Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti - Decameron nº 69

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Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti - Decameron nº 69
Titolo originale Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti - Decameron nº 69
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1972
Durata 85 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, erotico
Regia Romano Gastaldi, Joe D'Amato (non accreditato)
Soggetto Aristide Massaccesi
Sceneggiatura Aristide Massaccesi
Casa di produzione Transglobe Italia
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Gianfranco Simoncelli, Piera Bruni
Musiche Franco Salina
Costumi Osanna Guardini
Interpreti e personaggi

Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti - Decameron nº 69 è un film del 1972, diretto da Joe D'Amato ma firmato da Romano Gastaldi.

In un'intervista, D'Amato dichiarò: «Il film risulta firmato da Romano Gastaldi, il mio aiuto. Siccome io facevo già il direttore della fotografia non sono voluto apparire come regista. Poi non pensavo che fosse un gran film... ».[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film è diviso in tre episodi:

Le due cognate racconta di un uomo che parte per concludere un affare di lavoro e la moglie ne approfitta per incontrare l'amante, uno scultore di nome Ignazio. Il marito però torna a casa all'improvviso e non si accorge dell'amante, nascosto sotto il tavolo. Intanto giunge la sorella del marito, che si riposa sul letto e incontra per caso l'amante. I due fanno sesso. Quando il marito riparte, le due donne si dividono l'amante e quando questi è sfinito, lo cacciano fuori di casa in malo modo.

Fra' Giovanni narra di un giovane frate che incontra una donna che lo eccita, lo sfrutta, copula con lui facendosi pagare e poi racconta tutto al marito. Questi lo obbliga all'autocastrazione mediante un coltello, per liberarsi il pene da un marchingegno.

Lavinia e Lucia racconta di un uomo avaro che fa poco sesso con la giovane moglie Lavinia per non sciupare la sua pelle. Un ragazzo, che vorrebbe conoscere Lavinia, si trucca da donna e si fa presentare da un amico di famiglia come Lucia. Il marito parte per affari e affida Lavinia alla finta cameriera. Al momento di andare a letto, Lavinia scopre che Lucia è in realtà un uomo e ne approfitta. Quando il marito torna a casa, Lavinia rifiuta di fare l'amore con lui che allora tenta d'insidiare la cameriera, accorgendosi che è un uomo. Lucia racconta che il pene le è spuntato fuori all'improvviso; l'uomo allora chiama un medico che lo rassicura, dicendogli che Lavinia è un ermafrodito e questo fatto gli porterà fortuna, poiché chi si accoppierà con lei avrà infatti solo figli maschi. Il marito invita quindi Lavinia ad accoppiarsi con Lucia per avere un figlio maschio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a "Duel", marzo 1996.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]