagrange
Nel calcolo delle variazioni, l'equazione di Eulero-Lagrange, anche detta equazione di Eulero o equazione di Lagrange, è un'equazione differenziale la cui soluzione è tale da essere un punto stazionario per un dato funzionale. Il nome è dovuto a Leonhard Euler e Joseph Louis Lagrange.
In fisica le equazioni di Lagrange sono le equazioni del moto di un sistema conservativo, in quanto si ottengono direttamente a partire dal principio variazionale di Hamilton: minimizzando l'azione, esse descrivono il moto di un oggetto che obbedisce al secondo principio della dinamica e mettono in relazione la posizione e la velocità di ogni elemento che compone un sistema meccanico, in modo che è possibile caratterizzarne completamente la dinamica.[1]
Indice |
Definizione [modifica]
L'equazione di Eulero-Lagrange ha la forma:[2]
dove
sono le coordinate naturali sul fibrato tangente
di una varietà differenziabile
, ed
è a valori reali. Più precisamente:
- La funzione:
- è differenziabile ed il suo valore è nullo agli estremi.
- La funzione:
- è la derivata di
.
- La funzione:
![\begin{align}
\Lambda \colon [t_1, t_2] \times X \times TX & \to \mathbb{R} \\
(t, x, v) & \mapsto \Lambda(t, x, v).
\end{align}](//upload.wikimedia.org/math/9/1/f/91fa4c7580cc9361dffc15dcb478b1ae.png)
- è a valori reali e possiede derivate parziali prime continue. In meccanica lagrangiana
è la lagrangiana del sistema.
La soluzione
è un punto stazionario del funzionale:
per piccole perturbazioni della traiettoria (solitamente è un punto di minimo). In meccanica lagrangiana tale funzionale è detto azione.[1]
La definizione può essere immediatamente estesa a varietà di dimensione
, ed in tal caso le equazioni di Eulero-Lagrange sono un sistema di equazioni differenziali:
Variabili coniugate e costanti del sistema [modifica]
La variabile coniugata
relativa alla variabile
è definita dall'equazione:
.
Se l'espressione di
non contiene la coordinata generalizzata
si verifica che:
In tal caso le equazioni di Eulero-Lagrange mostrano che la variazione temporale di
è nulla, e pertanto si tratta di una costante del sistema. Inoltre,
è detta variabile ciclica.
Principio variazionale di Hamilton [modifica]
| Per approfondire, vedi Principio variazionale di Hamilton. |
Si consideri un sistema fisico descritto da N coordinate generalizzate
che evolve tra due stati
e
nell'intervallo temporale compreso tra gli istanti
e
. Il principio variazionale di Hamilton afferma che l'evoluzione del sistema, descritta dalla curva
, è un punto stazionario del funzionale azione
(solitamente un punto di minimo) per piccole perturbazioni della traiettoria. In altri termini, l'evoluzione del sistema tende a minimizzare il valore dell'integrale che definisce l'azione.[1] Dal punto di vista matematico questo si traduce nel fatto che l'evoluzione del sistema fisico è la soluzione dell'equazione variazionale:
La richiesta che l'effettiva traiettoria percorsa da un sistema fisico sia un punto stazionario dell'azione
è equivalente alle equazioni di Eulero–Lagrange, come ci si accinge a dimostrare, quindi per transitività se e solo se vale il secondo principio della dinamica. Le equazioni si ricavano introducendo una piccola perturbazione
a
che si annulla agli estremi del percorso:
La perturbazione produce una variazione
del funzionale azione data da:
Utilizzando l'integrazione per parti per il secondo termine dell'integrando a destra si ottiene:
Le condizioni al contorno
annullano il primo termine, per cui:
Il principio di Hamilton richiede che
sia nullo per ogni possibile perturbazione in quanto la traiettoria percorsa è un punto stazionario dell'azione. Tale richiesta è dunque soddisfatta se l'integrando è nullo, ovvero se e solo se valgono le equazioni di Lagrange.
Meccanica [modifica]
Lo studio dei sistemi meccanici in termini di equazioni di Eulero-Lagrange è svolto per mezzo della meccanica lagrangiana. In tale contesto le equazioni si chiamano usualmente equazioni di Lagrange, in quanto la loro giustificazione fisica è stata compiuta da Lagrange solo.
Nello studio di un sistema meccanico
e
vengono fatti coincidere rispettivamente con le coordinate
e le velocità generalizzate
, e le equazioni di Eulero-Lagrange determinano la loro variazione in funzione del tempo, ovvero l'evoluzione del sistema.
Le derivate parziali dell'energia cinetica lagrangiana
rispetto alle velocità (detta quantità di moto generalizzata) e le corrispondenti coordinate generalizzate di un sistema costituito da
sottosistemi e a
gradi di libertà sono:
La derivata totale temporale dell'ultimo termine è la seguente:
Si ha pertanto:
Per il secondo principio della dinamica la forza risultante è la derivata temporale della quantità di moto, quindi si osserva che la forza generalizzata i-esima vale:
Se ciascuna parte del sistema ha massa costante si ha:
da cui:
