Apocalypto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Apocalypto

Scena del film
Titolo originale: Apocalypto
Lingua originale: Maya yucateco
Paese: USA
Anno: 2006
Durata: 140'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: epico - storico
Regia: Mel Gibson
Soggetto: Mel Gibson
Sceneggiatura: Mel Gibson, Farhad Safinia
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
{{{nomedoppiatorioriginali}}}
{{{nomedoppiatoriitaliani}}}
Episodi:
Fotografia: Dean Semler
Montaggio: Kevin Stitt, John Wright
Effetti speciali: {{{nomeeffettispeciali}}}
Musiche: James Horner
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Tom Sanders
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« La paura è una malattia, rimuovila dal tuo cuore »
(Cielo di Selce)
« Sono Zampa di Giaguaro, figlio di Cielo di Selce, mio padre ha cacciato in queste foreste prima di me, il mio nome è Zampa di Giaguaro, sono un cacciatore, questa è la mia foresta, e i miei figli continueranno a cacciare quando io sarò morto »
(Zampa di Giaguaro, davanti ai nemici)

Apocalypto è un film del 2006 scritto e diretto da Mel Gibson.

Indice

[modifica] Trama

Il film inizia con una frase:

« Una grande civiltà viene conquistata dall'esterno solo quando si è distrutta dall'interno »

In un villaggio dello Yucatán nel 1519 vive Zampa di Giaguaro, primogenito del capo del suo villaggio; ha un figlio e una moglie incinta del secondo bambino.

Un giorno una spedizione proveniente da una grande città Maya (forse Palenque), alla ricerca di vittime sacrificali destinate a placare la collera degli dei, che secondo le loro credenze avevano punito la regione con una tremenda epidemia di una strana malattia (è peste ma gli indigeni non lo sanno), attacca lo sperduto villaggio del giovane cacciatore. Zampa di Giaguaro nasconde moglie e figlio in un pozzo dal quale è impossibile uscire senza aiuto esterno, e va ad aiutare la sua gente promettendo alla famiglia di ritornare, ma viene catturato assieme a suo padre che viene ucciso da uno degli invasori davanti ai suoi occhi. Il giovane viene risparmiato ma a lui toccherà una sorte ancora più cruenta. Dopo aver ucciso il padre di Zampa di Giaguaro,l'invasore colpisce violentemente il giovane con un bastone e gli assegna il nome "Quasi".

Il giorno successivo gli invasori hanno ormai massacrato la popolazione, stuprato le donne e catturato i superstiti per deportarli come schiavi. Legati insieme per la gola ad un bastone, partono per raggiungere la città dei Maya invasori, dove saranno sacrificati al loro dio Kukulkan. Dopo aver percorso parecchie miglia, un uomo stremato dal dolore per ferita all'addome riportata nella colluttazione con gli invasori, si accascia a terra costringendo gli altri legati con lui a fermarsi. L'uomo che aveva ucciso il padre di Zampa di Giaguaro si avvicina al prigioniero stremato e gli ordina di alzarsi. Zampa di Giaguaro cerca di aiutare il suo amico ma questo gesto non sembra piacere all'uccisore del capo del villaggio che frusta il ragazzo affinché lasci alzare da solo il suo amico. Quando l'uomo riesce infine ad alzarsi gli altri possono ripartire.

I prigionieri affrontano un percorso tortuoso che si apre, da un lato, su un burrone. L'uomo legato accanto a Zampa di Giaguaro scivola e penzola nel vuoto rischiando di trascinare con sé gli altri prigionieri legati allo stesso bastone. Con grande fatica i suoi compagni riescono a sollevare l'uomo ferito salvandosi così dal pericolo di precipitare. È comunque segnato il destino del ferito che viene slegato e spinto giù nel precipizio dall'assassino del padre di Zampa di Giaguaro. Il viaggio prosegue attraverso i primi insediamenti della città Maya che è la destinazione del viaggio. Avviene a questo punto un importante incontro con una bambina affetta dalla peste che si rivela essere una veggente che predice agli invasori la loro sorte:

