Arcidiocesi di Dublino

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Arcidiocesi di Dublino
Archidioecesis Dublinensis
Chiesa latina
Procath.jpg
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Diocesi suffraganee
Ferns, Kildare e Leighlin, Ossory
Arcivescovo metropolita e primate Diarmuid Martin
Ausiliari Raymond W. Field,
Eamonn Oliver Walsh
Arcivescovi emeriti cardinale Desmond Connell
Sacerdoti 1.432 di cui 539 secolari e 893 regolari
759 battezzati per sacerdote
Religiosi 1.229 uomini, 2.662 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 1.291.599
Battezzati 1.087.361 (84,2% del totale)
Superficie 3.184 km² in Irlanda
Parrocchie 200
Erezione VII secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria
Santi patroni San Kevin di Glendalough
San Lorenzo O'Toole
Indirizzo Drumcondra, Dublin 9, Ireland
Sito web www.dublindiocese.ie
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Irlanda

L'arcidiocesi di Dublino (in latino: Archidioecesis Dublinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2006 contava 1.087.361 battezzati su 1.291.599 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Diarmuid Martin.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi comprende per intero la contea di Dublino, la maggior parte della contea di Wicklow, una parte notevole della contea di Kildare, nonché parti minori delle contee di Carlow, Wexford e Laois. Si estende sulla costa orientale dell'Irlanda per circa cento chilometri e per circa settanta chilometri verso l'interno.

Sede arcivescovile è la città di Dublino, dove si trova la procattedrale di Santa Maria.

Il territorio è suddiviso in 200 parrocchie, raggruppate in 16 decanati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel primo periodo della Chiesa irlandese nel territorio della presente arcidiocesi di Dublino sorsero diversi insediamenti monastici, retti da vescovi: Kilcullen, Lusk, Swords, Finglas, Glenndálocha, Taney, Clondalkin, Castledermot e Bray. È storicamente incerto se un monastero fosse presente anche a Duibhlinn, l'odierna Dublino, ma ad una serie di vescovi del VII secolo gli storici hanno attribuito il titolo di vescovi di Dublino. È improbabile che questi vescovi possano essere considerati alla stregua dei moderni vescovi residenziali, tanto più che quasi tutti operarono fuori dalla diocesi. Il primo di questi è san Livino, che morì nel 633 presso Gand in Belgio. San Wiro visse in Gallia e morì a Roermond nei Paesi Bassi, san Disibodo morì in Germania e ancora san Rumoldo nell'VIII secolo si recò a Roma e morì a Malines.

Nell'815 i Danesi conquistarono l'Irlanda: poiché erano pagani, non risparmiarono i monasteri da saccheggi e incendi. Il primo re danese a convertirsi al Cristianesimo fu Stiric, battezzato in Inghilterra nel primo terzo del X secolo. Tuttavia, in breve tempo il re fece ritorno al paganesimo. Nel 943 si convertì definitivamente suo figlio Olaf. Il potere danese cessò con la vittoria di re Brian Boru nel 1014, ma Dublino continuò ad essere un possedimento danese. Nell'XI secolo fu costruita la cattedrale della Santissima Trinità, che è l'odierna cattedrale anglicana. In questo periodo il vescovo Donat (o Dunan) fu consacrato vescovo dall'arcivescovo di Canterbury, il che segna una differenza profonda tra Dublino e il resto della Chiesa irlandese dell'epoca. Anche il suo successore Gilla Patrick fu consacrato a Londra, mentre Donat O'Haingly fu consacrato a Dublino, ma nuovamente il suo nipote e successore Samuel O'Haingly fu consacrato a Winchester in Inghilterra.

Nel 1111 il sinodo di Rathbreasail pose fine all'organizzazione territoriale irlandese basata sui monasteri e delle antiche circoscrizione monastiche che sorgavano presso Dublino rimase solo la diocesi di Glenndálocha, il cui territorio arrivava fino alle mura di Dublino. Praticamente la città era circondata dalla diocesi di Glenndálocha da ogni lato. Nel 1152 con il sinodo di Kells la situazione mutò in favore di Dublino, che fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana ed ebbe parte del territorio della diocesi di Glenndálocha. Nel 1179 a san Lawrence O'Toole, che si era recato a Roma per il Concilio Lateranense III, papa Alessandro III concesse di estendere il suo territorio verso sud, fino a Bray.

