Genetta genetta

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Genetta comune
Genetta genetta felina (Wroclaw zoo).JPG
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Viverridae
Sottofamiglia Viverrinae
Genere Genetta
Specie G.genetta
Nomenclatura binomiale
Genetta genetta
Linnaeus, 1758
Sinonimi

G.albipes, G.balearica, G.barbar, G.barbara, G.bella, G.bonapartei, G.communis, viverra gallica, G.grantii, G.guardafuensis, G.hararensis, G.hispanica, G.isabelae, G.leptura, G.ludia, G.lusitanica, Viverra macrura, G.melas, G.neumanni, G.peninsulae, G.pulchra, G.pyrenaica, G.rhodanica, G.tedescoi, G.terrasanctae, G.vulgaris

La genetta comune (Genetta genetta Linnaeus, 1758) è un carnivoro della famiglia dei Viverridi diffusa nell'Europa occidentale, in Africa e Vicino Oriente.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Carnivoro di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 432 e 552 mm, la lunghezza della coda tra 331 e 516 mm, la lunghezza del piede tra 80 e 90 mm, la lunghezza delle orecchie tra 40 e 54 mm e un peso fino a 2,5 kg.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è soffice, densa e lanosa. Il colore di fondo del corpo è grigio-biancastro. Una striscia dorsale nera si estende dalle spalle fino alla base della coda. Sono presenti 4 file di piccole macchie nere ben separate lungo i fianchi. Una striscia nerastra è presente sulla fronte, mentre sono presenti delle macchie nerastre su ogni lato dell'occhio. I lati del muso, il mento, il labbro inferiore e la gola sono bianchi. Le vibrisse sono lunghe circa 60–70 mm. Le zampe sono scure posteriormente. La parte centrale tra i cuscinetti della pianta della zampa anteriore è ricoperta di peluria. La coda è più corta della testa e del corpo, è nerastra ed ha 8-9 anelli biancastri e la punta bianca. Le femmine hanno due paia di mammelle. Il cariotipo è 2n=52.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Si rifugia nella boscaglia o nelle cavità degli alberi, generalmente vive solitariamente e più raramente in coppie. Le comunicazioni tra diversi individui avvengono principalmente attraverso segnali olfattivi e visivi, anche se nelle relazioni tra madri e figli sono importanti i richiami vocali. A tal riguardo utilizzano le secrezioni delle ghiandole perineali e l'urina quanto lo sfregamento del corpo e delle zampe. La marcatura territoriale è più accentuata nei maschi durante le stagioni riproduttive, mentre nelle femmine è più evidente durante il resto dell'anno. Lo sfregamento è associato ad atteggiamenti aggressivi, spesso insieme all'erezione dei lunghi peli della coda e della cresta dorsale, all'inarcamento della schiena in maniera molto simile ai gatti e forti sibili accompagnati da movimenti in avanti della testa verso l'antagonista con la bocca aperta per mostrarne i denti. Il raggio d'azione è molto limitato, con spostamenti che non superano i 3 kM. L'attività predatoria avviene di notte, dal tramonto alle prime ore del mattino, mentre i giovani sono attivi anche di giorno. Una volta individuata la preda, la genetta si muove lentamente, inseguendola in maniera felina per poi avventarsi improvvisamente su di essa. Viene successivamente agguantata con gli artigli delle zampe anteriori e morsa su tutto il corpo, ma se non muore in breve tempo la genetta le si getta a fianco e la afferra con tutte e quattro le zampe cercando di stritolarle la testa o rompergli il collo con alcuni morsi. Generalmente i piccoli roditori ed altri vertebrati vengono sezionati in due o tre parti per poi essere divorati.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di piccoli mammiferi, uccelli, uova, rettili, anfibi, pesci, insetti, frutta e funghi. Talvolta fa irruzione nei pollai.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Danno alla luce da uno a quattro piccoli alla volta per almeno due volte l'anno con osservazioni in cattività di almeno tre, dopo una gestazione di 10-11 settimane. La cucciolata viene accudita all'interno delle cavità di grossi alberi o in tane di altri animali. Il piccolo alla nascita è ricoperto di peluria, ha gli occhi e le orecchie chiusi e pesa 60-85 g. Cresce molto lentamente, raggiungendo il peso di 1,5 kg dopo otto mesi. Abbandona il nido dopo 45 giorni e comincia a mangiare carne alla settima settimana di vita. La stagione riproduttiva è associata principalmente alle stagioni delle piogge in Africa mentre avviene in primavera ed autunno nelle regioni mediterranee. Femmine che allattavano sono state osservate in Etiopia alla fine di novembre, mentre altre gravide sono state osservate da ottobre a febbraio in Botswana, e più generalmente da settembre a gennaio nell'Africa meridionale. Le femmine raggiungono la maturità sessuale a due anni di età. L'aspettativa di vita in cattività è fino a oltre 20 anni, mentre quella allo stato selvatico non supera gli 8 anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nell'Europa occidentale, dove è stata introdotta, Africa settentrionale e subsahariana, Penisola Arabica e vicino oriente.

Vive in zone alberate, sia sempreverdi che decidue, dove è spesso associata con corsi d'acqua. Evita ambienti aperti, sebbene talvolta sia stata osservata nelle savane o nelle fattorie. Invece è assente dalle foreste pluviali e dalle savane alberate. Può raggiungere i 3.300 metri di altitudine sugli altopiani etiopi.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sono state riconosciute 5 sottospecie[2]:

La popolazione europea è stata probabilmente introdotta dall'uomo.

Predatori[modifica | modifica sorgente]

Sono state osservate predazioni da parte di serval, caracal, leopardi, rateli e grossi gufi, suggerendo la vulnerabilità ad un grande numero di carnivori africani.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Già prima del gatto domestico, nel medioevo la genetta comune veniva utilizzata per limitare la proliferazione di roditori intorno alle case[4].

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la presenza in numerose aree protette e la presenza in svariati habitat, classifica G.genetta come specie a rischio minimo (Least Concern).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Herrero, J. & Cavallini, P. 2008, Genetta genetta in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ a b (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Genetta genetta in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011, op. cit.
  4. ^ J.Bouillault & J.C.Filloux, Une espèce rare en France la genette in Nature Paris, vol. 3240, 1955, pp. 145-147.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Serge Larivière & Javier Calzada, Genetta genetta in Mammalian Species, nº 680, 2001, pp. 1-6.
  • Stephane Aulagnier & Al., Guide des mammiferes d'Europe, d'Afrique du Nord et du Moyen-Orient, Delachaux & Niestlé SA, Parigi, 2011. ISBN 978-88-89999-70-7
  • Meredith & David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume IV-Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122549

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