Lagrangiana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la Lagrangiana in ottimizzazione non lineare, vedi Metodo dei moltiplicatori di Lagrange.

In meccanica lagrangiana, ogni sistema meccanico è caratterizzato da una lagrangiana che consente di descrivere il moto del sistema per mezzo delle equazioni di Eulero-Lagrange, o del principio di Hamilton.

La sua importanza è fondamentale in meccanica classica e in numerosi ambiti della fisica, in quanto permette di ricavare le equazioni del moto del sistema (esclusa l'influenza delle forze non conservative).

Il XIX° problema di Hilbert (Le soluzioni delle equazioni di Eulero-Lagrange regolari sono sempre analitiche?) fu risolto nel 1957 da De Giorgi fruttandogli il Premio Wolf.

Indice

Definizione [modifica]

Per il principio variazionale di Hamilton, l'evoluzione temporale di un sistema meccanico minimizza l'azione. La sua lagrangiana si dimostra essere la differenza tra l'energia cinetica T e l'energia potenziale totale U:

 \mathcal{L}= T -U,

poiché le equazioni di Eulero-Lagrange per questa differenza equivalgono al secondo principio della dinamica. Più precisamente, indicando gli argomenti delle funzioni:

 \mathcal{L} (\dot q, q, t) = T (\dot q, q, t) - U (q, t)

dove q denota le coordinate lagrangiane, che individuano i punti del sistema, t è il tempo ed il punto è la derivata rispetto al tempo.

Si considerino una varietà varietà differenziabile n-dimensionale M ed una varietà Tche costituisce l'obbiettivo. Sia inoltre \mathcal{C} lo spazio delle configurazioni delle funzioni lisce da M a T. In meccanica classica, ad esempio, M è la varietà monodimensionale \mathbb{R} che rappresenta il tempo, e lo spazio bersaglio è il fibrato tangente dello spazio delle posizioni generalizzate. Nella teoria dei campi, invece, M è la varietà spaziotempo e lo spazio bersaglio è l'insieme di valori che il campo può assumere in un qualunque punto dato: per esempio, se ci sono m campi scalari a valori reali \phi_1 , \dots \phi_m allora la varietà bersaglio è \mathbb{R}^m, mentre se il campo è un campo vettoriale reale allora la varietà bersaglio è isomorfa a \mathbb{R}^n.

Si consideri l'azione, un funzionale S:\mathcal{C}\rightarrow \mathbb{R} che mappa su \mathbb{R} (e non su \mathbb{C} per ragioni fisiche). Affinché l'azione sia locale è necessario imporre ulteriori restrizioni sul funzionale: se \phi\in\mathcal{C} si assume che S(\phi) sia l'integrale su M della lagrangiana \mathcal{L}(\phi,\partial\phi,\partial\partial\phi, ...,x), che è funzione di \phi, delle sue derivate e della posizione. Esplicitamente, l'azione è definita nel seguente modo:

S[\phi]\equiv\int_M \mathcal{L}(\phi(x),\partial\phi(x),\partial\partial\phi(x), ...,x)d^nx \qquad \forall\phi\in\mathcal{C}

La maggior parte delle volte si assume che la lagrangiana dipenda soltanto dal valore del campo e dalla sua derivata prima, dal momento che lo stato meccanico di un sistema dipende soltanto dalle coordinate generalizzate e dalle loro derivate rispetto al tempo.

Date le condizioni al contorno specificando il valore di \phi al bordo di M se questo è compatto (o fornendo opportuni limiti per \phi quando x tende all'infinito) è possibile ottenere il sottoinsieme di \mathcal{C} che consiste delle funzioni \phi tali che tutte le derivate funzionali di S su \phi sono nulle e \phi soddisfa le condizioni al contorno date. Tale insieme è determinato, considerando le condizioni al contorno, dalle soluzioni on shell delle equazioni di Eulero-Lagrange:

\frac{\delta\mathcal{S}}{\delta\varphi}= - \partial_\mu
 \left(\frac{\partial\mathcal{L}}{\partial(\partial_\mu\phi)}\right) + \frac{\partial\mathcal{L}}{\partial\phi}=0

Il membro sinistro è la derivata funzionale dell'azione rispetto a \phi.

Lagrangiana ed equazioni di Eulero-Lagrange [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principio variazionale di Hamilton e equazioni di Eulero-Lagrange.

I risultati della meccanica lagrangiana prescindono dal fatto che la lagrangiana sia data dalla differenza dell'energia cinetica e dell'energia potenziale, e valgono per lagrangiane generiche L(q^\lambda,\dot{q}^\lambda,t) funzione delle coordinate q^\lambda , delle loro derivate rispetto al tempo \dot{q}^\lambda ed eventualmente del tempo. Nel seguito si suppone che le equazioni del moto siano le equazioni di Eulero-Lagrange ordinarie, e quindi il secondo membro sia nullo.

Per il principio di Hamilton le soluzioni delle equazioni di Eulero-Lagrange sono i punti stazionari dell'integrale azione calcolato sulle possibili traiettorie tra due punti fissati, con coordinate rispettivamente q^\lambda(t_0) e q^\lambda(t_1) . Questo fatto lega fortemente la meccanica lagrangiana al calcolo delle variazioni e ha svariate applicazioni. In particolare, permette di dare una formulazione lagrangiana alle equazioni delle geodetiche.

