Emanuelle in America

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Emanuelle in America
Emanuelle in America (titoli di testa).JPG
I titoli di testa del film
Paese di produzione Italia
Anno 1976
Durata 90 min (versione italiana)
100 min (versione hard)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere erotico/pornografico, erotico (versione italiana), pornografico (versione estera), avventura, drammatico
Regia Joe D'Amato
Soggetto Ottavio Alessi, Piero Vivarelli
Sceneggiatura Piero Vivarelli, Maria Pia Fusco, Ottavio Alessi
Produttore Fabrizio De Angelis
Casa di produzione New Film Production, Krystal Film
Distribuzione (Italia) Fida Cinematografica
Fotografia Aristide Massaccesi
Montaggio Vincenzo Tomassi
Effetti speciali Giannetto De Rossi
Musiche Nico Fidenco
Scenografia Marco Dentici, Enrico Luzzi
Costumi Luciana Marinucci
Trucco Maurizio Trani
Interpreti e personaggi

Emanuelle in America è un film del 1976, diretto da Joe D'Amato.

Terzo film della serie Emanuelle nera e secondo con la regia di D’Amato, Emanuelle in America è probabilmente il più efferato della serie, per via dello snuff movie mostrato alla metà del film a pezzetti e, intero, verso la fine.[1]

La pellicola uscì in Italia in versione soft, ma circolò all'estero in versione hard. Le scene hard furono girate dagli attori Marina Frajese e Rick Martino.[1] Nel 2004 è uscita anche in Italia questa versione, in DVD.[1]

Il film contamina vari generi quali l'erotico, il porno, l'avventuroso, il thriller e l'horror, come abitudine di D'Amato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Emanuelle

Emanuelle è una fotoreporter che lavora per un giornale scandalistico. Il suo direttore la manda in giro per il mondo in cerca di scoop.

Così Emanuelle scova prima un trafficante di armi, quindi si reca a Venezia, dove fotografa un'orgia in una villa di proprietà di un duca. Trasferitasi su un'isola dei Caraibi, Emanuelle scopre un bordello per donne facoltose, quindi in Sudamerica fa la sua scoperta più sconvolgente, assistendo a una serie di snuff movie che mostrano le torture di un gruppo di militari ai danni di un gruppo di ragazze, che vengono filmate e guardate da un politico sadico.

Alla fine, Emanuelle si reca in Africa, dove partecipa a una festa e viene scelta da un principe come sua sposa. Prima del matrimonio, però, Emanuelle fugge verso nuove avventure.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Il soggetto e la sceneggiatura del film portano la firma del regista Piero Vivarelli e di Maria Pia Fusco, in seguito nota giornalista de la Repubblica. I due sceneggiarono anche altri capitoli della serie Emanuelle nera.

Regia[modifica | modifica sorgente]

Dopo Emanuelle nera - Orient Reportage, Joe D'Amato diresse il suo secondo film della serie Emanuelle nera, imponendo il suo stile fatto di contaminazioni di generi vari e caratterizzando definitivamente Emanuelle come una donna libera, coraggiosa e disinibita.[1]

Le scene hard furono girate per volere dei distributori francesi e olandesi, e furono girate quasi per caso.[1]

Mentre si stava simulando una scena di sesso un attore ebbe un'erezione e D'Amato iniziò a stuzzicare l'attrice che doveva girare la scena, tanto che ella praticò una vera fellatio all'attore. Quando il produttore vide quella scena, decise di inserire scene hard.[1] Per questo fu chiamata sul set Marina Frajese, che già aveva avuto esperienze nel porno.[1]

Tra le scene più forti, da segnalare quella zooerastica, in cui una donna masturba un cavallo.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Una sequenza dello snuff movie che scopre Emanuelle

Per realizzare le sequenze degli snuff fu chiamato il celebre truccatore ed effettista Giannetto De Rossi. Gli effetti speciali da lui realizzati furono così credibili da far scambiare a molti le sequenze realizzate per veri snuff.[1] Anche una delle ragazze che interpretarono le sequenze, quando si rivide sul grande schermo rimase così scioccata da far causa alla produzione, perdendola.[2]

Le torture che i militari infliggono alle donne loro prigioniere riguardano ganci attaccati alle mammelle, olio bollente fatto ingurgitare a forza con un imbuto, falli di ferro forniti di lame su cui vengono sedute le vittime e una museruola che squarcia il volto di una donna stuprata.

D'Amato girò le sequenze riguardanti gli snuff con la macchina a mano, graffiando e sovraesponendo la pellicola e inserendo le tipiche "sfiammate" di fine rullo.[1]

Musiche[modifica | modifica sorgente]

Nella colonna sonora del film vi sono due canzoni, Emanuelle in America e Naked Emanuelle, scritte da Nico Fidenco ed eseguite dal gruppo romano degli Armonium[3].

Censura[modifica | modifica sorgente]

Alla sua uscita il film fu sequestrato dal Tribunale di Avellino e giudicato «pellicola offensiva del comune senso del pudore».[2]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film incassò in Italia complessivamente 630.072.695 lire.[2]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

All'epoca della sua uscita, il film non fu gradito dalla critica cinematografica italiana. Claudio G. Fava scrisse sul Corriere Mercantile: «Indefinibile "collage" di frammenti erotici e pseudoerotici, smozzicato dai tagli di censura che hanno tranciato gli amplessi (umani o zooerastici, a scelta), i quali rappresentavano l'unica ragione d'essere del filmetto, questo Emanuelle ha l'aria, volontaria o involontaria che sia, d'una parodia di un porno fumetto».[4]

In tempi più recenti il film è stato rivalutato da molte riviste di genere come Nocturno, che scrive: «Al di là della struttura fumettistica che Emanuelle in America ha introdotto nella serie, il film è giustamente da considerarsi un'opera cardine nella vita e nella filmografia di Joe D'Amato, e non soltanto perché rappresenta il cosiddetto punto di non ritorno verso una cinematografia, quella erotica, che occupa il novanta per cento della sua produzione, ma anche e soprattutto perché per la prima volta il regista crea quella contaminazione di generi capace di dar vita a pellicole curiose e irriverenti, che lo hanno sempre distinto nel panorama italiano dell'epoca».[1]

Collegamenti ad altre pellicole[modifica | modifica sorgente]

Titoli per l'estero[modifica | modifica sorgente]

Il film uscì in Francia come Black Emanuelle en Amérique, in Germania Ovest come Black Emanuelle - Stunden wilder Lust e negli Stati Uniti come Emanuelle around the world.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La videocassetta italiana contiene la versione censurata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j Autori vari, Dossier Nocturno n.35. Al tropico del sesso, Milano, Nocturno Cinema, novembre 2005.
  2. ^ a b c Marco Giusti, Stracult. Dizionario dei film italiani, Roma, Frassinelli, 2004. ISBN 8876848134.
  3. ^ Davide Motta Fré, Promesse d'amore, 2006; alla voce Armonium, pagg. 21-22
  4. ^ Claudio G. Fava, Corriere Mercantile, 1976.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]