Enrico V d'Inghilterra

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Enrico V
Re d'Inghilterra
King Henry V from NPG.jpg
Ritratto di Enrico V
Regno 21 marzo, 1413
- 31 agosto, 1422
Nome completo Enrico di Monmouth
Altri titoli principe di Galles, duca di Lancaster e duca di Cornovaglia
Nascita Monmouth, Galles, 16 settembre 1386
Morte Castello di Vincennes, Francia, 31 agosto 1422
Predecessore Enrico IV
Successore Enrico VI
Consorte Caterina di Valois (27 ottobre 1401 – 3 gennaio 1437)
Figli Enrico VI di Windsor, re d'Inghilterra
Casa reale Lancaster
Padre Enrico IV
Madre Maria di Bohun
Re d'Inghilterra
Lancaster

Lancashire rose.svg

Giovanni di Gand (1340–1399)
Enrico IV (1400–1413)
Enrico V (1413–1422)
Enrico VI (1422–1471)

Enrico di Monmouth in inglese: Henry (of) Monmouth (Monmouth, 16 settembre 1386Vincennes, 31 agosto 1422) fu re d'Inghilterra dal 1413 alla sua morte.

Indice

[modifica] Origine

Figlio maschio primogenito del conte di Derby e futuro re d'Inghilterra e duca di Lancaster, Enrico Bolingbroke e di Maria di Bohun figlia di Humphrey di Bohun, 7º conte di Hereford, e di Giovanna Fitzalan.

[modifica] Biografia

[modifica] Gli anni giovanili

Primogenito di Enrico IV di Lancaster, quando il padre divenne re d'Inghilterra, Enrico di Monmouth fu fatto principe di Galles e avviato subito alla carriera militare con il comando delle forze militari occupate a debellare le rivolte gallesi del 1403. In seguito il giovane principe fu nominato presidente del consiglio privato della corona, nel 1410, dove si distinse in una vivacissima contrapposizione alla politica del re suo padre e del suo cancelliere, l'arcivescovo Arundel[1]: ciò lo spinse a una rapida destituzione dalla carica già nel 1411. Ma il 23 settembre 1412 Enrico di Monmouth arrivò a Londra con un numeroso seguito, e si presentò da solo di fronte al re, che lo abbracciò e lo perdonò. Il futuro Enrico V fu giudicato e pienamente assolto[2].
Enrico IV morì a Westminster, il 20 marzo 1413 e Enrico di Monmouth ascese al trono inglese.

Statua di Enrico V, posta nel 1792 sotto l'orologio del palazzo della Contea di Monmouth (Galles), nel cui castello Enrico era nato, nel 1387

[modifica] Il re d'Inghilterra

I primi problemi che dovette affrontare furono di politica interna: l'anno successivo dimostrò notevole risolutezza nella repressione dell'eresia lollarda. Nel 1415 represse una congiura ordita da seguaci di Edmondo Mortimer[3], quinto conte di March, erede di Riccardo II, il sovrano spodestato 16 anni prima dal padre.
In politica economica continuò il rapporto conflittuale con la Hansa. Il naviglio anseatico continuò ad essere attaccato dagli inglesi mentre i commercianti inglesi continuavano a lamentarsi che non avevano lo stesso trattamento dei mercanti anseartici in Inghilterra.

Ritratto di Enrico V dal Cassell's History of England (1902)

Contemporaneamente ai problemi interni intraprese un'audace politica estera, approfittando della guerra civile in corso in Francia, si alleò, già alla fine del 1413 con il duca di Borgogna, Giovanni Senza Paura aprendo una nuova fase della Guerra dei cent'anni, con l'intento di invadere la Francia.

[modifica] Invasione della Francia e battaglia di Azincourt

Enrico V, molto ambizioso, riprese le pretese al trono di Francia di suo bisnonno, Edoardo III, preparò l'invasione dei territori francesi.
Enrico V aveva stretto un'alleanza con Giovanni Senza Paura, capo del partito dei borgognoni per combattere gli armagnacchi, e, nel caso che Enrico avesse attaccato la Francia, Giovanni sarebbe rimasto neutrale e lo avrebbe riconosciuto come re se avesse avuto il sopravvento[4].
Enrico V, nell'agosto del 1414, rivendicò il trono di Francia, chiedendo in sposa Caterina, la figlia di Carlo VI. La controproposta, portata dagli ambasciatori a Winchester, fu la mano di Caterina, una grossa dote e una parte dell'Aquitania; Enrico cacciò gli ambasciatori e proseguì nei preparativi di invasione.