Con il successore di Lawrence O'Toole, John Comyn, l'arcidiocesi di Dublino entra nella sfera di influenza inglese. Ne è prova il fatto che John Comyn e i suoi ventiquattro successori nei quattro secoli seguenti furono tutti inglesi. Allo stesso John Comyn Enrico II concesse alcuni feudi baronali con il diritto di sedere in Parlamento come Lord.

Il 25 febbraio 1215 alla sede di Dublino fu unita la diocesi di Glenndálocha.

All'epoca della Riforma protestante imposta da Enrico VIII d'Inghilterra l'arcivescovo John Allen fu assassinato. Allora il re colse l'occasione per nominare illegittimamente George Browne arcivescovo. Insediatosi a Dublino nel 1536 fece cancellare ogni riferimento al papa nei messali, fece incetta delle reliquie e le bruciò in un rogo. Introdusse la liturgia riformata del Book of Common Prayer e si ammogliò. Maria I d'Inghilterra, che cercò di reintrodurre il Cattolicesimo in Inghilterra e in Irlanda, depose George Browne in quanto si era sposato e nominò suo successore Hugh Corwin, che alla morte della regina divenne apostata passando al Protestantesimo.

L'arcidiocesi di Dublino rimase allora senza un pastore cattolico per circa quarant'anni, mentre infuriava la persecuzione anticattolica. Nel 1600 fu nominato arcivescovo il francescano spagnolo Mateo de Oviedo, che giunto in Irlanda, non osò mettere piede nella sua arcidiocesi e la governò attraverso vicari generali, tre dei quali finirono incarcerati. Il suo successore Eugene Matthews riuscì ad organizzare un sinodo provinciale a Kilkenny, in cui furono riorganizzate le parrocchie, dopo essere scampato più volte alla prigione, fu costretto a lasciare l'Irlanda e morì a Roma. Nel 1651 morì esule a Galway anche l'arcivescovo Thomas Fleming, lasciando la sede vacante fino al 1669, quando fu nominato Peter Talbot, che indisse un sinodo diocesano nel 1670. Fu esiliato nel 1673 e riammesso nel 1677, ma subito imprigionato, morì in carcere nel 1679.

Il suo successore Patrick Russell compì un'intensa attività convocando due sinodi provinciali nel 1685 e nel 1688 e altri due sinodi diocesani nel 1686 e nel 1689: riuscì a riorganizzare il capitolo metropolitano. La sconfitta dei giacobiti della battaglia del Boyne peggiorò le condizioni dei cattolici irlandesi e l'arcivescovo fu incarcerato: come il suo predecessore morì in carcere nel 1692. Gli succedette Peter Creagh, nominato da Giacomo II d'Inghilterra per diritto di patronato, che visse in esilio in Francia e governò la diocesi tramite vicari generali.

L'arcivescovo Edmund Byrne fu consacrato da Patrick O'Donnelly, vescovo di Dromore, che dopo il 1705 era rimasto l'unico vescovo cattolico irlandese. L'arcivescovo ebbe cura di istituire nuove parrocchie nei quartieri più recenti di Dublino. Rifiutò nel 1710 di prestare giuramento contro gli Stuart e dovette fuggire a Kildare con la famiglia. Anche il successore Edward Murphy dovette nascondersi durante il suo episcopato.

La rinascita dell'arcidiocesi si ebbe durante il lungo episcopato (1786-1823) di John Thomas Troy, che fondò il Maynooth College e pose la prima pietra della procattedrale di Santa Maria, nello stesso periodo si aprivano scuole cattoliche e si costruivano nuove chiese. La procattedrale fu terminata dal suo successore Daniel Murray, che poté gioire per l'emancipazione dei cattolici del 1829.

