Chitarra resofonica
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La chitarra resofonica o "a risuonatore" (resonator guitar) è un tipo di chitarra inventato negli Stati Uniti d'America alla fine degli anni venti, da John Dopyera, emigrante slovacco.
Spesso le chitarre resofoniche vengono erroneamente indicate con la parola dobro, nome di un marchio registrato dalla Gibson Guitar Corporation. Questo nome dovrebbe essere utilizzato più propriamente per indicare solo un particolare tipo di chitarra resofonica, quello a risuonatore spider tipico della produzione delle chitarre Dobro/Gibson.[1]. Il nome "dobro" è l'acronimo di DOpyera BROthers, poiché John Dopyera aveva fondato l'azienda con i suoi tre fratelli.
La nascita di questo tipo di chitarre corrispose alla crescente necessità da parte dei chitarristi di competere, in termine di volume di suono del proprio strumento, con i sempre più numerosi fiati del jazz americano.
Indice |
[modifica] Storia dello strumento
I Dopyera, in collaborazione con George D. Beauchamp[2] inventarono un ingegnoso sistema molto simile a quello più tardi utilizzato nelle casse acustiche: l'inserimento di un cono vibrante, in metallo leggero, all'interno del corpo della chitarra. Questo era attaccato per il vertice al ponticello, secondo una funzione molto simile a quella dei "coni" delle casse acustiche elettriche. Le vibrazioni, grazie al contatto diretto tra le corde e il cono, venivano grandemente amplificate. Vi erano, però, numerosi effetti collaterali che conferivano allo strumento un carattere molto forte, assumendo un suono dai toni molto "metallici" (toni medio-alti molto intensi), caratterizzato da un grande "attacco" (potenza iniziale delle note) ed un ridottissimo sustain (durata delle note) oltre ad un riverbero naturale sorprendentemente lungo: tutte caratteristiche tipiche del banjo. La combinazione tra suono caratterizzato dalle frequenze medie, forte attacco e sustain ridotto fa sì che la chitarra resofonica dia il meglio di sé nei veloci arpeggi, tipici della musica rurale americana (per la quale vedi Musica degli Stati Uniti). Grazie all'utilizzo dei coni risuonatori i fratelli Dopyera commercializzarono, oltre alle chitarre resofoniche, anche altri strumenti, come mandolini, ukulele e le cosiddette chitarre tenor o plectrum, sorta di incrocio tra il banjo e la chitarra resofonica.
Quando l'utilizzo di amplificatori elettrici divenne comune e quindi vennero risolti i problemi di volume, la chitarra resofonica continuò a vivere (e vive tuttora) grazie soprattutto ad una specificità secondaria dello strumento, cioè a dire la summenzionata timbrica metallica. Questa peculiarità, caratteristica del delta blues e della musica hawaiiana allora di moda, è oggi uno standard per molti generi musicali quali il country, il blues, il bluegrass e tutta la musica tradizionale americana.
Specifico di questa tradizione (in particolare per quel che riguarda le chitarre resofoniche) è l'utilizzo del tipico bottleneck, un vero collo di bottiglia segato (o, più comunemente un cilindro cavo in vetro, metallo o ceramica) che produce variazioni "graduali" delle note (tecnica appunto definita slide, cioè scivolamento) in omaggio all'ormai solido connubio degli anni trenta tra musica rurale americana e musica hawaiiana. A tal proposito, è interessante notare come sia usuale anche sulle chitarre resofoniche moderne veder disegnati o incisi su tutto il corpo della chitarra paesaggi hawaiiani, con tanto di palme in bella mostra.
[modifica] Caratteristiche tecniche
La chitarra resofonica venne originariamente prodotta dai Dopyera con diverse conformazioni:
- Chitarre tricono, le prime chitarre resofoniche ad essere inventate, con tre piccoli coni al posto di un unico grande cono centrale, raccordati tra loro da una struttura metallica a forma di "T" su cui è inserito un ponticello in legno che sostiene le corde.