Per il teorema di Noether, se una certa quantità è invariante rispetto alla trasformazione di un campo allora la corrispondente lagrangiana è simmetrica sotto tale trasformazione. Ad esempio, se la lagrangiana non dipende da una certa coordinata q^\lambda (detta in tal caso coordinata ciclica) si ha, attraverso le equazioni di Eulero-Lagrange:

\frac{d}{dt}\left(\frac{\partial \mathcal L}{\partial\dot{q}^\lambda}\right)=0

e quindi \frac{\partial \mathcal L}{\partial\dot{q}^\lambda} è una costante del moto, o integrale primo.

La trasformazione di Legendre della lagrangiana produce la funzione hamiltoniana:

\mathcal{H} = \sum_i {\dot q_i} \frac{\partial \mathcal{L}}{\partial {\dot q_i}}- \mathcal{L} = \sum_i {\dot q_i} p_i - \mathcal{L}

Se la lagrangiana non dipende esplicitamente dal tempo allora l'hamiltoniana è una costante del moto. Se la lagrangiana è data dalla differenza di energia cinetica e potenziale, questa quantità risulta pari all'energia totale del sistema.

Se la matrice di componenti \frac{\partial^2 \mathcal L}{\partial\dot{q}^\lambda\partial\dot{q}^\mu} è inoltre invertibile, allora la lagrangiana si dice regolare e le equazioni di Eulero-Lagrange si possono scrivere come un sistema di equazioni differenziali di secondo grado in forma normale. Per una lagrangiana regolare allora la trasformazione di Legendre:

p_\lambda=\frac{\partial \mathcal L}{\partial\dot{q}^\lambda}

è invertibile, e le equazioni di Eulero-Lagrange sono equivalenti alle equazioni di Hamilton del sistema.

Densità di lagrangiana [modifica]

In diversi ambiti della fisica, tra i quali l'elettrodinamica e la teoria quantistica dei campi, si definisce la densità di lagrangiana nel seguente modo:

\rho_\mathcal{L} = \frac {d \mathcal{L}}{dV}

dove dV è l'elemento di volume infinitesimo.

In relatività speciale la densità dilagrangiana è utilizzata per il fatto di essere uno scalare di Lorentz locale. Poiché l'azione è l'integrale nel tempo della lagrangiana, e la lagrangiana è a sua volta l'integrale nello spazio tridimensionale della densità di lagrangiana:

\mathcal{L}= \int_V{\rho_\mathcal{L} \mathrm{d}^3 x}

segue che l'azione può essere definita attraverso l'integrale sull'intero spazio tempo:

\mathcal{S} [\varphi_i] = \int{\rho_\mathcal{L} [\varphi_i (x)]\, \mathrm{d}^4x}

Tale funzione viene frequentemente introdotta al posto della lagrangiana, e nell'uso moderno \rho_\mathcal{L} è spesso chiamata semplicemente "lagrangiana" ed indicata con \mathcal{L}.

Esempio [modifica]

Il concetto di lagrangiana fu introdotto in origine in una riformulazione della meccanica classica nota come meccanica lagrangiana: in questo contesto la lagrangiana è normalmente data dalla differenza fra l'energia cinetica e l'energia potenziale di un sistema meccanico.

Si supponga di avere in uno spazio tridimensionale la lagrangiana:

\mathcal{L}=\begin{matrix}\frac{1}{2}\end{matrix} m\dot{\mathbf {x}}^2 + U(\mathbf x)

dove la derivata rispetto al tempo è scritta convenzionalmente come un punto sopra la funzione che viene derivata.

Si può mostrare facilmente che l'approccio di Lagrange è equivalente a quello newtoniano, scrivendo la forza in termini di potenziale (\mathbf F=\nabla U): l'equazione risultante è infatti

\mathbf{F}=m\ddot{\mathbf{x}}

Supponiamo, ora, di voler rappresentare il moto di un punto materiale nello spazio tridimensionale usando coordinate sferiche r, θ, φ. La forma della lagrangiana è:

\mathcal{L}=\frac{m}{2}(\dot{r}^2+r^2\dot{\theta}^2 +r^2\sin^2(\theta)\dot{\phi}^2) + U(r,\theta,\phi).

Il vantaggio più immediato della formulazione lagrangiana in meccanica classica, rispetto a quella newtoniana, consiste nel fatto che nel caso di sistemi vincolati è possibile ottenere le equazioni del moto senza dover tener conto delle reazioni vincolari (che sono per lo più indeterminate): a questo fine basta semplicemente sostituire nella lagrangiana per il sistema non vincolato una opportuna parametrizzazione del vincolo. Ad esempio, per passare dalla descrizione di un punto materiale non soggetto a vincoli a quella di un punto materiale vincolato a restare a distanza fissa L da un centro assegnato (pendolo sferico) è sufficiente porre r = costante = L nella lagrangiana in coordinate sferiche scritta qui sopra e ricavarne le equazioni di Lagrange per le sole funzioni incognite θ(t) e φ(t). In questo modo si ottengono subito le equazioni del moto, senza dover calcolare prima la proiezione delle forze attive sul piano tangente alla sfera di raggio L (come sarebbe necessario fare per poter scrivere le equazioni di Newton).

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]