Si giunge in questo modo alle equazioni del I tipo:
Le equazioni di Lagrange sono in generale
equazioni differenziali del secondo ordine non lineari in
funzioni del tempo, le coordinate generalizzate, equivalenti perciò ad un sistema di ordine
.[3] In forma vettoriale si ha:
Ora, notando che in generale la forza generalizzata si può dividere in una componente non conservativa
ed in una conservativa
, e che per definizione:
dal momento che l'energia potenziale è funzione delle sole coordinate del sistema:
scomponendo la forza ed introducendo quest'ultimo termine nullo nell'equazione del I tipo:
si ottengono le equazioni del II tipo, nella forma di Lagrange:
dove
è la Lagrangiana meccanica del sistema. Se la sua matrice hessiana rispetto alle componenti della velocità generalizzata
è invertibile, allora questa si dice regolare e le equazioni di Lagrange sono un sistema del second'ordine. Come si è visto, esse sono equivalenti al secondo principio della dinamica nell'approccio newtoniano.
Solo nel caso in cui il sistema sia conservativo, e cioè la risultante delle forze non conservative sia nulla, le equazioni del moto sono del tipo di Eulero-Lagrange:
con funzionale costituito dalla differenza tra energia cinetica e energia potenziale, e variabile coniugata costituita dalla quantità di moto generalizzata, mentre ciò non è vero per i sistemi non conservativi.
Si è sempre supposto che il sistema sia correttamente parametrizzato, e quindi i parametri lagrangiani siano una base per lo spazio delle fasi. Tuttavia, nel caso in cui questo risulti difficile, è possibile ridurre la condizione di validità delle equazioni solamente ad una parametrizzazione generatrice (facendo a meno della indipendenza lineare delle coordinate lagrangiane), passando alle equazioni di Appell.
Particelle libere in coordinate polari [modifica]
Una particella libera di massa
e velocità
in uno spazio euclideo si muove in linea retta conformemente al primo principio della dinamica. Le equazioni di Eulero-Lagrange in coordinate polari modellano il fenomeno come segue. In assenza di potenziale, la lagrangiana è uguale all'energia cinetica:
dove si utilizzano coordinate ortonormali
, ed il punto sopra le coordinate rappresenta la derivata rispetto al parametro della curva (usualmente il tempo
). In coordinate polari
l'energia cinetica, e dunque la lagrangiana, diventa:
Le componenti radiale
ed angolare
dell'equazione di Eulero-Lagrange sono rispettivamente,
Da cui:
La soluzione di queste due equazioni è data da:
per un insieme di costanti
determinate dalle condizioni iniziali. Perciò, la soluzione è una linea retta data in coordinate polari.
Teoria dei campi [modifica]
In teoria dei campi le equazioni di Eulero-Lagrange si generalizzano nel sistema di equazioni alle derivate parziali:
dove
sono le coordinate su di una varietà differenziabile
(solitamente lo spazio-tempo) e
sono le componenti di un campo su questa varietà a valori in una certa "varietà bersaglio"
. Con l'espressione
si indica la derivata totale rispetto alla variabile
.
Più formalmente, i campi possono essere rappresentati come sezioni di un fibrato con base
e fibra
, e per rappresentare le loro derivate occorre allora introdurre il formalismo dei getti.
Note [modifica]
- ^ a b c Landau, Lifshits, op. cit., Pag. 28
- ^ Landau, Lifshits, op. cit., Pag. 30
- ^ In problemi semplici l'ordine del sistema si può abbassare
Bibliografia [modifica]
- Lev D. Landau; Evgenij M. Lifshits, Fisica teorica 1 - Meccanica, Roma, Editori Riuniti Edizioni Mir, 1976. ISBN 8864732020
- (EN) Izrail Moiseevish Gelfand, Calculus of Variations, Dover, 1963. ISBN 0-486-41448-5
Voci correlate [modifica]
- Azione
- Calcolo delle variazioni
- Derivata funzionale
- Equazioni di Hamilton
- Forma di Nielsen
- Lagrangiana
- Meccanica hamiltoniana
- Meccanica lagrangiana
- Metodo variazionale
- Principio di Fermat
- Principio di Maupertuis
- Principio variazionale di Hamilton
- Teorema di Noether
- Teoria di Hamilton-Jacobi
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Eric W. Weisstein, Equazioni di Eulero-Lagrange su MathWorld.
- (EN) Calculus of Variations at Example Problems.com (Provides examples of problems from the calculus of variations that involve the Euler – Lagrange equations.)
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![\begin{align}
x \colon [t_1, t_2] \subset \mathbb{R} & \to X \\
t & \mapsto x = x(t)
\end{align}](http://upload.wikimedia.org/math/f/f/a/ffa278a826227b8290ca44bd43189c3b.png)
![\begin{align}
\dot x \colon [t_1, t_2] & \to T_{x(t)}X \\
t & \mapsto v = \dot x(t)
\end{align}](http://upload.wikimedia.org/math/3/5/8/358714c3d1d46f3ce545ab2926e8d07c.png)
![\begin{align}
\Lambda \colon [t_1, t_2] \times X \times TX & \to \mathbb{R} \\
(t, x, v) & \mapsto \Lambda(t, x, v).
\end{align}](http://upload.wikimedia.org/math/9/1/f/91fa4c7580cc9361dffc15dcb478b1ae.png)