- Chitarre a cono singolo. Inventate successivamente anche per questioni di economia costruttiva, utilizzano risuonatori spider, tipici della chitarra resofonica dobro, con il cono rovesciato e il ponticello che poggia sui bordi, su una vasta area, tramite una sorta di ragnatela metallica, o risuonatori biscuit, i primi ad essere realizzati, caratteristici del marchio National e che costituiscono a tutt'oggi la maggioranza tra i coni delle chitarre resofoniche in circolazione. Questi appoggiano il ponticello sulla punta stondata del cono (sistemato dunque in posizione inversa rispetto a quella tipica del ponte spider), tramite piccoli cerchietti in legno o in bachelite detti, appunto, "biscotti".
Il corpo della chitarra può essere in metallo (ottone, o in alternativa acciaio) o legno (principalmente mogano, o acero), con manici round-neck (stondati come sulle altre chitarre) o square-neck (quadrati sul retro, con le meccaniche girate al contrario e le corde molto alte sulla tastiera, per essere suonate sulle ginocchia con il top rivolto verso il viso del musicista, con il solo bottleneck).[3]
Proprio l'utilizzo massiccio del bottleneck e l'impiego in generi quali il bluegrass fanno si che la chitarra resofonica venga spesso accordata diversamente rispetto all'accordatura tradizionale spagnola (mi-si-sol-re-la-mi), con accordature "aperte". Queste consentono di suonare un accordo o delle triadi su tutte le corde quando suonate "aperte" o "libere" (cioè senza utilizzare la mano sinistra sulla tastiera) e di conseguenza di avere triadi "verticali" su tutta la tastiera. Le accordature aperte più usate sono quella in sol e quella in re. L'utilizzo delle accordature aperte è naturale sulle chitarre resofoniche anche perché, in questi strumenti, quando si fa vibrare una corda, anche le altre (se lasciate "libere") vibrano per simpatia. Mentre su una accordatura standard questo porterebbe a risultati il più delle volte fastidiosi, con una accordatura aperta si ottengono armonici unici nel loro genere.
[modifica] Principali interpreti dello strumento
Utilizzata da pionieri dello slide country-blues come Son House e Bukka White, la chitarra resofonica deve oggi la sua fama anche verso il grande pubblico soprattutto alla copertina del pluri-premiato album dei Dire Straits Brothers in Arms, che la raffigura. Mark Knopfler la usa in diversi famosissimi brani, quale ad esempio Romeo and Juliet. È uno strumento usato da molti musicisti rock di grande fama come Jimmy Page, Rory Gallagher. Eric Clapton ne fa massiccio impiego nel famosissimo MTV Unplugged. Grandi maestri della tecnica slide sono gli americani Bob Brozman (indicato a livello mondiale come il più grande suonatore di chitarre resofoniche), Eric Sardinas, Ry Cooder e J. J. Cale.
La chitarra dobro, del tipo squareneck e suonata in posizione orizzontale, è stata associata anche alla musica bluegrass, con l'intervento di numerosi artisti, quali Pete "Brother Oswald" Kirby, Buck "Josh" Graves, Tut Taylor e Mike Auldridge. Gene Wooten, Rob Ickes, ma soprattutto Jerry Douglas sono gli attuali performers più conosciuti al grande pubblico.
Famosi artisti pop rock italiani che amano salire sul palco con chitarre resofoniche sono, tra gli altri, Alex Britti (usa molto bene un Tricono National), Nek, che ne fa un uso totalmente fittizio (in playback), probabilmente per sfruttarne le particolari qualità estetiche, o Ligabue, che invece ama realmente condire i suoi brani acustici con il suono della dobro e la tecnica slide.
[modifica] Note
- ^ [http://www.steelguitarzone.com/brief_history_resonator_guitar.htm A Brief History of the Resonator Guitar By Joe Stoebenau]
- ^ George D. Beauchamp (1899 – 1941)
- ^ (EN)National Resonator Introduction (the different resonator systems and how they work and sound).
[modifica] Bibliografia
Bob Brozman, The History & Artistry Of National Resonator Instruments, Centerstream Publishing, 1993, ISBN 0-931759-70-6
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Chitarra resofonica
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