Fu l'arcivescovo Paul Cullen che istituì il seminario diocesano e fondò l'ospedale Mater Misericordiae. Il 18 maggio 1854 istituì l'Università Cattolica d'Irlanda, scegliendo John Henry Newman come primo rettore. Nel 1866 divenne il primo cardinale irlandese e nel 1875 presiedette il sinodo nazionale di Maynooth. Anche il suo successore Edward MacCabe fu creato cardinale e portò avanti la linea ultramontana, tenendosi lontano dalle rivendicazioni dei nazionalisti irlandesi. Questa linea politica si interruppe con l'episcopato di William Joseph Walsh, che invece fu un ardente sostenitore del movimento nazionale irlandese. Cercò invece soprattutto la concordia l'arcivescovo Edward Joseph Byrne. Un terreno da lui destinato alla costruzione di una cattedrale sarà trasformato in un parco pubblico dall'arcivescovo Dermot Ryan.

Il lungo episcopato di John Charles McQuaid coincise con un periodo di forte espansione urbana di Dublino: istituì 60 nuove parrocchie e costruì 80 nuove chiese, 250 scuole elementari e 100 scuole secondarie. Molto attivo sul versante sociale, fu un conservatore rispetto alle novità introdotte dal Concilio Vaticano II, in particolare per quanto riguarda la riforma liturgica, che esitò ad applicare, il ruolo dei laici e l'ecumenismo. La piena attuazione del Concilio fu invece la stella polare del suo successore Dermot Ryan, di tendenza liberale e riformatrice. Nel 1979 papa Giovanni Paolo II compì una visita apostolica all'arcidiocesi.

Scandalo della copertura degli abusi sessuali da parte di sacerdoti dell'arcidiocesi[modifica | modifica sorgente]

Lo scandalo degli abusi sessuali nell'arcidiocesi di Dublino costituisce uno dei maggiori scandali di abusi sessuali in Irlanda; a tal riguardo, il governo irlandese ha commissionato nel 2006 un'indagine, pubblicata nel Murphy Report nel novembre 2009. Il rapporto rivela che dagli anni '60 alla metà degli anni '90 gli arcivescovi che si succedettero a Dublino non denunciarono alla polizia i casi di abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti di cui erano a conoscenza:

(EN)
« During the period under review, there were four Archbishops – Archbishops McQuaid, Ryan, McNamara and Connell. Not one of them reported his knowledge of child sexual abuse to the Gardaí throughout the 1960s, 1970s, or 1980s »
(IT)
« Durante il periodo in esame, vi furono quattro arcivescovi in carica - gli arcivescovi McQuaid, Ryan, McNamara e Connell. Neppure uno di loro riportò ai Gardaí le proprie informazioni sugli abusi sessuali su minori per tutti gli anni '60, '70 e '80. »
(Murphy Report, sezione 1.36)

Il Murphy Report rivelò anche le responsabilità personali degli arcivescovi che si succedettero come primati d'Irlanda. Secondo il rapporto l'arcivescovo John Charles McQuaid (1940–1972) operò in modo da «evitare lo scandalo e non mostrò alcuna preoccupazione per il bene dei bambini».[1] L'arcivescovo Dermot Ryan (1972–1984) non avviò indagini nei confronti di diversi sacerdoti accusati di abusi, e ignorò un parere psicologico di non mandare un sacerdote all'interno di una parrocchia; quel sacerdote fu poi condannato per violenza su di un minore mentre era curato in una parrocchia.[2] Ryan decise di affidare a persone diverse la sua gestione, con l'effetto di avere uno scarso coordinamento tra gli interventi e secondo il rapporto «sembra che fosse una politica per far sì che la conoscenza del problema fosse il più limitata possibile».[3]

All'inizio degli anni 2000, mentre lo scandalo degli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti montava all'interno della Chiesa cattolica irlandese, fu rivelato che l'allora arcivescovo McNamara, in carica tra il 1984 e il 1987, aveva richiesto un parere legale sulle responsabilità della Chiesa derivanti da tali abusi, e che, a seguito di tale parere, aveva assicurato l'arcidiocesi per proteggerla finanziariamente; nonostante ciò, non rivelò l'entità degli abusi sessuali alla Garda Síochána (la polizia irlandese).[4] McNamara, inoltre, rimise in servizio un sacerdote che si era confessato colpevole di un abuso su minore e che era sospettato di altri abusi.[5] L'arcivescovo Diarmuid Martin ha dichiarato che:[6]

(EN)
« It is likely that thousands of children or young people across Ireland were abused by priests in the period under investigation and the horror of that abuse was not recognised for what it is. »
(IT)
« È probabile che migliaia di bambini o ragazzi in tutta l'Irlanda siano stati abusati da sacerdoti nel periodo sotto inchiesta e che l'orrore di quell'abuso non sia stato riconosciuto per come è. »
(Diarmuid Martin)