« Sta attento alla nerezza del giorno; sta attento all'uomo che porta il giaguaro; guardalo rinascere dal fango e dalla terra, a causa di costui cancellerai il cielo e distruggerai la terra. Vi eliminerà e metterà fine al vostro mondo. Ora è con noi. »

I prigionieri dopo aver percorso una lunga distanza nella stanchezza e nel terrore, arrivano finalmente alla città della tribù rivale che sembra tecnologicamente molto più sviluppata della loro. Qui gli schiavi vengono trascinati in cima a una piramide a gradini per essere sacrificati al Dio Kulkulkan strappando loro il cuore dal petto, decapitandoli e lasciando rotolare a terra i loro corpi. Dopo due sacrifici è il turno di Zampa di Giaguaro che sa che deve continuare a vivere perché sua moglie e suo figlio piccolo hanno ancora bisogno di lui. Al momento del sacrificio si verifica un'eclissi totale di Sole, che viene interpretata come un segno di soddisfazione di Kukulcan per l'olocausto.

Si stabilisce che ai prigionieri rimasti venga data una possibilità di salvarsi: condotti in un'arena aperta vengono obbligati a correre mentre sono bersagliati da frecce. Se arrivano sani e salvi alla fine dell'arena possono scappare. Zampa di Giaguaro riesce a fuggire uccidendo il figlio del capitano rivale. Inseguito, si ferma sopra un albero ma scopre che sull'albero c'è un giaguaro. Fugge e il giaguaro uccide uno degli inseguitori. Uno dei guerrieri maya, a questo punto, comincia a collegare le parole della bambina, che si riferivano ad un uomo che correva con il giaguaro, al loro prigioniero ed è preso da timore considerandolo un presagio nefasto. Egli stesso, successivamente, viene morso da un serpente mortale,viene abbandonato e lasciato al suo destino. Il giovane cacciatore continua la sua fuga, ma arriva ad una cascata. Non avendo altre possibilità, si tuffa e riesce fortunosamente a sopravvivere. Lo stregone pensa che la profezia si sia avverata ma il capitano vuole vendetta per il figlio e lo uccide. Ordina quindi ai suoi uomini di seguirlo tuffandosi a loro volta: solo uno di essi muore e Zampa di Giaguaro è costretto nuovamente a fuggire. Durante la fuga si impantana nelle sabbie mobili della sua foresta, ma riesce ad uscirne e la sua fuga prosegue. Questa scena è significativa perché Zampa di Giaguaro emerge dalle sabbie mobili tutto nero di fango, con lo spiccante bianco degli occhi, che gli danno le sembianze del giaguaro. Accortosi, infine, di trovarsi nella sua foresta e incoraggiato da questo, dimentica ogni paura e si prepara ad affrontare gli inseguitori. Getta così su di loro un nido di vespe per guadagnare tempo ed organizzarsi attraverso le risorse che la natura gli offre.

Sua moglie, nel frattempo, inizia ad avvertire le prime contrazioni e cerca invano di uscire dal pozzo. Il giovane cacciatore servendosi di una foglia trasformata in cerbottana e di spine avvelenate ricavate da un rospo, riesce ad uccidere uno degli avversari, ma subito dopo viene assalito con un bastone dall'assassino del padre. Zampa di Giaguaro risponde all'attacco con un bastone raccolto da terra, riesce ad avere la meglio ed a consumare la sua vendetta. Ad un tratto scoppia un temporale e il ragazzo sa che ora non può ritardare se vuole che la sua famiglia non muoia annegata.

