Film snuff

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Un'immagine del falso snuff inserito in Emanuelle in America, diretto da Joe D'Amato nel 1976
(EN)
« Snuff films depict the killing of a human being - a human sacrifice (without the aid of special effects or other trickery) perpetrated for the medium of film and circulated amongst a jaded few for the purpose of entertainment. »
(IT)
« Gli snuff ritraggono l'uccisione di un essere umano: un sacrificio umano (senza l'ausilio di effetti speciali o d'altri espedienti) compiuto in forma di film e diffuso tra una rozza minoranza a scopo d'intrattenimento. »
(David Kerekes e David Slater, Killing For Culture: Death Film From Mondo To Snuff)

Nel gergo della pornografia, l'espressione snuff o snuff movie (dall'inglese "spegnere lentamente") si riferisce a presunti video amatoriali realizzati sotto compenso in cui vengono mostrate torture realmente messe in pratica durante la realizzazione del film culminanti con la morte della vittima.

In oltre quarant'anni da quando la parola è stata coniata, non un solo filmato di questo genere (girato appositamente con l'idea di venire distribuito e venduto clandestinamente) è mai stato rinvenuto.

L'espressione snuff riferita al significato attuale, viene usata per la prima volta nel film Slaughter (1971), di Michael Findlay, poi rimontato in Snuff (1976), di Michael e Roberta Findlay. Gli autori del film fecero circolare la voce che la scena finale del film, in cui una donna veniva torturata e uccisa, fosse una ripresa di fatti reali, addirittura organizzando alla prima visione manifestazioni fittizie contro il loro stesso film. La diffusione di questa notizia diede un notevole impulso al successo commerciale del film, cosa che contribuì a diffondere l'idea dell'esistenza di un fantomatico mercato sommerso e illegale per questo genere di produzioni.

Controversie sullo snuff[modifica | modifica sorgente]

Il termine snuff è sempre stato oggetto di controversie: esistono innumerevoli casi di morte in diretta illegittimamente associati al genere (tra i più noti, il suicidio di Budd Dwyer o l'omicidio di Emilio Nunez, tutti filmati di pubblico dominio), ma non esistono filmati pubblici definibili snuff. Lo stesso dicasi per alcuni assassini (tra i quali Armin Meiwes, Charles Ng e Jeffrey Dahmer) che hanno dichiarato di aver filmato i propri omicidi non a scopo di lucro, ma per trarre ulteriore gratificazione futura dalle loro gesta. Quello che fa del filmato di un'uccisione uno snuff è proprio che le vittime verrebbero uccise solo e proprio per fare la ripresa e non per altri motivi.

Una delle più massicce indagini sul tema fu effettuata nel 1994 dai giornalisti David Kerekes e David Slater, senza alcuna fonte accertata. A seguito delle ricerche venne pubblicato il libro Killing for culture: Death Film from Mondo to Snuff, disponibile per il mercato inglese.

Casi simili[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 si è pubblicato un video shock che ritrae due ragazzi ventenni ucraini nell'atto di assassinare brutalmente un uomo, il quarantottenne Sergei Yatzenko, servendosi di una sorta di ascia ed altri vari oggetti metallici contundenti, tra i quali un cacciavite. Durante le sequenze assolutamente brutali, i giovani si passano di mano il videofonino mentre deridono, seviziano e torturano la povera vittima. I due serial killer sono stati etichettati dai media russi come Maniaci di Dnepropetrovsk, e saranno riconosciuti responsabili, assieme ad un complice, di una lunga serie di delitti che spesso venivano filmati e documentati con un videofonino appartenente a uno dei due killer. Viktor Sayenko (in ucraino: Віктор Саєнко, in russo: Виктор Саенко) e Igor Suprunyuck (in ucraino: Ігор Супрунюк, in russo: Игорь Супрунюк) sono stati arrestati e condannati nel 2009 all'ergastolo.

