Voglia di guardare

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Voglia di guardare
Titolo originale Voglia di guardare
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1986
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere erotico
Regia Joe D'Amato
Soggetto Joe D'Amato
Sceneggiatura Joe D'Amato, Donatella Donati, Italo Focacci

[1]

Fotografia Joe D'Amato
Montaggio Joe D'Amato
Musiche Guido Anelli e Stefano Mainetti
Costumi Italo Focacci
Interpreti e personaggi

Voglia di guardare è un film erotico del 1986 diretto da Joe D'Amato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Diego è un medico guardone che ama spiare la propria moglie, Cristina, mentre compie atti sessuali con le più disparate persone. Andrea si finge paziente di Diego al solo scopo di avere un rapporto sessuale con la moglie, ma se ne innamora perdutamente[1].

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è diretto, fotografato, montato e sceneggiato interamente da Joe D'Amato[1]. Solo per la sceneggiatura si avvale della collaborazione di Donatella Donati e Italo Focacci, quest'ultimo anche produttore[1].

Cast[modifica | modifica sorgente]

Jenny Tamburi interpreta la moglie del marito voyeur e, per la realizzazione della parte, volendo quanto più assomigliare a Stefania Sandrelli (che l'anno prima era stata protagonista de La chiave), è visibilmente e volutamente ingrassata[1]. Sarà il suo ultimo film erotico[1]. Laura Gemser interpreta una piccola parte nel film: l'amante lesbica di Cristina[1]. Lilli Carati recita, invece, la parte di una tenutaria di un postribolo e, dopo la realizzazione di questo film, si sarebbe interamente dedicata all'hardcore[1].

A proposito del film Jenny Tamburi ha dichiarato: «Con Aristide[2] avevamo un rapporto bellissimo… come se fosse mio padre. Quando facevamo quel film mi diceva sempre di essere più eccitante, più maliziosa. Io ci pensavo un po’, poi lo facevo con molta serenità. Aristide era una persona meravigliosa, gentilissimo, poi era del sagittario come me e quindi legavamo molto. Nel film c’erano molte scene di nudo e anche alcune imbarazzanti sequenze con Lilli Carati. Ma eravamo allenate…»[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i Lilli Carati, TELLUS folio. URL consultato il 7 novembre 2012.
  2. ^ vero nome del regista

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]