Ricomincia la corsa ma viene colpito in pieno petto da una freccia lanciatagli dal capitano dei nemici. Il colpo non è fatale ma gli impedisce di affrontare il suo avversario, ormai pronto a ucciderlo con un pugnale. Fortunatamente Zampa di Giaguaro ha piazzato proprio tra sé e il suo nemico una trappola che nel suo villaggio utilizzavano per cacciare tapiri. L'avversario cade nella sua trappola restandone ucciso. Zampa di Giaguaro riprende a correre fuggendo dagli ultimi due inseguitori. Allo stremo delle forze, non resiste a lungo e viene infine raggiunto. La moglie quasi completamente sommersa dall'acqua assieme al figlio ha frattanto partorito il suo secondo bambino. Il giovane cacciatore, debole ed esausto, arrivato ad una spiaggia si accascia a terra aspettando la sua fine.

Proprio mentre la vicenda sembra essere arrivata al prevedibile epilogo, si verifica il "colpo di scena": sul tratto di mare visibile, sono ancorate delle navi spagnole, enormi e totalmente aliene per i nativi. Gli inseguitori abbandonano la caccia e iniziano ad avvicinarsi per rendersi conto di cosa siano.

Zampa di Giaguaro fugge e ritorna nella grotta appena in tempo per salvare la moglie e i suoi due figli. La donna gli chiede se debbano andarsene con le navi spagnole, ma il cacciatore le risponde che il loro compito è tornare nella foresta, e tentare un nuovo inizio.

[modifica] Storia del film

[modifica] Produzione

Il film è stato girato nella penisola messicana Yucatàn, tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006, il budget era di circa 40 milioni di dollari.

Gli attori sono tutti sconosciuti e originari di quel paese, come Rudy Youngblood, il protagonista, Dalia Hernandez e Raoul Trujillo.

Alcune comparse sono nativi della zona.

Il titolo è una parola greca che significa "rivelare", ma il film non ha connotazioni religiose, probabilmente Gibson si riferisce all'apocalisse provocata dall'arrivo dei conquistadores spagnoli, scena con cui termina il film.

Come il precedente La passione di Cristo, il film non ha titoli di testa, ma solo i titoli di coda.

Violente piogge in Messico hanno ritardato le ultime fasi di post-produzione, tanto che l'uscita del film nei cinema statunitensi è stata rimandata dal 4 agosto all' 8 dicembre 2006.

[modifica] Date di uscita e titoli per l'estero

Uscito negli USA nel periodo natalizio, sarebbe dovuto uscire in Italia il 15 dicembre ma fu rimandata al 5 gennaio 2007 poiché quello stesso giorno sono usciti i film natalizi Natale a New York e Olè, che avrebbero offuscato gli incassi del film. In Giappone per motivi oscuri uscì con molto ritardo il 21 luglio 2007.

In Turchia è uscito come Apokalipto, in Bulgaria come Apokalypto, e in Brasile come Apocalipto.

[modifica] Polemiche

Il film ha suscitato polemiche, fra cui:

  • la descrizione dei Maya come un popolo sanguinario e primitivo, benché esistano notevoli prove storiche, archeologiche ed antropologiche sulla numerosità e cruentezza dei loro sacrifici rituali.{citazione necessaria}};
  • la scena dell'eclissi che getta nel panico l'intera popolazione Maya, la quale sarebbe in contrasto con le conoscenze astronomiche che tale popolo ha dimostrato di avere, c'è da dire però che non tutti avevano conoscenze astronomiche[senza fonte]; infatti è doveroso notare come l'eclissi mandi sì nel panico la popolazione, ma non i sacerdoti che anzi ne sfruttano abilmente le caratteristiche per strabiliare ancora di più il loro popolo.
  • la deformazione storico-temporale del film, dove si rappresentano i Maya durante la scoperta dell'America come una popolazione fiorente e sviluppata, quando invece agli inizi del 1500 erano quasi completamente decaduti. In realtà Gibson non rappresenta un impero all'apice della sua fioritura ma una popolazione già povera e terrorizzata da profezie incombenti.
  • la presenza di numerose scene di violenza e di immagini disturbanti, spesso ai limiti del gore; questa critica sembra più che altro un riflesso condizionato, che richiama polemiche su precedenti lavori del regista.

[modifica] Censure

A causa dei suoi contenuti violenti molti paesi europei hanno vietato il film ai minori, i Paesi Bassi a 16 anni, il Regno Unito a 18 e la Francia a 12 anni.