.


![\Delta \mathcal{S} = \int_{t_1}^{t_2} \left[\mathcal L(\mathbf{q}+\boldsymbol\varepsilon,\dot{\mathbf{q}} +\dot{\boldsymbol{\varepsilon}})- \mathcal L(\mathbf{q},\dot{\mathbf{q}}) \right]\operatorname dt = \int_{t_1}^{t_2} \left(
\boldsymbol\varepsilon \cdot \frac{\partial \mathcal L}{\partial \mathbf{q}} +
\dot{\boldsymbol{\varepsilon}} \cdot \frac{\partial \mathcal L}{\partial \dot{\mathbf{q}}} \right)\,\operatorname dt](http://upload.wikimedia.org/math/7/0/f/70ff6bca6a45315f5bd4d93c502aac20.png)
![\Delta \mathcal{S} =
\left[ \boldsymbol\varepsilon \cdot \frac{\partial \mathcal L}{\partial \dot{\mathbf{q}}}\right]_{t_1}^{t_2} +
\int_{t_1}^{t_2}\ \left( \boldsymbol\varepsilon \cdot \frac{\partial \mathcal L}{\partial \mathbf{q}}
- \boldsymbol\varepsilon \cdot \frac{\operatorname d}{\operatorname dt} \frac{\partial \mathcal L}{\partial \dot{\mathbf{q}}} \right)\,\operatorname dt](http://upload.wikimedia.org/math/2/e/8/2e8da74d6826fc980cb12bd335a2270e.png)




![\frac{\operatorname d}{\operatorname dt}\frac{\partial T}{\partial \dot q_i}- \frac{\partial T}{\partial q_i}= \sum_{j = 1}^I \frac{(\partial H_{ij}T)_{(\mathbf 0)}}{\partial t} \dot q_j + \frac{\partial (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)}}{\partial t} = \frac{\partial}{\partial t} \left [ \sum_{j = 1}^I (H_{ij}T)_{(\mathbf 0)} \dot q_j + (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)} \right ]](http://upload.wikimedia.org/math/2/1/1/2110435997d7bf4b3e384a56787ed388.png)


![Q_i= \frac{\partial}{\partial t} \left ( \sum_{j = 1}^I \sum_{n = 1}^N m_n \frac{\partial x_n^2}{\partial q_i \partial q_j} \dot q_j + \sum_{n = 1}^N m_n \dot x_n \frac{\partial x_n}{\partial q_i} \right )
= \frac{\partial}{\partial t} \left [ \sum_{j = 1}^I (H_{ij}T)_{(\mathbf 0)} \dot q_j + (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)} \right ]](http://upload.wikimedia.org/math/7/b/7/7b7bd818b5b9c5b216a9f9a1daf2164c.png)


![= (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)} \ddot {\mathbf q} - \frac{1}{2} \dot {\mathbf q}^*\nabla (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)}\dot{\mathbf q} + \left [ {\partial \over \partial t} { (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)}} - (\nabla \nabla^* T)_{(\mathbf 0)} \right ] \dot {\mathbf q} + \left [ -1 + {\partial \over \partial t} \right ](\nabla T)_{(\mathbf 0)}](http://upload.wikimedia.org/math/d/9/2/d923f17d9d7e27585840c51cd8b4e47d.png)











