Lagrangiana
In meccanica lagrangiana, ogni sistema meccanico è caratterizzato da una lagrangiana che consente di descrivere il moto del sistema per mezzo delle equazioni di Eulero-Lagrange, o del principio di Hamilton.
La sua importanza è fondamentale in meccanica classica e in numerosi ambiti della fisica, in quanto permette di ricavare le equazioni del moto del sistema (esclusa l'influenza delle forze non conservative).
Il XIX° problema di Hilbert (Le soluzioni delle equazioni di Eulero-Lagrange regolari sono sempre analitiche?) fu risolto nel 1957 da De Giorgi fruttandogli il Premio Wolf.
Indice |
Definizione [modifica]
Per il principio variazionale di Hamilton, l'evoluzione temporale di un sistema meccanico minimizza l'azione. La sua lagrangiana si dimostra essere la differenza tra l'energia cinetica
e l'energia potenziale totale
:
,
poiché le equazioni di Eulero-Lagrange per questa differenza equivalgono al secondo principio della dinamica. Più precisamente, indicando gli argomenti delle funzioni:
dove
denota le coordinate lagrangiane, che individuano i punti del sistema,
è il tempo ed il punto è la derivata rispetto al tempo.
Si considerino una varietà varietà differenziabile n-dimensionale
ed una varietà
che costituisce l'obbiettivo. Sia inoltre
lo spazio delle configurazioni delle funzioni lisce da
a
. In meccanica classica, ad esempio,
è la varietà monodimensionale
che rappresenta il tempo, e lo spazio bersaglio è il fibrato tangente dello spazio delle posizioni generalizzate. Nella teoria dei campi, invece,
è la varietà spaziotempo e lo spazio bersaglio è l'insieme di valori che il campo può assumere in un qualunque punto dato: per esempio, se ci sono m campi scalari a valori reali
allora la varietà bersaglio è
, mentre se il campo è un campo vettoriale reale allora la varietà bersaglio è isomorfa a
.
Si consideri l'azione, un funzionale
che mappa su
(e non su
per ragioni fisiche). Affinché l'azione sia locale è necessario imporre ulteriori restrizioni sul funzionale: se
si assume che
sia l'integrale su
della lagrangiana
, che è funzione di
, delle sue derivate e della posizione. Esplicitamente, l'azione è definita nel seguente modo:
La maggior parte delle volte si assume che la lagrangiana dipenda soltanto dal valore del campo e dalla sua derivata prima, dal momento che lo stato meccanico di un sistema dipende soltanto dalle coordinate generalizzate e dalle loro derivate rispetto al tempo.
Date le condizioni al contorno specificando il valore di
al bordo di
se questo è compatto (o fornendo opportuni limiti per
quando
tende all'infinito) è possibile ottenere il sottoinsieme di
che consiste delle funzioni
tali che tutte le derivate funzionali di
su
sono nulle e
soddisfa le condizioni al contorno date. Tale insieme è determinato, considerando le condizioni al contorno, dalle soluzioni on shell delle equazioni di Eulero-Lagrange:
Il membro sinistro è la derivata funzionale dell'azione rispetto a
.
Lagrangiana ed equazioni di Eulero-Lagrange [modifica]
| Per approfondire, vedi Principio variazionale di Hamilton e equazioni di Eulero-Lagrange. |
I risultati della meccanica lagrangiana prescindono dal fatto che la lagrangiana sia data dalla differenza dell'energia cinetica e dell'energia potenziale, e valgono per lagrangiane generiche
funzione delle coordinate
, delle loro derivate rispetto al tempo
ed eventualmente del tempo. Nel seguito si suppone che le equazioni del moto siano le equazioni di Eulero-Lagrange ordinarie, e quindi il secondo membro sia nullo.
Per il principio di Hamilton le soluzioni delle equazioni di Eulero-Lagrange sono i punti stazionari dell'integrale azione calcolato sulle possibili traiettorie tra due punti fissati, con coordinate rispettivamente
e
. Questo fatto lega fortemente la meccanica lagrangiana al calcolo delle variazioni e ha svariate applicazioni. In particolare, permette di dare una formulazione lagrangiana alle equazioni delle geodetiche.
Per il teorema di Noether, se una certa quantità è invariante rispetto alla trasformazione di un campo allora la corrispondente lagrangiana è simmetrica sotto tale trasformazione. Ad esempio, se la lagrangiana non dipende da una certa coordinata
(detta in tal caso coordinata ciclica) si ha, attraverso le equazioni di Eulero-Lagrange:
e quindi
è una costante del moto, o integrale primo.
La trasformazione di Legendre della lagrangiana produce la funzione hamiltoniana:
Se la lagrangiana non dipende esplicitamente dal tempo allora l'hamiltoniana è una costante del moto. Se la lagrangiana è data dalla differenza di energia cinetica e potenziale, questa quantità risulta pari all'energia totale del sistema.
Se la matrice di componenti
è inoltre invertibile, allora la lagrangiana si dice regolare e le equazioni di Eulero-Lagrange si possono scrivere come un sistema di equazioni differenziali di secondo grado in forma normale. Per una lagrangiana regolare allora la trasformazione di Legendre:
è invertibile, e le equazioni di Eulero-Lagrange sono equivalenti alle equazioni di Hamilton del sistema.
