Antropophagus

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Antropophagus
Antropophagus (titoli di testa).JPG
I titoli di testa del film
Titolo originale Antropophagus
Lingua originale inglese
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, splatter
Regia Joe D'Amato
Soggetto Joe D'Amato, George Eastman
Sceneggiatura George Eastman
Produttore Joe D'Amato, George Eastman, Oscar Santaniello
Casa di produzione P.C.M. International, Filmirage
Distribuzione (Italia) Cinedaf
Fotografia Enrico Biribicchi
Montaggio Ornella Micheli
Musiche Marcello Giombini
Scenografia Ennio Michettoni
Costumi Ennio Michettoni
Trucco Pietro Tenoglio
Interpreti e personaggi

Antropophagus è un film del 1980, diretto da Joe D'Amato.

Rientra nel filone cannibal movie pur non essendo ambientato in Amazzonia, come la maggior parte degli altri prodotti del genere, bensì in Grecia.

Il film fu proiettato nel 2006 alla prestigiosa Cinémathèque Française, nell'ambito di un omaggio a Joe D'Amato.[1]

Dopo l'uscita di Rosso sangue, spacciato negli Stati Uniti come sequel di Antropophagus, girarono alcune voci su un possibile vero sequel del cult movie. D'Amato prima confermò la notizia, ma in un secondo momento la smentì e il film non venne mai realizzato.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Due turisti tedeschi vengono massacrati su una spiaggia da un misterioso assassino. La donna viene trascinata sott'acqua e uccisa, l'uomo è ucciso a colpi di mannaia.

Ad Atene Julie, una studentessa, si aggrega a un gruppo di turisti per recarsi su un'isola dove deve incontrare una coppia francese che ha una figlia cieca. Gli altri componenti del gruppo sono: Alan, che noleggia una barca, sua sorella Carol, una medium e una cartomante, Harold e sua moglie Maggie che attende un figlio, infine Daniel, che corteggia subito Julie, pur essendo il ragazzo di Carol. Durante il viaggio, Carol legge le carte a Maggie e vede la morte nel suo futuro. Maggie è terrorizzata e viene consolata da Julie.

Arrivati sull'isola, Maggie si sloga una caviglia scendendo dalla barca e il gruppo decide di lasciarla lì in compagnia di un marinaio greco. Il gruppo si accorge che il paese è deserto. Notano una donna che li osserva da dietro una finestra. Entrano in quella casa e trovano un cadavere in decomposizione, mentre la donna sta scappando.

Intanto sulla barca il marinaio sta curando Maggie, ma viene ucciso mentre sta cambiando l'acqua per fare degli impacchi alla sua caviglia. Maggie lo chiama e, dato che non ottiene alcuna risposta, si reca lei stessa a prendere l'acqua. Quando tira su il secchio vi vede dentro la testa mozzata del marinaio in un lago di sangue e si mette ad urlare, lasciando cadere in mare il secchio. Due mani la trascinano via, mentre la barca si disancora, proprio mentre il resto del gruppo fa ritorno.

I cinque decidono di andare a casa dei francesi amici di Julie. Carol sente attorno a sé delle presenze malefiche ed è molto preoccupata. Intanto Julie vaga per i corridoi della casa con una candela in mano. All'improvviso sbuca una mannaia: è di Daniel, che ha sentito dei rumori e vuole capirne la provenienza. I due ispezionano la casa. All'improvviso un gatto balza su un pianoforte, facendolo suonare. Julie e Daniel arrivano in cantina e all'improvviso da un piccolo baule esce fuori una ragazza urlante insanguinata e sconvolta che accoltella alla schiena Daniel. È Ariette, la figlia cieca della coppia francese, unica superstite dell'eccidio avvenuto nella casa. La ragazza parla di un mostro che ha ucciso i suoi genitori e che lei sente l'odore di sangue che emana. Carol benda la ferita di Daniel, mentre Alan e Harold si recano in paese per procurarsi le medicine. Quando Carol si addormenta, Daniel si reca nella stanza di Julie e le dichiara il suo amore. Carol ascolta tutta la conversazione e scappa disperata. Julie la raggiunge per rassicurarla, ma lei la rinchiude nel cimitero. Julie riesce a scavalcare il muro e a fuggire.