Il 13 agosto 1415, la flotta inglese arrivò a Cap de la Hève, alla foce della Senna, nei pressi di Le Havre e alcuni giorni dopo l'esercito inglese assediò Harfleur, che cadde il 22 settembre. Dopo alcuni giorni, Enrico V, coi suoi 13.000 soldati, si avviò verso Calais, con l'intenzione di svernare, ma arrivato in Piccardia si trovò di fronte l'armata francese[5], composta da ben 50.000 uomini. L'esercito francese avrebbe potuto essere ancora più numeroso se fosse stata accettata l'offerta di aiuto di Giovanni Senza Paura, che fu respinta, sia per timore che volesse impadronirsi del potere, sia perché forse si sapeva che trattava anche con Enrico V.
Nonostante il parere negativo del duca di Berry, Giovanni[6], alle undici del 24 ottobre del 1415, si iniziò la Battaglia di Agincourt, che alle quattro del pomeriggio era già finita con un disastro francese ove morirono, combattendo per la Francia, circa 10.000 uomini tra cui i due fratelli, di Giovanni Senza Paura, Antonio, Duca del Brabante e Filippo, Conte di Nevers, mentre il duca d'Orleans, Carlo cadde prigioniero.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Azincourt.

[modifica] Prosecuzione della guerra e conquista della Normandia

Al ritorno in patria, dopo la vittoria di Azincourt, Enrico si preparò alla ripresa delle ostilità e con una fortunata attività diplomatica prima ruppe l'alleanza tra i francesi e l'Sacro Romano Impero Sigismondo e poi rinsaldò l'alleanza con Giovanni Senza Paura incontrandolo, nell'ottobre del 1416, a Calais, dove pare che Giovanni fosse disposto a riconoscere Enrico V re di Francia.
Nell'aprile del 1417 il delfino di Francia, Giovanni, duca di Turenna, era morto ed il nuovo delfino ora era un ragazzo di quattordici anni, Carlo, che praticamente era stato adottato dalla famiglia dei d'Angiò, Luigi II d'Angiò e la moglie, Iolanda di Aragona, mentre, data la pazzia del re, Carlo VI, il governo della Francia era nelle mani del capo della fazione degli armagnacchi, lo suocero del duca 'Orleans (prigioniero degli inglesi), il connestabile di Francia, conte d'Armagnac, Bernardo VII, che si era circondato di bande armate che seminavano il terrore nelle strade di Parigi.

Nell'agosto del 1417, mentre Enrico V sbarcò a Trouville con l'esercito inglese, le truppe di Giovanni marciarono su Parigi. Enrico in meno di un anno aveva conquistato la Normandia e il 29 luglio 1418 si presentò davanti a Rouen, con circa 45.000 uomini. Nello stesso tempo Giovanni era avanzato su Parigi accolto come un liberatore. Il Duca entrò a Parigi, si atteggiò a protettore del re, prese il comando delle operazioni contro gli inglesi, con i quali però aveva stretto un'alleanza, che assediavano Rouen ma non fece nulla per evitare la resa della città, il 20 gennaio 1419. Ora la Normandia era tutta inglese, ad eccezione di Mont-Saint-Michel.