È invece del 31 maggio 2012 la notizia della presenza nel web di un efferato filmato che ha per protagonista l'ormai ex pornoattore canadese Eric Newman. Egli stesso ha infatti diffuso in rete una sequenza che con ogni probabilità lo ritrae nell'atto di uccidere, decapitare e smembrare il corpo di un giovane asiatico. Newman sarà arrestato i primi di giugno, fuggiasco, a Berlino. Prima di fuggire dal Canada, ha presumibilmente spedito parti del corpo del cadavere a diversi uffici postali e sedi di partiti conservatori canadesi[senza fonte].

Falsi cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Guinea Pig: Flowers Of Flesh And Blood[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 uscì in Giappone la serie Guinea Pig, una serie di cortometraggi a tema orrorifico, tutte pellicole a sé stanti senza alcun filo conduttore. Tra questi, uno è conosciuto comunemente come Flowers of Flesh and Blood (Za ginipiggu 2: Chiniku no hana) di Hideshi Hino: è un film non convenzionale, senza una trama, senza titoli di apertura, ritraente un uomo vestito come un grottesco samurai e una donna sedata, legata ad un letto, che successivamente viene mutilata e smembrata. Il tutto è girato su una vecchia pellicola graffiata 8mm dall'aspetto vissuto, con effetti speciali visivi e sonori di prim'ordine, tutti espedienti che potrebbero far sembrare il video vero all'occhio più inesperto.

Nel 1991 il regista del primo film della serie Guinea pig, Satoru Ogura, per diletto personale decise di fare una compilazione del peggio della serie, contenente le scene più violente, intitolandolo Slaughter special, e iniziò a distribuirne copie tra amici e collezionisti, innescando così un meccanismo a macchia d'olio che fece arrivare questa raccolta fino agli Stati Uniti nelle mani di Chas Balun, un attore di cinema horror ed esperto di effetti speciali, il quale, entusiasta della visione, cominciò a distribuire autonomamente il video. Nel 1997 una copia della famigerata raccolta giunse nelle mani del noto attore Charlie Sheen, il quale, inorridito dalla visione e credendo subito che si trattasse di filmati reali, si affrettò a contattare l'MPAA, che a sua volta passò il video all'FBI; quest'ultima ovviamente era già al corrente di tutto, e il boato creato dal divo americano si concluse così in una bolla di sapone.

Tuttavia, stando al sito ufficiale della serie, un fondo di verità in tutto questo c'è: il regista del succitato film Hideshi Hino dichiarò infatti di aver ricevuto nel 1985 un pacco anonimo da un fan, contenente una bobina 8mm, 54 fotografie e una lettera di 19 pagine, commenti di un crimine passato realmente commesso e filmato con lo scopo di farlo circolare tra una ristretta cerchia di adepti con certe perversioni. Dopo la visione il regista non esitò a denunciare il tutto alle autorità. A meno che il regista non sia stato raggirato a sua volta, si tratterebbe di un vero snuff.

Snuff killer - La morte in diretta[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003, su uno dei tanti siti di filmati online (tra i quali l'ormai scomparso Ogrish.com), fece la sua comparsa un misterioso video ritraente una donna bionda, sulla trentina, seduta su quella che sembra una sedia a rotelle, che viene improvvisamente colpita da un colpo di pistola alla fronte; dopo lo sparo, una nuca femminile compare nello schermo, e così il video finisce. Pochi mesi dopo si scoprì che la donna bionda non era altri che Carla Solaro, attrice erotica italiana, nelle vesti di Michelle, protagonista del film Snuff killer - La morte in diretta del regista Bruno Mattei: il filmato venne estrapolato dal trailer promozionale da qualche buontempone, prima della sua distribuzione ufficiale.

Filmografia a tema snuff[modifica | modifica sorgente]

Selezione di film che propongono e trattano lo snuff, inteso come tale.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brando Taccini, Stracult Horror. Guida al meglio (e al peggio) del cinema horror italiano anni '80, Quintilia, Roma, 2012, p. 458.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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