Intanto nella casa Ariette avverte dall'odore la presenza del mostro, che rivela per la prima volta il suo volto butterato, con gli occhi spiritati. Il possente mostro raggiunge Daniel e lo uccide mordendolo alla giugulare.Carol invece scompare misteriosamente.

Harold, Alan e Julie raggiungono la villa in preda alla disperazione poiché' tutte le profezie di morte di Carol si stanno rivelando veritiere e soprattutto non sanno ancora di preciso contro chi o cosa devono difendersi in quanto nessuno di loro è ancora riuscito a scorgere il mostro la cui forza sovraumana e le enormi dimensioni ne fanno ai loro occhi un avversario apparentemente invincibile. L'unica donna presente nel paese si suicida davanti all'ingresso, gettandosi nel vuoto con una corda al collo. I tre ragazzi trovano nella casa anche Carol, che si scusa con Julie, e notano dalla finestra che la barca sta tornando verso la riva. Alan e Harold vanno a recuperarla.

Harold trova una scarpa appartenente a Maggie e si inoltra in una grotta piena di scheletri, teschi umani e cadaveri decomposti divorati dai topi. Harold trova Maggie, nascosta in una cripta.

Intanto nella villa le donne ritrovano alcuni diari e alcune fotografie appartenenti a un certo Klaus Wortmann. Julie trova sotto delle lenzuola alcuni cadaveri decomposti e capisce che il mostro è Klaus Wortmann, e la donna impiccata la sorella. Nella grotta Harold viene assalito dal mostro. A questo punto si inserisce un flashback che ci mostra il suo passato. Dopo un naufragio, per sopravvivere uccise la moglie e si cibo' anche del corpo del loro figlioletto morto di stenti. Da quel giorno è impazzito e vaga alla ricerca di carne umana. Grazie a un memorabile gioco di montaggio la scena in cui Wortmann affonda accidentalmente il suo coltello nel petto della moglie (la quale si era opposta all'atto di cannibalismo nei confronti del loro figlio) viene fatta coincidere con quella in cui Harold viene trafitto. Il mostro poi afferra Maggie e le strappa a mani nude il feto dall'utero, sventrandola orribilmente (il tutto sotto gli occhi di Harold che morente deve assistere impotente all'orribile scena) e si reca alla villa. Lì uccide Carol e insegue Julie e Ariette, che si rifugiano in soffitta. Il mostro tenta di sfondare la porta ma non ci riesce. Allora sale sul tetto, lo sfonda con una mano e tira per i capelli Ariette, azzannandola al collo e uccidendola.

Julie raccoglie il piccone e ferisce a una gamba il mostro, che cade giù dal tetto, in un pozzo. Julie riesce a fuggire ed esce dalla casa, ma il mostro la fa cadere nel pozzo dove rimane impigliata con la mano ad una corda. Nonostante questo riesce a risalire prima di Wortmann il quale però una volta afferrata la corda che tiene legata la ragazza comincia minacciosamente a trascinarla verso di sé per ucciderla. A questo punto Alan che sembrava scomparso afferra il piccone e colpisce il mostro con una violenta picconata al petto. Dalla ferita fuoriescono le viscere. Il mostro le addenta e muore in una sequenza rimasta sinistramente celebre. Alan e Julie si fissano l'un l'altra perplessi e scioccati.

Scene eliminate[modifica | modifica sorgente]

Al montaggio fu tagliata la sequenza in cui Klaus Wortmann (interpretato da George Eastman) sgozza con un coltello Zora Kerowa, e questa crolla a terra in mezzo a un gruppo di cadaveri ricoperti di vermi. La sequenza fu tagliata per vari problemi tecnici riguardanti gli effetti speciali.[2]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese iniziarono nell'aprile 1980 e durarono un mese.[3] Il film fu girato in 16 mm e successivamente gonfiato a 35 mm.[3] Il film fu prodotto dalla neonata Filmirage, fondata da Joe D'Amato e da Donatella Donati.