[modifica] Il trattato di Troyes e morte di Enrico

Nel corso del 1419, il duca Giovanni Senza Paura si era avvicinato al delfino, Carlo, per contrastare la presenza inglese in Francia; ma durante le trattative Giovanni venne assassinato e il nuovo duca, Filippo III di Borgogna, trovatosi alla guida del partito dei borgognoni accusò suo cognato, il Delfino Carlo, di aver progettato l'omicidio del padre, arrivando alla conclusione che per i borgognoni era preferibile l'alleanza con gli inglesi a quella con gli armagnacchi, per cui, nel 1420 Filippo si alleò con Enrico V e con il Trattato di Troyes, del 21 maggio, fu imposto al Re francese Carlo VI la fine del conflitto con una resa incondizionata. Il trattato riconosceva Enrico, che era stato adottato dai reali francesi, reggente di Francia ed erede di Carlo VI in luogo dell'erede legittimo, il delfino, Carlo, che era stato ripudiato e definito, il «cosidetto delfino» . Gli accordi prevedevano anche il matrimonio tra Enrico e Caterina di Valois, figlia del sovrano francese.
Il nuovo erede al trono di Francia, Enrico fu affiancato nel governo del regno dal duca di Borgogna, Filippo. La Francia si trovò così spaccata in due, quella controllata dai borgognoni e dagli inglesi e quella sotto il controllo del delfino e gli armagnacchi.
Nel 1421, le rivolte degli armagnacchi indussero Enrico V a scendere ancora nel continente ma Enrico morì di febbre tifoide durante questa campagna, il 31 agosto 1422 presso Vincennes. Il suo corpo fu traslato in Inghilterra e sepolto nella abbazia di Westminster a Londra, dietro l'altare maggiore.

Nel 1422, oltre a Enrico V morì anche Carlo VI, per cui il nuovo re di Francia, oltre che re d'Inghilterra, fu un bambino di un anno, Enrico, affidato alla tutela di Giovanni, Duca di Bedford, fratello di Enrico V.

[modifica] Matrimoni e figli

Matrimonio di Enrico con Caterina di Valois

Il 2 giugno 1420, a Troyes, Francia, Enrico sposò Caterina di Valois figlia del re di Francia Carlo VI e di Isabeau de Bavière. Caterina a Enrico diede un figlio:

[modifica] Considerazioni su Enrico

Enrico fu un personaggio di grande rilievo rivelando notevoli doti militari, diplomatiche, politiche e amministrative. Fu uno dei principali arbitri della politica europea degli anni in cui regnò: egli, assieme all'imperatore Sigismondo, pose fine con la sua mediazione diplomatica allo scisma d'occidente con l'elezione di papa Martino V. Sotto il regno di Enrico si affermò in Inghilterra la pace interna sorretta da un forte potere centrale e da un parlamento fedele. Sul personaggio di Enrico V William Shakespeare incentrò la sua omonima tragedia storica, dove il sovrano vi appare come il più puro eroe dell'epopea nazionale.

[modifica] Onorificenze

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria

Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera

[modifica] Note

  1. ^ Enrico di Monmouth non condivideva la politica del padre nei confronti della Francia.
  2. ^ L'accusa era di essersi impadronito delle paghe della guarnigione di Calais.
  3. ^ Nel luglio 1415, Edmondo Mortimer fu messo a parte di una congiura guidata da suo cugino e cognato, il conte di Cambridge, Riccardo di Conisburgh, della casa di York, che si proponeva di porre Edmondo sul trono al posto di Enrico V. Edmondo, colto da un grave senso di colpa, corse a riferire il tutto al re, Enrico V, che perdonò Edmondo ma mandò al patibolo Riccardo di Conisburgh.
  4. ^ Nello stesso tempo Giovanni Senza Paura garantiva al re di Francia Carlo VI di non aver preso alcun impegno con gli inglesi.
  5. ^ L'esercito francese si era radunato a Rouen, solo all'inizio di ottobre.
  6. ^ Il terreno era troppo fangoso, perché era appena stato arato ed aveva piovuto tutta la notte, quindi inadatto per la cavalleria.
Predecessore: Re d'Inghilterra Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Enrico IV 1413- 1422 Enrico VI I
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Giovanni di Gand 1399- 1422 Enrico VI I
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Riccardo II 1399- 1413 Edoardo di Westminster I
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Enrico IV 1399- 1413 Unito ai titoli della corona inglese I
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Predecessore: Lord Warden of Cinque Ports Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
Sir Thomas Erpynham 1409- 1413 Thomas Fitzalan I
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Sir Thomas Erpynham {{{data}}} Thomas Fitzalan

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • A. Weiner, "La Hansa", cap. XII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 460-500
  • A. Coville, "Francia: armagnacchi e borgognoni (1380-1422)", cap. XVII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 642-672
  • Bernard L. Manning, "Inghilterra: Edoardo III e Riccardo II", cap. XIX, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 718-783
  • K.B. Mc Farlane, "I re della casa di Lancaster, 1399-1461", cap. XIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 445-508.
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