Negli USA fu pubblicizzato addirittura come un horror dall'MPAA, e classificato Restricted (vietato ai minori di 17 anni).

In Italia inizialmente venne classificato come "non vietato", ma sconsigliato dalla maggior parte dei cinema, il TAR del Lazio si oppose alla scelta affermando che il film contiene troppe scene truculente che si susseguono per tutto lo spettacolo, inadatte ad un pubblico di minori, tanto che l'11 gennaio il film fu definivamente vietato ai minori di 14 anni.

In Cina invece è stato bandito dalla censura cinese, che ne vietò l'uscita; fu molto attaccato anche in altri Paesi dell'Estremo Oriente.

[modifica] Visti censura

  • Argentina: 18
  • Australia: M15
  • Francia: -12
  • Italia: VM14
  • Paesi Bassi: -16
  • Portogallo: M16
  • Regno Unito: 18
  • Spagna: 14
  • Stati Uniti d'America: R (v.m.17)
  • Svizzera: 16

[modifica] Successo

Nel mondo Apocalypto non ha avuto il successo sperato, spesso a causa di polemiche e di vicende giudiziarie. Negli USA la prima settimana ha incassato 14.000.000 $ e in tutto 51.000.000; nel Regno Unito è stato un medio successo, anche in Italia ha incassato comunque 6.000.000 . Complessivamente ha incassato in tutto il mondo 118.300.000 $, molto di meno del film precedente di Gibson, La passione di Cristo, che ha incassato in tutto 650.000.000 $. Tuttavia è da notare che quest'ultimo film ha rappresentato uno dei maggiori successi al botteghino della storia del cinema e che Apocalypto ha pur sempre incassato quasi tre volte il costo del film.

[modifica] Critica

La critica italiana non ha accolto molto bene il film.

Solo Pino Farinotti lo ha trattato molto bene assegnandogli 4 stellette e dichiarando che già fa parte del corpo del cinema

Il sito "delcinema.it" invece gli assegna due stelle e mezzo e scrive che Il racconto ha dalla sua un'abile tecnica di regia e un'ottima sceneggiatura all'americana, ma decisamente inefficace.

[modifica] Curiosità

  • Mel Gibson appare nel primo teaser trailer pubblicato, solo per 2-3 fotogrammi verso il minuto 1:46, poco prima che compaia la scimmia urlatrice.
  • Quando Lupo Zero grida Io sto camminando qui un albero cade vicino al gruppo, questo è un riferimento al film con Dustin Hoffman Un uomo da marciapiede.
  • Il 22 maggio 2007 è uscita negli USA un'edizione in Blu-ray Disc.
  • In una scena si può osservare un singolare metodo di sutura adoperato dalla moglie di Zampa di Giaguaro per chiudere i lembi di una ferita al figlioletto e che consiste nel farli azzannare da formiche dotate di mandibole particolari, che poi vengono decapitate. Un metodo assolutamente identico a quello descritto da Abulcasis, grande chirurgo arabo del X secolo, nonché usanza in voga presso diverse popolazioni indigene delle americhe.
  • La città maya ricostruita per il film è probabilmente Palenque, ciò si può constatare dal glifo a forma di teschio che è stato ritrovato a Palenque, che nel film si trova all'entrata dell'arena dove vengono sterminati i sopravvissuti ai sacrifici.
  • Durante la notte della fuga di Zampa di Giaguaro, in cielo splende la luna piena (viene chiaramente inquadrata circa a metà del secondo tempo). Il giorno precedente tuttavia c'è stata un'eclissi totale di sole, che può verificarsi solo in condizione di luna nuova.

[modifica] Slogan pubblicitari

  • «Ogni civiltà nasce dalle ceneri della sua distruzione»;
  • «No one can outrun their destiny»;
    «Nessuno può andare oltre il proprio destino»;
  • «Quando arriva la fine non tutti sono pronti ad affrontarla».

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

Template:Film di Mel Gibson

Strumenti personali