Il film fu girato in esterni ad Atene, a Sperlonga, a Nepi e a Sutri, mentre gli interni furono girati in una villa a Sacrofano. La misteriosa isoletta greca avvistata dalla barca è in realtà Ponza.[3]

Le scene ambientate nella grotta sono state girate nella Catacomba di Santa Savinilla a Nepi. Per l'occasione, come raccontato da Joe D'Amato alla rivista Nocturno, venne affittato un gran numero di teschi ed ossa di plastica da posizionare nelle diverse nicchie assieme ai veri resti umani presenti già da prima. Al termine delle riprese, vennero raccolte per sbaglio tutte le ossa, vere e finte, che in seguito D'Amato conservò a casa sua.[4]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Nel film recita anche Margaret Mazzantini, oggi affermata scrittrice e moglie di Sergio Castellitto, all'epoca attrice agli esordi. La Mazzantini interpreta il ruolo della ragazza cieca, che alla fine viene uccisa dal cannibale.

Vanessa Steiger era il primo pseudonimo usato da Serena Grandi, che all'epoca era all'inizio della sua carriera.

Joe D'Amato appare all'inizio del film in un cameo, nel ruolo di un turista.

Klaus Wortmann[modifica | modifica sorgente]

Klaus Wortmann[5] (conosciuto negli altri paesi come Nikos Karamanlis) è il mostro creato da Joe D'Amato, protagonista del film Antropophagus. Si tratta di un cannibale che si nutre degli esseri umani che mettono piede nell'isola greca dove egli è prigioniero. Di questo personaggio sappiamo l'intera vicenda che l'ha portato a diventare un cannibale.

Wortmann era un normale uomo che per motivi sconosciuti naufragò con la moglie e il figlio in mare. Quando essi morirono di stenti, Wortmann si vide costretto a nutrirsi dei loro cadaveri per poter sopravvivere: quando finalmente la barca si arenò in un'isola greca l'orrore di ciò che aveva vissuto l'aveva fatto ormai impazzire, trasformandolo in un mostro antropofago, che uccise e smembrò gran parte degli abitanti dell'unico villaggio presente, costringendo tutti i turisti ad abbandonarla. Una ragazza cieca era riuscita a salvarsi dalla sua furia ed era in grado di percepire la sua aura di morte: venne soccorsa un mese dopo da un gruppo di turisti. Wortmann, però uccise, uno ad uno, tutto il gruppo. Solo due riuscirono a salvarsi e uno di loro colpì il mostro con una picconata nel ventre, causando la fuoriuscita degli intestini e quindi la morte. 

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì nelle sale cinematografiche italiane il 9 agosto 1980 con divieto ai minori di 18 anni.

In un'intervista concessa a Nocturno, George Eastman racconta di aver assistito alla prima del film al Cinema Metropolitan di Roma insieme a Claudio Bernabei e ad altre due persone, le quali abbandonarono la sala disgustate dalla scena in cui il mostro estrae il feto dal ventre di Maggie per divorarlo.[6]

Censura[modifica | modifica sorgente]

Visti censura

  • *: bandito
  • **: tagliato pesantemente

Il film è noto per alcune scene truculente, come quella già citata del feto mangiato e il finale in cui il cannibale addenta le proprie viscere. Per queste scene il film ebbe molti problemi con la censura. In realtà il feto era solo un coniglio spellato a cui era stato appiccicato un budellino per simulare il cordone ombelicale. Nonostante queste spiegazioni, nel Regno Unito questa scena ha portato a ritenere che il film fosse uno snuff movie[7] e venne quindi bandito per lungo tempo (la stessa sorte capitò anche ad un altro celebre film di D'Amato, Buio Omega).