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • San Livino ? † (? - 12 novembre 633 deceduto)
  • San Wiro ? † (? - 8 maggio 650 deceduto)
  • San Disibodo ? † (circa 664 - 674 o 675 dimesso)
  • San Gualafer ? † (VIII secolo)
  • San Rumoldo ? † (? - 24 giugno 775 deceduto)
  • San Sedulio ? † (? - 12 febbraio 785 deceduto)
  • Cormac ? † (menzionato nell'890)
  • Donat (o Dunan) † (prima del 1038 - 6 maggio 1074 deceduto)
  • Gilla Patrick † (1074 - 10 ottobre 1084 deceduto)
  • Donat O'Haingly, O.S.B. † (1085 - 23 novembre 1095 deceduto)
  • Samuel O'Haingly, O.S.B. † (20 aprile 1096 consacrato - 4 luglio 1121 deceduto)
  • Gregory † (2 ottobre 1121 consacrato - 8 ottobre 1161 deceduto)
  • San Lawrence O'Toole † (1162 consacrato - 12 novembre 1180 deceduto)
  • John Comyn, O.S.B. † (21 marzo 1182 consacrato - 25 ottobre 1212 deceduto)
  • Henry de Loundres † (1212 - luglio 1228 deceduto)
  • Luke Neterville † (13 dicembre 1228 - 12 dicembre 1255 deceduto)
  • Fulk de Saundford † (8 agosto 1256 - 6 maggio 1271 deceduto)
    • Sede vacante (1271-1279)
  • John de Derlington, O.P. † (8 febbraio 1279 - 29 marzo 1284 deceduto)
  • John de Saundford † (30 maggio 1285 - 2 ottobre 1294 deceduto)
  • William de Hothum † (24 aprile 1296 - 28 agosto 1298 deceduto)
  • Richard de Ferings † (1º luglio 1299 - prima del 1306 deceduto)
    • Richard de Havering † (10 luglio 1307 - ? dimesso) (vescovo eletto)
  • John Lech (o Leck) † (18 maggio 1311 - 10 agosto 1313 deceduto)
  • Alexander de Bicknor † (20 agosto 1317 - 14 luglio 1349 deceduto)
  • John de Saint Paul † (4 settembre 1349 - 9 settembre 1362 deceduto)
  • Thomas Minot † (17 febbraio 1363 - 10 luglio 1375 deceduto)
  • Robert de Wikeford † (12 ottobre 1375 - 29 agosto 1390 deceduto)
  • Robert Waldby, O.E.S.A. † (14 novembre 1390 - 3 novembre 1395 nominato vescovo di Chichester) [7]
  • Richard Northall (o Northalis), O.Carm. † (3 novembre 1395 - 20 luglio 1397 deceduto)
  • Thomas Cranley † (26 settembre 1397 - 25 maggio 1417 deceduto)
  • Richard Talbot † (20 dicembre 1417 - 15 agosto 1459 deceduto)
  • Micheal Tregury † (31 ottobre 1459 - 21 dicembre 1471 deceduto)
  • John Walton † (4 maggio 1472 - 1484 dimesso)
  • Walter Fitzsimons † (14 giugno 1484 - 14 maggio 1511 deceduto)
  • William Rockeby † (28 gennaio 1512 - 21 novembre 1521 deceduto)
  • Hugh Inge † (27 febbraio 1523 - 3 agosto 1528 deceduto)
  • John Allen † (3 settembre 1529 - 28 luglio 1534 deceduto)
    • Sede vacante (1534-1555)
  • Hugh Corwin † (21 giugno 1555 - 1559 apostata)
    • Sede vacante (1559-1600)
  • Mateo de Oviedo, O.F.M.Obs. † (5 maggio 1600 - 10 gennaio 1610 deceduto)
  • Eugene Matthews † (2 maggio 1611 - 1º settembre 1623 deceduto)
  • Thomas Fleming, O.F.M.Obs. (23 ottobre 1623 - 2 agosto 1651 deceduto)
    • Sede vacante (1651-1669)
  • Peter Talbot † (11 gennaio 1669 - 15 novembre 1680 deceduto)
  • Patrick Russell † (13 luglio 1683 - 14 giugno 1692 deceduto)
  • Peter Creagh † (9 marzo 1693 - 20 luglio 1705 deceduto)
  • Edmund Byrne † (31 marzo 1707 - circa 10 febbraio 1723 o 22 gennaio 1724 deceduto)
  • Edward Murphy † (1º settembre 1724 - circa 22 dicembre 1728 deceduto)
  • Luke Fagan † (24 settembre 1729 - 11 novembre 1733 deceduto)
  • John Linegar † (20 marzo 1734 - 21 giugno 1757 deceduto)
  • Richard Lincoln † (21 giugno 1757 succeduto - 21 giugno 1763 deceduto)
  • Patrick Fitzsimons † (20 settembre 1763 - 24 novembre 1769 deceduto)
  • John Carpenter † (10 aprile 1770 - 29 ottobre 1786 deceduto)
  • John Thomas Troy, O.P. † (19 dicembre 1786 - 11 maggio 1823 deceduto)
  • Daniel Murray † (11 maggio 1823 succeduto - 26 febbraio 1852 deceduto)
  • Paul Cullen † (3 maggio 1852 - 24 ottobre 1878 deceduto)
  • Edward MacCabe † (4 aprile 1879 - 11 febbraio 1885 deceduto)
  • William Joseph Walsh † (3 luglio 1885 - 9 aprile 1921 deceduto)
  • Edward Joseph Byrne † (28 agosto 1921 - 9 febbraio 1940 deceduto)
  • John Charles McQuaid, C.S.Sp. † (6 novembre 1940 - 29 dicembre 1971 ritirato)
  • Dermot J. Ryan † (29 dicembre 1971 - 1º settembre 1984 dimesso)
  • Kevin McNamara † (15 novembre 1984 - 8 aprile 1987 deceduto)
  • Desmond Connell (21 gennaio 1988 - 26 aprile 2004 ritirato)
  • Diarmuid Martin, succeduto il 26 aprile 2004

