Classificazione decimale Dewey

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La Classificazione decimale Dewey (anche DDC, acronimo di Dewey Decimal Classification) è uno schema di classificazione bibliografica per argomenti organizzati gerarchicamente, sviluppato nel 1876 da Melvil Dewey (1851-1931); dalla prima redazione è stato modificato e accresciuto, con ventidue revisioni principali, l'ultima delle quali nel 2004. È molto diffusa in biblioteche delle più diverse tipologie, dove consente di determinare in modo univoco la distribuzione dei libri nei diversi settori; laddove non occorrano notazioni molto particolareggiate si utilizza in genere in edizione ridotta.

Melvil Dewey

Le Classi Fondamentali DEWEY[modifica | modifica sorgente]

  • 000-099 Generalità,
  • 100-199 Filosofia e Psicologia,
  • 200-299 Religione,
  • 300-399 Scienze Sociali,
  • 400-499 Linguaggio,
  • 500-599 Scienze Naturali,
  • 600-699 Tecnologia e scienze applicate,
  • 700-799 Arti,
  • 800-899 Letteratura e Retorica,
  • 900-999 Geografia e Storia.

I primi due livelli di classificazione[modifica | modifica sorgente]

Per ordinare una biblioteca di piccole dimensioni è sufficiente l'utilizzo dei due primi livelli:

000 - Informatica, scienze dell'informazione, opere generali[modifica | modifica sorgente]

100 - Filosofia e discipline connesse[modifica | modifica sorgente]

200 - Religione[modifica | modifica sorgente]

300 - Scienze sociali[modifica | modifica sorgente]

400 - Linguistica[modifica | modifica sorgente]

500 - Scienze pure[modifica | modifica sorgente]

600 - Tecnologia (Scienze applicate)[modifica | modifica sorgente]

700 - Arti, belle arti e arti decorative[modifica | modifica sorgente]

800 - Letteratura[modifica | modifica sorgente]

900 - Geografia, storia e discipline ausiliarie[modifica | modifica sorgente]

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

La chiave di volta del sistema è l'impiego dei decimali che permette di tradurre esclusivamente in cifre le informazioni. Vi è anche la possibilità di realizzare una classificazione su più fronti (faceted classification), combinando elementi da parti diverse della struttura e costruendo un codice numerico che rappresenta nell'insieme il contenuto (a sua volta ottenuto combinando l'argomento con gli elementi geografici e temporali) e la forma del testo stesso. Ogni cifra è portatrice di un significato completo in sé (indica una categoria-insieme), che viene maggiormente precisato dall'aggiunta delle cifre successive (sottocategorie-sottoinsiemi). Non sono previste meno di tre cifre: se si intende dare indicazione solo dell'insieme maggiore, si utilizza la prima seguita da due zeri. Ad esempio, in biblioteca un libro che riporta il numero 513 è un testo scientifico (5) che si occupa di matematica (1) e in particolare di aritmetica (3). Il libro potrebbe portare anche solo il numero 500, ma in questo caso sapremmo soltanto che è un testo scientifico e niente di più. Il tipo di classificazione, ad esclusione delle opere generali e della narrativa, è basato principalmente sull'argomento, con estensioni per le correlazioni, luoghi, tempo, tipo di opera, dando così luogo a classificazioni di lunghezza indeterminata (fermo restando che il primo gruppo deve essere completo), con un punto ogni tre cifre. Per esempio 330 indica l'economia + 94 per l'Europa = 330.94 Economia europea; 973 per gli Stati Uniti + 005 che contraddistingue i periodici = 973.005, pubblicazioni periodiche in genere relative agli Stati Uniti; le classificazioni devono essere lette e ordinate come numeri: 050, 220, 330.973, 331 e così via.

Criticità[modifica | modifica sorgente]

La classificazione Dewey ha degli squilibri di ordine geografico, dovuti alle origini ottocentesche: Il solo Nord Africa, per esempio, ha a disposizione l'intervallo 961-965, mentre al resto del continente rimane l'intervallo di 4 cifre 966-969. Inoltre la copertura è largamente sbilanciata verso la religione cristiana a scapito delle altre religioni, dal momento che la prima copre da sola 90 posizioni numeriche 200-289, mentre a tutte le altre ne rimangono 10 fra 290-299. Versioni recenti permettono di invertire le due posizioni, una possibilità utilizzata prevalentemente nelle biblioteche allestite da gruppi di religione non cristiana, ad esempio ebraiche. Molte biblioteche non adottano poi il sistema Dewey per la narrativa, e ricorrono a sezioni separate, quando il numero di questi testi è prevalente all'interno della collezione: seguendo l'ordine Dewey buona parte dei testi sarebbero catalogati con lo stesso numero iniziale che finirebbe per apparire ridondante e non costituirebbe un'informazione rilevante per gli utenti. Tutta la narrativa italiana, ad esempio, dovrebbe essere classificata come 853 (quella contemporanea con 853.914).

Sviluppi[modifica | modifica sorgente]

In Italia, la classificazione Dewey è stata adottata dall'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche per la classificazione centralizzata SBN. I numeri utilizzati per il sistema di classificazione decimale Dewey hanno costituito la base per il sistema di Classificazione Decimale Universale, sviluppato da Paul Otlet e Henri La Fontaine, senz'altro più completo ma anche molto più difficile da utilizzare e che prevede, tra l'altro, la combinazione del sistema di base Dewey con della punteggiatura predefinita (virgole, punti, parentesi etc.). Nonostante le frequenti revisioni, il sistema Dewey viene classificato teoricamente inferiore rispetto ad altri sistemi più moderni che fanno uso dei caratteri alfanumerici, ma la diffusione e l'espressività del formato decimale ne fanno uno strumento molto utilizzato, anche rispetto a sistemi alternativi, anche sviluppati in periodi successivi, come ad esempio la Classificazione della Library of Congress in uso presso la Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti d'America.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

L'Online Computer Library Center (OCLC) ha acquisito la proprietà ed i diritti associati alla Classificazione decimale Dewey quando ha acquistato Forest Press nel 1988. OCLC classifica i nuovi libri e mantiene aggiornato il sistema di classificazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Melvil Dewey, Classificazione decimale Dewey: Edizione 21, edizione italiana a cura del Gruppo di lavoro della Bibliografia nazionale italiana, con la consulenza di Luigi Crocetti. Roma: AIB, 2000. 4 vol. ISBN 88-7812-057-X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]