Plettro

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Alcuni plettri comuni e un thumbpick sulla destra
Un plettro con disegno di un Volkswagen T1.
Una serie di plettri di varia forma e spessore. Dal primo in alto in senso orario: un plettro standard di nylon Jim Dunlop; un plettro con imitazione di guscio di tartaruga; un plettro di plastica con rivestimento antiscivolo (zona nera); un plettro di acciaio; un plettro equilatero (triangolo di Reuleaux); un plettro Jim Dunlop Tortex Shark's Fin (pinna di squalo)
Plettro

Il plettro (o penna)[1] è un piccolo strumento utilizzato per sollecitare o pizzicare le corde di uno strumento musicale. Esterno negli strumenti portatili (come chitarre e mandolini), viene tenuto fra il pollice e l'indice e utilizzato per sollecitare le corde in senso ascendente e discendente. È invece parte dei clavicembali.

Tipi di plettro[modifica | modifica wikitesto]

I plettri possono essere prodotti partendo da svariati materiali: osso, corno, legni durissimi. Quelli che si trovano comunemente in commercio sono fatti di celluloide (a buon mercato ma facilmente usurabile nonché infiammabile) e da diversi altri materiali sintetici d'avanguardia. Anticamente i plettri erano ricavati dal carapace di tartaruga. Solitamente ha la forma di un triangolo isoscele con gli angoli arrotondati; l'angolo più acuto è quello comunemente usato per pizzicare le corde. Viene stretto tra il pollice e l'indice della mano atta a suonare. In alcuni strumenti come il clavicembalo l'azione del plettro è comandata da un sistema di leve collegate ad un tasto (così come i martelletti nel pianoforte).

Il plettro può avere vari spessori (nell'ordine dei millimetri) e forme (triangoli più o meno arrotondati).

A seconda della durezza permette di ottenere suoni diversi:

  • I plettri morbidi pizzicano la corda con un attacco poco deciso, producendo un suono morbido e solitamente più adatto alla parte ritmica dell'arrangiamento, e agli arpeggi.
  • I plettri duri (o heavy) permettono un attacco vigoroso e l'emissione di un suono presente ed aggressivo, ben più adatti soprattutto a eseguire assoli particolarmente veloci, o riff più complicati. I plettri duri vanno usati maggiormente in ambito rock e metal. John Petrucci, ad esempio, chitarrista dei Dream Theater, utilizza plettri dunlop jazz III, dello spessore di 1,38 mm.

Un tipo alternativo di plettro è il thumbpick. Agganciato al pollice tramite una sorta di anello, permette di utilizzare contemporaneamente le dita, fornendo una varietà timbrica maggiore. Molto usato nello stile bluegrass.

I plettri "celebri"[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso della chitarra elettrica e dei chitarristi il plettro è spesso parte importante della creazione di una propria "sonorità" (sound) riconoscibile.

Celebri sono il plettro di Santana (un grande triangolo equilatero coi lati di almeno due centimetri impugnato con tutte le dita della mano), il plettro di Stevie Ray Vaughan (dello spessore di un millimetro, 1.0) e il plettro di Brian May (una moneta da sei pence utilizzata dal lato zigrinato per ottenere un attacco molto presente e stridulo). È celebre anche la leggenda inventata del plettro del destino, raccontata dai Tenacious D in Tenacious D e il destino del rock

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ aliek.com, Plettro o dita?. URL consultato il 9 marzo 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Frank Hubbard, Three Centuries of Harpsichord Making, Cambridge, Harvard University Press, 1967.
  • (EN) David P. Jensen, A Florentine Harpsichord: Revealing a Transitional Technology, Early Music, 1998.

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