Equazioni di Eulero-Lagrange
In generale nel calcolo delle variazioni, per equazioni di Eulero-Lagrange, si intendono delle equazioni differenziali le cui soluzioni sono delle funzioni per le quali un dato funzionale è un punto stazionario, risalenti al XVIII secolo.
In meccanica lagrangiana, in particolare, le equazioni del moto di un sistema espresse in questa forma sono dette Equazioni di Lagrange, dove per sistemi conservativi si dimostra che il funzionale è costituito dalla Lagrangiana
.
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[modifica] Definizione
Le equazioni di Eulero-Lagrange sono le n equazioni:
dove
, coordinate naturali sul fibrato tangente TQ di una varietà differenziabile Q di dimensione n con coordinate
, mentre L è una funzione detta Lagrangiana del sistema.
[modifica] Meccanica
Lo studio dei sistemi meccanici in termini di equazioni di Eulero-Lagrange è l'argomento della meccanica lagrangiana: in questo contesto le equazioni si chiamano usualmente equazioni di Lagrange, in quanto la loro giustificazione fisica è stata compiuta soprattutto dal francese.
Nello studio di un sistema meccanico le
e le
vengono fatte coincidere rispettivamente con le coordinate e le velocità generalizzate, in modo che le soluzioni delle equazioni di Eulero-Lagrange ci indichino come variano in funzione del tempo queste quantità, e quindi classicamente l'evoluzione del sistema. Le derivate parziali rispetto alle velocità (detta quantità di moto generalizzata) e corrispondenti coordinate generalizzate, dell'energia cinetica lagrangiana di un sistema costituito da N sottosistemi e a I gradi di libertà sono in ordine:
di quest'ultimo termine la derivata totale temporale:
quindi la differenza del primo e dell'ultimo termine vale:
Per il secondo principio della dinamica la forza risultante è la derivata temporale della quantità di moto, quindi osserviamo che la forza generalizzata i-esima vale:
E se ciascuna parte del sistema ha massa costante:
quindi si giunge alle equazioni del I tipo:
Le equazioni di Lagrange sono in generale I equazioni generiche del second'ordine non lineari in I funzioni del tempo, le coordinate generalizzate, equivalenti perciò ad un sistema di ordine
. In problemi semplici il sistema si può abbassare di ordine, ma da questo punto di vista si comprende la superiorità delle equazioni di Hamilton. Infatti in forma vettoriale risultano:
Ora, notando che in generale la forza generalizzata si può dividere in una componente non conservativa ed in una conservativa, e che per definizione:
e che per definizione l'energia potenziale è funzione delle sole coordinate del sistema:
,
si arriva, scomponendo la forza come visto ed introducendo quest'ultimo termine nullo nell'equazione del I tipo,
si arriva alle equazioni del II tipo, nella forma di Lagrange:
dove
è la Lagrangiana meccanica del sistema, se la sua hessiana rispetto alle componenti della velocità generalizzata
è invertibile allora questa si dice regolare e le equazioni di Lagrange sono un sistema del second'ordine. Come si è visto, esse sono equivalenti al secondo principio della dinamica nell'approccio newtoniano.
In particolare nel caso che il sistema sia conservativo, e cioè la risultante delle forze non conservative è nulla, esse si riducono a:
e quindi per i sistemi conservativi le equazioni del moto sono in effetti delle equazioni di Eulero-Lagrange il cui funzionale è costituito dalla Lagrangiana, mentre ciò non è vero per i sistemi non conservativi.
Abbiamo sempre supposto che il sistema sia stato correttamente parametrizzato, e quindi i parametri lagrangiani siano una base per lo spazio delle fasi. Tuttavia, nel caso in cui questo risulti difficile, è possibile ridurre la condizione di validità delle equazioni solamente ad una parametrizzazione generatrice (facendo a meno della indipendenza lineare delle coordinate lagrangiane), passando alle equazioni di Appell.