Comunità religiose[modifica | modifica sorgente]

Istituti religiosi maschili[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2012 contavano case in diocesi i seguenti istituti religiosi maschili:[8][9]

Istituti religiosi femminili[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2012 contavano case in diocesi i seguenti istituti religiosi femminili:[10]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 1.291.599 persone contava 1.087.361 battezzati, corrispondenti all'84,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 639.542 709.729 90,1 1.014 445 569 630 1.778 3.031 90
1970 797.999 870.544 91,7 1.470 604 866 542 1.952 3.857 123
1980 980.000 1.075.000 91,2 1.694 593 1.101 578 1.881 2.997 181
1990 1.105.000 1.210.000 91,3 2.262 603 1.659 488 2.276 3.301 195
1999 1.033.808 1.164.256 88,8 1.458 550 908 709 1.396 2.956 200
2000 1.033.808 1.164.256 88,8 1.427 541 886 724 1.322 2.919 200
2001 1.033.808 1.164.256 88,8 1.416 523 893 730 1.231 2.876 200
2002 1.033.808 1.164.256 88,8 1.405 492 913 735 1.258 2.895 200
2003 1.033.808 1.164.256 88,8 1.359 497 862 760 1.222 2.508 200
2004 1.087.285 1.291.581 84,2 1.343 499 844 809 1.243 2.676 200
2006 1.087.361 1.291.599 84,2 1.432 539 893 759 1 1.229 2.662 200

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Murphy Report, sezione 1.37.
  2. ^ Murphy Report, sezione 1.38.
  3. ^ Murphy Report, sezione 1.39.
  4. ^ «Archbishops at centre of cover-up», BBC News, 26 novembre 2009; Dearbhail McDonald, «How bishops formed strategy to fight claims of child abuse», Independent.ie, 6 febbraio 2008.
  5. ^ Murphy Report, sezione 1.41.
  6. ^ Henry McDonald, «Ireland archbishop admits child abuse report 'will shock us all'», The Guardian, 10 aprile 2009.
  7. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana. Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 425-427.
  8. ^ Houses of religious brothers. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  9. ^ Houses of religious priests. URL consultato il 27 dicembre 2012.
  10. ^ Houses of religious sisters. URL consultato il 27 dicembre 2012.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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