Civettictis civetta
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Civettictis civetta |
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Ordine | Carnivora | ||
| Famiglia | Viverridae | ||
| Sottofamiglia | Viverrinae | ||
| Genere | Civettictis | ||
| Specie | C. civetta | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Civettictis civetta Schreber, 1776 |
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Lo zibetto o civetta (Civettictis civetta Schreber, 1776) è un mammifero carnivoro della famiglia dei Viverridi.
Indice |
[modifica] Descrizione
Ha la mole di un cane di media statura, ma il suo aspetto somiglia piuttosto a quello del felino e la sua corporatura sta fra quella di una martora e di un gatto; ha la testa arcuata e larga, il muso molto aguzzo, le orecchie corte e aguzze, gli occhi obliqui con pupille rotonde. Il corpo, pur essendo allungato, non è esile, bensì è uno dei più robusti di tutta la famiglia. La coda ha la lunghezza di circa la metà del corpo. Le zampe sono di altezza media e le piante dei piedi pelose; il pelame è fitto, ruvido, arruffato, non molto lungo, ma notevole per la criniera ritta e piuttosto lunga, che scorre dalla nuca lungo il collo ed il dorso, fino alla coda. Il colore di fondo del suo pelame è un bel cinerino che talvolta accenna al gialliccio. Sopra spiccano numerosi punti nero-bruni che hanno le più varie forme e grandezze, e che si trovano allineati sui fianchi, sia in senso longitudinale che trasversale e che sulla parte superiore delle cosce formano strisce trasversali ben chiare. Il ventre è più chiaro e le macchie nere sono meno chiaramente visibili. La criniera dorsale è bruno-nericcia; la coda pittosto folta alla base ha da sei a sette anelli e termina in una punta nero-bruna. Ai lati del collo si trova una lunga macchia quadrangolare bianca che corre diagonalmente verso la coda ed è limitata da una fascia bruno-nera e divisa in due parti uguali da un'altra striscia anch'essa nera. Il naso è nero, il muso bianco alla punta e bruno-chiaro nel mezzo e davanti agli occhi. Il contorno della fronte e delle orecchie è bruno-giallo e la nuca dietro le orecchie è ancora più chiara. Una grande macchia nero-bruna si trova sotto gli occhi e scorre sulle guance sino alla gola, che circonda quasi completamente.
[modifica] Comportamento
Lo zibetto è originario dell'Africa. Ormai si trovano solo pochi esemplari di questo animale allo stato selvatico. Per lo più essi vivono in cattività in Abissinia e in Egitto. È un animale più notturno che diurno; di giorno dorme, di sera se ne va a caccia e cerca di cogliere alla sprovvista i piccoli mammiferi e gli uccelli che può sopraffare. Il suo cibo preferito è: uova di uccelli, e mostra una grandissima abilità nella ricerca dei nidi per raggiungere i quali si arrampica sugli alberi. Quando è affamato mangia anche i rettili e perfino la frutta.
[modifica] Accanto all'uomo
In stato di cattività si tiene in gabbie o stalle e si alimenta con carne e particolarmente con pollame. Se viene catturato giovane, non solo sopporta molto bene la prigionia, ma diventa anche molto affezionato e fedele. Gli individui presi adulti, invece, non sono facilmente addomesticabili e rimangono sempre selvatici e ringhiosi. Sono di una estrema irritabilità e si sollevano come gatti quando sono in collera, arruffando la criniera ed emettendo voci, che somigliano ai brontolii del cane.
[modifica] Lo zibetto come essenza
La secrezione delle sue ghiandole anali raccolta a scopi commerciali è anch'essa chiamata zibetto.
[modifica] Bibliografia
- Mustelid Specialist Group 1996. Civettictis civetta. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikispecies contiene informazioni su Civettictis civetta
Commons contiene file multimediali su Civettictis civetta
[modifica] Collegamenti esterni
- Scent-marking by African civet Scent-marking by the African Civet Civettictis civetta in the Menagesha–Suba State Forest, Ethiopia; da Small Carnivore Conservation, Vol. 38, Department of Biology, Addis Ababa University, Aprile 2008 (pdf)
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