[modifica] Esempio: Particelle libere in coordinate polari
Semplici esempi aiutano ad apprezzare l'uso del principio di azione tramite le equazioni di Eulero-Lagrange. Una particella libera (di massa
e velocità
) in uno spazio euclideo si muove in linea retta. Utilizzando le equazioni di Eulero-Lagrange questo può essere mostrato in coordinate polari come segue. In assenza di potenziale, la lagrangiana è uguale semplicemente all'energia cinetica
in coordinate ortonormali
, dove il punto sopra le coordinate rappresenta la derivata rispetto al parametro della curva (usualmente il tempo
). In coordinate polari
l'energia cinetica e dunque la lagrangiana diventa
Le componenti radiale
ed angolare
dell'equazione di Eulero-Lagrange diventano rispettivamente,
La soluzione di queste due equazioni è data da
per un insieme di costanti
determinate dalle condizioni iniziali. Perciò, ovviamente, la soluzione è una linea retta data in coordinate polari.
[modifica] Equazioni di Eulero Lagrange in teoria dei campi
In teoria dei campi le equazioni di Eulero-Lagrange si generalizzano nel sistema di equazioni alle derivate parziali
dove
sono le coordinate su di una varietà differenziabile M (usualmente lo spazio-tempo) e
sono le componenti di un campo su questa varietà a valori in una certa "varietà bersaglio" F; nuovamente con l'espressione
si indica la derivata totale rispetto alla variabile
.
Più formalmente i campi possono essere rappresentati come sezioni di un fibrato con base M e fibra F, per rappresentare le loro derivate occorre allora introdurre il formalismo dei getti.
[modifica] Bibliografia
- (EN) Eric W. Weisstein, Equazioni di Eulero-Lagrange su MathWorld.
- Izrail Moiseevish Gelfand, Calculus of Variations, Dover, 1963. ISBN 0-486-41448-5
- Calculus of Variations at Example Problems.com (Provides examples of problems from the calculus of variations that involve the Euler – Lagrange equations.)
[modifica] Voci correlate
- Meccanica lagrangiana
- Teorema di Noether
- Lagrangiana
- Hamiltoniana
- Derivata funzionale
- Principio di Hamilton
- Forma di Nielsen
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![\frac{d}{dt}\frac{\partial T}{\partial \dot q_i}- \frac{\partial T}{\partial q_i}= \sum_{j = 1}^I \frac{(\partial H_{ij}T)_{(\mathbf 0)}}{\partial t} \dot q_j + \frac{\partial (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)}}{\partial t} = \frac{\partial}{\partial t} \left [ \sum_{j = 1}^I (H_{ij}T)_{(\mathbf 0)} \dot q_j + (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)} \right ] \,](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/4/7/d/47d8c8eeeefebba33562a86df529b604.png)

![\forall n \quad \frac {\partial m_n}{\partial t} = 0 \quad \rightarrow Q_i= \frac{\partial}{\partial t} \left ( \sum_{j = 1}^I \sum_{n = 1}^N m_n \frac{\partial x_n^2}{\partial q_i \partial q_j} \dot q_j + \sum_{n = 1}^N m_n \dot x_n \frac{\partial x_n}{\partial q_i} \right )
= \frac{\partial}{\partial t} \left [ \sum_{j = 1}^I (H_{ij}T)_{(\mathbf 0)} \dot q_j + (\nabla_i T)_{(\mathbf 0)} \right ]](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/3/0/f/30ff3d0f1ebb676dab065b277a36c5d0.png)


![= (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)} \ddot {\mathbf q} - \frac{1}{2} \dot {\mathbf q}^*\nabla (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)}\dot{\mathbf q} + \left [ {\partial \over \partial t} { (\mathbf H T)_{(\mathbf 0)}} - (\nabla \nabla^* T)_{(\mathbf 0)} \right ] \dot {\mathbf q} + \left [ -1 + {\partial \over \partial t} \right ](\nabla T)_{(\mathbf 0)}](http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/math/d/9/2/d923f17d9d7e27585840c51cd8b4e47d.png)

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