Battaglia di Tagina

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Battaglia di Tagina
Parte della Guerra gotica

Data: 552, luglio
Luogo: Tagina, odierna Gualdo Tadino
Esito: Vittoria Impero Romano d'Oriente
Schieramenti
Bizantini Ostrogoti
Comandanti
Narsete Totila
Effettivi
20.000-25.000 uomini 13.000-16.000 Fanteria
2.000 Cavalleria
Perdite
non conosciuto 6.000 uomini
Guerra gotica
Tagina - Monti Lattari

Nella battaglia di Tagina nel luglio del 552, l'Impero Bizantino sotto il comando del generale Narsete ruppe il potere degli Ostrogoti in Italia, e pose sotto la sua dominazione l'intera penisola.

Nel 551, l'imperatore Giustiniano I decise di riconquistare l'Italia dagli ostrogoti. Così nella primavera del 552 dopo che il suo fedele comandante Narsete ebbe reclutato un'armata di 20000 uomini, mosse dalla penisola balcanica verso il nord Italia lungo la via flaminia.

Nei pressi del villaggio di Tagina (il moderno Gualdo Tadino), Narsete assaltò l'armata ostrogota comandata dal re Totila, che era avanzato per intercettarlo. Dopo che Totila si accorse di avere un'armata molto meno numerosa del nemico, comunicò di voler arrendersi, ma invece attaccò di sorpresa i bizantini e conquistò una piccola collina.

L'armata di Narsete si dispose ad "arco", con la fanteria formata dai longobardi e dagli eruli nel centro e ai lati gli arcieri con alle spalle la cavalleria. Totila dispose i suoi cavalieri di fronte con la cavalleria alle spalle.

Inizialmente, un gruppo di disertori bizantini si unì agli ostrogoti e iniziarono un combattimento corpo a corpo, ma furono sconfitti, a questo punto Totila comparve e eseguì una danza di guerra o un esercizio equestre (le testimonianze sono vaghe su questo punto). Dopo che furono arrivati in rinforzo a Totila 2000 cavalieri, tutta l'armata ostrogota pranzò, infatti il re voleva provocare un crollo di morale nell'esercito bizantino.

Ovviamente Narsete era pronto a questo e mosse i suoi arcieri e fece attaccare la cavalleria sui lati dello schieramento avversario, provocando enormi perdite.

Nel primo pomeriggio gli ostrogoti erano completamente disorganizzati e quando Narsete ordinò un'avanzata generale, scapparono e si dispersero. Gli ostrogoti subirono un totale di 6000 vittime, fra cui lo stesso Totila.

Entro la fine dell'anno, Roma era di nuovo sotto controllo di Bisanzio, e il resto dell'Italia nell'anno seguente, dopo la sconfitta del successore di Totila nella Battaglia dei Monti Lattari (vicino al Vesuvio). Ma i longobardi presto attaccarono i bizantini e tolsero loro gran parte dell'Italia (568-570).

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