Immagini di un convento

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Immagini di un convento
Immagini di un convento (titoli di testa).jpg
I titoli di testa del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1979
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere erotico, pornografico
Regia Joe D'Amato
Soggetto Tom Salima
Sceneggiatura Tom Salima
Produttore Oscar Santaniello
Casa di produzione Kristal Film
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Vincenzo Vanni
Musiche Nico Fidenco
Costumi Adriana Bellone
Interpreti e personaggi
« E visto che tu ti sei ripassato un convento intero a questa la prima botta gliela do io! Allegra sorella, che ora ti suono 'sto trombone! »
(Un brigante, rivolgendosi ad un suo compare, poco prima di violentare suor Marta)

Immagini di un convento è un film erotico del 1979 diretto da Joe D'Amato.

Il film appartiene al filone della nunsploitation, sottogenere della exploitation diffuso negli anni settanta, ossia a quella serie di film a sfondo erotico ambientati in conventi e con protagoniste suore. Il film è anche noto per la prima scena pornografica realizzata dall'attrice Marina Hedman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Italia, verso la metà del XVII secolo, in un convento di clausura della Toscana chiamato Santa Fiora, Suor Marta si appresta ad incontrare il giardiniere del convento, Cesco per chiedergli se ha raccolto della frutta fresca per l'arrivo di sua eminenza, un cardinale milanese che sarebbe arrivato lì a momenti, ma Cesco in preda al panico si scusa con la suora dicendo che il raccolto è andato perduto a causa di un coniglio che è riuscito a catturare, sostenendo che la sua venuta è stata opera della statua raffigurante Satana che si trova nel giardino del convento. Suor Marta intima a Cesco che non vuole più sentir parlare di queste superstizioni, arrivato in convento, il cardinale viene accolto dalla Madre Superiora Angela che lo invita a prendere il tè nel suo studio, dove il cardinale la convince a prendersi cura della contessina di Lignate, Isabella. Lui era un caro amico di suo padre e vuole che Isabella prenda i voti e diventi una monaca di clausura perché possa redimere la sua anima e salvarla da suo zio Ascanio, un uomo lussurioso e senza criterio, a cui Isabella è morbosamente legata. Non passa certo molto tempo prima che Isabella cominci ad odiare quel luogo che per lei è come una prigione (le suore nel convento vivono in vere e proprie celle): abituata al lusso e ad essere servita, scambia due giovani suore che erano venute a portarle il vestito da suora come due sue serve. Fatta vestire, Isabella viene condotta nello studio della Madre Superiora che rimane pietrificata quando vede che Isabella si presenta davanti a lei vestita da suora ma con i seni scoperti, Isabella si dimostra indisposta nei confronti di Suor Angela che l'aveva accolta a braccia aperte, sostenendo che non potrà mai trovare la pace in quel luogo di prigionia e repressioni, dicendo che suo zio non tarderà a venire a portarla via dal convento. Infuriata, Suor Angela ordina ad Isabella di ritirarsi nella sua cella e di meditare su quello che ha fatto, quella notte stessa, Isabella sogna di fare l'amore con il suo amato zio e mentre dorme, un'altra giovane suora, Licinia molto attraente si intrufola nella sua cella e comincia a spogliarla, a baciarla e a leccarla nelle parti intime. Tornata in corridoio la giovane viene scoperta da Suor Marta, che per punirla della sua lussuria, la spoglia e la frusta violentemente sulla schiena fino a farla sanguinare, una volta che la ragazza dice di essersi pentita, Suor Marta inspiegabilmente comincia ad accarezzarla dolcemente, le lecca il sangue dalle ferite e le lacrime che le scendono dalle guance e infine la seduce. Finita l'estasi di piacere, Suor Marta torna in sé e fugge via a pregare, inorridita dal peccato blasfemo che ha appena compiuto, lasciando la giovane sola, sia appagata sia disorientata. Il mattino seguente, il giardiniere Cesco avverte la Madre Superiora di aver trovato un uomo ferito nel loro giardino, presto la notizia di propaga in tutto il convento e Isabella sembra molto incuriosita da questo straniero. Suor Angela si appresta a curare le ferite dell'uomo e nello spogliarlo si accorge di essere per la prima volta nella sua vita attratta sessualmente da un uomo, anche perché è la prima volta che vede un organo sessuale maschile. Sebbene il parere contrario di Suor Marta nell'ospitare lo straniero, Suor Angela sostiene che come suore loro hanno l'obbligo della carità e del rispetto del diritto d'asilo, sostenendo che non è una novità che dei briganti aggrediscano dei passanti nei boschi intorno al convento. Tuttavia Suor Angela affida d'ora in avanti il compito di prendersi cura dell'uomo a Suor Veronica, una donna molto più anziana e molto meno attraente, nel convento cominciano a circolare voci riguardo allo straniero, secondo la quale è un valoroso che si è battuto con i briganti per proteggere il monastero e che è molto bello. Nel frattempo Isabella ha stretto amicizia con Suor Marta, che le porta di nascosto cibi proibiti come la carne e vino, ma pare che non voglia nulla in cambio, neppure la collana che Isabella le ha offerto. Lei avrebbe un piano, ovvero poter avvicinarsi allo straniero per affidargli l'incarico di avvertire suo zio di dove lei si trovi ma Suor Marta le nega questo favore. Nel frattempo l'uomo si è ripreso e si scopre che il suo nome è Guido Bencio, dopo essersi complimentato con Suor Veronica per l'ottimo pasto le chiede di poter incontrare nuovamente la Madre Superiora perché deve assolutamente parlarle. Suor Angela si reca nella capanna dove si trova Guido per ascoltare ciò che ha da dirle, Guido le dichiara il suo amore e cerca di baciarla e far sesso sul letto, solo l'intervento di Suor Marta salva Suor Angela dal lasciarsi andare.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film è stato liberamente tratto dal romanzo La Religieuse, di Denis Diderot, in Italia uscito anche con il titolo La monaca.
  • Il regista Joe D'Amato è accreditato anche come direttore della fotografia, ma con il suo vero nome, Aristide Massaccesi.

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