Densità di lagrangiana [modifica]
In diversi ambiti della fisica, tra i quali l'elettrodinamica e la teoria quantistica dei campi, si definisce la densità di lagrangiana nel seguente modo:
dove
è l'elemento di volume infinitesimo.
In relatività speciale la densità dilagrangiana è utilizzata per il fatto di essere uno scalare di Lorentz locale. Poiché l'azione è l'integrale nel tempo della lagrangiana, e la lagrangiana è a sua volta l'integrale nello spazio tridimensionale della densità di lagrangiana:
segue che l'azione può essere definita attraverso l'integrale sull'intero spazio tempo:
Tale funzione viene frequentemente introdotta al posto della lagrangiana, e nell'uso moderno
è spesso chiamata semplicemente "lagrangiana" ed indicata con
.
Esempio [modifica]
Il concetto di lagrangiana fu introdotto in origine in una riformulazione della meccanica classica nota come meccanica lagrangiana: in questo contesto la lagrangiana è normalmente data dalla differenza fra l'energia cinetica e l'energia potenziale di un sistema meccanico.
Si supponga di avere in uno spazio tridimensionale la lagrangiana:
dove la derivata rispetto al tempo è scritta convenzionalmente come un punto sopra la funzione che viene derivata.
Si può mostrare facilmente che l'approccio di Lagrange è equivalente a quello newtoniano, scrivendo la forza in termini di potenziale
: l'equazione risultante è infatti
Supponiamo, ora, di voler rappresentare il moto di un punto materiale nello spazio tridimensionale usando coordinate sferiche r, θ, φ. La forma della lagrangiana è:
.
Il vantaggio più immediato della formulazione lagrangiana in meccanica classica, rispetto a quella newtoniana, consiste nel fatto che nel caso di sistemi vincolati è possibile ottenere le equazioni del moto senza dover tener conto delle reazioni vincolari (che sono per lo più indeterminate): a questo fine basta semplicemente sostituire nella lagrangiana per il sistema non vincolato una opportuna parametrizzazione del vincolo. Ad esempio, per passare dalla descrizione di un punto materiale non soggetto a vincoli a quella di un punto materiale vincolato a restare a distanza fissa L da un centro assegnato (pendolo sferico) è sufficiente porre r = costante = L nella lagrangiana in coordinate sferiche scritta qui sopra e ricavarne le equazioni di Lagrange per le sole funzioni incognite θ(t) e φ(t). In questo modo si ottengono subito le equazioni del moto, senza dover calcolare prima la proiezione delle forze attive sul piano tangente alla sfera di raggio L (come sarebbe necessario fare per poter scrivere le equazioni di Newton).
Bibliografia [modifica]
- Lev D. Landau; Evgenij M. Lifšic, Fisica teorica, 3a ed., Roma, Editori Riuniti [1976], 1994, Vol. 1. ISBN 88-359-3473-7 URL consultato il 9 novembre 2012.
- Antonio Fasano; Stefano Marmi, Meccanica analitica, Torino, Bollati Boringhieri, 2002. ISBN 88-339-5681-4
- Valter Moretti, Elementi di Meccanica Razionale, Meccanica Analitica e Teoria della Stabilita http://www.science.unitn.it/~moretti/dispense.html
- Dare A. Wells, Lagrangian Dynamics, McGraw-Hill, (1967) ISBN 007-069258-0. Una "trattazione" esaustiva di 350 pagine dell'argomento.
- (FR) Joseph-Louis Lagrange Mécanique analytique (1788) parte 2, sezione 4, Mallet-Bachelier, Parigi (1853-1855).
- (FR) Joseph-Louis Lagrange Oeuvres de Lagrange v. 11-12 Gauthier-Villars, Parigi (1867-1892).
- (EN) A. G. Webster The dynamics of particles and of rigid, elastic, and fluid bodies. Being lectures on mathematical physics (1912) B. G. Teubner, Leipzig.
- (EN) E. T. Whittaker A treatise on the analytical dynamics of particles and rigid bodies, (1917) Cambridge University Press.
- (EN) A. Ziwet e P. Field Introduction to analytical mechanics (1921) p. 263 MacMillan, New York.
Voci correlate [modifica]
- Azione
- Calcolo delle variazioni
- Equazioni di Hamilton
- Equazioni di Eulero-Lagrange
- Meccanica hamiltoniana
- Meccanica lagrangiana
- Metodo variazionale
- Principio di Fermat
- Principio di Maupertuis
- Principio variazionale di Hamilton
- Teorema di Noether
- Teoria di Hamilton-Jacobi
,
![S[\phi]\equiv\int_M \mathcal{L}(\phi(x),\partial\phi(x),\partial\partial\phi(x), ...,x)d^nx \qquad \forall\phi\in\mathcal{C}](http://upload.wikimedia.org/math/d/a/3/da3f04ed882e5072db2e4acd669e9319.png)






![\mathcal{S} [\varphi_i] = \int{\rho_\mathcal{L} [\varphi_i (x)]\, \mathrm{d}^4x}](http://upload.wikimedia.org/math/4/9/6/4963841d2835a27948a56fa616e93f4b.png)


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