Il film è stato censurato in molti paesi. La versione statunitense della pellicola, intitolata The Grim Reaper, ha eliminato tutte le sequenze splatter e ha cambiato la colonna sonora e il montaggio della sequenza dei titoli di testa.[2]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Per la rivista Spaghetti Nightmares il film è «Uno dei simboli del gore all'italiana». La rivista Delirium lo definisce «Un film che offre alcuni dei momenti più disgustosi nella storia del cinema».

Nocturno definisce Antropophagus «un film controverso nel panorama horror italiano di quegli anni. A metà strada tra il cinema cialtrone di Bruno Mattei e quello più sofisticato di Lucio Fulci, chiaramente influenzato dalla politica del body count di certo slasher americano ma anche dalla visceralità del genere cannibalico di Ruggero Deodato e co., Antropophagus resta ancora oggi pellicola di difficile collocazione e indubbio interesse».[8]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

  • In Rosso sangue, diretto sempre da D'Amato nel 1981, il protagonista all'inizio del film entra in una casa con le budella che fuoriescono, evidente autocitazione della scena finale di Antropophagus.
  • In Sick-O-Patic, film indipendente a episodi diretto nel 1996 da Massimo Lavagnini e Brigida Costa, è presente un episodio intitolato Aerophagus, in cui un mostro truccato come George Eastman attacca su una spiaggia una donna incinta, interpretata da Antonella Fulci, la figlia di Lucio Fulci.
  • Alcune sequenze del film scorrono su una televisione in La iena, diretto da D'Amato nel 1997.
  • Nel 1999 il regista tedesco Andreas Schnaas ha realizzato un remake della pellicola italiana, intitolato Antropophagus 2000. Sempre lo stesso regista ha citato la sequenza dell'auto cannibalismo in Nikos, diretto nel 2003.
  • In Terror Firmer, film prodotto dalla Troma diretto da Lloyd Kaufman nel 1999, è presente una sequenza in cui una misteriosa assassina squarcia il ventre di una donna e ne strappa il feto.
  • In Grindhouse - Planet Terror, diretto da Robert Rodriguez nel 2007, è presente una sequenza in cui un uomo fa finta di addentare le proprie budella, che si rivelano delle salsicce.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Nell'album Amen dei Baustelle uscito nel 2008, l'ottava traccia s'intitola Antropophagus; la band, ispirandosi al film, fa una critica sociale parlando dell'emarginazione e del degrado che si può provare nelle grandi città (nello specifico Milano), usando il cannibalismo come metafora principale.

Titoli per l'estero[modifica | modifica sorgente]

In Francia il film è uscito come Antropophagous, in Germania Ovest come Maneater der Menschenfresser, in Spagna come Gomia, terror en el mar Egeo, negli Stati Uniti come The Grim Reaper e nel Regno Unito come Antrhopophagus, The Beast.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nocturno alla Cinémathèque. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  2. ^ a b c Manlio Gomarasca & Davide Pulici (a cura di), Nocturno Dossier numero 78. Joe D'Amato. Guida al cinema estremo e dell'orrore, Milano, Nocturno Cinema, gennaio 2009, pag. 38.
  3. ^ a b c Manlio Gomarasca & Davide Pulici (a cura di), op. cit., Milano, Nocturno Cinema, gennaio 2009, pag. 36.
  4. ^ Intervista a Joe D'Amato. URL consultato il 6 agosto 2009.
  5. ^ (EN) Antropophagus in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  6. ^ Intervista a George Eastman. URL consultato il 6 agosto 2009.
  7. ^ Marco Giusti, Scheda su Antropophagus presente in Stracult. Dizionario dei film italiani, Roma, Frassinelli, 2004, pp. 45-46, ISBN 88-7684-813-4.
  8. ^ Manlio Gomarasca & Davide Pulici (a cura di), op. cit., Milano, Nocturno Cinema, gennaio 2009, pag. 35.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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